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Archivi per la sezione ‘Welfare’ .

Quell’ufficio dell’ASL di Caserta uccide di nuovo Alberto Varone

Alberto Varone è un gran lavoratore. Ha 5 figli, per mantenere la sua famiglia si alza ogni notte alle 3, con la Kedett rossa da Sessa Aurunca arriva a San Nicola la Strada, va a prendere i giornali, poi li distribuisce in una trentina di edicole tra Roccamonfina e le frazioni di Sessa. Concluso il giro, verso le otto del mattino, raggiunge la moglie al negozio di mobili che gestiscono. Alberto Varone è un uomo onesto e fiero, non si è mai piegato ai ricatti dei camorristi, quelli del clan Esposito che dalla fine degli anni Ottanta domina la zona. E il suo no glielo grida in faccia. Un affronto che il capoclan, Mario Esposito non gli perdona. Ne decreta la morte. Il 24 luglio del 1991, Alberto Varone come ogni notte, è sulla via Appia, guida la sua auto piena di giornali. Lo raggiunge un kommando di fuoco, gli sbarrano la strada, gli sparano con un fucile a canne mozze, poi gli sparano in faccia. Ma Alberto è tosto, non muore subito. Finirà qualche ora più tardi su un letto di ospedale, ma prima riuscirà a far capire alla moglie chi è stato ad ucciderlo. Il figlio di Aberto, Giancarlo, ha la fierezza del padre. Decide, con l’aiuto degli amici, di riprenderne il lavoro, alzarsi di notte, distribuire i giornali. Non mancano le minacce, ritornano le ritorsioni del clan. Tuttavia la madre, con il conforto del Vescovo Nogaro, supera le paure per i figli, decide di denunciare gli assassini del marito. Le minacce si fanno più pressanti. La famiglia Varone entra nel programma di protezione, sono portati tutti via. Da allora, come purtroppo è inevitabile, nessuno sa più nulla di loro. Poco a poco, tutti sembrano dimenticare questa storia, nessuno ne parla più per anni. Qualcuno, però, tiene duro, continua a ricordare e fa di quel ricordo un punto di forza della sua lotta, strenua, dura, per la legalità. E’ Simmaco Perillo, con la sua cooperativa Al di là dei sogni. Ci lavorano persone che vivono disagio, per lo più provenienti dalla salute mentale. Decine di uomini e donne che erano stati legati per anni ai letti di contenzione, che erano stati definiti socialmente pericolosi, oggi sono soci della cooperativa, lavorano lì, perfettamente integrati nella loro comunità. Lo fanno grazie ad uno strumento, i budget di salute, che permette di superare la logica delle RSA, produce un enorme risparmio per la sanità, restituisce queste persone al diritto di cittadinanza. Questi ragazzi hanno in gestione un bene confiscato ad Antonio Moccia. Decidono di intitolarlo ad Alberto Varone. Coltivano i terreni del bene confiscato. Producono centinaia di vasetti di melanzane che mettono in vendita e presentano nel luglio di quest’anno in una grande manifestazione pubblica nell’aula consiliare del comune di Sessa. Centinaia di persone, alla fine, scendono in piazza, e dopo 19 anni viene gridato il nome di Alberto Varone. Una comunità intera restituisce ad una vittima innocente della camorra la sua dignità, grida un no secco in faccia ai clan. Ma oggi, l’Ufficio Sociosanitario del distretto 14 dell’ASL di Caserta, che si oppone ai budget di salute, interrompe da un giorno all’altro i Progetti Riabilitativi Terapeutici Individuali. Con procedure tutt’altro che trasparenti, senza aver mai visitato negli ultimi due anni queste persone, senza sapere se gli obiettivi sociosanitari sono stati raggiunti, senza sapere che molte di queste persone non hanno più nemmeno una casa o una famiglia dove tornare. Per loro si spalancherebbero a breve, nuovamente, le porte delle RSA. E si produce l’effetto di far chiudere quel bene confiscato. Così, per interessi oscuri, un pezzo dello Stato decide di uccidere di nuovo Alberto Varone.

 

Antonio Amato

Presidente commissione regionale sui beni confiscati

Audizione con il Prefetto Morcone sui Beni Confiscati

Il Direttore dell’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati, il Prefetto Mario Morcone, ha partecipato oggi all’audizione convocata dalla III Commissione speciale regionale sui beni confiscati alla criminalità organizzata. «Abbiamo fortemente voluto quest’audizione» afferma il Presidente della Commissione Amato «per fare il punto sulla situazione della confisca e del riutilizzo dei beni confiscati in Campania  ed affrontare la tematica legata all’apertura di un ufficio distaccato dell’Agenzia nella nostra regione». All’audizione, oltre al Vice Presidente Mafalda Amente e agli altri componenti della Commissione, hanno preso parte l’Assessore regionale Ermanno Russo, l’assessore alla Legalità del Comune di Napoli Luigi Scotti, il responsabile nazionale per i beni confiscati di Libera Davide Pati, il responsabile dell’Osservatorio Provinciale di Caserta sui Beni Confiscati Mauro Baldascino, il Presidente di POLIS Paolo Siani, i responsabili dei consorzi SOLE, Lucia Rea,  ed AGRORINASCE, Immacolata Fedele e Gianni Allucci.

La Campania con 1670 beni confiscati è la seconda regione italiana per numero di beni confiscati «Un enorme patrimonio che colpisce la criminalità organizzata al cuore dei suoi interessi economici e che dobbiamo utilizzare attraverso una corretta programmazione sinergica tra tutti gli attori in campo» afferma Amato «Si devono valorizzare le esperienza di eccellenza, superare gli ostacoli che ancora oggi si frappongono al pieno riutilizzo dei beni stessi, addivenire ad una corretta valutazione dell’esistente, quantitativa ma anche qualitativa, anche attraverso la possibilità di strutturare un osservatorio regionale sui beni confiscati sulla scorta dell’esperienza, unica in Italia, di quello provinciale di Caserta»

Al centro dell’audizione l’apertura di un ufficio distaccato dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati in Campania, la necessità di impostare una corretta politica regionale per il riutilizzo sociale degli stessi, ma anche alcuni nodi strutturali che sembrano frapporre seri ostacoli: difficoltà burocratiche, reperimento dei fondi, valorizzazione di strumenti innovativi come i budget di salute, filo rosso che tiene insieme diverse esperienze d’eccellenza di cooperative sui beni confiscati nel casertano, oggi messo i discussione da alcuni responsabili dell’ASL locale per ragioni che restano tutte da chiarire.

Di seguito un ulteriore intervento dell’Onorevole Amato sui risvoti dell’audizione.

«L’apertura di una sede dell’Agenzia in Campania è di fondamentale importanza e seguiremo la vicenda con la massima attenzione, sollecitando Governo nazionale e locale perché si riesca ad addivenire agli investimenti, umani ed economici, necessari alla sua apertura» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato «Crediamo che questa struttura dovrà essere ospitata all’interno di un bene confiscato e su un territorio che abbia anche un forte valore simbolico. Ma al di là di questa vicenda, sottolineo la grande importanza dell’audizione di ieri. Sono emerse questioni e tematiche importanti e, soprattutto, la comune intenzione di creare un fronte unico sul tema dei beni confiscati. E’ un messaggio che inviamo direttamente alla camorra: vi combattiamo vi colpiremo al cuore stesso dei vostri interessi economici. Anche per questo» conclude Amato «vanno immediatamente risolti i nodi esistenti. La vicenda dei budget di salute, ad esempio è assurda. Non si può permettere che interessi oscuri e cattiva amministrazione di un ASL, quella di Caserta, mettano a rischio alcune delle più importanti e significative esperienze esistente in Italia sui beni confiscati» 

Se vogliamo superare la crisi della sanità, le responsabilità siano bipartisan

La questione della sanità campana è molto complessa ma non si può far pagare ai lavoratori il peso di questa situazione, come sta succedendo con il blocco degli stipendi dei lavoratori della ASL Napoli 1. La priorità deve essere quella di trovare una  soluzione immediata per garantire le spettanze dei lavoratori.

La querelle Caldoro – Bassolino mette in evidenza una responsabilità diffusa che chiama in causa governo regionale e nazionale. Di certo, sulle ragioni del deficit, Caldoro può interrogare uno dei suoi principali alleati, De Mita, per capire come si è giunti alla condizione attuale.

Negli ultimi anni si era cercato di ripristinare ordine e trovare soluzioni ad una situazione che si era portata al collasso. Il lavoro di Santangelo stava andando in questa direzione.

Ma al di là della polemica politica, credo, bisogna ritrovare una forte responsabilità istituzionale per lavorare con serietà per il superamento dell’emergenza, garantendo diritti dei lavoratori e di conseguenza degli ammalati. Anche in Consiglio porteremo dai banchi dell’opposizione un contributo responsabile per affrontare tutti i nodi legati alla sanità.

Castel Volturno, il Sindaco vuole una nuova Rosarno? Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano

«Razzismo istituzionale che potrebbe portare ad una nuova Rosarno dieci volte più violenta» è l’allarme che lancia il consigliere regionale del PD Antonio Amato a seguito delle dichiarazioni del Sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone che annuncia di voler far chiudere i centri d’accoglienza per migranti del comune «Scalzone mistifica in modo preoccupante la realtà, definendo in modo falso e tendenzioso la “rivolta dei neri” di Castel Volturno come determinata dalla mafia nigeriana. Non solo Saviano, ma le intercettazioni telefoniche hanno dimostrato che si trattò di un’operazione stragista organizzata dal clan Setola contro i migranti senza alcuna distinzione nemmeno tra donne, uomini e bambini. E furono assassinati 6 migranti innocenti. La rivolta fu innanzitutto contro la violenza camorrista. Così come quella di Rosarno è stata, come hanno dimostrato gli arresti di ieri, una rivolta contro le nuove forme di schiavismo che vedono coinvolte la criminalità organizzata. Definire l’azione dei padri comboniani e del centro Fernandez una rovina è inconcepibile» continua Amato «sono parole vergognose che vorrebbero delegittimare l’azione di quanti quotidianamente si spendono per portare sostegno ed aiuto ai più deboli della società,  garantendo diritti essenziali che la nostra antidemocratica legislazione in merito all’immigrazione nega. Il sindaco candida Castel Volturno ad ospitare nuovi CIE. Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano. Si punta» dice ancora Amato «per l’ennesima volta sulla logica del rifiuto e dell’ordine pubblico contro ogni forma di accoglienza ed integrazione. Questo può far solo salire la tensione sociale, e se questa sarà la strada che si vorrà perseguire si giungerà a nuove forme di violenza, ad una nuova Rosarno ma molto più esplosiva. Infine» conclude Amato «c’è il rischio che una sorta di pulizia etnica sia in qualche modo d’aiuto a nuovi palazzinari e speculatori, interessati a allontanare i migranti da quell’area del casertano che sarà oggetto di nuovi piani di riqualificazione ed investimenti».

Appoggio i Comitati per il referendum per l’acqua pubblica. Il PD campano partecipi al Comitato di sostegno

Quella che spacciano come liberalizzazione della gestione dell’acqua rappresenta, in realtà, una vera e propria privatizzazione monopolistica che trasformerebbe il bene primario della vita, l’acqua, in una merce.

Aderisco, perciò, alla campagna referendaria promossa dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua presentata questa mattina dal Comitato campano in vista della raccolta delle firme prevista per Sabato.

La campagna referendaria, nata dal basso, dalla partecipazione attiva di comitati  e cittadini, va sostenuta perché i suoi fini: restituire l’acqua alla gestione pubblica, fermarne la privatizzazione, eliminare i profitti dal bene comune acqua, sono non solo condivisibili ma vitali.

L’acqua rappresenta il vero business dei prossimi anni, è l’oro blu verso il quale le grandi multinazionali si stanno già attrezzando. Difenderne il valore di bene primario della vita che non può essere ridotto a merce da vendere e comprare è allora un dovere di chi amministra la cosa pubblica. Sono convinto che i cittadini si mobiliteranno su questa grande battaglia di civiltà e ci sarà una grande risposta democratica.

Ho già sollecitato il segretario regionale del PD e spero che, anche in base ad un documento a difesa dell’acqua pubblica, che avevo promosso ed è stato già approvato dal Congresso regionale, il PD campano entri il prima possibile nel Comitato di sostegno ai referendum.

Ex birreria Peroni, non dimentichiamo il dramma dei suoi lavoratori

Le grandi manifestazioni culturali sono importanti per il nostro territorio, ma se queste si svolgono in luoghi dove si è consumato ed ancora si consuma un vero e proprio dramma occupazionale, senza che se ne tenga minimamente conto, si perde parte del loro reale potenziale e valore. È quel che ho detto stamane alla conferenza stampa indetta dai lavoratori dell’ex birreria.

Dopo la chiusura della fabbrica decine di lavoratori sono ancora in attesa di ricollocazione, mentre progetti come quello di Italia Lavoro non sono mai stati realizzati. In molti sono da un anno senza più il sostegno al reddito. Realizzare proprio nella ex birreria un evento del Teatro Festival può essere un bel segnale, ma solo se fossero coinvolti, pure con contratti temporanei, questi stessi lavoratori, in attesa di un serio progetto di ricollocamento e dell’erogazione dei finanziamenti per il sostegno al reddito che pure sono stati approvati. Invece, mentre gli allestimenti si stanno già realizzando, non c’è stato il minimo coinvolgimento.

Il Napoli Teatro Festival è una grande kermesse ed è significativo che vengano utilizzati luoghi dimessi come l’ex birreria. Ma farlo come se questi lavoratori non esistessero nemmeno sarebbe assurdo. Con la cultura si realizza sviluppo, e si può ridare dignità a luoghi e territori. Ma non si può ridurre a fantasma chi in questi luoghi ha speso una vita di lavoro e sacrifici.

ANTONIO AMATO (PD): preoccupazione per la CIG dell’Alenia

«Nella nostra Regione la questione lavoro sta diventando drammatica» lo afferma in una nota il consigliere regionale PD Antonio Amato «Gli effetti della crisi e l’inefficienza di interventi governativi si stanno facendo sentire anche all’Alenia. Da questa mattina, è partita la cassa integrazione per oltre 1700 lavoratori: 1058 a Pomigliano (di cui 271 apprendisti), 449 a Casoria (di cui 30 apprendisti), 231 a Nola (di cui 51 apprendisti). L’Alenia è sempre stata un nostro fiore all’occhiello, oggi nella nostra Regione mancano le commesse. E’ assurdo. Soprattutto perchè» continua Amato «nel frattempo vengono delocalizzate le attività all’estero. E la crisi dell’azienda non si sente in Piemonte. E’ l’ennesimo costo che si fa pagare sulla pelle dei lavoratori del sud Italia. Ma quale futuro si sta preparando per i nostri territori? E’ necessario attivare immediatamente tavoli istituzionali tra azienda, governo e parti sociali per capire quali sono piani industriali e progetti di rilancio. D’altro canto, di fronte agli annunci di questo governo di mancanza di fondi per rifinanziare gli ammortizzatori sociali crescono timori e preoccupazione. Il primo obiettivo del nuovo governo regionale» conclude Amato «dovrà essere il lavoro ed il sostegno ai lavoratori ed alle loro famiglie. Dovremo essere al fianco dei nostri operai, perché, a dispetto della sterile propaganda berlusconiana, dobbiamo affrontare una situazione molto difficile, e dobbiamo essere capaci di dare risposte serie e credibili».

Antonio Amato (PD): Oltre 2000 posti di lavoro a rischio per Telecom Informatica

«Quanto sta accadendo alla Telecom Italia è inaccettabile» lo afferma in una nota il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Amato «La cessione del ramo d’azienda del settore dell’informatica ad una società terza prefigura pesanti riduzioni d’organico e già si parla, solo per la Campania, di un esubero di più di 600 unità. Oltre naturalmente al coinvolgimento dei lavoratori dell’indotto con un numero complessivo di 2000 posti di lavoro a rischio. Capisco gli impegni dei candidati per la campagna elettorale, ma questa situazione, se sfuggisse all’agenda politica, si tramuterebbe in un vero e proprio dramma. L’ennesimo che dobbiamo evitare. Non solo quindi do la piena adesione ed il sostegno allo sciopero promosso per domani dai lavoratori dell’informatica della Telecom Italia, ma, soprattutto, chiedo che il Governo, e soprattutto il Ministro Deputato,  intervenga con urgenza presso l’azienda per avere risposte certe che garantiscano livelli occupazionali e professionalità. Allerterò inoltre» continua Amato «i parlamentari del PD perché vigilino attentamente sull’intera vicenda e facciano sentire la loro voce a difesa dei lavoratori».

Ci vuole Antonio Amato per la regione Campania. Spot ufficiale Elezioni Regionali 2010

Antonio Amato su Youtube

Questo mio spot è in onda dal 1 Marzo, sulle radio e le tv campane. Dico no, un no deciso alla camorra, ad ogni camorra, alle centrali nucleari ed all’acqua a pagamento. Dico sì, un sì convinto alle energie pulite, all’ambiente ed ai territori dai quali non mi sono mai staccato e che, oggi più che mai, chiedono diritti: lavoro, casa, buona sanità. Sto con Napoli contro ogni camorra, sto con il Partito Democratico, sto con De Luca Presidente.

Antonio Amato

Antonio Amato sul web. Intervista con Napolitoday.it sui grandi temi della politica campana

Antonio Amato percorre i grandi temi che toccano la Campania, argomenti cardine della sua campagna elettorale e del suo impegno politico futuro e pregresso.

Si spazia dal lavoro all’ambiente alla sanità, al caso Cosentino. Riflettori accesi su: energie rinnovabili e centrali nucleari, alle quali il Consigliere Amato ripete il suo no deciso, la strenua difesa dell’acqua pubblica, la sua campagna elettorale, Vincenzo De Luca ed il suo progetto per la Campania, i cambiamenti dentro il PD.

Ma anche gli ottimi risultati ottenuti da Questore alle Finanze, frutto del lavoro quotidiano svolto da Antonio Amato negli ultimi tre anni e che, pur accanto ai grandi fatti che scuotono la vita sociale e politica della nostra regione, non vanno dimenticati.

 

l’intervista a Napolitoday