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Archivi per la sezione ‘Welfare’ .

Almaviva, dalla Giunta aperture per affrontare il problema precari

Sulla vicenda dei lavoratori di Almaviva Contact, l’azienda di call-center del Centro Direzionale di Napoli, mi sono arrivati segnali di interesse e di attenzione vigile da parte della Giunta, nella mia ultima interrogazione in Aula all’Assessorato alle Attività Produttive.   

C’è l’impegno dell’Assessore al Bilancio Valiante, in rappresentanza delle Attività Produttive, anche affinché i fondi di credito d’imposta previsti per nuove assunzioni in Finanziaria regionale non siano usati dalle aziende per rinnovare il personale senza regolarizzare i lavoratori precari già precedentemente “utilizzati”.

L’azienda Almaviva, in particolare, verrà sollecitata a stabilizzare i lavoratori precari, attenendosi a criteri di regolarizzazione cruciali. A partire dall’anzianità di servizio. Ma anche per riconoscere il ruolo del sindacato nel segnalare il mancato rispetto delle norme regionali che regolano la materia.

Insieme a me Massimo Tagliatatela, segretario regionale della categoria Uilcom-Uil Campania, ha affermato: “rispetto a quanto detto dall’Assessore Valiante, le sollecitazioni della Uilcom-Uil Campania al Consigliere Regionale Antonio Amato sulla vertenza degli interinali storici di Almaviva Contact Spa Napoli dimostrano che in questa e in altre vicende, se si procederà alle stabilizzazioni, si dovrà tenere conto dell’anzianità contrattuale e che, come sindacato di categoria, continueremo a vigilare sul rispetto di queste norme”.

Morti di povertà, morti di classe, morti che fanno paura

«Se fosse confermato che i due corpi ritrovati sono di senza fissa dimora deceduti per strada, vi prego non chiamateli morti per il freddo» lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato. «E non sono morti naturali. Di persone che perdono la vita così non si può dire “è naturale” ».

«Non usiamo queste semplificazioni per nascondere le nostre inadempienze se non il nostro disinteresse».

«Non trasformiamo in falso pietismo il progressivo smantellamento dello stato sociale, l’incapacità di portare sostegno ed aiuto, come istituzioni ma anche come comuni cittadini. Fanno paura queste morti» continua Amato «perché sono morti di povertà, sono morti di classe. La classe di quanti stanno ai margini della società. Una classe che oggi, purtroppo, continua sempre più ad ingrossarsi»

L’arresto dei due Ispettori del Lavoro è un episodio gravissimo. Ma la legge che stiamo presentando rinforzerà le norme per la sicurezza sul lavoro

L’arresto dei due Ispettori del Lavoro rappresenta un episodio gravissimo e, se le accuse saranno confermate, spero in una condanna esemplare. L’unico sentimento verso chi si macchia di questi crimini è l’assoluto disprezzo.

Purtroppo, oltre che di malaffare, è l’ennesimo episodio che ricade direttamente sulla pelle di lavoratori e imprenditori. Questi signori per il loro tornaconto hanno messo a rischio la salute di centinaia onesti lavoratori. La sicurezza sui luoghi di lavoro costituisce un tema fondamentale sul quale non si possono accettare compromessi.

Da mesi portiamo avanti un Viaggio per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro all’interno di fabbriche, cantieri, scuole, ascoltando la voce di lavoratori, imprenditori e parti sociali. Stanno emergendo proposte di grande importanza e ci prepariamo a presentare una legge che integri la normativa esistente, prevedendo premialità per quanti rispettano le norme della sicurezza, ma pene ancora più severe per quanti le evadono.

Tra queste, l’impossibilità di accedere a finanziamenti e partecipare a gare d’appalto pubbliche. E, naturalmente, dovranno essere rafforzati i controlli. Inoltre, anche perché non si ripetano episodi di corruzione, puntiamo a istituire un Sistema Informativo Regionale per la Prevenzione sui luoghi di lavoro e, soprattutto, uno Sportello Unico per la sicurezza.

Un altro morto sul lavoro. Stavolta a Pontecagnano. Ci vogliono più prevenzione e sanzioni severe. Scolpite nel bronzo di una buona proposta di legge

È un’amara, crudele coincidenza che proprio oggi che si è tenuta l’udienza preliminare per la morte dell’operaio Umberto Gambino, schiacciato da un pannello elettrico alla Stazione Garibaldi di Napoli il 18 Dicembre 2008, venga a sapere che un operaio di 31 anni, di cui presto, ahinoi, avremo il nome, è morto cadendo dal tetto di un capannone a Pontecagnano. Sembra una coincidenza, ma le coincidenze in questi casi non esistono.

Esiste ancora una carenza di prevenzione del rischio a cui sono esposti i lavoratori, specialmente in quelle aziende in cui le negligenze nei controlli sull’applicazione effettiva di misure ed equipaggiamenti di sicurezza abbondano. Esiste un sottobosco di lavoro irregolare e nero in cui agli operai non è data nessuna garanzia di incolumità, e le imprese lavorano nel vuoto assoluto di qualsiasi cultura della prevenzione.

Su questi aspetti, su queste imperdonabili deficienze come rappresentante delle Istituzioni voglio intervenire e stabilire sanzioni severe, fino all’esclusione dalle gare pubbliche per un certo tempo alle imprese che non applicano le norme di sicurezza sul lavoro e non fanno formazione alle proprie maestranze, e premi ed agevolazioni alle aziende virtuose che investono in formazione e corsi di aggiornamento sulla sicurezza.

Penso, in particolare, alle imprese di Napoli e provincia che abbiamo finora visitato nel nostro Viaggio sui Luoghi di Lavoro per la salute e la sicurezza: la Stazione Municipio della Metrò Linea 1, il Deposito della Circumvesuviana di Ponticelli, l’Ansaldo Breda di Via Argine, la Unilever di Caivano.

A questo mirano la mia iniziativa e la proposta di legge regionale in materia di sicurezza sul lavoro che ne seguirà. Solo e unicamente a promuovere una nuova, vera ed efficace cultura della prevenzione che argini progressivamente il fenomeno delle morti sul lavoro, indegno di un paese civile, renda sicure le aziende dall’interno e permetta nel tempo alle agenzie di stampa di non dovere più battere quest’orribile genere di notizie. Mai più.

«La Regione Campania faccia ricorso alla consulta contro la privatizzazione dell’acqua»

«Il decreto Ronchi che prevede una sostanziale privatizzazione delle gestioni idriche è una nefandezza che espone la nostra Regione a rischi enormi, per questo ho preparato un question time in cui si chiede alla giunta di valutare l’opportunità che la Regione faccia ricorso alla Consulta contro l’obbligo a cedere ai privati la gestione dell’acqua» lo afferma in una nota il Consigliere Regionale Antonio Amato già intervenuto più volte in queste settimane sulla questione «Sono certo che i nostri rappresentanti faranno sentire il loro dissenso già all’interno della Conferenza Stato Regioni, ma sulla scorta di quanto si stanno apprestando a fare anche Regioni come Puglia e Basilicata, si avverte la necessità di passare alle vie legali, portando la legittimità dell’atto davanti alla Consulta.  Oltre alla questione di principio per la quale ritengo deplorevole che si possa considerare l’acqua come merce da vendere e comprare, soprattutto sui nostri territori si correrebbe un serio rischio di infiltrazioni malavitose in questi presunti affari. Conosciamo bene gli appetiti della camorra su appalti di gestione di beni pubblici e non possiamo restare inermi. L’acqua, fondamento della vita, rischia di diventare il nuovo eden per speculazioni e affari di dubbia natura. Ed il tutto a scapito di qualità del servizio e soprattutto contro il bene dei cittadini».

Inopportuno trasferire a Nola i reparti dell’Ospedale Apicella. Soprattutto con l’influenza A che percuote la Campania

I reparti di Ginecologia, Ostetricia e Pediatria dell’Ospedale Apicella di Pollena Trocchia vengono trasferiti al Santa Maria della Pietà di Nola in ottemperanza alla legge 16/2008 della Regione Campania sul riordino del comparto sanitario.  Contro questo trasferimento ed il mancato contemporaneo rafforzamento di altri reparti, pure previsto dalla legge, presso l’Ospedale è presente un gazebo della rete Cittadinanza Attiva – Tribunale per i Diritti del Malato che si oppone al trasferimento, sulla base del principio che “la salute non ha costo”.

I rappresentanti di CittadinanzAttiva pongono questa questione di principio: rientrare nella spesa sanitaria, ma non con la semplice equiparazione salute/economia. Il diritto alla salute non può essere affrontato esclusivamente col bilancino della spesa ed i servizi essenziali, soprattutto quelli ospedalieri, vanno garantiti. Se pure l’accorpamento fosse inevitabile, al trasferimento di alcuni reparti va associato il rafforzamento di altri: che fine hanno fatto allora i nuovi sei posti in rianimazione, ed il rafforzamento di ortopedia e medicina?

Soprattutto per Pediatria, mi chiedo se è opportuno trasferire il reparto, ora che è in corso una vera e propria emergenza legata alla pandemia influenzale. Esiste una legge e bisogna rispettarla; ma non sarebbe più opportuno rimandare gli adempimenti a quando sarà superato quanto determinato dall’influenza A? È vero che nell’Ospedale è stata prevista una Guardia pediatrica sulle 24 ore all’interno del Pronto Soccorso ma, non essendoci un reparto, i medici trasferiranno i bambini negli ospedali napoletani, intasandoli ancora di più in un momento tanto delicato. Non era allora opportuno posticipare queste misure, data l’emergenza in corso?

C’è stata oggi una conferenza di servizi sulla questione cui hanno partecipato il Commissario dell’ASL Na3 Lamberti, il subcommissario Patriciello, ed il rappresentante di Cittadinanza Attiva Gaetano Di Tuoro, in cui abbiamo portato il chiaro impegno di salvaguardare i diritti dei cittadini di questi territori. Le ragioni del risparmio non possono passare sulla pelle delle persone.

Qui si muore per povertà e indifferenza

«A Napoli si muore perché si vive ancora nei tuguri» afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato commentando la morte del bambino alla Salita Sanità causata dalle esalazioni di un braciere «La tragedia di questo bambino e di sua madre, oltre a dolore e cordoglio, provoca sdegno civile e morale. Questa è u8na morte di povertà».

«In pochi metri quadrati» continua Amato «spesso senza allacciamenti per le utenze, umidi, privi di luce sono costretti a vivere ancora migliaia di persone che hanno difficoltà economiche e sociali. Oggi sono soprattutto i migranti, fantasmi del diritto di cittadinanza, che fittano questi luoghi perché sono gli unici che possono permettersi. Spesso, anche a causa delle aberrazioni del Decreto Sicurezza, senza nemmeno un regolare contratto d’affitto». «Esistono situazioni di povertà estrema rispetto alle quali non vengono messe in campo azioni efficaci e concrete, non si avverte la necessaria attenzione, mentre sempre più si sgretola lo Stato Sociale. Di fronte a situazioni di vera e propria emergenza che mettono a repentaglio la stessa possibilità di sopravvivenza e la dignità di migliaia di persone si avverte la necessità di una rete di sostegno che intercetti le necessità e riesca a fare qualcosa prima che si realizzino nuove tragedie».

«In fondo, però, c’è un clima culturale da cambiare: oggi ci stiamo sempre più abituando ad un indifferenza glaciale lievemente scossa solo dagli episodi eclatanti. C’è bisogno di una scossa, forte, profonda, perché la nostra società, a partire dai nostri territori, possano tornare ad essere davvero solidali»

Antonio Amato (PD): lavoratori SAES, positivo il primo tavolo in Prefettura

Si è svolto oggi il primo tavolo in Prefettura, sollecitato dal Consigliere Regionale Antonio Amato, sulla vertenza dei 130 lavoratori SAES che da giorni stavano protestando arrampicati sulla Torre delle Officine di Manutenzione “Napoli Smistamento” delle FS dopo che la DUSMAN, la ditta subentrata alla SAES, non aveva provveduto ad assorbirli.

«L’incontro di questa mattina in Prefettura, con la partecipazione di lavoratori e sindacati, ha iniziato a sbloccare questa assurda situazione.» afferma il Consigliere Amato «Abbiamo sollecitato l’intervento delle Ferrovie dello Stato che, telefonicamente, hanno garantito l’impegno a provvedere al riassorbimento degli operai della SAES attraverso nuovi affidamenti di lavori che saranno necessari.

«Ora, però,» conclude Amato «si dovrà convocare una nuova riunione in Prefettura cui dovranno partecipare  gli stessi rappresentanti delle Ferrovie dello Stato. Continuerò a vigilare sull’evoluzione della vicenda perché si giunga al più presto al riassorbimento dei lavoratori, cui deve essere garantito lavoro e professionalità raggiunte».

Garantire lavoro e professionalità degli addetti SAES. Già richiesto un incontro urgente in Prefettura

Da questa mattina i lavoratori della SAES sono arrampicati sui piloni delle Officine di Manutenzione “Napoli Smistamento” delle FS (nei pressi  del Centro Direzionale) e minacciano di lanciarsi nel vuoto se non avranno garanzie sul loro futuro occupazionale. Sul luogo si è recato il consigliere regionale Antonio Amato che si sta facendo promotore di un incontro urgente in Prefettura.

«È gravissimo che decine di lavoratori si trovino senza lavoro per un mero calcolo economicistico che non salvaguarda né le clausole sociali del contratto né i livelli di professionalità raggiunti» afferma il consigliere Amato. «Oltre a sottoporre la questione al Consiglio Regionale ed alla giunta mi sono già attivato presso la Prefettura per avviare immediatamente un tavolo tra le parti».

Da maggio la SAES, ditta che gestiva i servizi di pulizia e manutenzione dei vagoni ferroviari per conto delle Ferrovie dello Stato, è stata sostituita da una nuova ditta, la DUSMAN, che non ha provveduto ad assumere gli operai della SAES, rimasti quindi senza lavoro.

«Assurdo scatenare una guerra tra onesti lavoratori» afferma ancora Amato «i lavoratori della SAES rivendicano legittimamente il loro diritto al lavoro ed il rispetto della professionalità acquisita. Invece la nuova ditta non ha provveduto ad assumerli lasciandoli letteralmente per strada. Com’è possibile? Ho provveduto anche a contattare i vertici delle FS» afferma ancora Amato «ed hanno confermato la situazione aggiungendo che per loro è del tutto normale. Come fa ad essere “normale” lasciare operai specializzati senza più lavoro? Come è possibile definire normale il mancato rispetto della clausola sociale contrattuale che salvaguardia i livelli occupazionali?

«Il gruppo Ferrovie dello Stato deve assumersi tutte le responsabilità del caso e garantire il rispetto del lavoro e dei lavoratori. Non si può pretendere» conclude Amato «che il settore dei trasporti possa divenire un fiore all’occhiello della Campania se non si parte dalla tutela e dal rispetto dei diritti di tutti i lavoratori del comparto. I lavoratori della SAES, già troppe volte maltrattati e bistrattati, hanno bisogno di una risposta seria ed immediata capace di dare certezze sulle prospettive future».

Cantiere Metronapoli di Piazza Municipio. Ia tappa del Viaggio sui Luoghi di Lavoro per la Salute e la Sicurezza. Partire da un cantiere modello per una Campania più sicura

Comincio ancora una volta il racconto di una mia iniziativa con la voce piegata da una brutta notizia. Un’altra morte sul lavoro, tanto per non disabituarci ad un bollettino nero che si allunga oltre i confini del nostro sguardo.

È morto Gianluca Confini: aveva 32 anni, faceva l’operaio. Una parete prefabbricata da sistemare in uno stabilimento a Teverola viene giù, lo schiaccia. Inutili tutti i soccorsi prestati: lesioni interne troppo gravi. Ora i Carabinieri indagano.

Una triste notizia delle agenzie del primo pomeriggio. Ma che ci deve dare la forza di fare ancora meglio la nostra indagine sul mondo del lavoro campano, conoscerlo in tutte le sue pieghe per non dover azzerare il contatore delle (cosiddette) morti bianche e riprendere daccapo, con il nuovo anno, la macabra contabilità.   

Con questo spirito ha preso il via, dal cantiere Municipio della Metropolitana di Napoli, il Viaggio sui luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza, promosso da me e dal Gruppo per la Sicurezza sul Lavoro del Consiglio Regionale. Iniziativa che presentammo, ricorderete, il 10 Luglio scorso.

Siamo partiti da un cantiere-emblema per capire condizioni ed esigenze dei lavoratori e dar vita alla prevenzione di nuovi incidenti mortali. Il cantiere Municipio è la prima di otto tappe in altrettante aziende della Campania per ascoltare i lavoratori e produrre un’iniziativa di legge che renda i luoghi di lavoro più sicuri.

Con me c’erano il Presidente del Consiglio Regionale Sandra Lonardo, il Presidente di Metronapoli Gian Egidio Silva, il presidente Anmil Raffaele Ievolella, l’assessore al Lavoro Corrado Gabriele, il direttore sicurezza Metronapoli Enrico Brunori e il delegato del Comune di Napoli Gianfranco Pomicino, direttore Infrastrutture dell’ente. E, a colloquio diretto con noi, i sindacalisti delle tre confederazioni, l’Ance Campania, l’Unione Industriali Napoli, l’Ufficio Scolastico Regionale, la Direzione INAIL.

La Presidente Lonardo, che ha aperto il dibattito, ed io ci siamo trovati subito in grande sintonia sulla necessità non solo di monitorare la sicurezza nei cantieri, ma anche di premiare, oltre a  sanzionare, le aziende campane che meglio applicano gli obblighi di sicurezza in tutte le proprie sedi, e meglio fanno formazione in sicurezza del personale. La Presidente ha poi chiesto che si arrivi in tempi giusti ad una legge regionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Anche l’Assessore Gabriele, positivo verso il nostro Viaggio, giudicato buon mezzo per collegare istituzioni, politica, imprenditori e sindacati nella tutela dei lavoratori, si è augurato che il disegno di legge Il Lavoro di Qualità, già approvato dalla III Commissione Consiliare, e che include norme più stringenti e verifiche più severe in sicurezza e salvaguardia, venga portato in Consiglio Regionale. E reso legge per la fine del 2009.