Archivi per la sezione ‘Welfare’ .
12th dicembre 2011, 06:09 pm
«Quella dei rifugiati dal Nord Africa in Campania è una situazione orami esplosiva in cui sono lesi i più elementari diritti mentre, anche rispetto ai milioni di euro spesi c’è totale assenza di trasparenza» lo denuncia in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato «La settimana scorsa avevamo scritto all’assessore regionale Cosenza individuato dal capo della Protezione Civile Gabrielli come soggetto attuatore per la regione Campania. Chiedevamo notizie circa piani regionali, linee guida regionali, deliberazioni, decreti e/o altri atti relativi alla tematica “Emergenza umanitaria Nord Africa”. La risposta ci lascia sconcertati: l’assessore scrive testualmente che “come soggetto attuatore non emetto alcun piano regionale, linea guida regionali, deliberazioni. Ci chiediamo allora» continua Amato «come sono stati ad esempio scelti gli alberghi dove questi ragazzi vengono abbandonati a loro stessi visto che non c’è stato alcun bando pubblico, e perchè non siano controllate le condizioni disumane in cui sono lasciati. Chiediamo come sia possibile che in una lettera di Cosenza si chieda di trasfromare questi alberghi in CARA ed il giorno stesso della lettera arrivino negli alberghi cooperative a proporsi per i servizi di supporto previsti dal “contratto CARA”, proponendo prezzi risibili, senza che siano stati coinvolti in questa operazioni orgnaizzazioni sindacali, associazioni e, soprattutto, enti locali. Perchè il comune di Napoli dove soggiornano oltre mille donne e uomini che vengono dal Nord Africa, e tutti gli altri comuni non vengono chiamati in causa? Ed ancora» prosegue il consigliere PD «a fronte di una situazione sanitaria divenuta drammatica con seri rischi per la salute pubblica che ruolo hanno avuto le ASL e il commisariato regionale alla sanità? Perchè nessuno si spende per far ottenere a questi ragazzi un permesso i soggiorno umanitario della valenza di un anno, preferendo il proseguire di una situazione definita emergenziale mentre, tra l’altro, la commissione regioanle di Caserta che valuta le richieste di asilo ne approva, ad oggi, dati alla mano, una ogni 50? Siamo di fronte ad un enorme vulnus della Democrazia» conclude Amato «che sostringe migliaia di persone fuggite dalla guerra a vivere in condizioni ai limiti dell’umanità. Chiederemo urgentemente conto di quanto sta accadendo in Consiglio Regionale»
24th ottobre 2011, 04:36 pm
«La legge sui budget di salute è stata inserita nell’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale di giovedì 27 ottobre» lo affermano in una nota congiunta il consigliere del PD Antonio Amato ed i consiglieri del PSE Gennaro Oliviero e Gennaro Mucciolo «Alla conferenza dei capigruppo di questa mattina siamo riusciti, finalmente, a calendarizzare la discussione di questa proposta normativa che sistematizza uno dei migliori strumenti dell’assistenza sanitaria sperimentati in questi anni in Campania. , I budget di salute sono una delle modalità per sostenere i progetti terapeutici individualizzati. In linea con le direttive europee e le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), garantiscono il diritto alla salute attraverso il rispetto della persona e la promozione del pieno diritto alla cittadinanza. Da alcuni anni la ASL di Caserta ha avviato una loro sperimentazione, ora, anche a fronte di ottusi tentativi di smantellamento in atto» proseguono i consiglieri regionali «è necessario arrivare ad una normativa complessiva che non solo salvaguardi le esperienze che già si sono realizzate ma consenta anche di ampliare il loro utilizzo sull’intero territorio regionale». In attesa della discussione della legge, i Consiglieri però non smettono la lotta «Oggi sono in sciopero della fame per sostenere la battaglia portata avanti da Peppe Pagano e gli altri cogestori di budget di salute» afferma Amato «La calendarizzazione della legge è fondamentale, e sono certo dell’impegno dell’intero consiglio per arrivare alla sua approvazione. Ma sono pronto a proseguire questa battaglia fino a quando la disciplina regolamentare e amministrativa di questi strumenti non sia condivisa e inserita stabilmente nelle tipologie di servizi sociosanitari che possono essere offerti da una Asl. Nella mia veste di Presidente della Commissione sui Beni Confiscati» prosegue Amato «Ho verificato come i budget di salute rappresentino anche la linea rossa che tiene insieme le migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati in Campania. Sulle terre di Gomorra si è determinato un sistema virtuoso che ha consentito la nascita e lo sviluppo di una rete di realtà ed iniziative dall’alto valore produttivo e simbolico, nonché il reale reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, consentendo tra l’altro un forte risparmio per la sanità regionale. E’ allora assurdo» conclude il consigliere PD «il tentativo di smantellamento in atto da parte dell’ASL di Caserta. Anche per questo richiedo ancora una volta l’urgente intervento dello stesso Caldoro come commissario ad acta della sanità, e ho già sollecitato una verifica su quanto sta accadendo delle commissioni parlamentari antimafia e per il controllo del sistema sanitario nazionale»
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24th ottobre 2011, 04:35 pm
«Domani, lunedì 24 ottobre, sarò in sciopero della fame per essere al fianco della lotta di Peppe Pagano e degli altri cogestori di budget di salute, e con loro difendere questo sistema dall’ottusità burocratica e l’indifferenza istituzionale»lo afferma il Presidente della Commissione Regionale Beni Confiscati Antonio Amato che ha aderito alla campagna di digiuno collettivo “Per la fame di diritti” promossa per affiancare la protesta di Peppe Pagano, fondatore della Nuova Cucina Organizzata, in sciopero della fame per protestare contro lo smantellamento del sistema dei budget di salute «Abbiamo anche richiesto un intervento delle Commissioni Parlamentari per il controllo del Sistema Sanitario e Antimafia. Quello dei budget di salute è uno strumento sanitario flessibile che garantisce risparmi per la spesa sanitaria e la difesa del diritto alla salute dei “soggetti deboli”, dai sofferenti psichici ai disabili fisici, dagli anziani ai malati di HIV, superando le logiche dell’istituzionalizzazione. Inoltre» continua Amato «il sistema produce positivi effetti per i territori, dando vita ad un welfare di comunità in linea con le politiche europee. In provincia di Caserta dove questo sistema è stato sperimentato» afferma il Presidente della Commissione Regionale «rappresenta anche il filo rosso delle migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati. E’ delittuoso e assurdo, come sta facendo l’ASL di Caserta, continuare a frapporre ostacoli al suo funzionamento. Ostacoli che non dipendono da problemi di fondi, perché nel frattempo si investe per nuove SIR e Strutture Residenziali. E’ piuttosto la mancata volontà di superare le logiche e gli interessi dell’ospedalizzazione a determinare gli ostacoli. Come ha sottolineato anche il magistrato Raffaele Cantone in un recente articolo» dice Amato «far chiudere queste esperienze significherebbe dare un colpo mortale all’antimafia sociale che nelle terre di Gomorra ha raggiunto risultati eccezionali. E devono urgentemente intervenire anche le Istituzioni. Peppe Pagano ha già ricevuto la solidarietà di centinaia tra parlamentari, associazioni, cooperative, istituti bancari, la stesso Presidente della Provincia di Caserta Zinzi. Ma alla solidarietà devono seguire atti concreti. Domani ci sarà la discussione per la calendarizzazione di un’apposita legge che attende da un anno la sua discussione in consiglio. Ma serve anche» conclude Amato «Un intervento di Caldoro con un decreto come commissario ad acta della sanità. E’ assurdo che su questo tema persista un suo assordante silenzio, soprattutto alla luce di uno stanziamento di 10 milioni di euro per azioni sperimentali che superino l’ospedalizzazione mentre si lascia smantellare l’unico sistema che, con una semplice riconversione di spesa di fondi ordinari, questo obiettivo lo ha già ampiamente raggiunto»
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20th ottobre 2011, 01:43 pm
«Lunedì prossimo alla riunione dei capigruppo, alla presenza del Presidente della Commissione Sanità, verrà calendarizzata la discussione al primo consiglio regionale utile della Legge sui Budget di Salute. L’impegno assunto dal Presidente Romano garantisce un percorso certo e tempi brevi perché si arrivi finalmente all’approvazione della norma» lo affermano in una nota congiunta i consiglieri regionali Antonio Amato (PD), Gennaro Oliviero e Gennaro Mucciolo (PSE) che questa mattina, incatenandosi, hanno occupato la Presidenza dell’aula consiliare regionale «L’incatenamento è stato un gesto necessario per portare ancora una volta all’attenzione del consiglio la tematica dei budget di salute. Anche di fronte allo sciopero della fame e della sete portato avanti da Peppe Pagano e dagli altri cogestori delle cooperative casertane, non si poteva rimane fermi. C’era bisogno» affermano i consiglieri «di un atto concreto che superasse l’impasse che si era venuta a determinare e desse senso alla solidarietà espressa a questi ragazzi che hanno ottenuto risultati straordinari, anche nel contrasto alla camorra, proprio grazie a questa metodologia. La discussione della legge permetterà finalmente di dare piena legittimità e regolare il sistema dei budget che, attraverso i piani terapeutici individualizzati, ha garantito il diritto alla salute a centinaia di persone svantaggiate determinando anche un forte risparmio per la spesa sanitaria regionale. Anche rispetto a questo risultato» affermano i consiglieri «ribadiamo la richiesta a Peppe Pagano di interrompere almeno lo sciopero della sete, e, fino alla discussione definitiva della legge parteciperemo anche noi allo sciopero della fame a staffetta cui hanno già aderito tante associazioni, cooperative, sindacati e la stessa Banca Etica».
«I silenzi e il ritardo – conclude il Consigliere Regionale, Gennaro Mucciolo – rappresentano il punto più critico e sconcertante, evidentemente questo Governo Regionale sembra non aver alcun interesse a risparmiare e qualificare le attività del terzo settore, forse non si vogliono scardinare interessi consolidati da anni nella nostra Regione Campania»
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19th ottobre 2011, 04:10 pm
«Scriverò ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari sul Controllo del Servizio Sanitario Nazionale e Antimafia per chiedere un loro intervento su quanto sta accadendo all’ASL di Caserta sui budget di salute» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato che questo pomeriggio porterà personalmente la sua solidarietà a Peppe Pagano, il fondatore della Nuova Cucina Organizzata da lunedì in sciopero della fame e della sete per protestare contro lo smantellamento del sistema dei Budget di Salute «Chiederò a Peppe di sospendere almeno lo sciopero della sete, garantendo a tutti i cogestori una lotta strenua per difendere i budget di salute. Si tratta di un’eccellenza del sistema socio sanitario che garantisce un forte risparmio per la sanità regionale e straordinari risultati in termini di cura e garanzia dei diritti dei soggetti svantaggiati. Eppure» afferma Amato « l’Asl continua a ritardare il pagamento delle cooperative coinvolte in questo sistema e da tempo continua a frapporre assurdi ostacoli burocratici al suo funzionamento. E’ un caso» si chiede Amato «che tali ostacoli siano incominciati quando si è appurato che questo sistema rappresenta la linea rossa delle migliori esperienze campane di riutilizzo dei beni confiscati? E’ un caso che si siano iniziati a chiudere progetti individuali per rispedire le persone coinvolte nelle SIR, le strutture residenziali dalle quali erano stati presi per restituirli alla piena cittadinanza, mentre esponenti dell’ASL continuano a parlare di nuovi faraonici investimenti per costruirne altre? Quali interessi sono in campo? Dal suo insediamento» continua Amato «la commissione che presiedo si occupa dell’argomento ed anche noi abbiamo dovuto spesso affrontare un muro di gomma da parte dell’ASL di Caserta. Ma il neo direttore e già commissario Menduni esiste oppure è solo una figura nominale? Che posizione assume? Ed anche le Istituzioni regionali latitano. Il consiglio» dice il Presidente della Commissione Regionale «Da un anno non riesce a discutere l’apposita legge presentata dal collega Oliviero, Caldoro stanzia 10 milioni di euro per progetti innovativi per superare la deospedalizzazione e poi non decide cosa fare di questo sistema che nei fatti la garantisce, contribuendo, in modo netto, anche al superamento del sistema carcerario degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Chiediamo al Presidente della giunta» conclude Amato «nella qualità di commissario della sanità di predisporre un decreto per sbloccare la situazione e rafforzare un sistema che pure ufficialmente continua a lodare e che pure era stato sostenuto nell’ultima finanziaria regionale. I budget di salute sono uno strumento per la garanzia dei diritti e la lotta alla camorra, rimanere inerti mentre c’è chi mette a repentaglio la propria stessa salute per difenderli, è da vigliacchi e complici di interessi occulti»
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19th ottobre 2011, 04:08 pm
«Da oltre un anno l’ASL di Caserta sta smantellando il sistema dei budget di salute, una delle eccellenze del sistema socio sanitario campano capace, tra l’altro, anche di contrastare la criminalità organizzata attraverso il riutilizzo dei beni confiscati. Lo sciopero della fame e della sete iniziato da Peppe Pagano e dagli altri co-gestori dei budget è l’atto estremo di chi è costretto a confrontarsi con l’ottusità e l’incompetenza dei burocrati e il disinteresse delle Istituzioni e della politica» Lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato che esprime piena solidarietà al fondatore della Nuova Cucina Organizzata che, da questa mattina, ha iniziato lo sciopero della fame e della sete per protestare contro lo smantellamento silenzioso del sistema dei budget di salute «Mentre la giunta regionale stanzia dieci milioni di euro destinati ad ASL e Aziende Ospedaliere per azioni sperimentali che superino l’ospedalizzazione, non difende l’unica sperimentazione ormai consolidata che, con grandi risparmi per la spesa sanitaria, supera l’ospedalizzazione psichiatrica e della riabilitazione. Così, senza pudore, il sistema dei budget viene smantellato. Questi ragazzi, queste cooperative vanno avanti da oltre un anno senza che l’ASL di Caserta paghi loro quanto dovuto. Eppure hanno permesso a decine e decine di soggetti svantaggiati di recuperare i loro diritti restituendoli alla cittadinanza. Eppure, anche attraverso questo sistema, sono riusciti a recuperare e riconsegnare al territorio tanti beni confiscati. Eppure vengono lodati da Università e media nazionali ed internazionali. Così» dice ancora Amato «mentre oggi il Mattino dedica un’intera pagina all’esperienza della Nuova Cucina Organizzata il suo fondatore è costretto a smettere di mangiare e bere. E ancora i telegiornali parlano del riutilizzo dei terreni confiscati lavorati da persone che vengono dalla salute mentale come reali possibilità di contrasto alla camorra, e nel frattempo a queste stesse persone sono tolti gli strumenti per continuare a farlo. E ancora mentre le Università campane fanno partire un corso di Alta Formazione sull’economia sociale che si basa proprio su queste esperienze, questo laboratorio nato sulle Terre di Don Peppe Diana viene smantellato. Il tutto» afferma il Presidente della commissione regionale «con un consiglio regionale incapace da oltre un anno di discutere una specifica Legge e il Presidente Caldoro che pure loda il sistema ma poi non da consequenzialità alle sue parole. Nel frattempo l’ASL di Caserta paga altri fornitori ma dimentica i co-gestori, rafforzando solo le difficoltà burocratiche per accedere al sistema. La violenza criminale» conclude Amato «non è solo dei camorristi, ma anche di quanti coi loro silenzi, con le loro omissioni non permettono lo sviluppo di reali alternative. Ora le Istituzioni facciano capire da che parte stanno, se al fianco dei Casalesi e di interessi occulti, oppure vicino a chi si batte per dare dignità al nostro territorio e a quanti lo vivono, mettendo a rischio anche la propria salute e incolumità»
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4th agosto 2011, 02:02 pm
«L’assurdo allargamento della giunta proposto da Caldoro comporta una modifica dello statuto regionale. Per questo, come previsto dalla legge regionale 19/2005, chiederemo che la stessa venga sottoposta a Referendum popolare» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «L’allargamento della giunta, al di là delle promesse di Caldoro, comporterà l’ennesimo innalzamento dei costi della politica. Una scelta che oggi appare del tutto scriteriata. Per questo faremo ricorso al referendum: come previsto dalla legge 19, a norma dell’articolo 123 della Costituzione, se un quinto dei consiglieri regionali chiederanno l’indizione del Referendum, che non prevede quorum, si sottoporrà questa scelta di Caldoro al vaglio popolare. Sono certo» prosegue Amato «che l’intera opposizione farà fronte comune e provvederà a portare avanti la battaglia per il “no all’approvazione” di questa legge. In consiglio» dice ancora il consigliere del PD «siamo già riusciti a fermare l’altra sconcezza proposta, quella che prevedeva anche la nomina di 2 sottosegretari. E’ inconcepibile che, mentre non si riesce a discutere leggi di fondamentale importanza come quelle sui beni confiscati o sui budget di salute, la primaria preoccupazione di Caldoro sia l’allargamento della sua giunta. Per risolvere conflitti interni e soddisfare la voglia di occupazione delle poltrone» conclude Amato «si produce l’ennesimo assalto alla diligenza, con il conseguente aumento della spesa pubblica, in spregio del grave momento di difficoltà che vive il nostro Paese e in particolar modo la Campania. Contro tutto questo chiederemo l’intervento diretto dei cittadini campani»
2nd agosto 2011, 02:52 pm
«Grazie alla disponibilità e al senso di responsabilità manifestati da tutte le parti in causa si è giunti ad una chiarificazione che garantirà il prosieguo delle attività avviate dall’associazione Jerry Masslo sul bene confiscato “la Casa di Alice” a Castel Volturno» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato che, successivamente alle audizioni avute la scorsa settimana con il sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone e il presidente della Jerry Masslo Renato Natale, si è recato questa mattina al comune del litorale domizio per un incontro che superasse definitivamente l’empasse determinatasi a seguito di una lettera giunta all’associazione da parte dell’amministrazione comunale, con la quale si chiedeva di consegnare le chiavi del bene confiscato perché, da alcuni riscontri, si sarebbe verificato un mancato utilizzo del bene stesso. Oltre ad Amato, Scalzone e Natale ha preso parte alla riunione anche l’assessore alla legalità e vicesindaco di Castel Volturno Angela Iacono «C’erano stati dei controlli della polizia municipale che aveva verificato l’assenza di personale sulla struttura» afferma Amato «abbiamo avuto modo di appurare che questo era dovuto alla specificità delle attività lì realizzate, di tipo volontaristico, svolte prevalentemente in orario serale. D’altro canto, non si tratta di una casa famiglia o una struttura similare, e il comodato d’uso non richiede la presenza sulle 24 ore. Inoltre» prosegue Amato «avevo già constatato di persona i lavori di miglioramento del bene realizzati dai volontari della Masslo e soprattutto la bontà delle attività messe in opera, innanzitutto quelle della sartoria sociale che ha già avviato la produzione di abiti ed accessori etnici “made in Castel Volturno”. C’era strato un difetto di comunicazione ed un inasprimento delle posizioni. Tuttavia» conclude il Presidente della Commissione Regionale «grazie al senso di responsabilità ed alla comune volontà dell’amministrazione e dell’associazione di portare avanti la battaglia di legalità legata al riutilizzo dei beni confiscati, si è giunti ad un chiarimento. La Masslo proseguirà la sua meritoria azione relazionando periodicamente anche ai servizi sociali del comune, l’amministrazione ritira quella lettera di revoca e presto si recherà in visita presso il bene confiscato». Il sindaco Sclazone già in audizione aveva chiarito che «l’Associazione Jerry Maslo svolge un servizio sul territorio provinciale che è sicuramente di utilità pubblica, ma è dovere dell’istituzione comunale verificare che tutti i beni confiscati siano realmente riutilizzati. Comprendiamo bene» ha affermato anche questa mattina Sclazone «le difficoltà e le problematiche che ci sono, ma noi dobbiamo muoverci nel pieno rispetto della legalità. Lo abbiamo fatto anche in questo caso e anche grazie all’azione della commissione regionale si sono chiarite le ragioni delle assenze verificate dai controlli effettuati dalla polizia municipale. Come rappresentanti istituzionali» ha detto Scalzone «ci interessa solo che i beni confiscati siano poi effettivamente riutilizzati. Per questo abbiamo chiesto alla commissione di sollecitare una maggiore attenzione da parte delle istituzioni regionali e nazionali per affrontare le tante difficoltà legate al riutilizzo del patrimonio sottratto alla camorra». Soddisfatto anche il Presidente della Masslo Renato Natale «Avevamo già relazionato sulle attività realizzate, ma è importante che si sia giunti ad una definitiva chiarificazione. Porteremo avanti le nostre attività, secondo quanto previsto dal comodato d’uso, e come sempre basandoci sulle forze dei nostri volontari. Saremo lieti di accogliere i rappresentanti dell’amministrazione comunale nella Casa di Alice e mostrare loro tutte le attività che si sono messe in campo in questi mesi» Invito raccolto dal vicesindaco Iacono che si recherà presto sul bene confiscato «L’intento di questa amministrazione e del Sindaco Scalzone» ha affermato Iacono «è volto esclusivamente a garantire l’effettivo riutilizzo dei beni confiscati. Ci muoviamo sempre relazionandoci con la prefettura, ed anche con altre associazioni siamo sempre stati disponibili e pronti a venire incontro alle esigenze derivanti dalle diverse problematiche emerse». Il presidente della Commissione Amato si auspica ora che «anche in altre realtà come Trentola Ducenta, i sindaci manifestino il senso di responsabilità che oggi ha avuto l’amministrazione di Castel Volturno. Auspichiamo che anche il sindaco Griffo riveda le sue posizioni e confermi anche per il futuro il comodato d’uso della “Casa dei Felicioni” alla compagnia di Capodarco che ha raggiunto in questi anni straordinari risultati con minori a rischio. Di certo chiediamo anche» ha concluso Amato «che insieme alla commissione regionale che sta moltiplicando i suoi sforzi per garantire la valorizzazione dei beni confiscati in Campania, anche l’intero consiglio regionale, la giunta di Caldoro e la stessa Agenzia Nazionale, intensifichino il loro lavoro sul nostro territorio, perché quello dei beni confiscati è tema centrale per il futuro della Campania»
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2nd agosto 2011, 02:48 pm
«Il corpo nudo degli operai è l’agnello sacrificale delle scelte FIAT da Pomigliano in poi. Il gesto estremo di Carmine è il risultato della riduzione a carta straccia dei diritti dei lavoratori» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato a seguito del tentativo di suicidio dell’operaio FIAT di Scampia dopo la lettera di proroga della CIG «Si insegue il mercato e il profitto calpestando le esistenze di quanti si spaccano la schiena per portare avanti con dignità la propria famiglia. In tanti avevano salutato la New Co di Pomigliano come l’avvio di una nuova fase dell’industria italiana, in realtà si apparecchiava l’imbarbarimento delle tutele fondamentali. Adesso arriveranno solidarietà e lacrime di coccodrillo» continua Amato «Piuttosto si levano interrogativi drammatici: perché è arrivata la proroga della cassa integrazione? Che fine ha fatto la promessa di produzione? Cosa c’è realmente in quell’accordo? Il gesto di Carmine denuncia l’urgenza di una presa di coscienza da parte di tutti perché non si insista su scelte che colpiscono esclusivamente i più deboli».
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21st luglio 2011, 01:52 pm
«Sono mesi che stiamo denunciando quanto accade in provincia di Caserta, i gravi danni che sta portando la progressiva chiusura dei budget di salute, il favore che si sta facendo alla camorra. Ma consiglio e giunta sono rimasti indifferenti. Per queste ragioni abbiamo deciso di incatenarci, richiamando i nostri colleghi alle loro responsabilità, perché nessuno possa più far finta di nulla» lo affermano il Presidente della commissione Beni Confiscati Antonio Amato ed il capogruppo del PSE Gennaro Oliviero che oggi con il consigliere Gennaro Mucciolo si sono incatenati all’interno del consiglio regionale esponendo lo striscione “Non facciamo un regalo alla camorra. Approviamo i budget di salute” «I progetti terapeutici individuali sostenuti da budget di salute sono uno strumento innovativo da alcuni anni sperimentato dall’ASL di Caserta» spiegano Amatoe Oliviero «consentono la garanzia del diritto alla cura e la piena restituzione alla cittadinanza dei più deboli, dalle persone provenienti dalla salute mentale ai disabili, dagli anziani alle donne vittime di tratta, dai migranti ai malati di HIV. E’ un modello alternativo a quello delle costose e spesso degradanti strutture residenziali, un modello di superamento dell’istituzionalizzazione della malattia e della sofferenza. Un modello che oltretutto» dicono ancora i consiglieri «garantisce risparmio per la spesa sanitaria regionale. La commissione sui beni confiscati segue da mesi la vicenda con audizioni, sopralluoghi, e protocolli pure firmati anche dall’ASL. E pure la proposta di legge, firmata pure dal presidente Romano, per regolamentare i budget giace da oltre sette mesi nella commissione sanità che non ha trovato il tempo per discuterla. Nel frattempo» denunciano Amato e Oliviero «ASL e comuni con assurdi scaricabarile, continuano a chiudere progetti, tra cui quelli avviati nella ex casa di Sandokan, nei terreni confiscati gestititi dalla cooperativa Eureka vittima di atti intimidatori della camorra, e in tanti altri beni confiscati della provincia casertana a partire da quelli di Casal di Principe. Qui sta nascendo un modello alternativo di economia sociale che nasce sui beni confiscati alla camorra e, anche attraverso i budget di salute, garantisce il riscatto e lo sviluppo di questi territori proprio a partire dai più deboli. E invece di incoraggiare questo modello che vengono a studiare da tutt’Europa la regione, l’ASL i comuni che fanno? Chiudono i progetti» concludeno i consiglieri regionali «e in questo modo fanno un bel regalo alla camorra, si rendono complici dell’affossamento di una delle migliori esperienze realizzate in questi anni in Campania. Ora ciascuno si assuma le sue responsabilità: Caldoro si faccia finalmente sentire, dia seguito alla norma della finanziaria che sostiene questi progetti per tutto il 2011 e intervenga con l’ASL che continua a porre ostacoli, il consiglio calendarizzi la discussione della legge, noi tutti mettiamoci senza se e senza ma a fianco di questi ragazzi che, in quei territori sui beni confiscati mettono a rischio la loro stessa incolumità». Il presidente del Consiglio Paolo Romano, dopo oltre due ore di concitata protesta, ha assunto l’impegno di far inserire la proposta di legge all’ordine del giorno della commissione sanità «sì da portarla in discussione al primo consiglio utile, fosse anche ad agosto»
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