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Ci vuole Antonio Amato per la regione Campania. Spot ufficiale Elezioni Regionali 2010

Antonio Amato su Youtube

Questo mio spot è in onda dal 1 Marzo, sulle radio e le tv campane. Dico no, un no deciso alla camorra, ad ogni camorra, alle centrali nucleari ed all’acqua a pagamento. Dico sì, un sì convinto alle energie pulite, all’ambiente ed ai territori dai quali non mi sono mai staccato e che, oggi più che mai, chiedono diritti: lavoro, casa, buona sanità. Sto con Napoli contro ogni camorra, sto con il Partito Democratico, sto con De Luca Presidente.

Antonio Amato

Antonio Amato sul web. Intervista con Napolitoday.it sui grandi temi della politica campana

Antonio Amato percorre i grandi temi che toccano la Campania, argomenti cardine della sua campagna elettorale e del suo impegno politico futuro e pregresso.

Si spazia dal lavoro all’ambiente alla sanità, al caso Cosentino. Riflettori accesi su: energie rinnovabili e centrali nucleari, alle quali il Consigliere Amato ripete il suo no deciso, la strenua difesa dell’acqua pubblica, la sua campagna elettorale, Vincenzo De Luca ed il suo progetto per la Campania, i cambiamenti dentro il PD.

Ma anche gli ottimi risultati ottenuti da Questore alle Finanze, frutto del lavoro quotidiano svolto da Antonio Amato negli ultimi tre anni e che, pur accanto ai grandi fatti che scuotono la vita sociale e politica della nostra regione, non vanno dimenticati.

 

l’intervista a Napolitoday

Il programma di Antonio Amato. Per la Campania e per il Centro Sinistra: sfida in otto punti per governare la Regione

Come sempre sto girando per i territori.

Ho riscontrato consensi e sollecitazioni a ricandidarmi, anche dai più critici. E questo mi gratifica perché significa che oggi, pure tra tante oggettive difficoltà e limiti che ci sono stati in questi anni, viene riconosciuto comunque uno sforzo di ascolto e di coinvolgimento dei territori per la costruzione di proposte serie, provvedimenti mirati  ed iniziative importanti.

Tutto quanto è stato realizzato in questi anni di attività non è il frutto del pensiero e delle scelte di una sola persona, ma è il risultato del confronto con tanti di voi.

E voglio ringraziarvi per il vostro sostegno che continuo a sentire e vedere così forte e partecipato.

Come voglio ringraziare i tanti compagni, amici, simpatizzanti e dirigenti che hanno condiviso e continuano a condividere con me il progetto di Area Democratica quale fattore politico – programmatico essenziale per sviluppare e radicare il Partito Democratico.

Il momento è difficile.

Il centro – destra ha messo in campo un candidato dal viso pulito che non è, però, un novello della politica. Caldoro anche quando è stato ministro della Repubblica non ha mai fatto nulla per la Campania ed il Mezzogiorno. Questo la gente lo sa, e a chi non lo sa è fin troppo facile dimostrarlo.

Il Centro destra non esprime una classe dirigente,né ha una cultura di governo.

A livello nazionale è tutto concentrato a salvare il suo Padrone dalle legittime indagini della Magistratura, e tra indegne leggi e leggine ad personam, sottrae tempo e risorse alle vere e drammatiche problematiche del nostro Paese, calpestando principi e fondamenti della nostra Costituzione.

 

leggi il seguito e il Programma

Intervista di Tonino Amato su RadioClub 91

Dietro il Bancone: la politica in radio, spazio mattutino di RadioClub91. Ospite in studio, il Consigliere Regionale Antonio Amato.

 

Prima Parte Intervista 3 Febbraio 2010

 

Seconda Parte Intervista 3 Febbraio 2010

 

Nell’intervista: De Luca candidato presidente, i contenuti della campagna elettorale di Antonio Amato, il PD e la nuova fase in Campania, il blog www.toninoamato.it, le eccellenze dell’economia regionale e le aziende attente al sociale, la proposta di legge di Antonio Amato su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro al vaglio del Consiglio regionale, le disfunzioni della sanità, il suo rilancio e le ingerenze della politica, l’acqua bene pubblico e le energie rinnovabili.

Almaviva, dalla Giunta aperture per affrontare il problema precari

Sulla vicenda dei lavoratori di Almaviva Contact, l’azienda di call-center del Centro Direzionale di Napoli, mi sono arrivati segnali di interesse e di attenzione vigile da parte della Giunta, nella mia ultima interrogazione in Aula all’Assessorato alle Attività Produttive.   

C’è l’impegno dell’Assessore al Bilancio Valiante, in rappresentanza delle Attività Produttive, anche affinché i fondi di credito d’imposta previsti per nuove assunzioni in Finanziaria regionale non siano usati dalle aziende per rinnovare il personale senza regolarizzare i lavoratori precari già precedentemente “utilizzati”.

L’azienda Almaviva, in particolare, verrà sollecitata a stabilizzare i lavoratori precari, attenendosi a criteri di regolarizzazione cruciali. A partire dall’anzianità di servizio. Ma anche per riconoscere il ruolo del sindacato nel segnalare il mancato rispetto delle norme regionali che regolano la materia.

Insieme a me Massimo Tagliatatela, segretario regionale della categoria Uilcom-Uil Campania, ha affermato: “rispetto a quanto detto dall’Assessore Valiante, le sollecitazioni della Uilcom-Uil Campania al Consigliere Regionale Antonio Amato sulla vertenza degli interinali storici di Almaviva Contact Spa Napoli dimostrano che in questa e in altre vicende, se si procederà alle stabilizzazioni, si dovrà tenere conto dell’anzianità contrattuale e che, come sindacato di categoria, continueremo a vigilare sul rispetto di queste norme”.

Morti di povertà, morti di classe, morti che fanno paura

«Se fosse confermato che i due corpi ritrovati sono di senza fissa dimora deceduti per strada, vi prego non chiamateli morti per il freddo» lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato. «E non sono morti naturali. Di persone che perdono la vita così non si può dire “è naturale” ».

«Non usiamo queste semplificazioni per nascondere le nostre inadempienze se non il nostro disinteresse».

«Non trasformiamo in falso pietismo il progressivo smantellamento dello stato sociale, l’incapacità di portare sostegno ed aiuto, come istituzioni ma anche come comuni cittadini. Fanno paura queste morti» continua Amato «perché sono morti di povertà, sono morti di classe. La classe di quanti stanno ai margini della società. Una classe che oggi, purtroppo, continua sempre più ad ingrossarsi»

L’arresto dei due Ispettori del Lavoro è un episodio gravissimo. Ma la legge che stiamo presentando rinforzerà le norme per la sicurezza sul lavoro

L’arresto dei due Ispettori del Lavoro rappresenta un episodio gravissimo e, se le accuse saranno confermate, spero in una condanna esemplare. L’unico sentimento verso chi si macchia di questi crimini è l’assoluto disprezzo.

Purtroppo, oltre che di malaffare, è l’ennesimo episodio che ricade direttamente sulla pelle di lavoratori e imprenditori. Questi signori per il loro tornaconto hanno messo a rischio la salute di centinaia onesti lavoratori. La sicurezza sui luoghi di lavoro costituisce un tema fondamentale sul quale non si possono accettare compromessi.

Da mesi portiamo avanti un Viaggio per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro all’interno di fabbriche, cantieri, scuole, ascoltando la voce di lavoratori, imprenditori e parti sociali. Stanno emergendo proposte di grande importanza e ci prepariamo a presentare una legge che integri la normativa esistente, prevedendo premialità per quanti rispettano le norme della sicurezza, ma pene ancora più severe per quanti le evadono.

Tra queste, l’impossibilità di accedere a finanziamenti e partecipare a gare d’appalto pubbliche. E, naturalmente, dovranno essere rafforzati i controlli. Inoltre, anche perché non si ripetano episodi di corruzione, puntiamo a istituire un Sistema Informativo Regionale per la Prevenzione sui luoghi di lavoro e, soprattutto, uno Sportello Unico per la sicurezza.

Un altro morto sul lavoro. Stavolta a Pontecagnano. Ci vogliono più prevenzione e sanzioni severe. Scolpite nel bronzo di una buona proposta di legge

È un’amara, crudele coincidenza che proprio oggi che si è tenuta l’udienza preliminare per la morte dell’operaio Umberto Gambino, schiacciato da un pannello elettrico alla Stazione Garibaldi di Napoli il 18 Dicembre 2008, venga a sapere che un operaio di 31 anni, di cui presto, ahinoi, avremo il nome, è morto cadendo dal tetto di un capannone a Pontecagnano. Sembra una coincidenza, ma le coincidenze in questi casi non esistono.

Esiste ancora una carenza di prevenzione del rischio a cui sono esposti i lavoratori, specialmente in quelle aziende in cui le negligenze nei controlli sull’applicazione effettiva di misure ed equipaggiamenti di sicurezza abbondano. Esiste un sottobosco di lavoro irregolare e nero in cui agli operai non è data nessuna garanzia di incolumità, e le imprese lavorano nel vuoto assoluto di qualsiasi cultura della prevenzione.

Su questi aspetti, su queste imperdonabili deficienze come rappresentante delle Istituzioni voglio intervenire e stabilire sanzioni severe, fino all’esclusione dalle gare pubbliche per un certo tempo alle imprese che non applicano le norme di sicurezza sul lavoro e non fanno formazione alle proprie maestranze, e premi ed agevolazioni alle aziende virtuose che investono in formazione e corsi di aggiornamento sulla sicurezza.

Penso, in particolare, alle imprese di Napoli e provincia che abbiamo finora visitato nel nostro Viaggio sui Luoghi di Lavoro per la salute e la sicurezza: la Stazione Municipio della Metrò Linea 1, il Deposito della Circumvesuviana di Ponticelli, l’Ansaldo Breda di Via Argine, la Unilever di Caivano.

A questo mirano la mia iniziativa e la proposta di legge regionale in materia di sicurezza sul lavoro che ne seguirà. Solo e unicamente a promuovere una nuova, vera ed efficace cultura della prevenzione che argini progressivamente il fenomeno delle morti sul lavoro, indegno di un paese civile, renda sicure le aziende dall’interno e permetta nel tempo alle agenzie di stampa di non dovere più battere quest’orribile genere di notizie. Mai più.

«La Regione Campania faccia ricorso alla consulta contro la privatizzazione dell’acqua»

«Il decreto Ronchi che prevede una sostanziale privatizzazione delle gestioni idriche è una nefandezza che espone la nostra Regione a rischi enormi, per questo ho preparato un question time in cui si chiede alla giunta di valutare l’opportunità che la Regione faccia ricorso alla Consulta contro l’obbligo a cedere ai privati la gestione dell’acqua» lo afferma in una nota il Consigliere Regionale Antonio Amato già intervenuto più volte in queste settimane sulla questione «Sono certo che i nostri rappresentanti faranno sentire il loro dissenso già all’interno della Conferenza Stato Regioni, ma sulla scorta di quanto si stanno apprestando a fare anche Regioni come Puglia e Basilicata, si avverte la necessità di passare alle vie legali, portando la legittimità dell’atto davanti alla Consulta.  Oltre alla questione di principio per la quale ritengo deplorevole che si possa considerare l’acqua come merce da vendere e comprare, soprattutto sui nostri territori si correrebbe un serio rischio di infiltrazioni malavitose in questi presunti affari. Conosciamo bene gli appetiti della camorra su appalti di gestione di beni pubblici e non possiamo restare inermi. L’acqua, fondamento della vita, rischia di diventare il nuovo eden per speculazioni e affari di dubbia natura. Ed il tutto a scapito di qualità del servizio e soprattutto contro il bene dei cittadini».

Inopportuno trasferire a Nola i reparti dell’Ospedale Apicella. Soprattutto con l’influenza A che percuote la Campania

I reparti di Ginecologia, Ostetricia e Pediatria dell’Ospedale Apicella di Pollena Trocchia vengono trasferiti al Santa Maria della Pietà di Nola in ottemperanza alla legge 16/2008 della Regione Campania sul riordino del comparto sanitario.  Contro questo trasferimento ed il mancato contemporaneo rafforzamento di altri reparti, pure previsto dalla legge, presso l’Ospedale è presente un gazebo della rete Cittadinanza Attiva – Tribunale per i Diritti del Malato che si oppone al trasferimento, sulla base del principio che “la salute non ha costo”.

I rappresentanti di CittadinanzAttiva pongono questa questione di principio: rientrare nella spesa sanitaria, ma non con la semplice equiparazione salute/economia. Il diritto alla salute non può essere affrontato esclusivamente col bilancino della spesa ed i servizi essenziali, soprattutto quelli ospedalieri, vanno garantiti. Se pure l’accorpamento fosse inevitabile, al trasferimento di alcuni reparti va associato il rafforzamento di altri: che fine hanno fatto allora i nuovi sei posti in rianimazione, ed il rafforzamento di ortopedia e medicina?

Soprattutto per Pediatria, mi chiedo se è opportuno trasferire il reparto, ora che è in corso una vera e propria emergenza legata alla pandemia influenzale. Esiste una legge e bisogna rispettarla; ma non sarebbe più opportuno rimandare gli adempimenti a quando sarà superato quanto determinato dall’influenza A? È vero che nell’Ospedale è stata prevista una Guardia pediatrica sulle 24 ore all’interno del Pronto Soccorso ma, non essendoci un reparto, i medici trasferiranno i bambini negli ospedali napoletani, intasandoli ancora di più in un momento tanto delicato. Non era allora opportuno posticipare queste misure, data l’emergenza in corso?

C’è stata oggi una conferenza di servizi sulla questione cui hanno partecipato il Commissario dell’ASL Na3 Lamberti, il subcommissario Patriciello, ed il rappresentante di Cittadinanza Attiva Gaetano Di Tuoro, in cui abbiamo portato il chiaro impegno di salvaguardare i diritti dei cittadini di questi territori. Le ragioni del risparmio non possono passare sulla pelle delle persone.