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Archivi per la sezione ‘Trasporti’ .

Sì ad un intervento diretto della regione in ATITECH, subito un tavolo permanente del Consiglio Regionale per affrontare l’emergenza lavoro

«Come già avevo fatto in occasione dell’audizione con il Commissario Straordinario Fantozzi, do il pieno appoggio alla proposta dei sindacati per un intervento diretto della Regione nella Nuova Società che gestirà ATITECH» dichiara il consigliere regionale del PD Antonio Amato «E’ necessario che nel momento di strutturazione della nuova società, la Regione intervenga direttamente, attraverso una quota di minoranza, con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali e gli elevati standard di qualità che l’azienda ha già raggiunto. Dal momento che l’unica proposta d’acquisto pervenuta non sembra al momento offrire piene garanzie per i lavoratori ATITECH, ritengo che la Regione Campania abbia il dovere di assurgere al ruolo di garante dei loro diritti. Ci troviamo» continua Amato «in un momento estremamente complesso con crisi occupazionali che si susseguono e coinvolgono diversi comparti produttivi. Per questo ritengo necessario che il Consiglio Regionale attivi un tavolo permanente straordinario, che coinvolga le parti sociali, per affrontare le situazioni emergenziali che coinvolgono i lavoratori campani. Quanto sta accadendo all’ATITECH, ma anche alla Tirrenia, alla Fiat di Pomigliano ed in tante altre realtà della nostra regione, necessita attenzione costante e capacità di predisporre interventi mirati e diversificati. Il Consiglio Regionale in sinergia con la Giunta» conclude Amato «deve avere la capacità di mettere in campo una strategia d’intervento complessiva  in grado di portare sostegno concreto e immediato. Non esiste una ricetta unica, non possiamo pensare per tutti a corsi di formazione e integrazioni alla CIG, ma dobbiamo essere in grado di fornire risposte utili alle diverse esigenze che emergono».

La nuova metro regionale, il nostro strumento di legalità e sviluppo

L’inaugurazione del nuovo tratto della metropolitana campana rappresenta anche la realizzazione di un nuovo avamposto di legalità.

Oltre a migliorare la qualità della vita dei cittadini, a ridurre l’impatto ambientale del traffico automobilistico e a garantire nuove possibilità occupazionali, le nuove linee metropolitane rappresentano il superamento, insieme concreto e simbolico, di steccati ed isolamenti urbanistici e culturali.

Finalmente le varie parti della grande area metropolitana di Napoli e di tutta la Campania entrano in collegamento, le diverse realtà e le persone che le vivono si avvicinano.

Certo ci potranno essere dei problemi di controllo, ma la criminalità e l’illegalità prosperano soprattutto a partire da fortini isolati.

La possibilità dell’incontro è il primo passo per creare una nuova comunità.

E, da oggi, Napoli diviene a tutti gli effetti una città europea.

Lo sciopero dei portuali dimostra che la sicurezza sul lavoro è un problema diffuso. Acceleriamo i tempi per un tavolo con il Governo, interveniamo sui capitolati d’appalto

Savona oggi ha contato il nono morto sul lavoro. Nel suo porto. Anche i lavoratori portuali che perdono la vita sono troppi. Finora, in media ne sono morti due al mese. Quelli di Napoli saranno in agitazione per 24 ore, il 23 e il 24 Aprile. Bene, dunque, hanno fatto CGIL, CISL e UIL a proclamare per domani due ore di sciopero in tutti i porti del Paese.

L’attenzione va portata, ancora una volta, sulla mancata applicazione delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. Con iniziative come questa, che pressano il Governo a convocare un tavolo per un rigoroso quadro di norme con cui fare, presto e bene, i controlli, la prevenzione e la formazione in questo settore.    

Certamente, dobbiamo verificare che le ditte appaltatrici siano in regola e rispettino le misure di sicurezza, certamente dobbiamo aumentare la vigilanza degli organi ispettivi affinché non si ripetano violazioni. Ma è necessario anche far leva su una cosa che mi sta a cuore e che ripeto da tempo: i capitolati d’appalto.

Nei patti d’ingaggio va assolutamente detto che le ditte colpevoli di non aver tutelato la sicurezza dei lavoratori saranno escluse dal prosieguo del rapporto con l’ente committente mediante la rescissione del contratto di appalto, chiamando a sostituirle altre ditte con credenziali migliori per l’incolumità del personale a cantiere.

Su questo punto la tendenza attuale del legislatore non ci viene incontro. Nel Decreto Legislativo di Marzo, che riforma il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro del Governo Prodi, sono state inserite norme che complicano la punibilità delle imprese che abbiano violato i controlli di praticabilità degli ambienti di lavoro e non curato la sicurezza dei lavoratori.

Con queste premesse, non ci siamo. All’opposizione in Parlamento chiedo di convincere Governo e maggioranza ad invertire la rotta fatale della depenalizzazione per le ditte che non abbiano fatto il dovuto per proteggere la vita dei lavoratori e mettere in sicurezza ambienti e postazioni di lavoro. Affrontato così, forse, riusciremo a fermare lo stillicidio.

La Regione partecipi alla cordata per il rilancio industriale di Atitech

Oggi in Terza Commissione Consiliare abbiamo ascoltato il commissario dell’ex Alitalia Augusto Fantozzi. Venuto a parlarci di Atitech. Ha chiarito che convocherà a Palazzo Chigi le parti interessate  per un accordo definitivo. Poi ha aggiunto, servono un piano di rilancio e tagli al personale.  

La Regione deve essere pronta ad intervenire  per sostenere la cordata industriale che acquisirà Atitech. La risposta alla crisi economica ed industriale deve essere articolata ed ogni realtà in difficoltà ha la necessità di interventi mirati.

Per la FIAT c’è bisogno del giusto sostegno al reddito e di avviare un competitivo piano di produzione di auto ecologiche.

Per Atitech, invece, bisogna garantire un nuovo piano industriale e di sviluppo che confermi i livelli di eccellenza della società e la reinserisca sul mercato. Per garantire lo start up del nuovo progetto industriale penso sia utile determinare un intervento diretto della Regione per l’acquisto di una quota azionaria di minoranza.

Condivido appieno le preoccupazioni dei lavoratori e dei sindacati di giungere ad un complessivo piano di rilancio della società e, in questo senso, sarà importante il coinvolgimento di FINTECNA.

È infatti necessario che l’intervento degli imprenditori non sia generato da calcoli di mero ed immediato profitto, ma, piuttosto, sia legato ad un progetto di investimento e sviluppo a lungo termine. 

Su Atitech segnali positivi. Dopo l’incontro Regione-Governo, difendere l’occupazione in azienda è la priorità

Il colloquio tra il Presidente Bassolino ed il Sottosegretario Letta sul caso Atitech è finalmente un primo segnale positivo.

Ora, sarà fondamentale l’iniziativa promossa dalla Regione di un tavolo con le parti sindacali da riunire in tempi brevissimi a Palazzo Chigi. Il consiglio regionale insieme alla giunta faranno tutto quanto in loro potere per agevolare una risoluzione positiva della vicenda.

È importante che nell’immediato ci sia una proroga delle commesse CAI ad Atitech, ma serve un serio piano industriale di sviluppo capace di valorizzare a pieno il valore intrinseco di questa azienda.

Alla base di qualsiasi accordo ci dovrà comunque essere la salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori Atitech.

L’alto livello professionale di tecnici ed operai rappresenta il valore aggiunto di questa società e nessun calcolo particolare di interessi e profitti dovrà metterlo a repentaglio.

Piena solidarietà ai lavoratori di Capodichino. I responsabili si vergognino. Ora intervenga la Regione

Le iniziative di protesta promosse dai lavoratori di Capodichino sono l’inevitabile risultato di una situazione che si va facendo ogni giorno più drammatica determinata da scelte sciagurate, mancato rispetto degli impegni assunti e indifferenza istituzionale.

I lavoratori ex Alitalia, dell’Atitech e della Gesac devono avere risposte serie ed immediate sul loro futuro occupazionale, i protagonisti di questa vicenda, dai proprietari di CAI al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, che pure si era fatto garante degli impegni sottoscritti, dovrebbero vergognarsi.

Almeno Fantozzi abbia il coraggio di intervenire all’audizione promossa dalla terza commissione del consiglio regionale sul caso Atitech. È giunta l’ora che tutti i responsabili di questo disastro si assumano istituzionalmente le proprie responsabilità.

Ho già denunciato nei giorni scorsi il susseguirsi di strani accadimenti che sembravano riproporre lo schema Alitalia, per cui un possibile fallimento Atitech risulterebbe addirittura conveniente ad alcuni. Il Consiglio e la Giunta Regionale dovranno intervenire per evitare questa sciagurata ipotesi, per facilitare un possibile intervento dei privati che in queste ore stano facendo registrare un loro interesse, e, soprattutto, per rendere attuabili forme di sostegno al reddito per i lavoratori di questo comparto.

Mi resta tuttavia una considerazione di profonda amarezza: se il federalismo tanto sbandierato da questo governo deve tradursi nello scaricare sulle istituzioni locali i problemi determinati dall’incapacità di gestire situazioni di crisi e di far rispettare impegni già assunti e sottoscritti, siamo allora già giunti allo sfascio dell’unità e dell’indivisibilità  su cui si fonda il nostro Paese.

Molto positivo il finanziamento delle opere infrastrutturali per i trasporti. Ma non dimentichiamo i lavoratori in difficoltà dei settori aeroportuale e marittimo. Prima di tutto, un tavolo per l’ATITECH

Il finanziamento del primo lotto funzionale dell’Alta Capacità sulla tratta Napoli – Bari, rappresenta un dato estremamente positivo che denota, ancora una volta, la grande capacità progettuale della Regione Campania e soprattutto dell’assessore Cascetta nell’ambito del settore trasporti. Si sta procedendo a rivoluzionare un intero territorio costruendo un modello d’esempio per l’intera Europa. Le notizie positive, tuttavia, non devono distogliere la nostra attenzione dalle situazioni di crisi che investono tanti lavoratori del settore. Se è estremamente importante  l’annuncio della realizzazione a breve  di un tavolo interistituzionale per il sistema aeroportuale campano, è ancora più urgente determinare un incontro con imprenditori e governo per il futuro di ATITECH e dei suoi lavoratori. Chi ha sottoscritto dei patti è ora chiamato a rispettarli. Non si può pensare di implementare un settore chiave per il futuro della nostra regione mentre si determina al contempo la perdita di una delle più importanti realtà industriali del settore. Importante, poi, discutere con ENAC e GESAC il futuro dei lavoratori ex Alitalia oggi in CIG, mentre anche in altri settori, come quello marittimo, si deve agire con forza perché siano garantiti tutti i livelli occupazionali.

Forse qualcuno vuol far fallire ATITECH per aumentare i propri profitti. Intervenga la Regione per scongiurare in Campania il ripetersi di quanto accaduto per Alitalia

Le dichiarazioni del numero uno di Finmeccanica confermano le preoccupazioni e l’allarme che ribadisco da diverse settimane.

Il silenzio che Governo, ex ALITALIA e CAI hanno lasciato calare sulla vicenda ATITECH è gravissimo. Giocano sulla pelle di oltre 600 dipendenti e sul futuro di altre centinaia di lavoratrici e lavoratori dell’indotto.

Se Finmeccanica si dice indisponibile a gestire l’azienda e pronta solo ad un’eventuale partecipazione, e se Guarguaglini  afferma che “è una vita che non ho novità su ATITECH”, mio chiedo allora chi sta raccontando frottole. Esiste un serio piano di rilancio industriale? Con chi si stanno portando avanti eventuali trattative? Si vuole davvero salvare quest’azienda oppure si era già deciso il suo disfacimento? A chi giova tutta questa vicenda?

Non vorrei che si stesse provando a determinare un fallimento per poi acquisirne per pochi spiccioli il potenziale. D’altro canto è lo schema utilizzato per Alitalia. E abbiamo visto che a pagare sono stati soprattutto i lavoratori.

È scandaloso che un’azienda di eccellenza del comparto aerospaziale con clienti e commesse in tutto il mondo non venga tutelata. Non si può permettere che nella nostra Regione si determini questo nuovo dramma occupazionale e industriale.

Intervenga immediatamente la Regione per chiedere un confronto ad horas con ministri, Fantozzi amministratori CAI, parti sociali, per affrontare con chiarezza la questione e riaffermare la necessità del rispetto degli impegni assunti.

Mancano poco più di venti giorni alla chiusura dell’azienda.

Non c’è più tempo da perdere!

Il rilancio della Campania parte dai trasporti, il premio a Cascetta è il segno dell’ottimo lavoro realizzato

Lo sviluppo della rete dei trasporti, determinato in questi anni di governo del Centro Sinistra, può rappresentare il volano dello sviluppo regionale.

L’ambizioso progetto promosso dall’Assessore Ennio Cascetta, e sostenuto con forza dalla maggioranza, inizia a dare i suoi concreti risultati e rivoluzionerà la vita quotidiana dell’intero nostro territorio.

Il premio “Most Innovative Approach to Station Development”, ritirato da Cascetta per la metropolitana di Napoli e della Campania, battendo tra l’altro la concorrenza di città come Londra e Varsavia, è il segno di  una capacità progettuale riconosciuta e presa a modello dall’Europa intera.

La progettazione e la realizzazione di una rete infrastrutturale dei trasporti così vasta e complessa è stata la grande intuizione dell’assessore Cascetta e gli va riconosciuto il merito di tutto il lavoro fin qui svolto.

Le ricadute in termini di occupazione, di benefici ambientali, di qualificazione dell’offerta turistica e di miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini campani costituiscono la base da cui far ripartire il rilancio della Campania.

Le istituzioni intervengano per garantire il lavoro ai dipendenti dell’ex Alitalia

Esprimo la massima solidarietà ai lavoratori dell’ex Alitalia oggi in Cassa Integrazione a causa delle nefaste scelte operate da CAI e dal Governo. Centinaia di uomini e donne sono stati gettati in una situazione drammatica senza che fosse proposta loro alcuna prospettiva risolutiva.

Bisogna chiamare tutte le parti in causa, istituzionali, imprenditoriali e sociali, ad un confronto immediato e serrato per garantire i diritti dei lavoratori ed innanzitutto i livelli occupazionali. È inconcepibile che, in territori già martirizzati dalla disoccupazione, si intervenga con la sola logica del profitto di pochi mettendo al contempo in ginocchio centinaia di famiglie.

Insieme ai lavoratori dell’ATITECH, a quanti erano già precari e sono stati licenziati da un giorno all’altro senza nemmeno poter accedere agli ammortizzatori sociali, i lavoratori in CIG dell’ex Alitalia, rappresentano un’emergenza che le istituzioni non possono far finta di non vedere e sentire.

È giunto il momento, per tutti, di assumersi le proprie responsabilità, con chiarezza e trasparenza. Nessuno può più tirarsi indietro. Interverrò in tutte le sedi opportune per sollecitare un intervento risolutivo che garantisca il diritto al lavoro di queste donne e questi uomini.

Il settore dei trasporti è strategico per lo sviluppo della nostra regione, ma qualsiasi intervento di sviluppo e trasformazione deve partire innanzitutto dalla valorizzazione e dalla difesa dei diritti dei lavoratori.