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Archivi per la sezione ‘Territorio’ .

Basta con i falsi plausi. Contro l’ecomafia una nuova operazione Primavera.

«Continuano a trasformare la monnezza in oro con la connivenza di politici ed amministratori pubblici. Se non si capisce che la lotta all’ecomafia è la priorità strategica di questa regione e dell’intero Paese e non si agisce di conseguenza, è inutile continuare a parlare di lotta alla criminalità organizzata» lo afferma in una nota il presidente della Commissione regionale sull’Ecomafia e sui siti di smaltimento dei rifiuti Antonio Amato «Le importantissime operazioni di questa mattina sui traffici di rifiuti evidenziano, al contempo, il perpetuarsi della più grande violenza compiuta ai danni di questi territori. E non si può andare avanti con i falsi pluasi: ma di cosa si complimenta Alfano se poi nel DDl sulle intercettazioni si annulla la possibilità di utilizzarle contro i reati ambientali? E di cosa ci complimentiamo noi tutti politici, di destra e sinistra, se poi è proprio la corruzione della classe dirigente a permettere questi traffici? In realtà» continua Amato «bisogna passare dai plausi all’azione, si deve supportare il lavoro delle forze dell’ordine ma nei fatti, non con le belle parole. Sulle ecomafie si avverte la necessità di un grande piano strategico che ripercorra la strada della lotta al contrabbando delle sigarette, dell’operazione Primavera del 2000 in Puglia, con un grande dispiegamento di uomini e mezzi di tutte le forze a presidio del territorio. Le stesse forze dell’esercito che da decine di mesi sono chiamate a presidiare i siti di smaltimento non sarebbero più utili se destinate al presidio, specialmente notturno, di alcune aree di questo territorio che ben conosciamo? E non sarebbe necessario l’inasprimento penale del reato ambientale? La commissione che presiedo» afferma ancora Amato «lavorerà per sollecitare, attraverso il consiglio regionale, parlamento, governo e tutti i soggetti istituzionali interessati per creare una forte piattaforma d’azione contro le ecomafie»

Lago D’Averno, complimenti alle forze dell’ordine. Ma la vera vittoria dello Stato quando sarà confiscato e restituito alla collettività

«Il Lago d’Averno era rimasto la bocca dell’Inferno, il peggiore inferno che viviamo in Campania, la camorra» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato «La brillante operazione della DIA mette in luce la devastante azione di accaparramento dei più preziosi beni della nostra regione condotta dalla criminalità organizzata. Vive congratulazioni alle forze dell’Ordine, dunque, per le indagini ed il sequestro ai danni del Clan Setola. Data la fondamentale importanza naturalistica e culturale dell’intero complesso, vi è ora la necessità di seguire con attenzione tutta la complessa fase giudiziaria ed amministrativa che potrebbe portare dal sequestro alla confisca dei beni. Pur attendendo che si avvii e completi l’iter giudiziario, credo infatti che la vera vittoria dello Stato ci sarà quando il Lago d’Averno e le altre strutture oggi sequestrate saranno confiscati, sottratti al patrimonio della camorra e restituiti a tutti noi.  Su quest’ultimo versante» afferma ancora Amato «credo che le Istituzioni debbano ancora fare molto, e con il direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati, il Prefetto Morcone, che incontrerò la prossima settimana, voglio verificare eventuali possibilità di intervento regionali per semplificare e rendere più agevole l’intero processo che va dal sequestro alla confisca dei beni fino alla loro restituzione alla collettività»

Giunta e maggioranza senza cultura delle istituzioni

«In consiglio, il centro destra invece che proposte politiche porta foglietti propagandistici che nulla hanno a che fare con provvedimenti di caratura istituzionale» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato nel corso dell’odierna discussione in consiglio regionale «Tra proposte ed emendamenti si portano in consiglio atti che non hanno alcun rispetto del ruolo del consiglio e delle commissioni. Mentre si aiuta la camorra cancellando il protocollo d’intesa tra regione e ministero del lavoro per produrre sviluppo nei beni confiscati» continua Amato «si giunge a proporre lo scioglimento di società come l’EAV senza alcuna discussione di merito. E con l’assenza dei rappresentanti della giunta. Probabilmente il Centro Destra pensava che il PD avrebbe perpetuato la pessima abitudine di quell’opposizione consociativa che loro avevano realizzato nelle precedenti legislature, producendo enormi danni. Ma noi» conclude Amato «non permetteremo che si agisca in spregio delle istituzioni e dei reali interessi dei nostri territori» 

Caldoro cancella la possibilità di sviluppo occupazionale sui beni confiscati

«Tagli indiscriminati che colpiscono la lotta alla criminalità organizzata e per la legalità. Detto in altre parole un regalo alla camorra» lo denuncia il Presidente della Commissione sui Beni confiscati Antonio Amato alla luce della delibera di giunta che cancella il Protocollo per la realizzazione di un programma condiviso di sviluppo occupazionale sui beni confiscati «Nella furia di abrogare gli atti della precedente giunta, motivata dallo sforamento del patto di stabilità, si sta agendo indiscriminatamente senza alcun raziocinio. Si annulla una  delibera di giunta, la 1874 del 22 dicembre scorso, con la quale si approvava un Protocollo d’intesa con il Ministero del Lavoro tra l’altro già firmato a gennaio da Bassolino e Viespoli, per valorizzare i beni confiscati e farne un’occasione di sviluppo ed occupazione. Ora si annulla anche il protocollo già firmato? Oppure si vuole “solo” svuotarlo eliminando lo stanziamento di 720 mila euro recuperati dal POR/FSE 2007/2013?    Il protocollo» afferma Amato «serve a preparare progetti produttivi di riutilizzo dei beni confiscati, a istituire corsi di formazione per la creazione di cooperative sociale giovanili destinate al lavoro sui beni stessi ed a porre le condizioni per la creazione e l’avvio d’imprese fino al lancio sul mercato. Che fine faranno ora i progetti avviati? E che idea si ha di riutilizzo sociale dei beni confiscati e più in generale di lotta alla criminalità organizzata se si operano simili azioni di taglio degli stanziamenti e il blocco di progettualità già in corso? E’ irresponsabile ed  incomprensibile agire per ragioni di cassa senza distinguo e senza alcuna concertazione. La necessità di colpire la criminalità organizzata nel cuore dei suoi interessi economici» conclude Amato «è questione prioritaria per il rilancio di questa regione. Con la sospensione di questo protocollo è come se le Istituzioni Campane si arrendessero al potere della camorra»

Attuare il piano vendita IACP combatterà la camorra e garantirà il diritto degli assegnatari

Gli arresti di questa mattina nel Bronx di San Giovanni oltre che un grande risultato delle forze dell’ordine mostrano con evidenza un’emergenza che si vive in molti quartieri di Napoli: la mano della camorra che, con la violenza, gestisce le case dell’IACP estromettendo i legittimi assegnatari.

Anche per questo ritengo che sia urgente dare piena attuazione al Piano Vendita Decennale predisposto dalle IACP. Permettere la vendita degli alloggi IACP ai legittimi inquilini che ne facciano richiesta, con tutti i dovuti controlli, rappresenterebbe anche un freno a possibili interventi della camorra.

Il Piano Vendita decennale predisposto dalle IACP, invece, continua ad essere in molte situazioni bloccato, mentre oggi non solo andrebbe attuato ma integrato.

Per questo, ho presentato un apposito question time stamane la cui discussione è stata rimandata alla prossima settimana per esigenze dell’Assessore Taglialatela. Laddove necessario credo dovremo utilizzare tutte le misure utili a superare gli ostacoli burocratici e gestionali intercorsi in questi anni.

Lo ribadisco, la vendita degli alloggi ai legittimi assegnatari non solo rappresenta il riconoscimento di un diritto maturato da chi quelle case le abita, ma sarebbe, al contempo, anche un forte e netto segnale di legalità utile alla lotta contro la camorra.

L’ecomafia è un cancro, la politica faccia mea culpa. Ora un grande patto democratico per sconfiggerla

«L’ecomafia è il cancro che sta divorando i nostri territori da decenni, ora c’è bisogno di un grande patto democratico di legalità per sconfiggerla» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Le cifre fornite ancora una volta da Legambiente mettono in luce un’emergenza endemica che si traduce in uno dei maggiori business economici della camorra, nella più elevata incidenza di alcune forme tumorali in alcune province di Napoli, nella distruzione dei nostri territori, nel rischio concreto e quotidiano di nuove catastrofi che non si potranno dire “naturali”. Di nulla sia detto è naturale, rispetto a quanto è collegabile alle ecomafie. A fronte di tutto questo» continua Amato «c’è la necessità di mettere in campo un’alleanza politico sociale tra istituzioni, partiti, magistratura, forze di polizia, associazioni e cittadini per porre l’ecomafia al centro di un piano strategico capace di agire sia sulla repressione che sulla prevenzione. Ma c’è anche un aspetto inquietante sul quale bisognerà andare fino in fondo: il ruolo svolto dalla politica, tra inottemperanze e vere e proprie collusioni, all’interno di questo grande business. Perché» conclude Amato «se le ecomafie hanno potuto proliferare e continuano ad imporre la loro violenza è anche a causa di una politica che, innanzitutto a livello locale, ma non solo, si è resa complice, più o meno consapevole, della devastazione criminale del territorio»

A Napoli la Festa del Bambino. E la Villa Comunale è bimbopoli per un giorno

Ricevo e pubblico l’articolo degli amici dell’Istituto per la Polonia:

 

 

Pomeriggio tutto dei più piccoli e dei loro grandi diritti. La Festa del Bambino inizia oggi alle 18.00, nella Villa Comunale di Napoli. L’Istituto per la Polonia l’ha voluta nella Giornata Universale del Bambino, istituita il Primo Giugno dalle Nazioni Unite in difesa dei diritti dei minori in società e in famiglia.

Una festa popolarissima nell’Est Europa. Ogni 1 Giugno i genitori di questa parte di mondo comprano regali e dolci ai figli e ricreano un nesso comunitario. Se riesce tra famiglie perché non tra popoli?, si sono chiesti all’Istituto per la Polonia. Detto fatto: la festa è l’occasione per fare integrazione tra i figli degli immigrati e degli italiani.

Bimbi e adolescenti italiani e stranieri potranno gareggiare negli sport, nei giochi a premi e nei concorsi di poesia e disegno, misurare la loro prontezza con il quiz del cervellone, darsi alle prime scatenate con la baby dance, giocare a travestirsi con il truccabimbi. Ai giocattoli e ai dolciumi pensano gli sponsor Studio Legale Marra ed International Market di Bozena Rachwalska.

Un’operazione interculturale necessaria stando alla perentorietà dei numeri. Nella provincia di Napoli vivono oltre 60 mila immigrati che negli ultimi anni hanno iscritto i loro figli nella scuola pubblica. Capirsi, imparare a riconoscersi, prevenire i conflitti tra le diversità diventa imprescindibile. Come sanno bene e da tempo all’ente promotore.

“Siamo fieri d’aver organizzato per la prima volta a Napoli una manifestazione che celebra due valori sociali fondamentali: l’unità della famiglia e l’integrazione socioculturale degli immigrati”, afferma la presidente dell’Istituto per la Polonia Anna Smolinska.

Comune di Napoli e Comitato UNICEF Campania hanno dato il patrocinio morale ed assicurato la loro presenza, mostrando di condividere i valori di questa festa che coincidono con gli obiettivi della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia”, suggella la presidente Smolinska.

Bravo Oddati: il PD superi i logoramenti interni

Accolgo con grande favore le parole di Nicola Oddati, rilasciate nell’intervista a Repubblica: il PD deve lavorare da subito per preparare le primarie per il prossimo candidato a sindaco, tracciando le linee di una strategia programmatica volta a recuperare il gap che oggi ci separa dal Centro Destra.

Reputo importante che un dirigente del PD del suo spessore si dica pronto a candidarsi alle primarie.

Per scegliere il prossimo sindaco di Napoli si dovrà dar vita ad un percorso davvero democratico e condiviso, capace di riconquistare un elettorato sfiduciato attraverso una discussione vera sui problemi reali del nostro territorio. Senza veti e posizionamenti preconcetti si dovrà addivenire a diverse candidature tra le quali scegliere in base al progetto politico e non alle appartenenze di parte.

Abbiamo commesso degli errori nella preparazione degli ultimi appuntamenti elettorali, ed inevitabilmente  li abbiamo pagati a caro prezzo. Se davvero vogliamo proporci in modo credibile e non rassegnarci ad un’ennesima sconfitta, dobbiamo recuperare lo spirito fondativo del PD, a partire dai nuovi organismi politici provinciali e locali che andremo ad eleggere.

La diversità delle posizioni in campo deve essere accolta come possibilità di arricchimento. Arroccamenti e guerre intestine non fanno altro che allontanarci dalla gente. Ricominciamo a fare politica fuori dalle stanze.

Se vogliamo superare la crisi della sanità, le responsabilità siano bipartisan

La questione della sanità campana è molto complessa ma non si può far pagare ai lavoratori il peso di questa situazione, come sta succedendo con il blocco degli stipendi dei lavoratori della ASL Napoli 1. La priorità deve essere quella di trovare una  soluzione immediata per garantire le spettanze dei lavoratori.

La querelle Caldoro – Bassolino mette in evidenza una responsabilità diffusa che chiama in causa governo regionale e nazionale. Di certo, sulle ragioni del deficit, Caldoro può interrogare uno dei suoi principali alleati, De Mita, per capire come si è giunti alla condizione attuale.

Negli ultimi anni si era cercato di ripristinare ordine e trovare soluzioni ad una situazione che si era portata al collasso. Il lavoro di Santangelo stava andando in questa direzione.

Ma al di là della polemica politica, credo, bisogna ritrovare una forte responsabilità istituzionale per lavorare con serietà per il superamento dell’emergenza, garantendo diritti dei lavoratori e di conseguenza degli ammalati. Anche in Consiglio porteremo dai banchi dell’opposizione un contributo responsabile per affrontare tutti i nodi legati alla sanità.

Gli abbattimenti? Abbiamo pagato la prima cambiale elettorale

Finiamola con le menzogne: l’approvazione del decreto contro gli abbattimenti è il primo saldo delle cambiali elettorali firmate dal Centro Destra alle ultime regionali. Il ministro Carfagna parla di percorso di legalità e poi afferma che non lo faranno più.

In realtà, come si evince con chiarezza dalle parole del Procuratore Generale Galgano, si smantella qualsiasi principio di legalità in nome dell’affarismo. E non si può tirare in ballo un falso pietismo: qui si tratta del futuro dei nostri territori e dei nostri figli.

A botta di condoni, e senza alcun serio piano di riqualificazione e sviluppo, si dà il ben servito a chi quotidianamente vive rispettando la legge e, a ancor di più, a chi si batte per essa.