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Archivi per la sezione ‘Sud’ .

Il gesto estremo di Carmine svela la realtà dell’accordo di Pomigliano.

«Il corpo nudo degli operai è l’agnello sacrificale delle scelte FIAT da Pomigliano in poi. Il gesto estremo di Carmine è il risultato della riduzione a carta straccia dei diritti dei lavoratori» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato a seguito del tentativo di suicidio dell’operaio FIAT di Scampia dopo la lettera di proroga della CIG «Si insegue il mercato e il profitto calpestando le esistenze di quanti si spaccano la schiena per portare avanti con dignità la propria famiglia. In tanti avevano salutato la New Co di Pomigliano come l’avvio di una nuova fase dell’industria italiana, in realtà si apparecchiava l’imbarbarimento delle tutele fondamentali. Adesso arriveranno solidarietà e lacrime di coccodrillo» continua Amato «Piuttosto si levano interrogativi drammatici: perché è arrivata la proroga della cassa integrazione? Che fine ha fatto la promessa di produzione? Cosa c’è realmente in quell’accordo? Il gesto di Carmine denuncia l’urgenza di una presa di coscienza da parte di tutti perché non si insista su scelte che colpiscono esclusivamente i più deboli».

Numeri e dati terrificanti indicano l’urgenza degli interventi di risanamento ambientale a partire dalle Aree Vaste. E serve, soprattutto, una grande operazione verità

«Oltre 2 milioni e 700 mila mq di territorio definiti “aree vaste”, cioè devastati dalla presenza contemporanea di più discariche, legali e illegali, oltre 17 milioni e 400 mila metri cubi di rifiuti stimati (solo tra quelli noti),  livelli di inquinamento di suoli e falde acquifere drammaticamente accertati e per i quali è di massima urgenza intervenire. A questi dati si devono aggiungere quelli relativi ai suoli di interconnessione tra le singole aree, l’immensa area dei Regi Lagni dalle Pendici settentrionali del Somma Vesuvio, al bacino sud-ovest del bacino Liri-Garigliano-Volturno, e quella del fiume Sarno. Sono cifre, dati che fanno impressione, ma non si può continuare a far finta che non esistano» Il presidente della commissione regionale Ecomafie e bonifiche Antonio Amato sta approfondendo in questi giorni lo studio di alcuni incartamenti forniti dall’ARPAC a partire dalla “Relazione sullo stato dei siti contaminati e potenzialmente contaminati in Campania aggiornato a settembre 2010 «C’è bisogno di una grande operazione verità. Le Aree Vaste, Pianura, Masserria del Pozzo, Maruzzella, Regi Lagni, Lo Uttaro, e appunto i Regi Lagni e il fiume Sarno, sono così definite per la contemporanea presenza, in porzioni di territorio relativamente limitate, di più siti inquinanti e/o potenzialmente inquinate. Stiamo parlando di enormi porzioni di territorio dove i prelievi dai suoli e dai pozzi spia hanno già individuano superamenti per manganese, ferro, fluoruri, cloruro di vinile, benzo(a)pirene, arsenico, piombo, nitriti, selenio. E ancora, come a Pianura di cobalto, rame, stagno, berillo. Senza parlare naturalmente del biogas e del percolato. Nella sua relazione» continua Amato «l’Arpac afferma che tali aree necessitano ancora, in molti casi, anche di interventi di messa in sicurezza d’emergenza, e in molte ex discariche mancano anche i teli di copertura. Nella relazione» continua Amato «è scritto con chiarezza che le diverse indagini effettuate nel tempo hanno evidenziato situazioni di contaminazione delle acque sotterranee. Sono aree che coincidono in gran parte con i Siti d’Interesse Nazionale e per i quali da troppi anni si sta attendendo che il governo nazionale, il ministero all’ambiente, il governo regionale intervengano. Quanto si sta mettendo in campo oggi a Giugliano alla Resit deve essere necessariamente ed urgentemente esteso almeno all’intero territorio delle aree vaste, nonché in quelle porzioni di territorio come Terzigno e Chiaiano dove ancora insistono discariche aperte ma ormai all’esaurimento. Questi interventi rappresentano una priorità assoluta per la quale non è più procrastinabile l’attesa di fondi e si deve dare sostanza alle tante promesse sprecate. La priorità di questo consiglio regionale e della giunta deve essere il risanamento ambientale» afferma il Presidente della Commissione Regionale «E c’è bisogno di trasparenza e chiarezza. Anagrafe e censimento dei siti inquinati o potenzialmente inquinati in Campania, restituiscono una situazione drammatica e, realisticamente, sarebbero necessarie oltre 4 finanziarie dello stato per addivenire ad una bonifica completa. Per questo» conclude Amato «c’è bisogno di individuare priorità e progetti d’intervento seri. Anche perché, come denuncia la realtà fattuale e la lettura delle carte, in questi anni si è fatto davvero poco e si dovrebbe verificare quanti e quali fondi sono giunti e come sono stati realmente spesi»

Approvata la nuova legge sul trasporto scolastico. Un importante riusultato per la sicurezza e la legalità

«Lotta all’abusivismo e sicurezza nel trasporto scolastico: l’approvazione di questa legge da parte del consiglio è un ottimo risultato in termini di legalità, efficienza e sviluppo» lo afferma Antonio Amato dopo l’approvazione in consiglio della legge sulla “regolamentazione del trasporto scolastico in Campania”, presentata dal consigliere regionale del PD «La legge disciplina l’attività del trasporto scolastico rivolto agli alunni iscritti alle scuole materne, elementari e medie della nostra Regione. Con la norma si contrasta il fenomeno del trasporto abusivo e quindi si salvaguarda la sicurezza e l’incolumità degli alunni. Con questa regolamentazione» continua Amato «si fornirà un servizio di grande utilità per le famiglie campane e si migliorerà la qualità della vita cittadina. Inoltre, contribuirà a creare nuove opportunità di lavoro, visto che la previsione per la sola città di Napoli è di un fabbisogno di circa 700 vetture». La proposta di legge istituisce un albo regionale delle imprese che gestiscono il servizio di trasporto scolastico, determina i requisiti necessari ad ottenere l’autorizzazione, responsabilizza le amministrazioni comunali per la strutturazione complessiva del servizio (dal numero di autorizzazione ai tragitti alle tariffe) «Sollecitavo da tempo l’approvazione di questo strumento normativo» dice ancora Amato «e sono molto soddisfatto del voto unanime del consiglio. Di certo» conclude il consigliere del PD «ora bisognerà affiancare alla legge un maggiore rigore nel perseguire e sanzionare coloro che esercitano questa professione senza le autorizzazioni previste e non rispettando i requisiti di sicurezza necessari»  

Con Marco Cavallo grande manifestazione a Caserta per sostenere i budget di salute. Zinzi appoggia le ragioni dei manifestanti ma dall’Asl, semideserta, non scende nessuno

«Una grande manifestazione di libertà e rivendicazione dei diritti insieme a Marco Cavallo, il quadrupede azzurro di cartapesta simbolo della liberazione dalle logiche manicomiali, giunto da Trieste fino a Caserta per accompagnare questa battaglia di civiltà»  E’ il commento del Presidente della commissione regionale sui beni confiscati Antonio Amato che questa mattina, insieme al capogruppo regionale del PSE Gennaro Oliviero, ha partecipato alla manifestazione indetta dalla consulta del III settore di Caserta per protestare contro la progressiva chiusura dei progetti terapeutici individuali sostenuti da budget di salute, lo strumento sperimentato da alcuni anni dall’Asl di Caserta per garantire il diritto alla cura e alla cittadinanza dei più deboli. La manifestazione si è svolta dalla Reggia vanvitelliana fino al palazzo dell’Asl, sostando al palazzo della provincia dove c’è stato un fitto dialogo con il Presidente Zinzi. Tra le diverse cooperative presenti, “La forza del Silenzio” che lavora con ragazzi autistici nella ex casa di Sandokan a Casal di Principe, “Eureka” che coltiva i pescheti confiscati oggetto nelle scorse settimane di intimidazioni della camorra, “Omnia Onlus” che gestisce la Nuova Cucina Organizzata, “Al di là dei sogni” che lavora anche con persone uscite dagli OPG sul bene intitolato ad Alberto Varone a Sessa Aurunca. «Tutte esperienze straordinarie che oggi, per le azioni di ASL e comuni, rischiano di chiudere» commenta Amato. Ad accompagnare le centinaia di cooperatori, di disabili, di ragazzi dei campi estivi di Libera, la musica della banda e gli striscioni con gli slogan “ASL di Caserta: dentro il cavallo, fuori gli asini” e “non facciamo un regalo alla camorra, approviamo i budget di salute”.«E’ stato straordinario vedere centinaia di ragazzi rivendicare in modo festoso ma convinto i diritti alla cura che oggi assurdità burocratiche ed oscuri interessi vogliono negare» afferma Amato «I budget di salute determinano risultati straordinari, anche in termini di risparmio della spesa sanitaria regionale e sono il filo rosso delle migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati. Per questo è criminale metterli in discussione. Tuttavia si preferisce fare gli asini. Per questo» dice il Presidente della Commissione regionale «con il consigliere Oliviero stiamo decidendo azioni di protesta anche in aula consiliare: sono mesi che si attende la discussione dell’apposito progetto di legge già presentato, ma stiamo incontrando incomprensibili ostracismi. Di certo è stato molto positivo oggi verificare l’interessamento e l’appoggio del Presidente Zinzi». Nel corso della manifestazione, infatti, il presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi, sceso a dialogare con i manifestanti insieme all’assessore all’agricoltura Corvino, ha garantito il pieno sostegno alle ragioni portate dai cogestori di budget, impegnandosi a  «interessare il consiglio provinciale e riuscire a trovare un via di dialogo con l’ASL che garantisca la possibilità di continuare queste esperienze». Diverso, invece, l’atteggiamento degli uffici dell’ASL, in realtà semideserti pure in un giorno feriale «Certo è sconcertante verificare il muro di gomma che continua ad opporre l’azienda sanitaria che pure dovrebbe essere la prima sostenitrice di questo sistema» dice ancora Amato «Ma la bella giornata di oggi, l’interessamento vivo dei cittadini di Caserta, la partecipazione massiva e convinta, dovranno avere una risposta certa. Senza più scaricabarili tra ASL e comuni. Quello dei budget di salute» conclude Amato «E’ un sistema che sarebbe assurdo smantellare. C’è allora bisogno di responsabilità, e richiamo anche il Presidente della Regione Caldoro, in quanto commissario alla sanità, a dare seguito, al comma inserito nella sua finanziaria che sostiene per tutto il 2011 i budget di salute»

«Importante la decisione della Cassazione sulla confisca dei beni di Paolo Di Lauro. Subito l’interessamento dell’Agenzia Nazionale»

«La decisione della Cassazione sulla confisca dei beni a Paolo Di Lauro è di grande importanza. Ora, in attesa del completamento dell’iter procedimentale, si deve subito avviare un’ipotesi progettuale di riutilizzo sociale. Lo Stato deve dare su territori come Secondigliano una ferma risposta alla camorra partendo proprio dal riutilizzo dei beni confiscati» lo afferma in una nota il Presidente della Commissione Beni Confiscati della Regione Campania Antonio Amato «Affronterò la questione già domani nel corso di un incontro con i responsabili dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati a Roma. Il riutilizzo di questi beni deve diventare una priorità strategica nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata nella nostra Regione. Per questo» afferma Amato «anche e soprattutto per il riutilizzo di beni come questi a Secondigliano, sin dall’inizio si deve mettere in campo una rete forte tra istituzioni, associazioni e forze sociali capace di fare fronte comune. Di certo» conclude Amato «sul tema del riutilizzo dei beni confiscati non mancano difficoltà a volte causate dalle stesse istituzioni, come sta avvenendo in tante zone del casertano. Discuteremo anche di questo domani, cercando di tracciare percorsi che facciano del riutilizzo dei beni confiscati una reale possibilità di riscatto e di sviluppo dei territori»

Pescheto confiscato a Casal di Principe, dopo gli attentati della camorra, ASL e Comuni chiudono i progetti di cura

«E’ una tenaglia che si stringe e soffoca qualsiasi possibilità di legalità e riscatto sociale: dopo la camorra ora sono direttamente le istituzioni a demolire le migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati in provincia di Caserta, con ASL e comuni che chiudono decine di progetti di cura per i soggetti deboli che su questi beni lavorano o sono assistiti» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato «Tra i ieri ed oggi sono arrivati decine di fax dell’ ASL che, imputandole ai comuni, decretano la chiusura dei Progetti Terapeutici Individualizzati sostenuti da budget di salute. Tra questi quelli sul pescheto confiscato a Casal di Principe gestito dalla cooperativa Eureka e oggetto di raid criminali nella scorsa settimana. L’ASL di Caserta anche in un’ultima audizione promossa da questa commissione» prosegue Amato «aveva garantito il proprio pieno appoggio a questi progetti. Anche perché sostenuti da un articolo di legge della finanziaria regionale. Invece poi assistiamo ad uno scaricabarile tra Asl e comuni e la successiva chiusura dei progetti. Con conseguenze gravissime. Perché» continua Amato «come più volte evidenziato i Budget di salute sono il filo rosso delle migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati. Così, dopo gli attentati della camorra, alcuni sindaci che revocano i comodati d’uso, ora anche l’ASL e altre amministrazioni locali dicono ai ragazzi delle cooperative che gestiscono questi beni “ve ne dovete andare”. Il pm Ardituro» continua il Presidente della Commissione «in un’intervista ha evidenziato questo fenomeno di nuovo accerchiamento verso l’antimafia sociale che coinvolge istituzioni e clan. Si respira un bruttissimo clima, e mi chiedo quando se ne renderanno conto i massimi responsabili istituzionali di questa regione, a partire dal misterioso Caldoro, che, nonostante decine di appelli continua a tacere su quanto sta avvenendo. Anche il consiglio regionale» conclude il Presidente della Commissione «sta dando un pessimo segnale con la  proposta di legge sui budget di salute presentata dal collega Oliviero, ma firmata anche dal Presidente Romano, che non viene discussa dalla commissione sanità. E mi chiedo davvero il perché»

L’intero ufficio di Presidenza della commissione è con l’amministrazione di Marano per dare seguito ai progetti di riutilizzo dei beni confiscati e dire no a nuovi invasi.

Piena sinergia con l’amministrazione comunale di Marano sulla necessità di sbloccare i progetti di riutilizzo dei beni confiscati presenti sul territorio e sul no a nuovi invasi per rifiuti da realizzare tra Chiaiano e la stessa Marano. Sono i principali risultati dell’incontro che si è tenuto questo pomeriggio tra l’ufficio di Presidenza della III Commissione Regionale Speciale su beni confiscati e siti di smaltimento rifiuti (presenti il Presidente Antonio Amato, il vicepresidente Mafalda Amente e il segretario Corrado Gabriele), il sindaco di Marano Mario Cavallo ed alcuni rappresentanti della nuova amministrazione comunale. La discussione è partita dalla necessità di definire un piano complessivo per il riutilizzo dei beni confiscati comunali «Sui beni confiscati esistono delle assolute priorità»  afferma il Presidente Amato «avere un quadro complessivo preciso, determinare le reali possibilità di riutilizzo sostenibile, e dare seguito ai progetti già avviati. Innanzitutto» afferma Amato «quelli per l’asilo nido e l’isola ecologica. Su quest’ultimo si deve dar seguito all’ordine del giorno approvato all’unanimità dal consiglio regionale per ripristinare i fondi stanziati dalla regione e poi bloccati a seguito delle vicende del patto di stabilità. Ora però la giunta Caldoro non può più temporeggiare e deve tener conto dell’atto di indirizzo del consiglio regionale. Questa» afferma il Presidente della Commissione «è un’opera di fondamentale importanza per un comune che raggiunge addirittura il 60% di differenziata» Le tematiche legate ai beni confiscati e quelle sui rifiuti si sono quindi immediatamente intrecciate. Anche alla presenza di alcuni rappresentanti dei comitati contro la discarica di Chiaiano, amministrazione comunale e commissione regionale sono unanimemente convenuti sull’impossibilità ampliare la discarica di Chiaiano e di realizzare su questo territorio nuovi invasi «L’intero ufficio di Presidenza» afferma Amato «all’unanimità dice un no convinto a ipotesi di ampliamento di Chiaiano o di realizzazione di nuove discariche su questi territori. Non esistono le condizioni per individuare qui le cave di cui si è letto. Un territorio bisogna conoscerlo, non definirlo solo attraverso le mappe. Addirittura si parla di due invasi, uno a Chiaiano uno a Marano, come se stessero a centinaia di km di distanza e non si trattasse di un unicum territoriale. Qui» conclude il Presidente della Commissione «si è già dato tanto in termini di vivibilità, qualità della vita, e di salute. Ora è il momento di determinare misure e tempi certi per la bonifica. Non altro».

ATTACCO ALL’ ANTICAMORRA (da la Repubblica 25 giugno)

Il testo del mio intervento pubblicato su “la Repubblica” del 25 giugno

La Repubblica 25 giugno 2011 —   pagina 13   sezione: NAPOLI

la recente scioccante inchiesta di Repubblica, “L’ anticamorra? In una stalla”, ha portato alla luce la disastrosa situazione in cui sono costrette a operare le forze dell’ ordine del casertano, pure impegnate nella più grande operazione di pubblica sicurezza voluta dal ministro dell’ Interno, il cosiddetto “modello Caserta”. I sindacati di polizia hanno denunciato le condizioni in cui sono costretti a operare: ambienti sudici, suppellettili vecchie e malridotte, mucchi di spazzatura negli uffici, topi e insetti come compagni di lavoro. E poi carenza di mezzi, auto, già poche e vecchie, senza benzina, una sensazione di progressivo abbandono. Una situazione che determina gravi rischi, innanzitutto per l’ incolumità di quanti, forze dell’ ordine e magistratura, operano su questi territori, ma anche per la possibilità stessa di proseguire azioni giudiziarie e di polizia che pure hanno prodotto risultati importanti. Ma non sono queste le uniche falle dell’ azione anticamorra nel casertano. A essere messo in discussione, infatti, è anche un altro modello Caserta, complementare al primo, ugualmente importante, quello dell’ antimafia sociale che,a partire dal riutilizzo dei beni confiscati, dall’ impegno di gruppi e associazioni come Libera, il consorzio Agrorinasce, il comitato Don Peppe Diana, la Comunità di Capodarco, l’ associazione Jerry Masslo, la Chiesa, tante cooperative, è riuscito a sviluppare un vero e proprio laboratorio di economia sociale con straordinari successi, non solo in termini di legalità e contrasto alla criminalità, ma anche di sviluppo economico, opportunità di lavoro, riscatto di interi territori. Con loro si sono costruiti percorsi che università, centri di ricerca, media internazionali esaltano. Eppure, oggi, tutto questo è a rischio. Il sindaco di Trentola Ducenta revoca il comodato d’ uso del bene alla Compagnia dei Felicioni, da anni impegnata, con enormi risultati, con bambini che hanno storie strazianti. Poi, un assessore di Castel Volturno fa giungere una revoca perché il bene in questione, a Baia Verde, affidato alla Jerry Masslo, sarebbe non utilizzato, ma io stesso sono stato sulla struttura confiscata e ho visto gli abiti etnici lì cuciti. E ancora: l’ Asl di Caserta continua a mettere in discussione, snaturandone la natura, i budget di salute, che producono risparmio economico per la sanità campana e sono il filo rosso delle migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati. Non entro nel tecnicismo delle questioni, ma sembra palesarsi un tentativo di smantellamento sistemico e silenzioso. Un’ azione di colletti bianchi che inquieta e determina un mutamento di clima subito raccolto dalla criminalità organizzata: i clan si sono fatti sentire con nuove azioni intimidatorie, giungendo a minacciare gli operatori, tagliare tubi e sigillare i pozzi su un pescheto confiscato. La commissione che presiedo continua a seguire queste vicende, a informare le autorità politiche e giudiziarie. Ma è necessario che i massimi livelli istituzionali, il presidente Zinzi, il presidente Caldoro, il prefetto di Caserta Monaco, il prefetto Caruso nuovo direttore dell’ Agenzia nazionale, il ministro Maroni, intervengano direttamente, prendano posizione e interrompano quest’ azione di accerchiamento in atto. Si sta mettendo a rischio quanto di meglio abbiamo costruito nel contrasto alla camorra e i silenzi, su questi temi, equivalgono a un favore alla camorra.

L’ autore è presidente della commissione regionale sui beni confiscati
- ANTONIO AMATO

PD, operazione rinnovamento

L’intervento sul Partito Democratico pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno di mercoledì 22 giugno 2011.

Nuova azione intimidatoria su un bene confiscato a Casal di Principe. La camorra torna a far sentire le sue minacce e le istituzioni mettono a rischio l’intero modello di riutilizzo dei beni confiscati

«La camorra torna a farsi sentire violenta a Casal di Principe e nel casertano, e mette sotto attacco il riutilizzo dei beni confiscati» lo denuncia il presidente della Commissione Regionale Beni Confiscati Antonio Amato «Questa notte sul pescheto nato su un terreno confiscato a Casale hanno tagliato tutti i tubi idrici e sigillato i pozzi. Un chiaro atto intimidatorio che segue quello capitato qualche settimana fa, quando un auto lungo la strada aveva lanciato pesanti minacce intimando ai ragazzi della cooperativa che gestiscono il terreno di andare via. Il tutto è stato denunciato alle autorità competenti.  Il gravissimo episodio» continua Amato «viene dopo la lettera minatoria recapitata a Renato Natale. La camorra in questi territori torna a minacciare simboli ed esperienze di legalità per ripristinare il proprio potere. Il tutto diventa ancora più inquietante» prosegue il Presidente della Commissione Regionale «perché molte amministrazioni locali stanno mettendo in discussione l’intero modello di riutilizzo dei beni confiscati in provincia di Caserta. Il sindaco di Trentola Ducenta revoca il comodato d’uso alla Comunità di Capodarco, un assessore di Castel Volturno ne revoca un altro alla Jerry Masslo, l’ASL, nonostante progetti di legge, audizioni, protocolli d’intesa, continua a porre problemi sui budget di salute, filo rosso di alcune tra le migliori esperienze di  riutilizzo dei beni confiscati, e sembra voler trasformare civili abitazioni destinate ai più deboli, molte nate in immobili confiscati, in strutture che necessitano di accreditamento e quindi forse destinate a consorzi già noti. Non entro nel tecnicismo delle questioni» prosegue Amato «E chiaramente non metto insieme decisioni discutibili delle amministrazioni pubbliche e vili atti di camorra. Ma certamente si sta determinando, anche a livello istituzionale, un clima che lascia spazio all’azione intimidatoria della camorra. Spero davvero di essere in errore, ma si sembra evidenziarsi una strategia che, in forme e modi diversi, mette in discussione un intero modello e le migliori esperienze che abbiamo costruito in questi anni di lotta alla criminalità e per la legalità. E insieme a tutto questo ci sorprende e preoccupa il silenzio di quanti, il Presidente della Regione innanzitutto, ma anche la Provincia, continuano a non prendere posizione. Ad onor del vero, la giunta regionale, con il Commissario Antiracket Malvano e i suoi dirigenti, ha espresso, anche in sede di audizione, posizioni ferme di condanna a questo attacco. Ma il Presidente Caldoro, che pure mantiene la delega sui beni confiscati, perché non scende in campo? E perché non si esprime il Presidente Zinzi? A loro, anche a loro, come al Prefetto Monaco, al nuovo direttore dell’Agenzia Nazionale, al Ministro degli Interni e al Presidente Napolitano, cui pure ho scritto, mi appello: si sta mettendo a rischio quanto di meglio abbiamo costruito nel contrasto alla camorra e i silenzi, su questi temi, equivalgono ad un favore alla criminalità organizzata. Al di là della solidarietà è ora di mettere in campo azioni concrete. Gli atti intimidatori già ci sono stati, prima di fare qualcosa vogliamo aspettare che sparino?»