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Archivi per la sezione ‘Sicurezza’ .

40 mila euro di utili della cooperativa investiti per i minori a rischio a partire dai beni confiscati. Arrivano le telecamere della BBC ma manca il principale interlocutore istituzionale: l’ambito territoriale. Le istituzioni devono cambiare il loro approccio a queste tematiche

40 mila euro di profitti provenienti dalle attività della cooperativa sociale Agropoli, tra cui quelle della Nuova Cucina Organizzata, destinati a Progetti Personalizzati per minori a rischio di dispersione e abbandono scolastico del territorio di San Cipriano d’Aversa, anche attraverso l’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Arrivano le telecamere della BBC, ma manca uno degli interlocutori principali, l’ambito territoriale. Questo quanto accaduto stamane durante la presentazione del Progetto “mini-PISTA”, oggetto del protocollo d’intesa sottoscritto nel bene confiscato a via Ruffini alla presenza della Prefettura di Caserta, dalla Cooperativa, dalla Provincia di Caserta, dal Comune di San Cipriano, dalla scuola Media “Caterino”, dal Comitato Don Peppe Diana, dall’Associazione “Accademia del Movimento”, cui hanno aderito anche la Commissione Regionale sui beni Confiscati della Regione Campania, il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL di Caserta e l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E se il progetto ha suscitato anche l’attenzione della BBC venuta a realizzare un reportage su questa nuova economia sociale che sta nascendo dal riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata in provincia di Caserta,  era invece assente, pur più volte invitato e sollecitato, uno dei principali protagonisti di questa innovativa iniziativa, l’ambito territoriale C8, che coinvolge i comuni di Lusciano, San Cipriano, Parete, San Marcellino, Trentola Ducenta, Villa Literno, Villa di Briano. Lo sottolinea il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato: «Ci troviamo di fronte» afferma Amato «ad uno straordinario esempio di buone prassi che nascono dal basso e dimostrano anche l’enorme potenzialità del riuso sociale dei beni confiscati. Tuttavia, e lo dico col rammarico di chi le rappresenta, ci si chiede quando le istituzioni finiranno di essere impassibili spettatrici e si faranno, invece, protagoniste nell’intercettare e promuovere azioni tanto virtuose. L’assenza dell’ambito è ingiustificabile» continua Amato «L’attività che viene messa in campo non può rappresentare una supplenza alla mancanza dell’attività istituzionale, ma dovrebbe esserne supporto. Qui si sta realizzando una vera cultura della legalità, si sta garantendo a ragazzi di territori difficili una reale alternativa. Tutti i rappresentanti istituzionali, a partire dal sottoscritto, non si possono limitare al plauso e alla soddisfatta constatazione» conclude Amato «devono rovesciare la situazione, ricercare e affiancare queste iniziative. Le assenze, inoltre, danno purtroppo adito a seri dubbi su oscuri interessi in gioco». Anche il referente della Coop. Agropoli, Giuseppe Pagano, affronta la questione dell’assenza del fondamentale interlocutore locale «Pur ringraziando per la loro partecipazione la Commissione Regionale sui Beni Confiscati, la Provincia di Caserta, la Prefettura, Il comune di San Cipriano, la scuola “Caterino”, dobbiamo tuttavia rimarcare l’assenza di un interlocutore fondamentale come l’ambito territoriale» afferma Pagano «Nel rispetto delle normative vigenti investiamo i nostri profitti in attività sociali. Lo facciamo a partire dai beni confiscati. Purtroppo, la storia ci insegna che negli ultimi 15 anni le attività sociali svolte su questo territorio sono state appaltate ad organizzazioni cui, molte volte, la Prefettura ha poi ritirato il certificato antimafia. Oggi» dice ancora Pagano «la fatica più grande per le forze sane di queste zone, anche quando, come nel nostro caso, investono soldi propri piuttosto che andare a chiedere emolumenti, è quella di far partecipare l’insieme delle istituzioni, ed innanzitutto quelle locali, ad un’azione corale che loro avrebbero come mission. Ma non ci arrendiamo» conclude Pagano «E in queste parole non c’è alcun intento polemico, solo la rivendicazione della necessità di condividere i “buoni percorsi” delle nostre comunità con le loro istituzioni»  

Trasporto scolastico, necessaria una normativa per regolare il settore. Già presentata una proposta di legge

«Le operazioni condotte in questi giorni dal Nucleo mobilità turistica della polizia municipale sugli scuolabus abusivi, mettono in luce solo la punta di un Iceberg che si nutre, innanzitutto, dell’assenza di una normativa complessiva sulla materia» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato che ha ripresentato, nei mesi scorsi, la proposta di legge “Regolamentazione del trasporto scolastico in Campania” ora al vaglio della commissione regionale sui trasporti «Ad oggi, nella maggior parte dei casi, il trasporto scolastico viene effettuato abusivamente e senza il rispetto dei minimi requisiti di sicurezza per la salvaguardia dell’incolumità degli alunni. Eppure» continua Amato «se opportunamente regolamentato, questo servizio, che si pone come necessario per migliaia di famiglie campane, nella sola città di Napoli si stima sarebbero necessari oltre 700 minibus, potrebbe far nascere nuove opportunità lavorative, farebbe diminuire il traffico veicolare, permetterebbe di perseguire e sanzionare con maggiore rigore e puntualità coloro che esercitano questa professione senza autorizzazioni e requisiti di sicurezza. Per queste ragioni alcuni mesi fa ho presentato questa proposta di legge che prevede, tra l’altro, l’individuazione di chi gestisce questo trasporto nella persona giuridica di imprenditore, l’istituzione di un albo regionale delle imprese che gestiscono il servizio di trasporto scolastico, l’utilizzo di automezzi autorizzati e appositamente contrasseganti per il trasporto scolastico del comune di competenza, e, naturalmente, tutta una serie di requisiti per il rispetto degli standard di sicurezza. Una professionalizzazione di questo lavoro quindi» afferma Amato «che risponde sia alla domanda ed ai diritti dell’utenza che a quelli dei lavoratori. La proposta, cui ha già dato parere favorevole dalla III commissione consiliare deve ora essere esaminata dalla commissione trasporti. Ho scritto al Presidente De Siano» conclude Amato «per sollecitare il suo esame in tempi brevi sì da consentire il suo vaglio in Consiglio per garantire alla Regione Campania un piccolo ma fondamentale passo in avanti nella garanzia della legalità, del diritto allo studio e del diritto alla sicurezza»

questa mattina l’incontro con il Direttore dell’Agenzia Nazionale Morcone. Affrontate alcune “situazioni spinose”, innanzitutto Ercolano. Presentata la bozza di una proposta di legge per la normativa regionale in materia di beni confiscati.

«10 mila metri quadri di terreno confiscati e già assegnati al Comune di Ercolano sul quale ricadono due appartamenti confiscati per l’89% il cui 11% resta di proprietà della moglie della persona cui il bene è stato sequestrato. Una situazione paradossale che blocca il riutilizzo sociale del bene stesso. Chiaramente bisogna capire come intervenire» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui beni confiscati Antonio Amato che questa mattina, accompagnato dall’assessore alla legalità del comune di Ercolano Ferdinando Pirone ha incontrato a Roma il Direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati Mario Morcone «E’ stato un incontro proficuo ed operativo, e non posso che ringraziare ancora una volta il Prefetto Morcone per la grande disponibilità e la straordinaria azione che sta mettendo in campo. In questo senso, la prossima apertura dell’agenzia territoriale a Napoli risulterà di fondamentale importanza, soprattutto per affrontare direttamente in loco e più rapidamente alcune situazioni specifiche come quelle discusse oggi a Roma.  Abbiamo affrontato alcune questioni spinose» afferma Amato» «legate a problematiche relative a diversi beni confiscati in Campania. Da quello a San Pietro a Patierno, il cui progetto approvato dalcomune attende ora il finanziamento statale, ad un bene a Bacoli, pure già ristrutturato, sul quale l’amministrazione comunale deve indicare presto la destinazione d’uso, dalla “Casa della pace e della nonviolenza” di Castellammare in cui l’associazione assegnataria ha svolto una straordinaria opera di accoglienza per migranti dopo aver ristrutturato a proprie spese il bene stesso, ma che vive oggi una forte situazione di difficoltà economica, fino ad alcuni casi complessi che si sono verificati sul territorio di Marano. Quindi» continua Amato «con l’assessore Pirone abbiamo discusso della questione del bene a via Panoramica ad Ercolano, che mostra una dei nodi nevralgici legati al riuso dei beni confiscati. Si cercherà una strada per risolvere la controversa giudiziaria. Ma si evidenzia anche la necessità di stare accanto alle amministrazioni locali, ai sindaci e ai comuni che devono sentire vicine le istituzioni nelle loro battaglie per la legalità. Anche per questo» annuncia Amato «prima di Natale la commissione si recherà in sopralluogo sui beni confiscati ad Ercolano, perché a tutti sia chiaro che lo Stato, anche fisicamente, fa di questa battaglia una priorità assoluta». Nel corso dell’incontro si è poi discusso della situazione della Balzana e si è concordato di attivare un tavolo tecnico per addivenire ad una ipotesi di riutilizzo che tenga insieme le diverse istituzioni e le parti sociali. Infine, il Presidente Amato ha presentato a Morcone una prima bozza della proposta di legge che modifica la normativa regionale in materia di beni confiscati «Abbiamo preparato una proposta organica che parte dall’ottima normativa regionale esistente ma, al tempo stesso, l’adegua alle novità ed alle necessità che si sono avute nel corso di questi anni» afferma Amato «Vogliamo però realizzare una proposta di legge condivisa, che si possa arricchire del fondamentale contributo delle altre istituzioni, delle associazioni, di chi opera sui beni confiscati. La regione Campania» conclude il Presidente della Commissione «possiede uno straordinario know how in materia che bisogna sistematizzare, rendere organico, e che può risultare utile anche nelle altre parti d’Italia»

Ecomafie escluse dal tavolo tecnico regionale sui rifiuti. A che serve fare gli struzzi?

«Il tavolo tecnico regionale sui rifiuti parte con il piede sbagliato, il Presidente Romano esclude il tema dirimente delle ecomafie. Forse lo ritiene non pertinente? Siamo al paradosso» lo afferma il Presidente della III Commissione Speciale su siti rifiuti ed ecomafie Antonio Amato «In consiglio regionale si era giunti ad un voto bipartisan per l’istituzione del tavolo perché, responsabilmente, anche l’opposizione lo aveva inteso come possibilità di portare un contributo serio e concreto per affrontare in modo complessivo i problemi. E nell’affaire rifiuti della Campania gli sversamenti illegali, le ecomafie occupano un posto centrale. Il Presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano, ha invece comunicato al capogruppo del PD Peppe Russo che non era il caso di affrontare queste questioni, e quindi non era opportuno invitare al tavolo la commissione che presiedo. Resto esterrefatto e mi chiedo davvero quali siano gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Abbiamo verificato» prosegue Amato «attraverso sopralluoghi ed analisi di documentazioni che questo tema è centrale anche per quanto concerne le discariche aperte. Continueremo allora il lavoro di controllo e analisi che tutti i componenti della commissione, di centro destra e centro sinistra, stanno portando avanti alacremente in questi mesi. Tra pochi giorni inizieremo, sul tema delle ecomafie, un ciclo di audizioni con i procuratori generali della Campania. Certo controlleremo atto per atto quanto prodotto dal tavolo tecnico» afferma ancora Amato «ma è preoccupante sostenere che le ecomafie, i traffici e gli sversamenti illeciti di rifiuti, non rappresentano un tema da affrontare.  Prima si approva all’unanimità un Ordine del giorno che impegna la giunta a istituire un’unità di crisi sulle ecomafie, poi si esclude il tema dalla questione rifiuti. Non c’è logica. Noi» conclude Amato «continuiamo a pensare che uno dei nodi della crisi strutturale legata al ciclo rifiuti stia proprio nello scempio fatto in questi anni dagli eco mafiosi nei nostri territori, e che non volerne tener conto serva solo a fare gli struzzi, a nascondere, per l’ennesima volta la testa sotto la sabbia, evitando, al contempo, di affrontare anche il dirimente tema delle bonifiche»

Il Prefetto blocchi la manifestazione di Forza Nuova a Castel Volturno. E’ un’iniziativa stupida e pericolosa

«Ho scritto questa mattina al Prefetto di Caserta per chiedere che fosse revocata un’eventuale autorizzazione alla manifestazione prevista per domani da Forza Nuova a Castel Volturno» lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Chiediamo al Prefetto di valutare l’opportunità che una tale manifestazione abbia luogo. Esistono, innanzitutto, fondate preoccupazioni di ordine pubblico. Purtroppo è già stato più volte pubblicamente ripetuto, di voler fare di Castel Volturno una seconda Rosarno. C’è quindi la fondata preoccupazione che questa manifestazione possa essere volano di disordini e scontri. Ma, soprattutto» continua Amato «ritengo che non sia accettabile, in uno stato democratico permettere che si svolgano manifestazioni dal carattere apertamente xenofobo che nascono dallo slogan “via gli immigrati”. Lo stato garantisce la libertà di pensiero e manifestazione, ma sempre nei vincoli del rispetto delle leggi e dei diritti. Qui ci troveremmo di fronte ad un gruppo di pericolosi estremisti che, per convinzioni di stampo fascista, chiede l’allontanamento di persone a partire da folli categorizzazioni razziali. Purtroppo» continua Amato « assistiamo ad una recrudescenza xenofoba estremamente preoccupante alla quale bisogna reagire con fermezza. La presenza di Fiore e dei suoi seguaci  è pericolosa e frutto di stupidità. Ancora più grave sarebbe un’eventuale adesione del Sindaco. Ho già stigmatizzato in passato le assurde esternazioni di Scalzone in merito ai migranti» afferma ancora Amato «ma se davvero intendesse prendere parte a questa iniziativa chiederemmo l’intervento immediato del Parlamento e del Governo. Un rappresentante istituzionale non può prendere parte a iniziative che si iscrivono apertamente nel solco della violazione dello stato di diritto»

Tragedia della Circumvesuviana: non si parli solo di errore umano. Per i trasporti necessità di investimenti sulla sicurezza

«E’ davvero grande il dolore per tutto quanto accaduto ieri sulla linea della Circumvesuviana ed in questo momento il cordoglio per la vittima e la preoccupazione per gli altri feriti sono i sentimenti più forti» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato una vita spesa come macchinista delle FS «Non si può entrare nel merito degli avvenimenti perché solo le indagini in corso potranno portare chiarimenti. Oggi sarebbe facile scagliarsi contro il macchinista e addebitare la vicenda all’errore umano. Chi come me ha lavorato per anni sui treni, però, sa bene, che proprio la possibilità dell’errore umano determina la necessità di grandi investimenti e progettualità per la sicurezza e l’ammodernamento di vetture e linee. Inoltre bisogna puntare» prosegue Amato «sulla formazione dei lavoratori, sul loro aggiornamento continuo, soprattutto sulle tematiche della sicurezza sui luoghi di lavoro. E si devono programmare correttamente affiancamenti e turnazioni. Insomma, per evitare eventi drammatici» conclude Amato «occorre prendersi la responsabilità di investire perché la tutela della salute e dell’incolumità di passeggeri e lavoratori siano punti centrali della programmazione delle istituzioni e delle aziende, creando sinergie e cercando di andare al di là delle mere logiche del risparmio o del profitto»

Un Ordine del Giorno perché il Lago d’Averno torni nei possedimenti pubblici. Ma serve un piano regionale straordinario per la gestione dei beni confiscati.

«Il consiglio regionale deve scendere in campo per garantire, al di là della vicenda giudiziaria, la restituzione del Lago D’Averno alla collettività» lo afferma il Presidente Regionale della Commissione sui Beni Confiscati Antonio Amato «Quella del Lago d’Averno è una vicenda piena di punti ancora oscuri sui quali le istituzioni devono garantire la massima collaborazione alle forze dell’ordine per fare chiarezza. Ma, soprattutto, al di là della vicenda giudiziaria, bisogna lavorare perché beni naturali di siffatto valore restino di proprietà pubblica. Mi faccio promotore, allora, di un ordine del giorno, che spero firmeranno tutte le forze politiche, per impegnare la giunta a predisporre un piano d’intervento ed individuare le necessarie risorse finanziarie, perché il Lago d’Averno torni nei possedimenti pubblici. In ogni caso» afferma ancora Amato «va scongiurata, qualora il bene venisse confiscato e trasferito al demanio, qualsiasi ipotesi di vendita all’asta. Più in generale» dice ancora Amato «anche a fronte dei tanti sequestri avvenuti negli ultimi mesi ed ancora oggi, e delle possibili confische, va predisposto un piano regionale straordinario per definire linee guida condivise per la gestione di questo grande patrimonio. Esistono questioni che coinvolgono gli istituti bancari, altre che investono l’erogazione dei servizi essenziali, che necessitano di un intervento forte. Ma» conclude Amato «si avverte soprattutto la necessità di mantenere una linea di intervento ferma su queste questioni. Non è ammissibile, ad esempio, cancellare con un atto unilaterale della giunta il protocollo d’intesa tra Regione e Ministero del Lavoro, sottoscritto da Bassolino e Viespoli nel gennaio scorso, per la promozione di attività di sviluppo sui beni confiscati. Anche su questo presenterò un ordine del giorno perché Caldoro si impegni a rispettare gli impegni già assunti che, per non fare un regalo alla camorra, bisogna mantenere»

Attuare il piano vendita IACP combatterà la camorra e garantirà il diritto degli assegnatari

Gli arresti di questa mattina nel Bronx di San Giovanni oltre che un grande risultato delle forze dell’ordine mostrano con evidenza un’emergenza che si vive in molti quartieri di Napoli: la mano della camorra che, con la violenza, gestisce le case dell’IACP estromettendo i legittimi assegnatari.

Anche per questo ritengo che sia urgente dare piena attuazione al Piano Vendita Decennale predisposto dalle IACP. Permettere la vendita degli alloggi IACP ai legittimi inquilini che ne facciano richiesta, con tutti i dovuti controlli, rappresenterebbe anche un freno a possibili interventi della camorra.

Il Piano Vendita decennale predisposto dalle IACP, invece, continua ad essere in molte situazioni bloccato, mentre oggi non solo andrebbe attuato ma integrato.

Per questo, ho presentato un apposito question time stamane la cui discussione è stata rimandata alla prossima settimana per esigenze dell’Assessore Taglialatela. Laddove necessario credo dovremo utilizzare tutte le misure utili a superare gli ostacoli burocratici e gestionali intercorsi in questi anni.

Lo ribadisco, la vendita degli alloggi ai legittimi assegnatari non solo rappresenta il riconoscimento di un diritto maturato da chi quelle case le abita, ma sarebbe, al contempo, anche un forte e netto segnale di legalità utile alla lotta contro la camorra.

Castel Volturno, il Sindaco vuole una nuova Rosarno? Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano

«Razzismo istituzionale che potrebbe portare ad una nuova Rosarno dieci volte più violenta» è l’allarme che lancia il consigliere regionale del PD Antonio Amato a seguito delle dichiarazioni del Sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone che annuncia di voler far chiudere i centri d’accoglienza per migranti del comune «Scalzone mistifica in modo preoccupante la realtà, definendo in modo falso e tendenzioso la “rivolta dei neri” di Castel Volturno come determinata dalla mafia nigeriana. Non solo Saviano, ma le intercettazioni telefoniche hanno dimostrato che si trattò di un’operazione stragista organizzata dal clan Setola contro i migranti senza alcuna distinzione nemmeno tra donne, uomini e bambini. E furono assassinati 6 migranti innocenti. La rivolta fu innanzitutto contro la violenza camorrista. Così come quella di Rosarno è stata, come hanno dimostrato gli arresti di ieri, una rivolta contro le nuove forme di schiavismo che vedono coinvolte la criminalità organizzata. Definire l’azione dei padri comboniani e del centro Fernandez una rovina è inconcepibile» continua Amato «sono parole vergognose che vorrebbero delegittimare l’azione di quanti quotidianamente si spendono per portare sostegno ed aiuto ai più deboli della società,  garantendo diritti essenziali che la nostra antidemocratica legislazione in merito all’immigrazione nega. Il sindaco candida Castel Volturno ad ospitare nuovi CIE. Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano. Si punta» dice ancora Amato «per l’ennesima volta sulla logica del rifiuto e dell’ordine pubblico contro ogni forma di accoglienza ed integrazione. Questo può far solo salire la tensione sociale, e se questa sarà la strada che si vorrà perseguire si giungerà a nuove forme di violenza, ad una nuova Rosarno ma molto più esplosiva. Infine» conclude Amato «c’è il rischio che una sorta di pulizia etnica sia in qualche modo d’aiuto a nuovi palazzinari e speculatori, interessati a allontanare i migranti da quell’area del casertano che sarà oggetto di nuovi piani di riqualificazione ed investimenti».

Gli abbattimenti? Abbiamo pagato la prima cambiale elettorale

Finiamola con le menzogne: l’approvazione del decreto contro gli abbattimenti è il primo saldo delle cambiali elettorali firmate dal Centro Destra alle ultime regionali. Il ministro Carfagna parla di percorso di legalità e poi afferma che non lo faranno più.

In realtà, come si evince con chiarezza dalle parole del Procuratore Generale Galgano, si smantella qualsiasi principio di legalità in nome dell’affarismo. E non si può tirare in ballo un falso pietismo: qui si tratta del futuro dei nostri territori e dei nostri figli.

A botta di condoni, e senza alcun serio piano di riqualificazione e sviluppo, si dà il ben servito a chi quotidianamente vive rispettando la legge e, a ancor di più, a chi si batte per essa.