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Archivi per la sezione ‘Sicurezza’ .

Tragedia della Circumvesuviana: non si parli solo di errore umano. Per i trasporti necessità di investimenti sulla sicurezza

«E’ davvero grande il dolore per tutto quanto accaduto ieri sulla linea della Circumvesuviana ed in questo momento il cordoglio per la vittima e la preoccupazione per gli altri feriti sono i sentimenti più forti» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato una vita spesa come macchinista delle FS «Non si può entrare nel merito degli avvenimenti perché solo le indagini in corso potranno portare chiarimenti. Oggi sarebbe facile scagliarsi contro il macchinista e addebitare la vicenda all’errore umano. Chi come me ha lavorato per anni sui treni, però, sa bene, che proprio la possibilità dell’errore umano determina la necessità di grandi investimenti e progettualità per la sicurezza e l’ammodernamento di vetture e linee. Inoltre bisogna puntare» prosegue Amato «sulla formazione dei lavoratori, sul loro aggiornamento continuo, soprattutto sulle tematiche della sicurezza sui luoghi di lavoro. E si devono programmare correttamente affiancamenti e turnazioni. Insomma, per evitare eventi drammatici» conclude Amato «occorre prendersi la responsabilità di investire perché la tutela della salute e dell’incolumità di passeggeri e lavoratori siano punti centrali della programmazione delle istituzioni e delle aziende, creando sinergie e cercando di andare al di là delle mere logiche del risparmio o del profitto»

Un Ordine del Giorno perché il Lago d’Averno torni nei possedimenti pubblici. Ma serve un piano regionale straordinario per la gestione dei beni confiscati.

«Il consiglio regionale deve scendere in campo per garantire, al di là della vicenda giudiziaria, la restituzione del Lago D’Averno alla collettività» lo afferma il Presidente Regionale della Commissione sui Beni Confiscati Antonio Amato «Quella del Lago d’Averno è una vicenda piena di punti ancora oscuri sui quali le istituzioni devono garantire la massima collaborazione alle forze dell’ordine per fare chiarezza. Ma, soprattutto, al di là della vicenda giudiziaria, bisogna lavorare perché beni naturali di siffatto valore restino di proprietà pubblica. Mi faccio promotore, allora, di un ordine del giorno, che spero firmeranno tutte le forze politiche, per impegnare la giunta a predisporre un piano d’intervento ed individuare le necessarie risorse finanziarie, perché il Lago d’Averno torni nei possedimenti pubblici. In ogni caso» afferma ancora Amato «va scongiurata, qualora il bene venisse confiscato e trasferito al demanio, qualsiasi ipotesi di vendita all’asta. Più in generale» dice ancora Amato «anche a fronte dei tanti sequestri avvenuti negli ultimi mesi ed ancora oggi, e delle possibili confische, va predisposto un piano regionale straordinario per definire linee guida condivise per la gestione di questo grande patrimonio. Esistono questioni che coinvolgono gli istituti bancari, altre che investono l’erogazione dei servizi essenziali, che necessitano di un intervento forte. Ma» conclude Amato «si avverte soprattutto la necessità di mantenere una linea di intervento ferma su queste questioni. Non è ammissibile, ad esempio, cancellare con un atto unilaterale della giunta il protocollo d’intesa tra Regione e Ministero del Lavoro, sottoscritto da Bassolino e Viespoli nel gennaio scorso, per la promozione di attività di sviluppo sui beni confiscati. Anche su questo presenterò un ordine del giorno perché Caldoro si impegni a rispettare gli impegni già assunti che, per non fare un regalo alla camorra, bisogna mantenere»

Attuare il piano vendita IACP combatterà la camorra e garantirà il diritto degli assegnatari

Gli arresti di questa mattina nel Bronx di San Giovanni oltre che un grande risultato delle forze dell’ordine mostrano con evidenza un’emergenza che si vive in molti quartieri di Napoli: la mano della camorra che, con la violenza, gestisce le case dell’IACP estromettendo i legittimi assegnatari.

Anche per questo ritengo che sia urgente dare piena attuazione al Piano Vendita Decennale predisposto dalle IACP. Permettere la vendita degli alloggi IACP ai legittimi inquilini che ne facciano richiesta, con tutti i dovuti controlli, rappresenterebbe anche un freno a possibili interventi della camorra.

Il Piano Vendita decennale predisposto dalle IACP, invece, continua ad essere in molte situazioni bloccato, mentre oggi non solo andrebbe attuato ma integrato.

Per questo, ho presentato un apposito question time stamane la cui discussione è stata rimandata alla prossima settimana per esigenze dell’Assessore Taglialatela. Laddove necessario credo dovremo utilizzare tutte le misure utili a superare gli ostacoli burocratici e gestionali intercorsi in questi anni.

Lo ribadisco, la vendita degli alloggi ai legittimi assegnatari non solo rappresenta il riconoscimento di un diritto maturato da chi quelle case le abita, ma sarebbe, al contempo, anche un forte e netto segnale di legalità utile alla lotta contro la camorra.

Castel Volturno, il Sindaco vuole una nuova Rosarno? Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano

«Razzismo istituzionale che potrebbe portare ad una nuova Rosarno dieci volte più violenta» è l’allarme che lancia il consigliere regionale del PD Antonio Amato a seguito delle dichiarazioni del Sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone che annuncia di voler far chiudere i centri d’accoglienza per migranti del comune «Scalzone mistifica in modo preoccupante la realtà, definendo in modo falso e tendenzioso la “rivolta dei neri” di Castel Volturno come determinata dalla mafia nigeriana. Non solo Saviano, ma le intercettazioni telefoniche hanno dimostrato che si trattò di un’operazione stragista organizzata dal clan Setola contro i migranti senza alcuna distinzione nemmeno tra donne, uomini e bambini. E furono assassinati 6 migranti innocenti. La rivolta fu innanzitutto contro la violenza camorrista. Così come quella di Rosarno è stata, come hanno dimostrato gli arresti di ieri, una rivolta contro le nuove forme di schiavismo che vedono coinvolte la criminalità organizzata. Definire l’azione dei padri comboniani e del centro Fernandez una rovina è inconcepibile» continua Amato «sono parole vergognose che vorrebbero delegittimare l’azione di quanti quotidianamente si spendono per portare sostegno ed aiuto ai più deboli della società,  garantendo diritti essenziali che la nostra antidemocratica legislazione in merito all’immigrazione nega. Il sindaco candida Castel Volturno ad ospitare nuovi CIE. Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano. Si punta» dice ancora Amato «per l’ennesima volta sulla logica del rifiuto e dell’ordine pubblico contro ogni forma di accoglienza ed integrazione. Questo può far solo salire la tensione sociale, e se questa sarà la strada che si vorrà perseguire si giungerà a nuove forme di violenza, ad una nuova Rosarno ma molto più esplosiva. Infine» conclude Amato «c’è il rischio che una sorta di pulizia etnica sia in qualche modo d’aiuto a nuovi palazzinari e speculatori, interessati a allontanare i migranti da quell’area del casertano che sarà oggetto di nuovi piani di riqualificazione ed investimenti».

Gli abbattimenti? Abbiamo pagato la prima cambiale elettorale

Finiamola con le menzogne: l’approvazione del decreto contro gli abbattimenti è il primo saldo delle cambiali elettorali firmate dal Centro Destra alle ultime regionali. Il ministro Carfagna parla di percorso di legalità e poi afferma che non lo faranno più.

In realtà, come si evince con chiarezza dalle parole del Procuratore Generale Galgano, si smantella qualsiasi principio di legalità in nome dell’affarismo. E non si può tirare in ballo un falso pietismo: qui si tratta del futuro dei nostri territori e dei nostri figli.

A botta di condoni, e senza alcun serio piano di riqualificazione e sviluppo, si dà il ben servito a chi quotidianamente vive rispettando la legge e, a ancor di più, a chi si batte per essa.

Migranti, non riduciamo lo Stato di diritto ad una questione di ordine pubblico

La decisione del giudice di rigettare il provvedimento di espulsione di sei dei migranti sbarcati dalla Vera D perché riconosciuti presunti minorenni manifesta i gravi errori commessi dalle autorità competenti nella gestione della questione a Napoli.

Confinare in un Centro di identificazione ed espulsione sei ragazzi che si dichiarano minorenni, sulla base di un esame passibile di errore e che in gran parte del mondo viene rifiutato, è aberrante da un punto di vista morale e giuridico.

L’intera vicenda desta enorme preoccupazione perché, a fronte di una disponibilità delle autorità comunali di accogliere i migranti in attesa dell’espletamento della pratica della richiesta d’asilo, si è preferito agire con la forza del decreto di espulsione.

Preferire alla possibilità della mediazione e alle pratiche di accoglienza le azioni di forza e la logica del rifiuto non può che destare allarme in uno Stato che si vuole definire democratico.

Non vorrei che questo fosse solo un primo esempio di nuove modalità di contrasto a qualsiasi forma di marginalità e opposizione. Non vorrei che si volesse ridurre lo Stato di diritto ad una questione di ordine pubblico. Anche per questo rilancio con forza la necessità di dire no, pure attraverso forme di mobilitazione democratica, alla costruzione di un nuovo Centro di identificazione ed espulsione in Campania.

Come si può proporre di togliere il sostegno all’associazione antiracket?

Voler tagliare i fondi destinati all’associazione antiracket è una proposta inopportuna e ambiguamente provocatoria.

Il momento che viviamo è difficile e sicuramente si deve produrre un risparmio su consulenze e sovvenzionamenti. Ma bisogna farlo con cognizione di causa. È singolare sostenere che l’associazione guidata da Tano Grasso ha lavorato bene e poi proporre che non venga più sostenuta.

La proposta mi sembra francamente incomprensibile. Darebbe un segnale controverso alla città ed alle tante persone che a partire dal sostegno ricevuto dall’associazione hanno trovato il coraggio di denunciare il racket.

Ci sono settori estremamente delicati, dove in questi anni si sono prodotti risultati importanti anche grazie al sostegno delle istituzioni. E questa azione non solo deve proseguire ma addirittura essere rafforzata.

Chi riveste ruoli pubblici dovrebbe avere l’accortezza di valutare tutte le conseguenze delle proprie proposte, e non cercare, attraverso provocazioni che rischiano di risultare poco chiare, un inutile clamore.

Caldoro dica no ai nuovi CIE promossi da Maroni

Non c’è nemmeno il tempo di essere soddisfatti per la buona evoluzione che sta prendendo la vicenda della Vera D, che Maroni annuncia di voler costruire nuovi Centri di identificazione ed espulsione tra cui uno in Campania. Non c’è che dire, tempismo straordinario.

I CIE sono, in tutto e per tutto, pessime strutture carcerarie che mortificano la persona migrante e cercano una facile scorciatoia alla questione delle migrazioni. La condizione dei CIE già esistenti mortifica uno stato di diritto. Invece che investimenti sulle politiche e le strutture di accoglienza si promuovono nuovi Centri di Espulsione.

Certo, la Lega ha costruito su questa propaganda il proprio consenso, ma è un modello politico e culturale di rifiuto e rigetto che non possiamo accettare. Se un nuovo CIE in Campania sarà tra i progetti di Caldoro, ci opporremo con tutta la nostra forza.

Invito il nuovo governatore a non cedere alle sirene leghiste, ed a riscoprire quelle radici di accoglienza sulle quali si basa anche la nobile tradizione socialista, di cui lui pure si proclama figlio.

In ogni caso, se Caldoro appoggiasse il progetto di Maroni, saremmo di fronte ad un’inversione brutale delle politiche migratorie della nostra regione, che la spingerebbero verso un inaccettabile razzismo di stato.

Messaggio di Tonino

Cari Democratici,

innanzitutto vi ringrazio per la grande passione e l’impegno con i quali state supportando questa campagna elettorale. Per Enzo De Luca, per il Partito Democratico e per me. È un percorso complesso, con tante difficoltà, ma anche ricco di grandi soddisfazioni. L’incontro con tanti di voi sta gratificando il lavoro che abbiamo fatto insieme in tutti questi anni, e mi inorgoglisce la stima, l’affetto, il contributo personale che tanti di voi mi stanno portando.

Ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare.

Queste ultime settimane saranno le più faticose e le più importanti. Vi chiedo quindi di restare sereni e compatti. La nostra forza è l’onestà e la chiarezza del progetto che portiamo avanti.

Le donne, gli uomini, i giovani, gli anziani che mi stanno accompagnando sono la mia più grande risorsa. A tutti voi quindi ribadisco il mio più vero e sentito GRAZIE.

Mi permetto di farvi un’ultima preghiera.

Capisco la passione che anima la nostra azione. Questa, tuttavia, a volte, ci può portare anche a commettere dei piccoli passi falsi. Mi riferisco all’affissione dei manifesti. Si sono verificate affissioni di manifesti fuori dagli spazi elettorali. Purtroppo io non posso controllare direttamente anche questo aspetto della campagna elettorale. Ma resto fermamente contrario al Manifesto Selvaggio. Viviamo in una città tra le più belle al mondo. E’ nostro dovere difendere la bellezza. Per questo ho già personalmente provveduto, laddove ho verificato affissioni irregolari di miei manifesti, a farli rimuovere. Come ho già fatto dall’inizio della campagna elettorale, chiedo allora a tutti i comitati elettorali di sostegno di vigilare attentamente perché non si ripetano queste affissioni. E chiedo a tutti voi di segnalarmi gli spazi dove verificate la presenza di manifesti fuori dagli spazi elettorali. Cercherò di farli rimuovere il prima possibile dai ragazzi che ci stanno dando una mano.

Siamo alle curve finali di questa campagna elettorale. Possiamo ancora convincere i tanti indecisi a votare Enzo De Luca presidente, con il Partito Democratico e, se lo vorranno, con me. Perché possiamo riappropriarci del nostro futuro. Con le nostre idee, la nostra passione, la nostra concretezza.

 

 

Ci vuole Antonio Amato per la regione Campania. Spot ufficiale Elezioni Regionali 2010

Antonio Amato su Youtube

Questo mio spot è in onda dal 1 Marzo, sulle radio e le tv campane. Dico no, un no deciso alla camorra, ad ogni camorra, alle centrali nucleari ed all’acqua a pagamento. Dico sì, un sì convinto alle energie pulite, all’ambiente ed ai territori dai quali non mi sono mai staccato e che, oggi più che mai, chiedono diritti: lavoro, casa, buona sanità. Sto con Napoli contro ogni camorra, sto con il Partito Democratico, sto con De Luca Presidente.

Antonio Amato