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Archivi per la sezione ‘Sicurezza e salute sul lavoro’ .

L’Ente Autonomo Volturno mette a repentaglio i diritti dei lavoratori delle pulizie. Nei nuovi appalti più lavoro precario ed aumento del rischio infortuni

È gravissimo ed intollerabile che una società controllata dalla Regione, la EAV Srl, holding regionale dei trasporti, stia preparando una gara d’appalto per i Servizi di Pulizia che metterà a rischio i più elementari diritti dei lavoratori, a partire da quello della salvaguardia dei livelli occupazionali.

Con il documento “Sistema di qualificazione Servizi di pulizia” che la EAV ha redatto e pubblicato sul proprio sito in occasione delle prossime gare per l’aggiudicazione del servizio, si presenta l’intenzione della società di avvalersi di un bando in cui non è prevista, in caso di aggiudicazione ad altra impresa, una clausola di salvaguardia sociale per i dipendenti già impiegati in questo settore. Inoltre, si evidenzia la mancata previsione, ai fini della determinazione del prezzo a base d’asta, di parametri che tengano conto dei costi lordi per il personale dipendente, per la sua sicurezza e per la sua formazione.

Si determineranno, ancora una volta,  gare al ribasso che legittimeranno la precarizzazione e, soprattutto, metteranno a rischio la sicurezza dei lavoratori e degli utenti. Il documento dell’EAV, viola quanto previsto dalla legislazione regionale sia in merito al sistema dei trasporti che a quello degli appalti pubblici. Sulla questione ho già presentato un question time, che verrà discusso nei prossimi giorni, per sollecitare la giunta ed innanzitutto l’assessore Cascetta ad adottare immediatamente misure atte ad impedire l’introduzione di queste regole profondamente inique ed ingiuste.

Non può più essere accettato che le imprese, ed ancor più quelle pubbliche, applichino nei confronti dei lavoratori, soprattutto quelli appartenenti alle fasce più disagiate, una logica di sfrenato profitto che mette a rischio la loro vita e la qualità stessa del servizio erogato.

Viaggiare verso diritti certi per i lavoratori. I risultati dell’incontro sui trasporti del 9 marzo al Teatro Il Piccolo di Fuorigrotta

La più grande rete metropolitana d’Italia e tra le più grandi d’Europa, nuove rotte dell’autostrada del mare, un nuovo sistema integrato di trasporti capace di trasformare radicalmente non solo Napoli, ma l’intera Campania, facendola divenire nodo nevralgico dell’intero assetto di sviluppo Euromediterraneo.

Napoli e la Campania non sono solo crisi rifiuti e criminalità, ma possono vantare anche punte di assoluta eccellenza come quelle già realizzate e progettate per il comparto dei trasporti.

Una vera e propria rivoluzione capace di migliorare in modo sostanziale la qualità della vita e l’economia della città di Napoli e della Regione Campania. Un modello adottato di cui possiamo andare fieri e che possiamo anche esportare. Un esempio della politica che il Partito Democratico può e vuole realizzare con la sua forza innovatrice di Partito riformista. Tutto questo è emerso nel corso dell’incontro che abbiamo realizzato sul Tema dei Trasporti ieri al Teatro Il Piccolo di Fuorigrotta…

  

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Sicurezza sul lavoro: realizziamo un’iniziativa itinerante

Si è svolta nella sede del Consiglio Regionale della Campania la prima riunione unitaria per la definizione delle modalità di realizzazione di un’iniziativa itinerante sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’incontro è stato promosso da Antonio Amato, Consigliere Regionale del PD, d’intesa con le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, rappresentate da Domenico D’Avanzo e Giulia Guida per la CGIL, Pietro Ciotti per la CISL e Luciana Del Fico per la UIL.

”Le parti –  sottolinea una nota – hanno proficuamente discusso e sono convenute sull’opportunità di realizzare una serie di conferenze-dibattiti itineranti in Campania, nei luoghi di lavoro di diversi comparti con il duplice obiettivo di sottoporre all’attenzione del Comitato regionale di coordinamento sulla sicurezza nei luoghi di lavoro le problematiche, i suggerimenti e i contributi manifestati direttamente dai lavoratori incontrati nelle singole tappe, e di sensibilizzare i lavoratori e la società tutta alla tematica della sicurezza sul lavoro”.

Per il prosieguo dell’iniziativa si richiederà il diretto coinvolgimento delle organizzazioni datoriali e dell’Assessorato al Lavoro della Regione ”per la costruzione di un percorso concertato”.

”Il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro – afferma Amato  rappresenta una priorità democratica del nostro Paese. In Campania, oltre alle iniziative legislative in materia che sono in itinere tra i lavori del Consiglio Regionale, si avverte la necessità di dare voce ai lavoratori, per comprenderne le istanze, delineare un’analisi certa dell’esistente e determinare azioni concrete”.

”Inoltre – aggiunge Amato – risulta di fondamentale importanza programmare un’azione di sensibilizzazione che coinvolga sia i lavoratori che la società nel suo complesso, per far sì che questo tema non sia legato solo ad eventi drammatici ed emergenze, ma diventi patrimonio comune ed interesse permanente della nostra comunità”.

Partito il Tavolo per la Sicurezza nel settore Trasporti. Un passo avanti per i lavoratori, una piccola vittoria nella mia battaglia politica

È ufficiale: il tavolo per il protocollo per la sicurezza sul lavoro alla Stazione Centrale di Napoli c’è. Del 27 Dicembre la prima seduta, che ha riunito le imprese dei cantieri per la riqualificazione di Piazza Garibaldi e i sindacati, la Prefettura, le Ferrovie dello Stato, l’Ispettorato del Lavoro, le ASL, l’INAIL e l’INPS.

La notizia è sulla circolare del 9 Febbraio dell’assessore al Lavoro Corrado Gabriele. Nel documento, anche la creazione di un ”responsabile di sito” che dovrà unificare le procedure per la sicurezza sui luoghi di lavoro e le aziende.

Il coordinamento tra le istituzioni regionali con compiti di vigilanza sarà dell’Ufficio Sicurezza sul Lavoro, inserito nell’Osservatorio Regionale sul Mercato del Lavoro, dentro lo stesso Assessorato, ed una conferenza congiunta Prefettura-Regione Campania deciderà obiettivi e tempi di realizzazione del protocollo sulla sicurezza.

Come ricorderete, il mio intervento del 22 Dicembre in Consiglio Regionale chiedeva di far luce sulle responsabilità della morte alla Stazione Garibaldi, a pochi giorni di distanza, degli operai Ciro Cozzolino e Umberto Gambino, citati e ricordati con affetto anche sul mio Blog.

Al Presidente Bassolino e, in particolare, all’assessore Gabriele chiedevo di rescindere i contratti alle imprese che avessero violato le norme minime di sicurezza per l’incolumità dei lavoratori nei cantieri. La rapida risposta dell’Assessore conferma l’urgenza della mia richiesta e la sua importanza per tantissimi lavoratori campani che oscillano tra contratti precari e ambienti di lavoro inadeguati e, spesso, pericolosi.

Per loro, questo Tavolo per il protocollo sulla sicurezza che finalmente arriva è un netto passo avanti verso un lavoro diverso, migliore, attento alla vita degli operai.

Per me, è una piccola e bella vittoria nella lotta per garantire a tutti i cittadini un lavoro più sicuro, più solidale e dal volto più umano. Proprio come il Lavoro con la maiuscola dovrebbe essere.

da: Trasporti, la voce dei cittadini

Ricevo e pubblico una mail di un cittadino su politica ed emergenze del nostro territorio:   

 

<< Sì! È proprio vero, tutto ciò che si vede e si sente in questo momento è crisi mondiale, e la politica che frana, frana? e perché frana, è il sistema che è franato, la globalizzazione ha portato con se gioie e dolori, e forse il mondo non era preparato a questo alto impatto, l’arrivismo, la sete di potere e in particolar modo il fatto di dare sempre e comunque retta ad altri che nella politica non c’entrano affatto, anzi, ci entrano ma solo per cavoli e interessi propri, tutto ciò ha seppellito la politica che è dialogo, confronto, e

risoluzione dei problemi.

L’era Bassolino e con l’aggiunta del Nostro Sindaco è finita, è un normale riciclo del sistema che altrimenti andrebbe a stagnarsi, nuove idee facce nuove e tanta volontà e anche un pizzico di inventiva.
Siamo stanchi di ascoltare proclami e sentire che quello che è stato detto la sera non vale più la mattina, gente seria ci vuole gente che parla con la gente per ascoltare e anche un po’ imparare….

Carissimo onorevole riscontriamo sempre la tua devozione a tutto ciò che attende ai bisogni di noi cittadini, vedi abbonamenti, morti bianche, una bella scossa a Montemarano affinché riveda la situazione amianto, la possibile risoluzione del problema traghetti per le isole e soprattutto l’impegno costante che hai con noi, confrontandoti con noi sul blog e quindi…cerchiamo di fare questo salto di qualità, e a proposito, che ci dici del termovalorizzatore di Acerra, quante tonnellate di rifiuti ha già bruciato?!

 

E sarebbe pure ora di dare una bella accelerata all’I.A.C.P. che pare che dormono un po’ troppo!

Ciao, Vincenzo. >>

Ancora un incidente sul lavoro nel comparto trasporti: intervenga Cascetta per assicurare la sicurezza

Esprimo la mia più forte solidarietà al Capotreno Giovanni Amato e al macchinista Raffaele Borriello e agli utenti della Circumvesuviana per il grave incidente avvenuto a Castellammare di Stabia sulla linea Napoli – Sorrento.

Tale incidente conferma che anche in infrastrutture modernizzate rimane il rischio per l’incolumità dei lavoratori e quindi la necessità che il tema della sicurezza sia sempre presente per garantirne livelli sempre più alti ai lavoratori e all’utenza che quotidianamente viaggiano sulle linee ferroviarie della nostra regione.

Per questo ritengo che  Giunta e Consiglio regionale debbano intervenire e assicurare, così come ho ribadito nel Consiglio di ieri, le risorse necessarie per monitorare e mettere in sicurezza tutta la tratta ferroviara, per far sì che episodi di questo tipo possano essere prevenuti e non accadano più.

Ciao Umbe’, i nostri occhi sanguinano, il nostro cuore ti trova lassù

Come sono nere queste morti bianche. Come sono bianche queste lenzuola a coprire una fine nera. E quanto è grigio, stupido, odioso, vigliacco, infame, strafottente un Paese dove si muore per vivere. Perché è questo che il lavoro dovrebbe garantire, la vita. E invece, magia del circo, al cantiere gli operai diventano funamboli: vanno su bancali fradici, su anditi sottili come corde. Senza uno straccio di recinzione. Un passo falso e, hop!, gli sbadati fanno il volo dell’angelo. Il circo, almeno, non toglie la rete ai trapezisti.

Oppure te li trovi allo stato brado, gli operai. Li vedi che lavorano senza precise istruzioni. Salvo scoprire, ma troppo tardi, che sgobbavano in due con una tonnellata sopra la testa; tanto la ditta che li aveva presi era il subappalto del subappalto del subappalto, e a lei bastava che facessero. Nonostante significativi sforzi ancora insufficienti sono i controlli, perché i controlli richiedono misure di sicurezza che erodono il profitto, e nessuno dice agli operai, per non risponderne un giorno davanti a un giudice, che il gancio che tiene su il bestione potrebbe mollare.

Ed è così che se n’è andato il nostro amico Umberto Gambino, giovedì 18 Dicembre, alle 3.00 del pomeriggio: con metà corpo schiacciata dalla cabina elettrica sospesa su lui e sul compagno di lavoro E., un elefantino d’acciaio che non doveva stare lì, al binario della Stazione Centrale di Napoli dove Umberto ed E. lavoravano, una cosaccia sotto cui non avrebbero dovuto lavorare.

Dopo l’incidente Umberto respirava ancora. Poi, la corsa al Loreto Mare mercoledì sera, dove ha lottato tutta notte per restare vivo. Cinque ore di sala operatoria: 300 minuti difficili, disperati, febbrili, per salvare il suo corpo spezzato da un’emorragia orrenda che ha richiesto 34 sacche di sangue.

Umberto è riuscito, negli ultimi istanti prima dell’impatto, a tirare via il compagno di lavoro che, in salvo, ha visto la cabina travolgerlo. E. ha gridato aiuto, venti uomini l’hanno tolto da lì e l’hanno caricato in ambulanza atterriti. Umberto è rimasto lucido fino all’entrata in operatoria. Poi l’anestesia l’ha separato dagli sguardi degli amici raccolti intorno a lui, per cinque lunghe ore. Alla fine il suo cuore di toro, che non voleva arrendersi, ha smesso di battere.

Il nostro amico lascia 2 bimbi piccoli e una moglie, che al suo funerale, lunedì 22 Dicembre, gli gridava straziata tutto il suo amore.

E ora, cosa dobbiamo dire noi? Che, poiché c’è crisi, bisogna accettare che si vada a lavorare con il rischio di lasciarci le penne? Perché anche questa è una fatalità: potresti non lavorare ma, se decidi che proprio devi, metti in conto che il ritorno a casa non è garantito. E che la vita dell’operaio Miele, morto a Campobasso nell’84, ancora per assoluta e strafottente assenza di regole, sia stata liquidata per 4.500 euro è anche questa una fatalità? Se è così, mettiamoci d’accordo sul prezzo della vita di un muratore, con un tariffario nazionale da consegnare alle famiglie nell’opuscolo ’morte pianificata del neoassunto’.

Oppure, invece, ha ragione la Fiom Campania che dopo la morte di Umberto Gambino – poco successiva a Ciro Borriello, stroncato, sempre alla Stazione Centrale, da una scarica di corrente che malaccortamente non era staccata – ha urlato « è una successione di incidenti sul lavoro inaccettabile che segnala che le misure necessarie per la sicurezza sono sistematicamente sottovalutate se non, fatto ancor più grave, ignorate» e si è annunciata parte civile contro le Ferrovie dello Stato, esigendo dal Prefetto Pansa la convocazione di sindacati, Ferrovie, Ispettorato del Lavoro, Inail, Asl e aziende in appalto con la Stazione Garibaldi per questi famigerati lavori di riqualificazione. Anche la CGIL di Napoli e Campania ha tuonato contro il sistema di assegnazione dei lavori a ditte terze adoperato dalle Ferrovie e preteso un tavolo di confronto tra tutte le parti sociali in cui si forniscano «spiegazioni su come vengono attuati i controlli e su e a chi sono stati dati in gestione gli appalti».

Noi sosteniamo l’iniziativa della CGIL, all’opera per la sicurezza sul posto di lavoro e la prevenzione di incidenti sul lavoro, e contribuiremo con altre iniziative affinché ci sia la massima responsabilizzazione dei datori di lavoro a una più attenta sorveglianza sulle decisioni preventive e repressive degli organi preposti, per dare al lavoratore la formazione alla sicurezza necessaria ad evitare condiscendenze in situazioni di lavoro pericolose ed usuranti e la conoscenza di tutti gli accorgimenti e mezzi di salvaguardia dell’incolumità propria, dei compagni di lavoro e delle persone che ruotano intorno a cantieri, stabilimenti e sedi di lavoro.       

Ma ci ostiniamo a dire che Umberto Gambino aveva 35 anni e a quell’età non si muore e non si lascia il mondo così, schiacciati per “errore”. Sappiamo soltanto che lui, come milioni di altri precari, lavorava per vivere, comprare la sua casa, amare sua moglie e veder crescere i suoi bambini. E mentre il dolore avvampa a grandi soffi, cominciamo a sentire il vuoto della sua risata fragorosa, della sua calda umanità, che gli ha guadagnato nel tempo tanti amici che lui ha aiutato come suoi fratelli; mentre il dolore morde e taglia, tocchiamo intontiti la mancanza del suo corpo imponente che riempiva l’aria, del suo largo abbraccio di gigante buono.

 

Ciao Umbe’, dal tuo sacrificio spunterà un ulivo che darà ombra agli ultimi della Terra.

Statte bbuono Umbe’, i nostri occhi sanguinano, il nostro cuore ti trova lassù.    


Antonio Amato e la Redazione.

Amianto, partono le indagini sulla morte dei lavoratori della Fincantieri di Trieste e proseguono le mie iniziative a difesa dei lavoratori e delle loro famiglie

Indagati 14 dirigenti della Fincantieri di Monfalcone. All’epoca, Italcantieri. La Procura della Repubblica di Trieste ha riconosciuto le loro responsabilità per la morte di 21 operai, esposti all’amianto sul luogo di lavoro tra 1965 e ’85.

Omicidio colposo il reato per il quale i magistrati triestini chiederanno il rinvio a giudizio dei vertici dell’azienda, nell’indagine che tenta di far luce sulla malattia di 700 persone: 200 tra queste uccise da mesoteliomi e carcinomi ai polmoni.

L’indagine segue la condanna dello scorso Aprile a un anno di carcere dell’ex dirigente della Fincantieri di Monfalcone Manlio Filippi, riconosciuto colpevole (ma con pena sospesa) dal Tribunale di Gorizia per la morte di una dipendente di una ditta di pulizie.

L’inchiesta della Procura friulana apre un nuovo capitolo in materia di lotta alle malattie professionali e mi spinge ad intensificare il mio impegno e le iniziative di prevenzione del rischio amianto nelle fabbriche e negli ambienti di lavoro.

Come già a Settembre 2008, quando ho presentato nell’Aula del Consiglio Regionale un question time che chiedeva risposte precise all’assessore alla Sanità Angelo Montemarano sulla mancata partenza del Progetto di monitoraggio e tutela della salute dei lavoratori esposti al rischio amianto, continuo la mia battaglia e continuo a promuovere la partenza di questo importante progetto affinché anche in Campania le forze politiche e sindacali, insieme con gli imprenditori di buona volontà, possano costruire sul territorio un presidio costante a difesa della salute e della vita dei lavoratori.

Morti sul lavoro, facciamo tutti di più

La recente morte di Ciro Cozzolino, un operaio della azienda Citen folgorato al binario 19 della stazione centrale di Napoli, mi ha toccato profondamente anche perché ho fatto il manovratore, per 22 anni, nelle F.S.

Come è possibile che vi fosse corrente elettrica ad alta tensione nel palo su cui Ciro lavorava nonostante si trattasse di un traliccio fuori esercizio?!? Non è possibile che possano succedere ancora cose del genere…non è possibile che si debba perdere una giovane vita in questo modo…bisogna agire. Al riguardo, quindi, ho avanzato un’interrogazione all’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Corrado Gabriele e all’Assessore ai Trasporti Ennio Cascetta perché intervengano con immediati provvedimenti a tutela di una maggiore sicurezza dei lavoratori. 

Nell’interrogazione ho fatto PRECISE e CONCRETE RICHIESTE:

- all’assessore Cascetta ho chiesto di inserire, nei disciplinari di gara di sua competenza, una clausola di immediata risoluzione dei contratti d’appalto per quelle aziende aggiudicatarie che compiano anche un UNICO SOLO INADEMPIMENTO delle normative relative alla sicurezza sul lavoro (oggi, di norma, è prevista la risoluzione solo nel caso di gravi e REITERATI inadempimenti).

- all’assessore Gabriele ho chiesto che il Comitato Regionale di Coordinamento sulla Sicurezza Sul Lavoro promuova specifiche azioni dedicate alla sicurezza nel comparto del trasporto su ferro. 

- ad entrambi, infine, ho chiesto di sapere quali altre eventuali iniziative intendono adottare per impedire la ripetizione di simili tragedie.

Chiedo a voi tutti di contribuire al mio impegno contro le morti bianche inviandomi le vostre idee al riguardo.

Il mio blog: luogo di incontro-confronto anche sul rischio amianto

Il mio blog vuole essere un luogo di incontro-confronto con i cittadini su problematiche sociali; per questo motivo, ricevo e pubblico l’intervento del caro amico Massimo Menegozzi. Nella mia vita professionale sono stato anche un metalmeccanico ed un manovratore delle Ferrovie dello Stato e, come i tanti lavoratori che  hanno conosciuto Massimo – e che ne hanno apprezzato il suo continuo  e storico impegno in favore della tutela della salute dei lavoratori rispetto al rischio da amianto – provo verso Massimo molta gratitudine e stima.

<<Caro Tonino,
sono molto contento che ci possa essere questa occasione di incontro. Ti do atto della tua costante attenzione sui problemi relativi alle questioni dell’amianto in Campania. Siamo in una fase delicata di avvio delle attività previste per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti. Debbo registrare sia elementi fortemente positivi di collaborazione perché questo progetto diventi un riferimento di grande rilevanza a livello internazionale, per l’impegno profuso da tante persone; ma anche elementi di intoppi burocratici ed istituzionali che fanno rabbia…
Mi farebbe molto piacere parlarne con te, anche per aggiornarti sulla situazione. Fammi sapere quando hai un pò di tempo libero per vederci>>