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Archivi per la sezione ‘Sicurezza e salute sul lavoro’ .

Il programma di Antonio Amato. Per la Campania e per il Centro Sinistra: sfida in otto punti per governare la Regione

Come sempre sto girando per i territori.

Ho riscontrato consensi e sollecitazioni a ricandidarmi, anche dai più critici. E questo mi gratifica perché significa che oggi, pure tra tante oggettive difficoltà e limiti che ci sono stati in questi anni, viene riconosciuto comunque uno sforzo di ascolto e di coinvolgimento dei territori per la costruzione di proposte serie, provvedimenti mirati  ed iniziative importanti.

Tutto quanto è stato realizzato in questi anni di attività non è il frutto del pensiero e delle scelte di una sola persona, ma è il risultato del confronto con tanti di voi.

E voglio ringraziarvi per il vostro sostegno che continuo a sentire e vedere così forte e partecipato.

Come voglio ringraziare i tanti compagni, amici, simpatizzanti e dirigenti che hanno condiviso e continuano a condividere con me il progetto di Area Democratica quale fattore politico – programmatico essenziale per sviluppare e radicare il Partito Democratico.

Il momento è difficile.

Il centro – destra ha messo in campo un candidato dal viso pulito che non è, però, un novello della politica. Caldoro anche quando è stato ministro della Repubblica non ha mai fatto nulla per la Campania ed il Mezzogiorno. Questo la gente lo sa, e a chi non lo sa è fin troppo facile dimostrarlo.

Il Centro destra non esprime una classe dirigente,né ha una cultura di governo.

A livello nazionale è tutto concentrato a salvare il suo Padrone dalle legittime indagini della Magistratura, e tra indegne leggi e leggine ad personam, sottrae tempo e risorse alle vere e drammatiche problematiche del nostro Paese, calpestando principi e fondamenti della nostra Costituzione.

 

leggi il seguito e il Programma

L’arresto dei due Ispettori del Lavoro è un episodio gravissimo. Ma la legge che stiamo presentando rinforzerà le norme per la sicurezza sul lavoro

L’arresto dei due Ispettori del Lavoro rappresenta un episodio gravissimo e, se le accuse saranno confermate, spero in una condanna esemplare. L’unico sentimento verso chi si macchia di questi crimini è l’assoluto disprezzo.

Purtroppo, oltre che di malaffare, è l’ennesimo episodio che ricade direttamente sulla pelle di lavoratori e imprenditori. Questi signori per il loro tornaconto hanno messo a rischio la salute di centinaia onesti lavoratori. La sicurezza sui luoghi di lavoro costituisce un tema fondamentale sul quale non si possono accettare compromessi.

Da mesi portiamo avanti un Viaggio per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro all’interno di fabbriche, cantieri, scuole, ascoltando la voce di lavoratori, imprenditori e parti sociali. Stanno emergendo proposte di grande importanza e ci prepariamo a presentare una legge che integri la normativa esistente, prevedendo premialità per quanti rispettano le norme della sicurezza, ma pene ancora più severe per quanti le evadono.

Tra queste, l’impossibilità di accedere a finanziamenti e partecipare a gare d’appalto pubbliche. E, naturalmente, dovranno essere rafforzati i controlli. Inoltre, anche perché non si ripetano episodi di corruzione, puntiamo a istituire un Sistema Informativo Regionale per la Prevenzione sui luoghi di lavoro e, soprattutto, uno Sportello Unico per la sicurezza.

Un altro morto sul lavoro. Stavolta a Pontecagnano. Ci vogliono più prevenzione e sanzioni severe. Scolpite nel bronzo di una buona proposta di legge

È un’amara, crudele coincidenza che proprio oggi che si è tenuta l’udienza preliminare per la morte dell’operaio Umberto Gambino, schiacciato da un pannello elettrico alla Stazione Garibaldi di Napoli il 18 Dicembre 2008, venga a sapere che un operaio di 31 anni, di cui presto, ahinoi, avremo il nome, è morto cadendo dal tetto di un capannone a Pontecagnano. Sembra una coincidenza, ma le coincidenze in questi casi non esistono.

Esiste ancora una carenza di prevenzione del rischio a cui sono esposti i lavoratori, specialmente in quelle aziende in cui le negligenze nei controlli sull’applicazione effettiva di misure ed equipaggiamenti di sicurezza abbondano. Esiste un sottobosco di lavoro irregolare e nero in cui agli operai non è data nessuna garanzia di incolumità, e le imprese lavorano nel vuoto assoluto di qualsiasi cultura della prevenzione.

Su questi aspetti, su queste imperdonabili deficienze come rappresentante delle Istituzioni voglio intervenire e stabilire sanzioni severe, fino all’esclusione dalle gare pubbliche per un certo tempo alle imprese che non applicano le norme di sicurezza sul lavoro e non fanno formazione alle proprie maestranze, e premi ed agevolazioni alle aziende virtuose che investono in formazione e corsi di aggiornamento sulla sicurezza.

Penso, in particolare, alle imprese di Napoli e provincia che abbiamo finora visitato nel nostro Viaggio sui Luoghi di Lavoro per la salute e la sicurezza: la Stazione Municipio della Metrò Linea 1, il Deposito della Circumvesuviana di Ponticelli, l’Ansaldo Breda di Via Argine, la Unilever di Caivano.

A questo mirano la mia iniziativa e la proposta di legge regionale in materia di sicurezza sul lavoro che ne seguirà. Solo e unicamente a promuovere una nuova, vera ed efficace cultura della prevenzione che argini progressivamente il fenomeno delle morti sul lavoro, indegno di un paese civile, renda sicure le aziende dall’interno e permetta nel tempo alle agenzie di stampa di non dovere più battere quest’orribile genere di notizie. Mai più.

Officine Circumvesuviana di Ponticelli: II tappa Viaggio sui Luoghi di Lavoro. No ai ribassi sulle risorse per la sicurezza nella prossima legge regionale

Mai più ribassi sulle risorse per fare ed istruire i lavoratori in sicurezza. Un punto di partenza assoluto per la sicurezza sul lavoro, un principio da inserire nella futura legge regionale presto al voto del Consiglio Regionale.

È la posizione che ho espresso mercoledì 30 Settembre alle Officine della Circumvesuviana di Ponticelli, durante la II tappa del Viaggio sui luoghi di lavoro. Le aziende irrispettose delle norme a protezione dei lavoratori, ho precisato, non dovranno più avere finanziamenti pubblici, come invece tuttora accade.

Ai lavoratori della Circumvesuviana, che hanno partecipato con passione e vivacità, ho detto di aiutarci con la ricognizione dei loro problemi a fare una buona legge sul lavoro: in modo da indirizzare i finanziamenti sulle vere emergenze. A partire da ricambio del materiale rotabile e tratte all’aperto, tra i più critici poiché più esposti ad una serie di disagi e pericoli.

Sono inoltre convinto, e l’ho detto, che gli Ispettorati del Lavoro e le ASL debbano poter entrare in tutte le aziende e non possano sentirsi opporre dei no categorici, ed è perciò dovere del Consiglio Regionale protestare ai tagli del Governo agli Ispettorati.

Come ho potuto ascoltare dai Rappresentati per la Sicurezza dei Lavoratori e dai Rappresentanti Sindacali Aziendali della Circumvesuviana, l’analisi interna dei problemi aziendali è già cominciata.

C’è stato chi ha chiesto un Dipartimento Prevenzione Rischi da allestire in Regione e, sul piano nazionale, la modifica del Regolamento Unico per la Sicurezza per non degradarla da investimento a mero costo per le aziende.

Chi ha chiesto “mansionari” dettagliati per non dare ai lavoratori compiti che non competono, chiarendo che la sicurezza è anche quella del personale, soprattutto in certe ore e sulle tratte isolate, per il quale servono: polizia ferroviaria e videocamere.

E chi ha chiesto l’affiancamento di un secondo macchinista all’agente unico, che non può affrontare da solo lunghe tratte e tante ore di viaggio; e l’acquisto di almeno cento treni nuovi, data la vecchiezza dei treni di prima generazione ancora in uso.

I sindacati hanno esortato ad una check-list dei buoni risultati raggiunti dall’azienda che potrebbero rifluire nella legge regionale sul lavoro di qualità, ma che intanto possono essere inseriti nel documento valutazione rischio che si compila ogni anno.

Ho concluso l’incontro ribadendo che non c’è risparmio in sicurezza e corsi di formazione che non ricada sull’incolumità dei lavoratori. E dalle Officine di Ponticelli mi è arrivato un segnale preciso: scolpire questo principio nella legge regionale sul lavoro di qualità.

Cantiere Metronapoli di Piazza Municipio. Ia tappa del Viaggio sui Luoghi di Lavoro per la Salute e la Sicurezza. Partire da un cantiere modello per una Campania più sicura

Comincio ancora una volta il racconto di una mia iniziativa con la voce piegata da una brutta notizia. Un’altra morte sul lavoro, tanto per non disabituarci ad un bollettino nero che si allunga oltre i confini del nostro sguardo.

È morto Gianluca Confini: aveva 32 anni, faceva l’operaio. Una parete prefabbricata da sistemare in uno stabilimento a Teverola viene giù, lo schiaccia. Inutili tutti i soccorsi prestati: lesioni interne troppo gravi. Ora i Carabinieri indagano.

Una triste notizia delle agenzie del primo pomeriggio. Ma che ci deve dare la forza di fare ancora meglio la nostra indagine sul mondo del lavoro campano, conoscerlo in tutte le sue pieghe per non dover azzerare il contatore delle (cosiddette) morti bianche e riprendere daccapo, con il nuovo anno, la macabra contabilità.   

Con questo spirito ha preso il via, dal cantiere Municipio della Metropolitana di Napoli, il Viaggio sui luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza, promosso da me e dal Gruppo per la Sicurezza sul Lavoro del Consiglio Regionale. Iniziativa che presentammo, ricorderete, il 10 Luglio scorso.

Siamo partiti da un cantiere-emblema per capire condizioni ed esigenze dei lavoratori e dar vita alla prevenzione di nuovi incidenti mortali. Il cantiere Municipio è la prima di otto tappe in altrettante aziende della Campania per ascoltare i lavoratori e produrre un’iniziativa di legge che renda i luoghi di lavoro più sicuri.

Con me c’erano il Presidente del Consiglio Regionale Sandra Lonardo, il Presidente di Metronapoli Gian Egidio Silva, il presidente Anmil Raffaele Ievolella, l’assessore al Lavoro Corrado Gabriele, il direttore sicurezza Metronapoli Enrico Brunori e il delegato del Comune di Napoli Gianfranco Pomicino, direttore Infrastrutture dell’ente. E, a colloquio diretto con noi, i sindacalisti delle tre confederazioni, l’Ance Campania, l’Unione Industriali Napoli, l’Ufficio Scolastico Regionale, la Direzione INAIL.

La Presidente Lonardo, che ha aperto il dibattito, ed io ci siamo trovati subito in grande sintonia sulla necessità non solo di monitorare la sicurezza nei cantieri, ma anche di premiare, oltre a  sanzionare, le aziende campane che meglio applicano gli obblighi di sicurezza in tutte le proprie sedi, e meglio fanno formazione in sicurezza del personale. La Presidente ha poi chiesto che si arrivi in tempi giusti ad una legge regionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Anche l’Assessore Gabriele, positivo verso il nostro Viaggio, giudicato buon mezzo per collegare istituzioni, politica, imprenditori e sindacati nella tutela dei lavoratori, si è augurato che il disegno di legge Il Lavoro di Qualità, già approvato dalla III Commissione Consiliare, e che include norme più stringenti e verifiche più severe in sicurezza e salvaguardia, venga portato in Consiglio Regionale. E reso legge per la fine del 2009.

Ancora un morto sul lavoro. Quanta attenzione fanno le nostre aziende alle norme di sicurezza? Il nostro Viaggio prova a dare risposte. Ecco le prossime tappe

C’è stata un’altra morte sul lavoro: un operaio di Serino, Donato Trombetta, è caduto battendo la testa nell’azienda agricola in cui lavorava. Naturalmente, senza alcuna misura di sicurezza intorno. Aggiustava le lamiere di un capannone, ha messo un piede storto e c’è stato l’incidente mortale. L’ennesimo in Campania.

Ora più di prima il Viaggio nei luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza, promosso dal Gruppo per la Sicurezza sul Lavoro, presieduto da me, dall’Assessorato al Lavoro, Istruzione e Formazione della Regione Campania, dall’ANMIL Napoli, dall’INAIL Napoli, dall’ANCE Campania, dall’Unione Industriali Provincia di Napoli, da Confindustria Salerno, dall’ANICAV, dalla CGIL Campania, dalla CISL Campania, dalla UIL Campania, e realizzato dal Gruppo per la Sicurezza sul Lavoro e dall’ANMIL Napoli, non può fermarsi.

Il nostro Viaggio deve, vuole favorire la nascita di un flusso di informazioni, dagli ambienti di lavoro alle istituzioni regionali, sulle politiche di sicurezza applicate nei luoghi di lavoro e le ulteriori azioni migliorative. Consentirà di acquisire contributi per definire azioni concrete da mettere in campo a livello regionale in ogni comparto produttivo, includendo l’eventuale presentazione in Consiglio Regionale di iniziative di legge per migliorare le norme su salute e sicurezza in ambito lavorativo e rendere la Campania un luogo di lavoro più sicuro, all’avanguardia nazionale nelle soluzioni al problema degli infortuni sul lavoro.

A Luglio presentammo il Viaggio nella Sala Stampa del Consiglio Regionale. Adesso andremo: il 22 Settembre, al Cantiere Municipio della Metropolitana di Napoli, il 30 Settembre, all’officina di Ponticelli della Circumvesuviana; prossimamente, allo stabilimento di Gianturco dell’Ansaldo SpA, a quello di Caivano della Unilever SpA, nei cantieri della Gallozzi Group SpA nel Porto di Salerno, nei capannoni della Pomilia SpA a Nocera Superiore, nell’Azienda Ospedaliera Cardarelli e in una scuola superiore di Napoli.

Aziende ed enti dei più diversi: dai trasporti ad istruzione, sanità e alimentare. Che ci daranno un quadro ad ampio giro del lavoro, in tutte le sue forme, in Campania. Dell’applicazione e del rispetto delle norme di sicurezza e della prevenzione in ognuna di queste realtà. Ma anche del quotidiano dei lavoratori che in esse operano, vivono e progettano il proprio futuro.

Bollettino interminabile quello dei morti sul lavoro, ci vuole una nuova prevenzione. La nostra parte da dentro le aziende

Sabato è morto Gennaro De Simone, folgorato durante la manutenzione di un impianto idrico a Pomigliano. Martedì Francesco Vitiello lavoratore SNAV, schiacciato da una motrice nel porto di Palermo. Il numero delle morti bianche non smette di salire; e su questo fenomeno nessuno può e deve abbassare la guardia.

Noi, come Gruppo per la sicurezza sul Lavoro, stiamo realizzando il Viaggio nei luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza per conoscere meglio le aziende campane e vedere dal di dentro come fanno prevenzione dei rischi legati ai ruoli, quali misure di sicurezza adottano e quale tipo di formazione per i lavoratori addetti alla vigilanza sull’incolumità dei colleghi.

Dopo la presentazione della nostra iniziativa, Venerdì 10 Luglio in Sala Stampa del Consiglio Regionale, adesso inizia il vero e proprio giro conoscitivo di stabilimenti, aziende, fabbriche e porti della Campania.

Le nostre prime tappe saranno: lo stabilimento di Gianturco dell’Ansaldo STS SPA, per il comparto metalmeccanico; il cantiere Municipio di Metronapoli SPA, per il comparto edile; la Unilever SPA di Caivano e la Pomilia SPA di Nocera Superiore, per il comparto alimentare; la Gallozzi Group SPA nel porto di Salerno, per il logistico.

A queste cinque soste, di cui fornisco un calendario di massima, seguiranno altre, delle quali a breve darò comunicazione alla stampa. Il nostro viaggio servirà a condividere con molte e svariate realtà aziendali i problemi che le riguardano, la sicurezza innanzitutto. Ma anche a conoscere, stando in mezzo ai lavoratori, il rapporto con le proprie mansioni e le aspirazioni personali e professionali da cittadini e risorse preziose della nostra regione.

Il Viaggio nei luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza. Quanta prevenzione si fa e come. Un Libro Bianco dei dati raccolti sarà portato al Tavolo per la Sicurezza dell’Assessorato al Lavoro

Alla Sala Stampa del Consiglio Regionale ho presentato, insieme al Gruppo per la sicurezza sul lavoro da me promosso, la conferenza Viaggio nei luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza.

Si è fatto il punto sulla salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori esposti a rischi fisici nei luoghi di lavoro e sulle misure preventive adottate da imprese, enti di sorveglianza e sindacati per prevenire gli incidenti mortali: ancora di tre morti al giorno, come conferma il rapporto INAIL e ricordano le cronache recenti e meno recenti.

Erano con noi l’Assessore al Lavoro Corrado Gabriele, il presidente della Commissione Sanità Angelo Giusto, e i componenti del Gruppo: Assessorato Regionale al Lavoro, ANMIL, INAIL, ANCE, INDUSTRIALI NAPOLI, CONFINDUSTRIA SALERNO, ANICAV, CGIL, CISL e UIL, che funzionerà come comitato di coordinamento degli enti promotori in continua relazione con essi.

È stata la prima tappa di un lungo viaggio in tutte le dimensioni del lavoro, cominciando dai settori più a rischio: edilizia, trasporti e agricoltura. Durante il viggio raccoglieremo informazioni, emergenze e buone pratiche di prevenzione-rischi in un Libro Bianco che andrà al Tavolo Istituzionale per la Sicurezza sul Lavoro, istituito dall’Assessorato al Lavoro, ed al Consiglio Regionale. E le proposte, che faremo dopo i nostri giri di conoscenza in aziende, cantieri e stabilimenti, aiuteranno a rafforzare la normativa regionale, che già prevede forti risarcimenti per le famiglie colpite dalle morti sul lavoro. Oltre al Tavolo in seno all’Assessorato guidato da Gabriele.

C’è ancora molto da fare contro il dramma delle cosiddette morti bianche, ancora troppe; soprattutto dopo il Decreto sulla Sicurezza sul Lavoro del Ministro Sacconi, che addolcisce le sanzioni a carico dei datori di lavoro inadempienti nell’osservanza delle norme e nella formazione in sicurezza; e a chi obietta che c’è la crisi e viene prima la ripresa economica, rispondo che la crisi deve essere l’occasione per calare i sistemi di salvaguardia dei lavoratori nei luoghi di lavoro e per spingere sull’informazione in sicurezza. Con progetti che coinvolgano tutti i protagonisti. Progetti come questo.

Sul mio blog voglio riprendere una vecchia (ma buona) idea che ho rievocato in conferenza: nei capitolati d’appalto ci sia il Curriculum delle Aziende che indichi all’ente o all’impresa appaltanti l’affidabilità delle aziende vincitrici, o in fase di gara, in sicurezza, adozione delle misure protettive e formazione sulla sicurezza. Solo così, e con la rescissione dei contratti alle aziende colpevoli di aver causato incidenti mortali, e senza ribassi sui fondi per la sicurezza, faremo uscire di scena una volta per tutte questo dramma ingiustificato ma fin troppo presente e ricorrente nella vita del Paese e della nostra regione.

Sintesi dell’intervento di Antonio Amato alla direzione regionale del PD di lunedì 6 luglio. Il Partito Democratico riparta dai programmi. Il prossimo congresso è un’occasione che non possiamo sprecare

Esprimo il mio accordo con la relazione del segretario regionale

A noi non serve un’unanimità di facciata, a noi non serve negare i conflitti: i conflitti ci sono e vanno affrontati fino in fondo, ma su un piano strettamente politico. A noi serve ripristinare un clima di rispetto reciproco delle varie posizioni in campo perché le differenze possono diventare momento di arricchimento reciproco.

Ma, per fare questo, bisogna smettere di additare come nemico chi la pensa diversamente. È necessario, assolutamente necessario, oggi più di ieri, recuperare una capacità di ascolto reciproco e di dialogo vero.

Più il confronto precongressuale e congressuale sarà civile e vero, più sarà comprensibile alla società, a partire dai tanti che avevano creduto nel progetto del PD ed oggi ci guardano con diffidenza e delusione

Il punto centrale, io credo, deve essere costruire il confronto interno al PD  quale impegno e lavoro per gli interessi del Paese, a partire, naturalmente, da quelle che sono le necessità dei nostri territori, della nostra Regione.

A partire da questo impegno potremo costruire un programma e un progetto del PD, capace, qui in Campania, di rappresentare una strategia vincente per le prossime elezioni regionali.

Progetto del PD e alleanze in Campania:

Pensare alle alleanze senza definire il progetto sul quale confrontarci sarebbe come voler ripetere quelle stesse situazioni che ci hanno portato a momenti drammatici (vicenda rifiuti)

Bisogna ripartire dai contenuti, dal progetto, e gli argomenti dirimenti della nostra proposta politica dovranno essere:

·        Ambiente e sviluppo

·        Ingresso nel mercato del lavoro e diritti dei lavoratori,

·        Legalità, riqualificazione del territorio, sistema integrato dei trasporti

Rispetto al confronto progettuale con le altre forze politiche e civili, sarebbe stato utile cogliere l’occasione del rimpasto della giunta regionale per dare segnali di apertura e di prospettiva per l’appuntamento dell’anno prossimo. Ma è inutile fare recriminazioni: il Presidente della giunta regionale, come il sindaco, ha poteri conferiti dalla legge e compie legittimamente le sue scelte assumendosene pienamente le responsabilità.

Ribadisco però il tema centrale di queste mie riflessioni: si avverte la necessità di un confronto sugli obiettivi, sulle strategie e sul programma. Non si tratta di concordare nomi e singole persone, ma se non c’è questo confronto tutto quanto viene realizzato, dai programmi alle alleanze, fino alle scelte su profili e competenze, corre il rischio di essere percepito esclusivamente come operazione di potere. Questo potrà servire sicuramente a rendere più forti alcuni uomini, ma solo all’interno di un partito sempre più piccolo

Serve invece un partito forte ed autonomo, aperto e plurale, che stimoli l’opera di governo, e che sia in grado di dialogare e recepire gli stimoli ed anche le critiche. Un partito pronto a confrontarsi con i bisogni e le necessità, le proposte ed i contributi che provengono dalla società, dai territori, dalle associazioni, dalla gente. Si deve ripartire dal basso, dalla capacità di ascolto delle esigenze reali e dalla capacità di fornire risposte credibili. E non si può delegare l’azione politica alla volontà ed all’iniziativa dei singoli, deve essere il Partito con il suo progetto politico a confrontarsi con la società: solo così il Partito Democratico potrà strutturare il consenso e non renderlo episodico.

Il PD deve essere capace di proporsi come forza politica e culturale alternativa al Centro Destra per la credibilità e la trasparenza del suo progetto, per i valori etici e morali che ispirano il suo programma, per l’assunzione di una responsabilità di governo che non punti alla propaganda ma alla concretezza. Il PD deve rilanciare il suo progetto riformista e lo deve fare a partire dal Meridione.

Il Mezzogiorno più delle altre parti di Italia ha bisogno di questo salto di qualità. La Questione Meridionale appare ancora oggi irrisolta, c’è bisogno di un salto di qualità, c’è bisogno di un progetto politico che rigeneri fiducia e partecipazione. Il Mezzogiorno deve divenire un punto prioritario del progetto politico nazionale del Partito Democratico.

C’è la volontà politica di fare questo a prescindere dalla diversità delle posizioni in campo? Questo congresso sarà il banco di prova. Un’occasione che io e tanti non vogliamo vanificare.

In Campania un altro operaio ha perso la vita mentre lavorava. Ormai l’Italia sembra una Repubblica fondata sulle morti sul lavoro.

Salvatore Turasi, 47 anni facchino. E’ l’ennesimo morto sui luoghi di lavoro in Campania. E’ caduto mentre sistemava degli imballaggi su uno scaffale, e non aveva alcuna protezione. Ormai, quello dei lavoratori che non tornano a casa perché perdono la propria vita lì dove si guadagnano da vivere rappresenta uno stillicidio. Le chiamano morti bianche, in realtà dovrebbero chiamarle “morti tante”, morti di classe, e a perdere la vita sono spesso i lavoratori addetti alle mansioni più umili e già sottopagati. Così muoiono facchini, muratori, ferrovieri. L’Italia, più che sul lavoro, inizia a sembrare una repubblica fondata sulle morti sui luoghi di lavoro. I dati del Forum sulla Pubblica Amministrazione indicano la Campania al penultimo posto in Italia per il rispetto delle norme sulla sicurezza, la conferenza provinciale indetta dalla CGIL lo scorso 11 maggio sul medesimo tema ha lanciato l’ennesimo grido d’allarme. E mentre il Presidente Napolitano continua la sua importante opera di sollecitazione per impegnare tutte le istituzioni ad intervenire con forza per impedire nuove tragedie il governo rende più lasciva la normativa nazionale sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Al cordoglio per la famiglia di Salvatore si unisce un sentimento di enorme indignazione. Le istituzioni locali, nei settori di loro pertinenza, devono intervenire immediatamente per provare a fermare questo bagno di sangue. Un primo concreto intervento dovrà essere fatto dalla Regione nel settore dell’edilizia, attraverso una diversificazione, nei capitolati d’appalto dei fondi da destinare alla sicurezza. Fondi che non potranno essere intaccati dai ribassi delle gare d’appalto.