Audizione con il Procuratore Capo di Santa Maria Capua Vetere Lembo, per il quale “Molti sindaci devono fare i conti con convitati di pietra. E’ forte la preoccupazione per il trasferimento ai comuni della gestione di rifiuti, in molti comuni la raccolta differenziata è falsa”, e nel frattempo lancia l’allarme “Ma chi controlla i controllori?” Il Presidente Amato «L’intreccio tra lecito e criminale centrale nell’affaire rifiuti campano»
«Assumiamo con grande preoccupazione le informazioni rese oggi dal procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, il Dott. Lembo e ci attiveremo per porre le questioni sollevate come priorità da affrontare e definire sia con la giunta regionale che con le altre istituzioni interessate» E’ questo il primo commento di Antonio Amato Presidente della III Commissione Regionale Speciale su ecomafia, bonifiche ambientali e siti rifiuti a seguito dell’audizione svolta quest’oggi con il Procuratore Capo di Santa Maria Capua Vetere Lembo, cui hanno partecipato i consiglieri regionali Gabriele, Fabozzi, Caputo e De Lucia ed il Commissario Antiracket della Regione Campania Franco Malvano. Lembo ha confermato «l’opinione mia personale e del mio ufficio circa l’attuale inopportunità di affidare ai comuni la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti: si tratta di una decisione estremamente pericolosa» Per Lembo, infatti, sarebbero presenti in molti comuni «convitati di pietra coi quali i sindaci sono costretti a fare i conti e che detengono il potere necessario a condizionare le politiche territoriali. E non si può far finta che questi convitati non esistano. L’arresto di Iovine al di là di facili entusiami sta lì a dimostrarlo». Per il Procuratore Capo, inoltre, in molti di questi comuni «da un vero e proprio pedinamento dei sacchetti di spazzatura, si è evidenziata una raccolta differenziata finta» che mette in risalto «un interesse alla raccolta indifferenziata». Duro il giudizio espresso sui consorzi come il Ce4 «Si è dimostrato che alcune di queste società obbedivano a comitati di interesse criminale, mentre si assumeva in modo clientelare e i bilanci non sono mai stati presentati». L’unificazione dei consorzi, quindi «pur rispondendo ad una logica di razionalizzazione, in assenza dei dovuti controlli» rischia di determinare «il perpetuarsi delle gravissime distorsioni che si sono avute in passato». Ed è proprio sulla questione dei controlli che Lembo insiste «I controlli di legalità amministrativa andrebbero fatti prima di quelli giudiziari. Ma il vero tema è: chi controlla i controllori? Buona parte dei controllori si sono dimostrati spesso criminali che vivono di corruzione e concussione. Gruppi di funzionari dello stato che operano alle spalle dello Stato. Nella Provincia di Caserta questo è un costume enormemente diffuso». Chiaro il riferimento alla vicenda dei Regi Lagni «La depurazione non avveniva e spesso i fanghi cosiddetti di depurazione inquinavano ulteriormente acqua che entrava già inquinata. Ma se noi abbiamo reso noto tutto questo, come è possibile che nessuno presso questa Regione, che pure ne ha titolarità, ha mai effettuato un’attività di verifica sui controlli? Come si è fatto a non vedere? E perché nessun rappresentate istituzionale regionale ci ha mai chiesto di consultare gli atti delle indagini realizzate per verificare la fallacia del sistema di controllo e apportare i dovuti correttivi?» Il Presidente Amato ha annunciato la richiesta della copia delle ordinanze di custodia cautelare per le indagini realizzate sulla vicenda dei Regi Lagni e ha sottolineato come «Quella del controllo dei controllori è questione dirimente, che soprattutto per l’allarme lanciato dal Dott. Lembo circa il trasferimento ai comuni della gestione della raccolta e dello smaltimento rifiuti diventa fondamentale. Così come è prioritaria l’opera di bonifica dei Regi Lagni. Continuiamo ad acquisire» continua Amato «dati e rilevazioni che indicano nel perverso intreccio tra legale-illegale, tra lecito e criminale, il vero tema dell’intero affaire rifiuti in Campania». Nel corso dell’audizione, infine, il commissario Malavano ha sollevato la questione della Polizia provinciale che pure avrebbe tra i cuoi compiti prioritari la tutela ambientale. Ma a specifica domanda al Procuratore Lembo se i suoi uffici avessero mai avuto contatto con questo copro, Lembo non ha potuto che rispondere con un secco “no”. Malvano, allora, ha sottolineato che lavorerà nelle prossime settimane per portare al centro dell’agenda istituzionale proprio il ruolo che deve svolgere la polizia provinciale.