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Archivi per la sezione ‘Rassegna stampa’ .

I manifesti anonimi per Cosentino sono l’espressione di una cultura piduista

Ho visto questa mattina per strada i manifesti anonimi a favore di Cosentino.

Chiaramente ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni e ancor di più la propria solidarietà umana e politica, ma all’interno di una democrazia ci si assume anche le responsabilità delle proprie affermazioni.

Quei manifesti per Cosentino senza alcuna firma sembrano piuttosto l’affermazione di una cultura piduista che ritengo inaccettabile, preoccupante e pericolosa.

Attuare il piano vendita IACP combatterà la camorra e garantirà il diritto degli assegnatari

Gli arresti di questa mattina nel Bronx di San Giovanni oltre che un grande risultato delle forze dell’ordine mostrano con evidenza un’emergenza che si vive in molti quartieri di Napoli: la mano della camorra che, con la violenza, gestisce le case dell’IACP estromettendo i legittimi assegnatari.

Anche per questo ritengo che sia urgente dare piena attuazione al Piano Vendita Decennale predisposto dalle IACP. Permettere la vendita degli alloggi IACP ai legittimi inquilini che ne facciano richiesta, con tutti i dovuti controlli, rappresenterebbe anche un freno a possibili interventi della camorra.

Il Piano Vendita decennale predisposto dalle IACP, invece, continua ad essere in molte situazioni bloccato, mentre oggi non solo andrebbe attuato ma integrato.

Per questo, ho presentato un apposito question time stamane la cui discussione è stata rimandata alla prossima settimana per esigenze dell’Assessore Taglialatela. Laddove necessario credo dovremo utilizzare tutte le misure utili a superare gli ostacoli burocratici e gestionali intercorsi in questi anni.

Lo ribadisco, la vendita degli alloggi ai legittimi assegnatari non solo rappresenta il riconoscimento di un diritto maturato da chi quelle case le abita, ma sarebbe, al contempo, anche un forte e netto segnale di legalità utile alla lotta contro la camorra.

A Napoli la Festa del Bambino. E la Villa Comunale è bimbopoli per un giorno

Ricevo e pubblico l’articolo degli amici dell’Istituto per la Polonia:

 

 

Pomeriggio tutto dei più piccoli e dei loro grandi diritti. La Festa del Bambino inizia oggi alle 18.00, nella Villa Comunale di Napoli. L’Istituto per la Polonia l’ha voluta nella Giornata Universale del Bambino, istituita il Primo Giugno dalle Nazioni Unite in difesa dei diritti dei minori in società e in famiglia.

Una festa popolarissima nell’Est Europa. Ogni 1 Giugno i genitori di questa parte di mondo comprano regali e dolci ai figli e ricreano un nesso comunitario. Se riesce tra famiglie perché non tra popoli?, si sono chiesti all’Istituto per la Polonia. Detto fatto: la festa è l’occasione per fare integrazione tra i figli degli immigrati e degli italiani.

Bimbi e adolescenti italiani e stranieri potranno gareggiare negli sport, nei giochi a premi e nei concorsi di poesia e disegno, misurare la loro prontezza con il quiz del cervellone, darsi alle prime scatenate con la baby dance, giocare a travestirsi con il truccabimbi. Ai giocattoli e ai dolciumi pensano gli sponsor Studio Legale Marra ed International Market di Bozena Rachwalska.

Un’operazione interculturale necessaria stando alla perentorietà dei numeri. Nella provincia di Napoli vivono oltre 60 mila immigrati che negli ultimi anni hanno iscritto i loro figli nella scuola pubblica. Capirsi, imparare a riconoscersi, prevenire i conflitti tra le diversità diventa imprescindibile. Come sanno bene e da tempo all’ente promotore.

“Siamo fieri d’aver organizzato per la prima volta a Napoli una manifestazione che celebra due valori sociali fondamentali: l’unità della famiglia e l’integrazione socioculturale degli immigrati”, afferma la presidente dell’Istituto per la Polonia Anna Smolinska.

Comune di Napoli e Comitato UNICEF Campania hanno dato il patrocinio morale ed assicurato la loro presenza, mostrando di condividere i valori di questa festa che coincidono con gli obiettivi della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia”, suggella la presidente Smolinska.

Bravo Oddati: il PD superi i logoramenti interni

Accolgo con grande favore le parole di Nicola Oddati, rilasciate nell’intervista a Repubblica: il PD deve lavorare da subito per preparare le primarie per il prossimo candidato a sindaco, tracciando le linee di una strategia programmatica volta a recuperare il gap che oggi ci separa dal Centro Destra.

Reputo importante che un dirigente del PD del suo spessore si dica pronto a candidarsi alle primarie.

Per scegliere il prossimo sindaco di Napoli si dovrà dar vita ad un percorso davvero democratico e condiviso, capace di riconquistare un elettorato sfiduciato attraverso una discussione vera sui problemi reali del nostro territorio. Senza veti e posizionamenti preconcetti si dovrà addivenire a diverse candidature tra le quali scegliere in base al progetto politico e non alle appartenenze di parte.

Abbiamo commesso degli errori nella preparazione degli ultimi appuntamenti elettorali, ed inevitabilmente  li abbiamo pagati a caro prezzo. Se davvero vogliamo proporci in modo credibile e non rassegnarci ad un’ennesima sconfitta, dobbiamo recuperare lo spirito fondativo del PD, a partire dai nuovi organismi politici provinciali e locali che andremo ad eleggere.

La diversità delle posizioni in campo deve essere accolta come possibilità di arricchimento. Arroccamenti e guerre intestine non fanno altro che allontanarci dalla gente. Ricominciamo a fare politica fuori dalle stanze.

Se vogliamo superare la crisi della sanità, le responsabilità siano bipartisan

La questione della sanità campana è molto complessa ma non si può far pagare ai lavoratori il peso di questa situazione, come sta succedendo con il blocco degli stipendi dei lavoratori della ASL Napoli 1. La priorità deve essere quella di trovare una  soluzione immediata per garantire le spettanze dei lavoratori.

La querelle Caldoro – Bassolino mette in evidenza una responsabilità diffusa che chiama in causa governo regionale e nazionale. Di certo, sulle ragioni del deficit, Caldoro può interrogare uno dei suoi principali alleati, De Mita, per capire come si è giunti alla condizione attuale.

Negli ultimi anni si era cercato di ripristinare ordine e trovare soluzioni ad una situazione che si era portata al collasso. Il lavoro di Santangelo stava andando in questa direzione.

Ma al di là della polemica politica, credo, bisogna ritrovare una forte responsabilità istituzionale per lavorare con serietà per il superamento dell’emergenza, garantendo diritti dei lavoratori e di conseguenza degli ammalati. Anche in Consiglio porteremo dai banchi dell’opposizione un contributo responsabile per affrontare tutti i nodi legati alla sanità.

Gli abbattimenti? Abbiamo pagato la prima cambiale elettorale

Finiamola con le menzogne: l’approvazione del decreto contro gli abbattimenti è il primo saldo delle cambiali elettorali firmate dal Centro Destra alle ultime regionali. Il ministro Carfagna parla di percorso di legalità e poi afferma che non lo faranno più.

In realtà, come si evince con chiarezza dalle parole del Procuratore Generale Galgano, si smantella qualsiasi principio di legalità in nome dell’affarismo. E non si può tirare in ballo un falso pietismo: qui si tratta del futuro dei nostri territori e dei nostri figli.

A botta di condoni, e senza alcun serio piano di riqualificazione e sviluppo, si dà il ben servito a chi quotidianamente vive rispettando la legge e, a ancor di più, a chi si batte per essa.

Appoggio i Comitati per il referendum per l’acqua pubblica. Il PD campano partecipi al Comitato di sostegno

Quella che spacciano come liberalizzazione della gestione dell’acqua rappresenta, in realtà, una vera e propria privatizzazione monopolistica che trasformerebbe il bene primario della vita, l’acqua, in una merce.

Aderisco, perciò, alla campagna referendaria promossa dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua presentata questa mattina dal Comitato campano in vista della raccolta delle firme prevista per Sabato.

La campagna referendaria, nata dal basso, dalla partecipazione attiva di comitati  e cittadini, va sostenuta perché i suoi fini: restituire l’acqua alla gestione pubblica, fermarne la privatizzazione, eliminare i profitti dal bene comune acqua, sono non solo condivisibili ma vitali.

L’acqua rappresenta il vero business dei prossimi anni, è l’oro blu verso il quale le grandi multinazionali si stanno già attrezzando. Difenderne il valore di bene primario della vita che non può essere ridotto a merce da vendere e comprare è allora un dovere di chi amministra la cosa pubblica. Sono convinto che i cittadini si mobiliteranno su questa grande battaglia di civiltà e ci sarà una grande risposta democratica.

Ho già sollecitato il segretario regionale del PD e spero che, anche in base ad un documento a difesa dell’acqua pubblica, che avevo promosso ed è stato già approvato dal Congresso regionale, il PD campano entri il prima possibile nel Comitato di sostegno ai referendum.

Migranti, non riduciamo lo Stato di diritto ad una questione di ordine pubblico

La decisione del giudice di rigettare il provvedimento di espulsione di sei dei migranti sbarcati dalla Vera D perché riconosciuti presunti minorenni manifesta i gravi errori commessi dalle autorità competenti nella gestione della questione a Napoli.

Confinare in un Centro di identificazione ed espulsione sei ragazzi che si dichiarano minorenni, sulla base di un esame passibile di errore e che in gran parte del mondo viene rifiutato, è aberrante da un punto di vista morale e giuridico.

L’intera vicenda desta enorme preoccupazione perché, a fronte di una disponibilità delle autorità comunali di accogliere i migranti in attesa dell’espletamento della pratica della richiesta d’asilo, si è preferito agire con la forza del decreto di espulsione.

Preferire alla possibilità della mediazione e alle pratiche di accoglienza le azioni di forza e la logica del rifiuto non può che destare allarme in uno Stato che si vuole definire democratico.

Non vorrei che questo fosse solo un primo esempio di nuove modalità di contrasto a qualsiasi forma di marginalità e opposizione. Non vorrei che si volesse ridurre lo Stato di diritto ad una questione di ordine pubblico. Anche per questo rilancio con forza la necessità di dire no, pure attraverso forme di mobilitazione democratica, alla costruzione di un nuovo Centro di identificazione ed espulsione in Campania.

Come si può proporre di togliere il sostegno all’associazione antiracket?

Voler tagliare i fondi destinati all’associazione antiracket è una proposta inopportuna e ambiguamente provocatoria.

Il momento che viviamo è difficile e sicuramente si deve produrre un risparmio su consulenze e sovvenzionamenti. Ma bisogna farlo con cognizione di causa. È singolare sostenere che l’associazione guidata da Tano Grasso ha lavorato bene e poi proporre che non venga più sostenuta.

La proposta mi sembra francamente incomprensibile. Darebbe un segnale controverso alla città ed alle tante persone che a partire dal sostegno ricevuto dall’associazione hanno trovato il coraggio di denunciare il racket.

Ci sono settori estremamente delicati, dove in questi anni si sono prodotti risultati importanti anche grazie al sostegno delle istituzioni. E questa azione non solo deve proseguire ma addirittura essere rafforzata.

Chi riveste ruoli pubblici dovrebbe avere l’accortezza di valutare tutte le conseguenze delle proprie proposte, e non cercare, attraverso provocazioni che rischiano di risultare poco chiare, un inutile clamore.

Caldoro dica no ai nuovi CIE promossi da Maroni

Non c’è nemmeno il tempo di essere soddisfatti per la buona evoluzione che sta prendendo la vicenda della Vera D, che Maroni annuncia di voler costruire nuovi Centri di identificazione ed espulsione tra cui uno in Campania. Non c’è che dire, tempismo straordinario.

I CIE sono, in tutto e per tutto, pessime strutture carcerarie che mortificano la persona migrante e cercano una facile scorciatoia alla questione delle migrazioni. La condizione dei CIE già esistenti mortifica uno stato di diritto. Invece che investimenti sulle politiche e le strutture di accoglienza si promuovono nuovi Centri di Espulsione.

Certo, la Lega ha costruito su questa propaganda il proprio consenso, ma è un modello politico e culturale di rifiuto e rigetto che non possiamo accettare. Se un nuovo CIE in Campania sarà tra i progetti di Caldoro, ci opporremo con tutta la nostra forza.

Invito il nuovo governatore a non cedere alle sirene leghiste, ed a riscoprire quelle radici di accoglienza sulle quali si basa anche la nobile tradizione socialista, di cui lui pure si proclama figlio.

In ogni caso, se Caldoro appoggiasse il progetto di Maroni, saremmo di fronte ad un’inversione brutale delle politiche migratorie della nostra regione, che la spingerebbero verso un inaccettabile razzismo di stato.