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Archivi per la sezione ‘PD’ .

Rifiuti, strategia da regime.

«Assistiamo ad una strategia da regime, militarizzata e repressiva, nel caos rifiuti una parte del PDL sguazza per interessi elettorali e personali» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Qui la democrazia sta morendo, sembra di ripiombare nel fascismo, alle istanze democratiche si risponde con il manganello e le leggi sono fatte carta straccia. I luoghi di decisione non sono più la Regione, le Province, i comuni, quelli dei rappresentanti del popolo, ma le stanze chiuse di caudilli che rispondono ad interessi oscuri. Avevamo sollecitato» continua Amato «la partecipazione della commissione sulle ecomafie, che presiedo, al tavolo tecnico di questa sera predisposto da Cesaro per una soluzione alternativa a Cava Vitiello. Ora il suo assessore all’ambiente ci comunica il rinvio. Era diventato inutile, come, sui rifiuti, contro la legge, è diventata inutile la Provincia. E quando abbiamo effettuato il sopralluogo nelle discariche» afferma ancora Amato «abbiamo potuto appurare che  nella Vitiello c’era movimento di camion e uomini: tutto era bloccato eppure qualcuno, non si sa per chi, continuava a lavorarci. Purtroppo, l’allarme che avevo lanciato si è rivelato fondato. Siamo di fronte ad un’emergenza democratica» conclude Amato «faccio appello alla responsabilità di tutti per non cadere nelle provocazioni ed evitare ogni forma di violenza. Ma anche i vertici nazionali del Centro Sinistra si muovano perché non si realizzi questo scempio. Aprire Cava Vitiello è criminale»

 

Budget di salute, un’audizione choccante. Si rinuncia a risparmio e garanzia di diritti per interessi oscuri. E si mettono a repentaglio le più significative esperienze di riutilizzo dei beni confiscati

«E stata un’audizione choccante: per ragioni tutte da chiarire si sta rinunciando a un forte risparmio in un settore disastrato come quello della sanità, si stanno privando cittadini che vivono in condizioni di disagio del diritto alla cura, al lavoro e alla casa, se non si interverrà i responsabili di alcune delle più significative esperienze sui beni confiscati, come quelle di San Cipriano d’Aversa e Miano di Sessa il 30 settembre consegneranno le chiavi delle strutture e dichiareranno la sconfitta dello stato alla lotta alla camorra per l’inezia delle istituzioni» Lo afferma il Presidente della Commisione sui Beni Confiscati Antonio Amato al termine dell’audizione sul tema dell’utilizzo dei budget di salute nelle esperienze di riutilizzo dei beni sottratti alla criminalità organizzata, che la commissione ha tenuto questa mattina, alla presenza del vicepresidente Amente e del Consigliere Regionale Sommese, cui hanno partecipato il coordinatore dell’area sociosanitaria ex Ce2 Giuseppe Nese, il responsabile di Libera Mauro Baldascino, Peppe Pagano e Simmaco Perillo per la consulta III Settore ex Ce2, la dott.ssa Romano per l’assessorato regionale alla sanità, la dott.ssa  Mascolo per l’assessorato regionale ai rapporti coi comuni e i consorzi. Questi i dati emersi: i budget di salute, utilizzati per garantire assistenza e sostegno sociale, abitativo e lavorativo a persone che vivono disagio (anziani, disabili, pazienti psichiatrici, pazienti HIV, malati terminali, immigrati, minori) utilizzati per 1094 persone nell’ASL di Caserta comportano una spesa annua di  9 milioni e 453 mila euro, determinando un risparmio di almeno il 30%  rispetto alle più tradizionali pratiche di  residenza nelle strutture private convenzionate. Tuttavia in molti distretti si comunica che questi strumenti non possono più essere utilizzati. 1,3 milioni di euro sono bloccati dalla mancata ratifica delle convenzioni coi comuni da parte dell’ASL di Caserta che pure la stessa ASL dovrebbe avere dagli ambiti territoriali. A decine di persone, da un giorno all’altro, vengono sospesi i Progetti Terapeutico Riabilitativi Individuali (PTRI), costringendoli a uscire dalle cooperative nelle quali sono soci e a tornare a carico di famiglie  che spesso non hanno più.  «Non si capisce perché l’ASL rinunci a questo strumento» afferma ancora Amato «è vero che non esiste una norma di riferimento, ma l’assessorato alla sanità anche oggi ha chiarito che non c’è alcun motivo ostativo al suo utilizzo. Il Presidente Caldoro ha scritto a chi li utilizza nei beni confiscati incitandoli ad andare avanti, e l’ASL di Caserta continua a porre ostacoli. Lo aveva fatto in passato con il commissario Gambacorta, continua a farlo oggi con decisioni di singoli coordinatori di servizi e con la mancanza di qualsiasi dialogo coi soggetti interessati dell’attuale commissario, il Professor Romano, che anche oggi non si è presentato. E’ vero che ha delegato il Dottor Nese, ma quest’ultimo rappresenta quel pezzo di ASL, l’ex CE2, che vuole e sperimenta da tempo questi strumenti e non l’altro, l’ex CE1, che invece continua inspiegabilmente ad opporsi. Diciamolo con franchezza, almeno per quanto riguarda i PTRI l’unione delle due ASL non produce né risparmio né benefici. Anzi al contrario, si spende di più per garantire meno diritti a meno persone, e, data la peculiarità dello strumento che è utilizzato nei beni confiscati si mina alla base il loro riutilizzo sociale» Amato ha quindi annunciato che la commissione continuerà a seguire con attenzione la vicenda, che è allo studio una specifica normativa sui budget di salute nei beni confiscati e che, entro il mese di ottobre, si terrà un incontro pubblico nel quale «tutte le parti dovranno sedersi intorno al tavolo e chiarirci cosa sta accadendo. Esistono, in questa vicenda, troppi punti oscuri»

Il PDL è al capolinea, il PD non resti a guardare. Rilanciamo il nostro progetto con le primarie e Ranieri.

«La crisi del PDL avrà pesanti ripercussioni sui territori, il centro sinistra ed innanzitutto il PD non si lascino trovare impreparati» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Siamo di fronte ad una profondo mutamento del quadro politico. Se riusciremo a rilanciare il nostro programma riformista in modo credibile ed unitario sul territorio potremo coinvolgere anche i tanti ormai sfiduciati dalle faide del PDL e dal loro cattivo governo. La crisi del PDL potrebbe avere gravi ripercussioni istituzionali alla Regione e nelle provincie governate dal centro destra. Un dato molto preoccupante. Ma il centro sinistra ed il PD non possono aspettare le disgrazie altrui. Si deve recuperare la fiducia dei cittadini. E’ il momento di ridare forza al nostro progetto politico, soprattutto in previsione delle prossime comunali. Per questo» aggiunge Amato «con senso di responsabilità, il PD deve superare tutte le divisioni interne, già a partire dalle primarie per Napoli, puntando su un candidato forte  e credibile. E questo candidato si chiama Umberto Ranieri. Pur apprezzando la scelta di Oddati di mettersi in gioco» dice ancora Amato «sono però convinto che oggi Ranieri sia il candidato di maggiore autorevolezza che il Partito Democratico possa esprimere per le primarie di coalizione. Con lui il centro sinistra potrà proporsi per governare con credibilità il nostro capoluogo.  Mentre il PDL si dilania» conclude Amato «abbiamo la responsabilità, come centro sinistra, di dar forza a quello straordinario strumento di democrazia partecipata che sono le primarie. Primarie di coalizione che il PD, puntando su Ranieri, potrà affrontare con un nuovo grande entusiasmo»

Giunta e maggioranza senza cultura delle istituzioni

«In consiglio, il centro destra invece che proposte politiche porta foglietti propagandistici che nulla hanno a che fare con provvedimenti di caratura istituzionale» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato nel corso dell’odierna discussione in consiglio regionale «Tra proposte ed emendamenti si portano in consiglio atti che non hanno alcun rispetto del ruolo del consiglio e delle commissioni. Mentre si aiuta la camorra cancellando il protocollo d’intesa tra regione e ministero del lavoro per produrre sviluppo nei beni confiscati» continua Amato «si giunge a proporre lo scioglimento di società come l’EAV senza alcuna discussione di merito. E con l’assenza dei rappresentanti della giunta. Probabilmente il Centro Destra pensava che il PD avrebbe perpetuato la pessima abitudine di quell’opposizione consociativa che loro avevano realizzato nelle precedenti legislature, producendo enormi danni. Ma noi» conclude Amato «non permetteremo che si agisca in spregio delle istituzioni e dei reali interessi dei nostri territori» 

L’ecomafia è un cancro, la politica faccia mea culpa. Ora un grande patto democratico per sconfiggerla

«L’ecomafia è il cancro che sta divorando i nostri territori da decenni, ora c’è bisogno di un grande patto democratico di legalità per sconfiggerla» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Le cifre fornite ancora una volta da Legambiente mettono in luce un’emergenza endemica che si traduce in uno dei maggiori business economici della camorra, nella più elevata incidenza di alcune forme tumorali in alcune province di Napoli, nella distruzione dei nostri territori, nel rischio concreto e quotidiano di nuove catastrofi che non si potranno dire “naturali”. Di nulla sia detto è naturale, rispetto a quanto è collegabile alle ecomafie. A fronte di tutto questo» continua Amato «c’è la necessità di mettere in campo un’alleanza politico sociale tra istituzioni, partiti, magistratura, forze di polizia, associazioni e cittadini per porre l’ecomafia al centro di un piano strategico capace di agire sia sulla repressione che sulla prevenzione. Ma c’è anche un aspetto inquietante sul quale bisognerà andare fino in fondo: il ruolo svolto dalla politica, tra inottemperanze e vere e proprie collusioni, all’interno di questo grande business. Perché» conclude Amato «se le ecomafie hanno potuto proliferare e continuano ad imporre la loro violenza è anche a causa di una politica che, innanzitutto a livello locale, ma non solo, si è resa complice, più o meno consapevole, della devastazione criminale del territorio»

Quale Repubblica festeggiamo?

«Quale Repubblica festeggiamo?» se lo chiede Antonio Amato, consigliere regionale del PD «Al di là della ricorrenza è necessario porre seri interrogativi sui valori che oggi fondano la nostra Repubblica. La scelta degli Italiani il 2 giugno del ’46 fu anche e soprattutto una scelta di valori. I valori che avrebbero fondato la nostra Democrazia. Cosa ne resta oggi? Esiste un’enorme questione morale irrisolta che coinvolge l’intera classe politica e dirigente di questo Paese. Scandali, leggi liberticide, precarietà del lavoro e disoccupazione mettono in discussione i capisaldi della nostra Costituzione e mortificano i valori che a tutt’oggi vivono nella coscienza democratica degli italiani. La politica» continua Amato «ha il compito di recuperare la forza, l’onestà e l’idealità dei nostri Padri Costituenti. Dobbiamo tornare a riappropriarci dell’idea di futuro, a costruirlo, ripartendo dagli insegnamenti della lotta di liberazione dal nazi fascismo, dalla scelta di libertà per la Repubblica, e lavorare per una società capace, innanzitutto, di accogliere e valorizzare le giovani generazioni».

Approvare subito la legge regionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro

«Basta chiamarli incidenti o morti bianche, le morti sui luoghi di lavoro sono la barbarie della democrazia» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «La morte di Paolo Castiglione a  Bagnoli, chiama in causa la responsabilità di tutti, dalla politica ai datori di lavoro, dalle associazioni di categoria agli operai. La provincia di Napoli, in Italia, è fra quelle che ancora nel 2008, secondo il rapporto annuale dell’INAIL, faceva registrare un cospicuo aumento degli incidenti mortali sui luoghi di lavoro. Un dato allarmante se confrontato a quelle delle altre provincie italiane. Le forze politiche, innanzitutto, si diano una mossa. Il “gruppo per la sicurezza sul lavoro” del Consiglio Regionale della Campania, al termine dell’iniziativa “viaggio nei luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza” che ha visto coinvolte l’ANMIL, le associazioni datoriali e quelle sindacali, nei mesi scorsi ha promosso un documento dal quale è scaturita una proposta di legge che io stesso ho depositato. Si prevede» continua Amato «la revoca dei contratti stipulati nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici, laddove si riscontrino violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza, il divieto per i destinatari di provvedimenti revocatori di contrarre appalti con le Amministrazioni aggiudicatrici nei cinque anni successivi al provvedimento di revoca, l’estensione degli obblighi di sicurezza e le relative sanzioni anche al subappalto, la valutazione dell’offerta anche in ragione di misure ulteriori o migliorative per la sicurezza e la salute del lavoratore. Una legge che contempla non solo aspetti sanzionatori, ma individua la tutela preventiva quale funzione deterrente e prevede la promozione della cultura della sicurezza sia sui luoghi di lavoro che nelle scuole. Ora il nuovo consiglio ponga questa legge tra le sue priorità. E valuti» conclude Amato «la possibilità, anzi la necessità di istituire un’apposita commissione d’inchiesta sugli incidenti sui luoghi di lavori. Finché ci saranno ancora decessi sui luoghi di lavoro saranno sempre troppi»

Bravo Oddati: il PD superi i logoramenti interni

Accolgo con grande favore le parole di Nicola Oddati, rilasciate nell’intervista a Repubblica: il PD deve lavorare da subito per preparare le primarie per il prossimo candidato a sindaco, tracciando le linee di una strategia programmatica volta a recuperare il gap che oggi ci separa dal Centro Destra.

Reputo importante che un dirigente del PD del suo spessore si dica pronto a candidarsi alle primarie.

Per scegliere il prossimo sindaco di Napoli si dovrà dar vita ad un percorso davvero democratico e condiviso, capace di riconquistare un elettorato sfiduciato attraverso una discussione vera sui problemi reali del nostro territorio. Senza veti e posizionamenti preconcetti si dovrà addivenire a diverse candidature tra le quali scegliere in base al progetto politico e non alle appartenenze di parte.

Abbiamo commesso degli errori nella preparazione degli ultimi appuntamenti elettorali, ed inevitabilmente  li abbiamo pagati a caro prezzo. Se davvero vogliamo proporci in modo credibile e non rassegnarci ad un’ennesima sconfitta, dobbiamo recuperare lo spirito fondativo del PD, a partire dai nuovi organismi politici provinciali e locali che andremo ad eleggere.

La diversità delle posizioni in campo deve essere accolta come possibilità di arricchimento. Arroccamenti e guerre intestine non fanno altro che allontanarci dalla gente. Ricominciamo a fare politica fuori dalle stanze.

Appoggio i Comitati per il referendum per l’acqua pubblica. Il PD campano partecipi al Comitato di sostegno

Quella che spacciano come liberalizzazione della gestione dell’acqua rappresenta, in realtà, una vera e propria privatizzazione monopolistica che trasformerebbe il bene primario della vita, l’acqua, in una merce.

Aderisco, perciò, alla campagna referendaria promossa dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua presentata questa mattina dal Comitato campano in vista della raccolta delle firme prevista per Sabato.

La campagna referendaria, nata dal basso, dalla partecipazione attiva di comitati  e cittadini, va sostenuta perché i suoi fini: restituire l’acqua alla gestione pubblica, fermarne la privatizzazione, eliminare i profitti dal bene comune acqua, sono non solo condivisibili ma vitali.

L’acqua rappresenta il vero business dei prossimi anni, è l’oro blu verso il quale le grandi multinazionali si stanno già attrezzando. Difenderne il valore di bene primario della vita che non può essere ridotto a merce da vendere e comprare è allora un dovere di chi amministra la cosa pubblica. Sono convinto che i cittadini si mobiliteranno su questa grande battaglia di civiltà e ci sarà una grande risposta democratica.

Ho già sollecitato il segretario regionale del PD e spero che, anche in base ad un documento a difesa dell’acqua pubblica, che avevo promosso ed è stato già approvato dal Congresso regionale, il PD campano entri il prima possibile nel Comitato di sostegno ai referendum.

Antonio Amato: la sconfitta di Pomigliano più dolorosa di quella alle regionali

«Inutile nascondersi dietro un dito, i ballottaggi e soprattutto la vittoria del Centro Destra a Pomigliano segnano la fine di una stagione» lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Credo che a livello simbolico la sconfitta nella “città della FIAT”   abbia un significato più profondo della stessa sconfitta alle regionali. E’ sui territori, infatti, che il Centro Sinistra ha perso la fiducia dei cittadini, disperdendo anche esperienze straordinarie come i 10 anni di sindacatura di Michele Chiazzo. Diciamocelo senza troppi infingimenti: siamo diventati troppo salottieri e ci siamo chiusi sempre più nelle stanze e nei nostri recinti, perdendo il contatto diretto con i cittadini. Ora però» continua Amato «proprio a partire da questa situazione si può ripartire. Non bisogna essere disfattisti ma ritrovare le energie per un progetto condiviso che radichi il partito nei quartieri, nelle municipalità e nei comuni. Ripartiamo dai circoli di partito, dal confronto diretto con i problemi reali dei cittadini, dal dialogo costante con le persone. Non inseguiamo un leghismo del sud che ci risulta stia nascendo negli stessi salotti che ci hanno portato alla situazione attuale. Piuttosto» conclude Amato «ripartiamo dalle nostre radici popolari e riformiste, e finalmente superiamo le faide interne per costruire, a partire dalla guida di De Luca e Amendola, un vero Partito Democratico in Campania»