Archivi per la sezione ‘PD’ .
30th Luglio 2010, 03:33 pm
«La crisi del PDL avrà pesanti ripercussioni sui territori, il centro sinistra ed innanzitutto il PD non si lascino trovare impreparati» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Siamo di fronte ad una profondo mutamento del quadro politico. Se riusciremo a rilanciare il nostro programma riformista in modo credibile ed unitario sul territorio potremo coinvolgere anche i tanti ormai sfiduciati dalle faide del PDL e dal loro cattivo governo. La crisi del PDL potrebbe avere gravi ripercussioni istituzionali alla Regione e nelle provincie governate dal centro destra. Un dato molto preoccupante. Ma il centro sinistra ed il PD non possono aspettare le disgrazie altrui. Si deve recuperare la fiducia dei cittadini. E’ il momento di ridare forza al nostro progetto politico, soprattutto in previsione delle prossime comunali. Per questo» aggiunge Amato «con senso di responsabilità, il PD deve superare tutte le divisioni interne, già a partire dalle primarie per Napoli, puntando su un candidato forte e credibile. E questo candidato si chiama Umberto Ranieri. Pur apprezzando la scelta di Oddati di mettersi in gioco» dice ancora Amato «sono però convinto che oggi Ranieri sia il candidato di maggiore autorevolezza che il Partito Democratico possa esprimere per le primarie di coalizione. Con lui il centro sinistra potrà proporsi per governare con credibilità il nostro capoluogo. Mentre il PDL si dilania» conclude Amato «abbiamo la responsabilità, come centro sinistra, di dar forza a quello straordinario strumento di democrazia partecipata che sono le primarie. Primarie di coalizione che il PD, puntando su Ranieri, potrà affrontare con un nuovo grande entusiasmo»
7th Luglio 2010, 02:58 pm
«In consiglio, il centro destra invece che proposte politiche porta foglietti propagandistici che nulla hanno a che fare con provvedimenti di caratura istituzionale» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato nel corso dell’odierna discussione in consiglio regionale «Tra proposte ed emendamenti si portano in consiglio atti che non hanno alcun rispetto del ruolo del consiglio e delle commissioni. Mentre si aiuta la camorra cancellando il protocollo d’intesa tra regione e ministero del lavoro per produrre sviluppo nei beni confiscati» continua Amato «si giunge a proporre lo scioglimento di società come l’EAV senza alcuna discussione di merito. E con l’assenza dei rappresentanti della giunta. Probabilmente il Centro Destra pensava che il PD avrebbe perpetuato la pessima abitudine di quell’opposizione consociativa che loro avevano realizzato nelle precedenti legislature, producendo enormi danni. Ma noi» conclude Amato «non permetteremo che si agisca in spregio delle istituzioni e dei reali interessi dei nostri territori»
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4th Giugno 2010, 02:56 pm
«L’ecomafia è il cancro che sta divorando i nostri territori da decenni, ora c’è bisogno di un grande patto democratico di legalità per sconfiggerla» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Le cifre fornite ancora una volta da Legambiente mettono in luce un’emergenza endemica che si traduce in uno dei maggiori business economici della camorra, nella più elevata incidenza di alcune forme tumorali in alcune province di Napoli, nella distruzione dei nostri territori, nel rischio concreto e quotidiano di nuove catastrofi che non si potranno dire “naturali”. Di nulla sia detto è naturale, rispetto a quanto è collegabile alle ecomafie. A fronte di tutto questo» continua Amato «c’è la necessità di mettere in campo un’alleanza politico sociale tra istituzioni, partiti, magistratura, forze di polizia, associazioni e cittadini per porre l’ecomafia al centro di un piano strategico capace di agire sia sulla repressione che sulla prevenzione. Ma c’è anche un aspetto inquietante sul quale bisognerà andare fino in fondo: il ruolo svolto dalla politica, tra inottemperanze e vere e proprie collusioni, all’interno di questo grande business. Perché» conclude Amato «se le ecomafie hanno potuto proliferare e continuano ad imporre la loro violenza è anche a causa di una politica che, innanzitutto a livello locale, ma non solo, si è resa complice, più o meno consapevole, della devastazione criminale del territorio»
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1st Giugno 2010, 03:06 pm
«Quale Repubblica festeggiamo?» se lo chiede Antonio Amato, consigliere regionale del PD «Al di là della ricorrenza è necessario porre seri interrogativi sui valori che oggi fondano la nostra Repubblica. La scelta degli Italiani il 2 giugno del ’46 fu anche e soprattutto una scelta di valori. I valori che avrebbero fondato la nostra Democrazia. Cosa ne resta oggi? Esiste un’enorme questione morale irrisolta che coinvolge l’intera classe politica e dirigente di questo Paese. Scandali, leggi liberticide, precarietà del lavoro e disoccupazione mettono in discussione i capisaldi della nostra Costituzione e mortificano i valori che a tutt’oggi vivono nella coscienza democratica degli italiani. La politica» continua Amato «ha il compito di recuperare la forza, l’onestà e l’idealità dei nostri Padri Costituenti. Dobbiamo tornare a riappropriarci dell’idea di futuro, a costruirlo, ripartendo dagli insegnamenti della lotta di liberazione dal nazi fascismo, dalla scelta di libertà per la Repubblica, e lavorare per una società capace, innanzitutto, di accogliere e valorizzare le giovani generazioni».
1st Giugno 2010, 03:04 pm
«Basta chiamarli incidenti o morti bianche, le morti sui luoghi di lavoro sono la barbarie della democrazia» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «La morte di Paolo Castiglione a Bagnoli, chiama in causa la responsabilità di tutti, dalla politica ai datori di lavoro, dalle associazioni di categoria agli operai. La provincia di Napoli, in Italia, è fra quelle che ancora nel 2008, secondo il rapporto annuale dell’INAIL, faceva registrare un cospicuo aumento degli incidenti mortali sui luoghi di lavoro. Un dato allarmante se confrontato a quelle delle altre provincie italiane. Le forze politiche, innanzitutto, si diano una mossa. Il “gruppo per la sicurezza sul lavoro” del Consiglio Regionale della Campania, al termine dell’iniziativa “viaggio nei luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza” che ha visto coinvolte l’ANMIL, le associazioni datoriali e quelle sindacali, nei mesi scorsi ha promosso un documento dal quale è scaturita una proposta di legge che io stesso ho depositato. Si prevede» continua Amato «la revoca dei contratti stipulati nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici, laddove si riscontrino violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza, il divieto per i destinatari di provvedimenti revocatori di contrarre appalti con le Amministrazioni aggiudicatrici nei cinque anni successivi al provvedimento di revoca, l’estensione degli obblighi di sicurezza e le relative sanzioni anche al subappalto, la valutazione dell’offerta anche in ragione di misure ulteriori o migliorative per la sicurezza e la salute del lavoratore. Una legge che contempla non solo aspetti sanzionatori, ma individua la tutela preventiva quale funzione deterrente e prevede la promozione della cultura della sicurezza sia sui luoghi di lavoro che nelle scuole. Ora il nuovo consiglio ponga questa legge tra le sue priorità. E valuti» conclude Amato «la possibilità, anzi la necessità di istituire un’apposita commissione d’inchiesta sugli incidenti sui luoghi di lavori. Finché ci saranno ancora decessi sui luoghi di lavoro saranno sempre troppi»
29th Aprile 2010, 04:51 pm
Accolgo con grande favore le parole di Nicola Oddati, rilasciate nell’intervista a Repubblica: il PD deve lavorare da subito per preparare le primarie per il prossimo candidato a sindaco, tracciando le linee di una strategia programmatica volta a recuperare il gap che oggi ci separa dal Centro Destra.
Reputo importante che un dirigente del PD del suo spessore si dica pronto a candidarsi alle primarie.
Per scegliere il prossimo sindaco di Napoli si dovrà dar vita ad un percorso davvero democratico e condiviso, capace di riconquistare un elettorato sfiduciato attraverso una discussione vera sui problemi reali del nostro territorio. Senza veti e posizionamenti preconcetti si dovrà addivenire a diverse candidature tra le quali scegliere in base al progetto politico e non alle appartenenze di parte.
Abbiamo commesso degli errori nella preparazione degli ultimi appuntamenti elettorali, ed inevitabilmente li abbiamo pagati a caro prezzo. Se davvero vogliamo proporci in modo credibile e non rassegnarci ad un’ennesima sconfitta, dobbiamo recuperare lo spirito fondativo del PD, a partire dai nuovi organismi politici provinciali e locali che andremo ad eleggere.
La diversità delle posizioni in campo deve essere accolta come possibilità di arricchimento. Arroccamenti e guerre intestine non fanno altro che allontanarci dalla gente. Ricominciamo a fare politica fuori dalle stanze.
22nd Aprile 2010, 04:47 pm
Quella che spacciano come liberalizzazione della gestione dell’acqua rappresenta, in realtà, una vera e propria privatizzazione monopolistica che trasformerebbe il bene primario della vita, l’acqua, in una merce.
Aderisco, perciò, alla campagna referendaria promossa dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua presentata questa mattina dal Comitato campano in vista della raccolta delle firme prevista per Sabato.
La campagna referendaria, nata dal basso, dalla partecipazione attiva di comitati e cittadini, va sostenuta perché i suoi fini: restituire l’acqua alla gestione pubblica, fermarne la privatizzazione, eliminare i profitti dal bene comune acqua, sono non solo condivisibili ma vitali.
L’acqua rappresenta il vero business dei prossimi anni, è l’oro blu verso il quale le grandi multinazionali si stanno già attrezzando. Difenderne il valore di bene primario della vita che non può essere ridotto a merce da vendere e comprare è allora un dovere di chi amministra la cosa pubblica. Sono convinto che i cittadini si mobiliteranno su questa grande battaglia di civiltà e ci sarà una grande risposta democratica.
Ho già sollecitato il segretario regionale del PD e spero che, anche in base ad un documento a difesa dell’acqua pubblica, che avevo promosso ed è stato già approvato dal Congresso regionale, il PD campano entri il prima possibile nel Comitato di sostegno ai referendum.
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13th Aprile 2010, 01:26 pm
«Inutile nascondersi dietro un dito, i ballottaggi e soprattutto la vittoria del Centro Destra a Pomigliano segnano la fine di una stagione» lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Credo che a livello simbolico la sconfitta nella “città della FIAT” abbia un significato più profondo della stessa sconfitta alle regionali. E’ sui territori, infatti, che il Centro Sinistra ha perso la fiducia dei cittadini, disperdendo anche esperienze straordinarie come i 10 anni di sindacatura di Michele Chiazzo. Diciamocelo senza troppi infingimenti: siamo diventati troppo salottieri e ci siamo chiusi sempre più nelle stanze e nei nostri recinti, perdendo il contatto diretto con i cittadini. Ora però» continua Amato «proprio a partire da questa situazione si può ripartire. Non bisogna essere disfattisti ma ritrovare le energie per un progetto condiviso che radichi il partito nei quartieri, nelle municipalità e nei comuni. Ripartiamo dai circoli di partito, dal confronto diretto con i problemi reali dei cittadini, dal dialogo costante con le persone. Non inseguiamo un leghismo del sud che ci risulta stia nascendo negli stessi salotti che ci hanno portato alla situazione attuale. Piuttosto» conclude Amato «ripartiamo dalle nostre radici popolari e riformiste, e finalmente superiamo le faide interne per costruire, a partire dalla guida di De Luca e Amendola, un vero Partito Democratico in Campania»
6th Aprile 2010, 05:14 pm
Si è aperto un nuovo ciclo della politica in Campania e come prima forza di opposizione siamo chiamati ad un ruolo di fondamentale importanza. Sono stato all’opposizione nelle mie prime esperienze da Consigliere comunale, e conosco l’importanza ed i rischi di questo ruolo. Innanzitutto, quello di non dare luogo ad una vera e reale dialettica tra maggioranza e opposizione.
Storicamente il consociativismo è stato uno dei peggiori mali del Mezzogiorno d’Italia. Non devono esserci prese di posizione aprioristiche e, se la maggioranza realizza atti utili al territorio ed ai cittadini, ci potrà essere il sostegno costruttivo anche dell’opposizione. Sempre che, naturalmente, la maggioranza vorrà ascoltarne la voce.
Ma i consiglieri d’opposizione dovranno sempre mantenere il proprio ruolo portando avanti la linea politica sulla quale sono stati eletti.
I Consiglieri eletti nel centro sinistra, su temi fondamentali come l’acqua, le centrali nucleari, le politiche di contrasto alla camorra, lo sviluppo e l’ambiente, hanno assunto impegni che devono mantenere. In questo senso, pur nella diversità dei vari partiti, sarà necessario avere una concertazione delle opposizioni sotto la guida di Enzo De Luca, cui è già riconosciuto per legge il ruolo di capo dell’opposizione.
Per quanto riguarda il PD, dobbiamo far sì che non si ripropongano tra i Consiglieri divisioni di “corrente”. O saremo capaci di essere un corpo unito, coeso e propositivo, o si farà il gioco del centro destra a tutto discapito della democrazia e della Campania.
31st Marzo 2010, 03:15 pm
«Essere per la terza elezione regionale di seguito il candidato più votato nella città di Napoli dei DS prima e del PD poi mi riempie di soddisfazione, e mi carica, naturalmente di responsabilità» lo afferma in una nota il consigliere del PD Antonio Amato rieletto al consiglio regionale della Campania «In un clima contrassegnato dallo spostamento dell’elettorato verso il centro destra, questo dato diventa ancora più significativo. La campagna elettorale è stata difficile ma comunque entusiasmante, fatta del contatto diretto con migliaia di cittadini. La rielezione è il risultato di un lavoro di gruppo che porta avanti con coerenza e forza il progetto politico di Area Democratica. Ora ci aspetta un’opposizione che dovrà essere ferma e costruttiva. I rappresentanti istituzionali devono lavorare per i cittadini ed i territori. Nel Centro Sinistra» continua Amato «si apre una nuova fase ed a partire dal PD è necessaria una profonda riflessione. Rivendico la scelta di De Luca come la migliore possibile, e indico al mio partito la necessità di proseguire sulla traccia di rinnovamento che è stata avviata con De Luca. E’ il momento della ricostruzione, e lo sguardo deve essere rivolto al futuro. Basta conflittualità e scontri di fazione, si dia vigore al nuovo progetto riformista che è stato messo in campo a partire da queste regionali. Abbiamo perso» conclude Amato «I cittadini hanno indicato con forza una volontà do cambiamento. Dobbiamo essere capaci di accettare questa sfida. Uscendo dalle stanze e tornando a fare politica attiva sui territori»