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Archivi per la sezione ‘Legalità’ .

Attuare il piano vendita IACP combatterà la camorra e garantirà il diritto degli assegnatari

Gli arresti di questa mattina nel Bronx di San Giovanni oltre che un grande risultato delle forze dell’ordine mostrano con evidenza un’emergenza che si vive in molti quartieri di Napoli: la mano della camorra che, con la violenza, gestisce le case dell’IACP estromettendo i legittimi assegnatari.

Anche per questo ritengo che sia urgente dare piena attuazione al Piano Vendita Decennale predisposto dalle IACP. Permettere la vendita degli alloggi IACP ai legittimi inquilini che ne facciano richiesta, con tutti i dovuti controlli, rappresenterebbe anche un freno a possibili interventi della camorra.

Il Piano Vendita decennale predisposto dalle IACP, invece, continua ad essere in molte situazioni bloccato, mentre oggi non solo andrebbe attuato ma integrato.

Per questo, ho presentato un apposito question time stamane la cui discussione è stata rimandata alla prossima settimana per esigenze dell’Assessore Taglialatela. Laddove necessario credo dovremo utilizzare tutte le misure utili a superare gli ostacoli burocratici e gestionali intercorsi in questi anni.

Lo ribadisco, la vendita degli alloggi ai legittimi assegnatari non solo rappresenta il riconoscimento di un diritto maturato da chi quelle case le abita, ma sarebbe, al contempo, anche un forte e netto segnale di legalità utile alla lotta contro la camorra.

L’ecomafia è un cancro, la politica faccia mea culpa. Ora un grande patto democratico per sconfiggerla

«L’ecomafia è il cancro che sta divorando i nostri territori da decenni, ora c’è bisogno di un grande patto democratico di legalità per sconfiggerla» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Le cifre fornite ancora una volta da Legambiente mettono in luce un’emergenza endemica che si traduce in uno dei maggiori business economici della camorra, nella più elevata incidenza di alcune forme tumorali in alcune province di Napoli, nella distruzione dei nostri territori, nel rischio concreto e quotidiano di nuove catastrofi che non si potranno dire “naturali”. Di nulla sia detto è naturale, rispetto a quanto è collegabile alle ecomafie. A fronte di tutto questo» continua Amato «c’è la necessità di mettere in campo un’alleanza politico sociale tra istituzioni, partiti, magistratura, forze di polizia, associazioni e cittadini per porre l’ecomafia al centro di un piano strategico capace di agire sia sulla repressione che sulla prevenzione. Ma c’è anche un aspetto inquietante sul quale bisognerà andare fino in fondo: il ruolo svolto dalla politica, tra inottemperanze e vere e proprie collusioni, all’interno di questo grande business. Perché» conclude Amato «se le ecomafie hanno potuto proliferare e continuano ad imporre la loro violenza è anche a causa di una politica che, innanzitutto a livello locale, ma non solo, si è resa complice, più o meno consapevole, della devastazione criminale del territorio»

Castel Volturno, il Sindaco vuole una nuova Rosarno? Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano

«Razzismo istituzionale che potrebbe portare ad una nuova Rosarno dieci volte più violenta» è l’allarme che lancia il consigliere regionale del PD Antonio Amato a seguito delle dichiarazioni del Sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone che annuncia di voler far chiudere i centri d’accoglienza per migranti del comune «Scalzone mistifica in modo preoccupante la realtà, definendo in modo falso e tendenzioso la “rivolta dei neri” di Castel Volturno come determinata dalla mafia nigeriana. Non solo Saviano, ma le intercettazioni telefoniche hanno dimostrato che si trattò di un’operazione stragista organizzata dal clan Setola contro i migranti senza alcuna distinzione nemmeno tra donne, uomini e bambini. E furono assassinati 6 migranti innocenti. La rivolta fu innanzitutto contro la violenza camorrista. Così come quella di Rosarno è stata, come hanno dimostrato gli arresti di ieri, una rivolta contro le nuove forme di schiavismo che vedono coinvolte la criminalità organizzata. Definire l’azione dei padri comboniani e del centro Fernandez una rovina è inconcepibile» continua Amato «sono parole vergognose che vorrebbero delegittimare l’azione di quanti quotidianamente si spendono per portare sostegno ed aiuto ai più deboli della società,  garantendo diritti essenziali che la nostra antidemocratica legislazione in merito all’immigrazione nega. Il sindaco candida Castel Volturno ad ospitare nuovi CIE. Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano. Si punta» dice ancora Amato «per l’ennesima volta sulla logica del rifiuto e dell’ordine pubblico contro ogni forma di accoglienza ed integrazione. Questo può far solo salire la tensione sociale, e se questa sarà la strada che si vorrà perseguire si giungerà a nuove forme di violenza, ad una nuova Rosarno ma molto più esplosiva. Infine» conclude Amato «c’è il rischio che una sorta di pulizia etnica sia in qualche modo d’aiuto a nuovi palazzinari e speculatori, interessati a allontanare i migranti da quell’area del casertano che sarà oggetto di nuovi piani di riqualificazione ed investimenti».

Gli abbattimenti? Abbiamo pagato la prima cambiale elettorale

Finiamola con le menzogne: l’approvazione del decreto contro gli abbattimenti è il primo saldo delle cambiali elettorali firmate dal Centro Destra alle ultime regionali. Il ministro Carfagna parla di percorso di legalità e poi afferma che non lo faranno più.

In realtà, come si evince con chiarezza dalle parole del Procuratore Generale Galgano, si smantella qualsiasi principio di legalità in nome dell’affarismo. E non si può tirare in ballo un falso pietismo: qui si tratta del futuro dei nostri territori e dei nostri figli.

A botta di condoni, e senza alcun serio piano di riqualificazione e sviluppo, si dà il ben servito a chi quotidianamente vive rispettando la legge e, a ancor di più, a chi si batte per essa.

Migranti, non riduciamo lo Stato di diritto ad una questione di ordine pubblico

La decisione del giudice di rigettare il provvedimento di espulsione di sei dei migranti sbarcati dalla Vera D perché riconosciuti presunti minorenni manifesta i gravi errori commessi dalle autorità competenti nella gestione della questione a Napoli.

Confinare in un Centro di identificazione ed espulsione sei ragazzi che si dichiarano minorenni, sulla base di un esame passibile di errore e che in gran parte del mondo viene rifiutato, è aberrante da un punto di vista morale e giuridico.

L’intera vicenda desta enorme preoccupazione perché, a fronte di una disponibilità delle autorità comunali di accogliere i migranti in attesa dell’espletamento della pratica della richiesta d’asilo, si è preferito agire con la forza del decreto di espulsione.

Preferire alla possibilità della mediazione e alle pratiche di accoglienza le azioni di forza e la logica del rifiuto non può che destare allarme in uno Stato che si vuole definire democratico.

Non vorrei che questo fosse solo un primo esempio di nuove modalità di contrasto a qualsiasi forma di marginalità e opposizione. Non vorrei che si volesse ridurre lo Stato di diritto ad una questione di ordine pubblico. Anche per questo rilancio con forza la necessità di dire no, pure attraverso forme di mobilitazione democratica, alla costruzione di un nuovo Centro di identificazione ed espulsione in Campania.

Come si può proporre di togliere il sostegno all’associazione antiracket?

Voler tagliare i fondi destinati all’associazione antiracket è una proposta inopportuna e ambiguamente provocatoria.

Il momento che viviamo è difficile e sicuramente si deve produrre un risparmio su consulenze e sovvenzionamenti. Ma bisogna farlo con cognizione di causa. È singolare sostenere che l’associazione guidata da Tano Grasso ha lavorato bene e poi proporre che non venga più sostenuta.

La proposta mi sembra francamente incomprensibile. Darebbe un segnale controverso alla città ed alle tante persone che a partire dal sostegno ricevuto dall’associazione hanno trovato il coraggio di denunciare il racket.

Ci sono settori estremamente delicati, dove in questi anni si sono prodotti risultati importanti anche grazie al sostegno delle istituzioni. E questa azione non solo deve proseguire ma addirittura essere rafforzata.

Chi riveste ruoli pubblici dovrebbe avere l’accortezza di valutare tutte le conseguenze delle proprie proposte, e non cercare, attraverso provocazioni che rischiano di risultare poco chiare, un inutile clamore.

Ci vuole Antonio Amato per la regione Campania. Spot ufficiale Elezioni Regionali 2010

Antonio Amato su Youtube

Questo mio spot è in onda dal 1 Marzo, sulle radio e le tv campane. Dico no, un no deciso alla camorra, ad ogni camorra, alle centrali nucleari ed all’acqua a pagamento. Dico sì, un sì convinto alle energie pulite, all’ambiente ed ai territori dai quali non mi sono mai staccato e che, oggi più che mai, chiedono diritti: lavoro, casa, buona sanità. Sto con Napoli contro ogni camorra, sto con il Partito Democratico, sto con De Luca Presidente.

Antonio Amato

IL DENARO/ articolo del 17 Febbraio 2010: Amato punta sull’onestà: sconfiggiamo ogni forma di mafia

Tonino Amato, Consigliere Regionale del PD, non esibisce pose fotografiche ad hoc per la campagna elettorale. Di quelle canoniche che puntano a esaltare l’immagine del candidato. Sceglie un’immagine scattata dalla zona collinare di Napoli.

La sua faccia è rivolta al fotografo e la sua mano indica una direzione precisa: il ventre della città, dal quale si eleva, in fondo, il Centro Direzionale. L’appello è chiaro: stiamo con Napoli; rinneghiamo la camorra. In ogni sua forma: quella degli stragisti e quella dei colletti bianchi. Il valore, in un momento storico in cui in Italia si discute tanto di questione morale, è l’onestà quella che serve “per essere amato”.

Si usa, in questo caso, un classico gioco di parole, funzionale alla riconoscibilità di Amato. La volontà di spersonalizzare la comunicazione per far emergere i temi si evince dal fatto che l’unico riferimento al nome e cognome del candidato è nel richiamo al blog. Evidente, in basso, alla destra del piccolo (volutamente) logo del Pd.

 

A cura di: Tonino Ferro

Il programma di Antonio Amato. Per la Campania e per il Centro Sinistra: sfida in otto punti per governare la Regione

Come sempre sto girando per i territori.

Ho riscontrato consensi e sollecitazioni a ricandidarmi, anche dai più critici. E questo mi gratifica perché significa che oggi, pure tra tante oggettive difficoltà e limiti che ci sono stati in questi anni, viene riconosciuto comunque uno sforzo di ascolto e di coinvolgimento dei territori per la costruzione di proposte serie, provvedimenti mirati  ed iniziative importanti.

Tutto quanto è stato realizzato in questi anni di attività non è il frutto del pensiero e delle scelte di una sola persona, ma è il risultato del confronto con tanti di voi.

E voglio ringraziarvi per il vostro sostegno che continuo a sentire e vedere così forte e partecipato.

Come voglio ringraziare i tanti compagni, amici, simpatizzanti e dirigenti che hanno condiviso e continuano a condividere con me il progetto di Area Democratica quale fattore politico – programmatico essenziale per sviluppare e radicare il Partito Democratico.

Il momento è difficile.

Il centro – destra ha messo in campo un candidato dal viso pulito che non è, però, un novello della politica. Caldoro anche quando è stato ministro della Repubblica non ha mai fatto nulla per la Campania ed il Mezzogiorno. Questo la gente lo sa, e a chi non lo sa è fin troppo facile dimostrarlo.

Il Centro destra non esprime una classe dirigente,né ha una cultura di governo.

A livello nazionale è tutto concentrato a salvare il suo Padrone dalle legittime indagini della Magistratura, e tra indegne leggi e leggine ad personam, sottrae tempo e risorse alle vere e drammatiche problematiche del nostro Paese, calpestando principi e fondamenti della nostra Costituzione.

 

leggi il seguito e il Programma

C’è un rischio speculazioni sulla questione migranti. Approviamo subito la legge bloccata da anni in Consiglio

Quanto accaduto a Rosarno rappresenta l’evidente sconfitta di una società che voglia dirsi democratica, e  impegna il Consiglio Regionale a mettere in primo piano nella propria agenda politica l’approvazione il disegno di legge sulle Norme per l’inclusione sociale, economica e culturale delle persone straniere presenti in Campania che da anni attende di essere discussoۜ.

Sto sottolineando da tempo la necessità di approvare questo fondamentale strumento che, tra l’altro, prevede il diritto di voto attivo e passivo delle persone straniere legalmente residenti in Italia come previsto dalle normative comunitarie, sostiene principi democratici e tutela i diritti fondamentali, indipendentemente dalla posizione giuridica.

Inutile utilizzare giri di parole: in questi anni, per responsabilità diffuse, c’è stato troppo disinteresse verso queste tematiche in Regione. Lo hanno già dimostrato i fatti di San Nicola Varco. È ora di superare questa impasse. Anche perché leggo con preoccupazione le prime dichiarazioni seguite al ritorno di alcuni migranti fuggiti da Pianura proprio a Rosarno. Di certo non mi sembrano indirizzate all’accoglienza ma a creare nuove forme di rifiuto.

E questo potrebbe generare nuove spirali di violenza e rischio. Spero che qualcuno, in prossimità delle prossime scadenze elettorali, non voglia cavalcarle, fomentandole per scopi propagandistici di bassa lega in salsa meridionale.

Ricorderei a tutti, inoltre, che i migranti sono le vittime, e che certi episodi di intolleranza sono strettamente legati a strumentalizzazioni della criminalità organizzata. Allora, cerchiamo di dare risposte serie, innanzitutto approvando questa legge.