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Archivi per la sezione ‘Legalità’ .

Altro che Scampia, il vero coprifuoco è al Centro Direzionale

«Altro che Scampia, il vero coprifuoco è al Centro Direzionale» lo afferma in una nota il Presidente della Commissione Beni Confiscati Antonio Amato «Conosco bene quel territorio, da assessore al comune di Napoli ho realizzato il parziale abbattimento delle vele. Conservo con amore le storie di straordinaria dignità di chi viveva negli scantinati di quegli orrori architettonici. Perché il mostro di questi territori non sta solo nella camorra ma anche e soprattutto in quanti hanno creato le condizioni materiali e sociali perché questo mostro proliferasse. A partire da politici e professionisti. Credo» prosegue Amato «ci sia stato un grande clamore mediatico su una notizia sostanzialmente priva di fondamento, ed anche l’articolo di questa mattina di Saviano racconta di cose che, per chi vive Scampia, sono difficili da credere: ragazze che scendono senza tacco e auto in cui si va da soli? Ma è un romanzo? E i negozi di pesce venderebbero meno non per la crisi ma perché si ha paura di comprare? Che a Scampia, a Melito, a Secondigliano, a Giugliano ci siano roccaforti della camorra è senz’altro vero» afferma il Presidente della Commissione Regionale «Che gli ultimi episodi di cronaca ci raccontano di una possibile faida nuovamente in atto nessuno lo può negare. E nemmeno che questo possa generare paura. Ma forse ci vorrebbe maggiore accortezza nell’usare le parole, ed evocare presunti coprifuoco genera solo nuova indiscriminata paura, nuove false stigmatizzazioni, soprattutto allontana lo spazio della verità. Ed allora diciamolo chiaramente che Scampia in questi anni è diventato un enorme laboratorio culturale e sociale dove una rete di associazioni che su quel territorio sono nate e operano, portano avanti un lavoro straordinario e loro “okkupy Scampia” lo mettono in campo ogni giorno, tra strade, piazze e scuole senza la necessità di clamori mediatici. Ed è così che si realizza un’azione concreta di sostegno alle forze dell’ordine e alla magistratura nella lotta alla criminalità organizzata. La politica, allora, dovrebbe sostenere seriamente queste esperienze se vuole realmente schierarsi contro la camorra. Piuttosto» conclude Amato «si provi a fare un giro di sera dopo le 19,00 per il Centro Direzionale, che dovrebbe essere il cuore pulsante della city. Quando chiudono gli uffici non resta nulla, qui davvero le donne hanno paura a scendere da sole di sera, e vicino ai parcheggi si è sviluppato un mercato del sesso che sfrutta i bambini e le povertà. Forse bisognerebbe ricordare con Fabrizio De Andrè che dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior».

In finanziaria un aritcolo per rendere meno efficaci i vincoli di protezione ambientale in Costiera

«Il comma dell’articolo 52 della finanziaria regionale, appare senza dubbio come un maldestro tentativo, messo lì tra le righe, per provare a stravolgere i vincoli previsti dalla normativa vigente a tutela dell’area Sorrentino Amalfitana. Fortunatamente è evidentemente scritto male, palesando una sua inapplicabilità procedurale. In ogni caso resteremo vigili perché non si stravolga quanto previsto dal PUC e non si rendano inefficaci i vincoli di tutela ambientale» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Eliminare la parola procedurali all’articolo 9 della legge 19, che per l’appunto  limitava nell’area sorrentino amalfitana l’applicabilità delle disposizioni della normativa alle sole parti procedurali, vuol dire provare a smussare i vincoli posti dalla legge in materia di costruzione di nuovi parcheggi. Tra l’altro il testo originario della legge era stato già modificato, nel senso di maggiori tutele ambientali, da successivi interventi normativi (legge 16 del 2004). In finanziaria non hanno nemmeno avuto l’accortezza, giuridicamente necessaria, di citare le modifiche intervenute, il chè denota anche la superficialità con cui si è ormai giunti a fare norme in Regione Campania. Lo dicevamo quando abbiamo votato contro questa finanziaria: non solo l’impianto generale appariva del tutto inefficace a fronte dei reali bisogni della nostra regione, ma in questo testo sono anche inseriti anche tanti piccoli interventi spot che, nel tentativo di rispondere agli interessi di pochi, potrebbero stravolgere i più complessi interessi della comunità, andando ad incidere in modo nefasto sul governo del territorio»

Per maggiori informazioni sull’argomento si rimanda all’articolo di Geremicca sul Corriere del Mezzogiorno consultabile al link

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/economia/2012/1-febbraio-2012/quel-piano-urbanistico-che-trasforma-costiera-sorrentina-boxlandia-1903102816599.shtml

Casal di Principe, ennesimo raid nel Parco Don Diana. Dopo la cattura dei boss non si può abbassare la guardia

«Ancora un raid vandalico al Parco Don Diana a Casal di Principe, segnale preoccupante per il quale è necessario un intervento immediato» lo afferma il Presidente della Commissione Beni Confiscati del Consiglio Regionale Antonio Amato «Abbiamo appreso che nella notte c’è stato l’ennesimo raid vandalico che questa volta ha danneggiato piante ed  alberi. E’ l’ennesimo atto di devastazione che danneggia questo luogo simbolo di questo territorio. E non può essere un caso che episodi del genere si siano intensificati proprio in questo periodo, dopo le catture dei capi dei casalesi. Lanciamo un allarme» afferma Amato «perché dopo la grande attenzione derivante dalla cattura di Zagaria si rischia di abbassare la guardia proprio nel momento di maggiore pericolo, quando i clan si riorganizzano e piccoli ma pericolosi criminali puntano a dimostrare il loro predominio. Atti dal forte valore simbolico come questi continui raid» afferma il Presidente della Commissione regionale «possono diventare preludio di azioni di maggiore violenza, e in ogni caso, soprattutto all’approssimarsi delle nuove elezioni a seguito dello scioglimento del Consiglio Comunale, potrebbero intensificarsi. Volontari ed organizzazioni sociali di Casale e dell’intera provincia casertana, insieme ai cittadini del posto, nei mesi scorsi, oltre a denunciare quanto avveniva, hanno intrapreso anche una straordinaria opera di recupero del luogo.  Sono anche pronti a realizzare a proprie spese ulteriori lavori per la messa in sicurezza e la videosorveglianza, ma c’è bisogno delle necessarie autorizzazioni e di altri interventi, a partire dall’illuminazione e da un maggiore controllo delle forze dell’ordine. Per questo abbiamo scritto al Prefetto di Caserta e al Commissario Prefettizio di Casal di Principe. Domani» conclude Amato «nella vicina Villa di Briano l’ex Villa Iovine di via Pico della Mirandola verrà restituita alla cittadinanza. L’ennesimo segno fattivo di una possibile riscossa dello Stato e della società civile contro la camorra. Ma non bisogna abbassare la guardia, anzi, proprio ora, bisogna rafforzare tutte le possibili azioni di contrasto alla criminalità organizzata e di rilancio del territorio»

Sopralluogo alle vasche di contenimento idrico di Poggiomarino «Situazione allarmante e rischi di natura igienico sanitaria e idrogeologica»

«Il sole splendeva nel cielo, eppure dalla vasca Pianillo, al confine tra San Giuseppe Vesuviano e Poggiomarino, esondavano acque putride e dall’incredibile fetore che si riversavano lungo una strada sommersa da rifiuti di ogni genere, compreso amianto. Tutt’intorno campi coltivati. Una situazione igienico sanitaria allarmante e scandalosa che deve essere urgentemente risolta». Lo afferma Antonio Amato Presidente della Commissione Regionale Bonifiche e siti smaltimenti rifiuti che questa mattina, con i consiglieri Anita Sala e Carmine Mocerino, i tecnici del Commissariato Straordinario Bonifica Sarno guidati dall’ing. Antonio Orlando, il sindaco di Poggiomarino Pantaleone Annunziata, i tecnici del Comune di San Giuseppe, i rappresentanti dell’associazione “Diritti dei cittadini”, e gli abitanti della zona, ha effettuato un sopralluogo presso le Vasche di contenimento idrico Fornillo e Pianillo a Poggiomarino. «Abbiamo appurato come nella Vasca Fornillo giungano non depurate le acque fognarie di Terzigno, e in quella Pianillo gli scarichi, spesso abusivi, di San Giuseppe Vesuviano» spiega Amato «Mancando ancora il completamento dei collettori che dovrebbero portare queste acque al depuratore di Angri, alle prime piogge, portando con sé gli scarichi fognari, esondano nelle strade e nei terreni limitrofi, determinando un enorme rischio epidemico e idrogeologico. Le vasche sono intasate da fanghi e sedimenti, ma non possono essere pulite finché non verranno completati i collettori». Una volta ultimati i lavori di immissione in fogna, fanghi e detriti dovranno essere portati all’impianto per il trattamento dei sedimenti già ultimato a San Giuseppe. «Una volta trattati» ha spiegato l’Ingegner Orlando del Commissariato bonifica Sarno «i fanghi residui verranno portati nelle apposite discariche fuori regione. Questo successivamente al completamento dei collettori che dovrebbero essere ultimati entro 6 mesi. Alla fine, se verrà rispettato il cronoprogramma, quindi, tra 6-8 mesi riusciremo a pulire le vasche nelle quali non giungeranno più i reflui fognari. Questa operazione però» ha sottolineato Orlando «non incide su eventuali scarichi abusivi, né risolve il problema delle esondazioni. Le due vasche risultano infatti insufficienti e, finché non si completerà il più vasto progetto relativo al fiume Sarno, saranno inevitabili nuove esondazioni causate da eventi meteorici». Anche per queste ragioni i componenti della commissione regionale hanno annunciato l’istituzione di un tavolo tecnico «A seguito dei sopralluoghi effettuati» afferma il consigliere dell’IDV Anita Sala «chiederò con urgenza un tavolo tecnico  alla presenza dell’Assessore regionale Cosenza, affinché il disastro  idrogeologico che si consuma, ormai da svariati, anni nelle terre di  Poggiomarino, possa definitivamente trovare una soluzione. Ritengo, inoltre, che sia necessario anche l’intervento congiunto di Arpac e Asl, per monitorare le condizioni igienico-sanitarie dell’area e, soprattutto, l’incidenza delle  coltivazioni ormai inquinate sulla salute degli abitanti della zona. La battaglia contro questo disastro ambientale, iniziata con la mia interrogazione sul fiume Sarno, terminerà solo quando avremo risposte puntuali e interventi  certi sulla bonifica da parte degli enti competenti. Poggiomarino è solo la  prima tappa dei futuri sopralluoghi che insieme con la III Commissione speciale regionale effettueremo in queste terre avvelenate».  E per la necessità di affrontare il rischio idrogeologico il Presidnete Amato insiste sulla necessità «di dare impulso al Progetto di valenza europea sul Fiume Sarno. Soprattutto per il completamento delle fognature in comuni come Scafati e Pompei, per il drenaggio del fiume il cui livello si è notevolmente innalzato in questi anni e per tante altre opere che non possono più essere rimandate e per le quali Commisariato, Regione, Governo Centrale, ma anche comuni e aziende per la gestione delle acque come la Gori, devono assumere le proprie responsabilità e dare tempi certi»

Rifugiati del Nord Africa, situazione allarmante e nessuna trasparenza dalla Regione

«Quella dei rifugiati dal Nord Africa in Campania è una situazione orami esplosiva in cui sono lesi i più elementari diritti mentre, anche rispetto ai milioni di euro spesi c’è totale assenza di trasparenza» lo denuncia in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato «La settimana scorsa avevamo scritto all’assessore regionale Cosenza individuato dal capo della Protezione Civile Gabrielli come soggetto attuatore per la regione Campania. Chiedevamo notizie circa piani regionali, linee guida regionali, deliberazioni, decreti e/o altri atti relativi alla tematica “Emergenza umanitaria Nord Africa”. La risposta ci lascia sconcertati: l’assessore scrive testualmente che “come soggetto attuatore non emetto alcun piano regionale, linea guida regionali, deliberazioni. Ci chiediamo allora» continua Amato «come sono stati ad esempio scelti gli alberghi dove questi ragazzi vengono abbandonati a loro stessi visto che non c’è stato alcun bando pubblico, e perchè non siano controllate le condizioni disumane in cui sono lasciati. Chiediamo come sia possibile che in una lettera di Cosenza si chieda di trasfromare questi alberghi in CARA ed il giorno stesso della lettera arrivino negli alberghi cooperative a proporsi per i servizi di supporto previsti dal “contratto CARA”, proponendo prezzi risibili, senza che siano stati coinvolti in questa operazioni orgnaizzazioni sindacali, associazioni e, soprattutto, enti locali. Perchè il comune di Napoli dove soggiornano oltre mille donne e uomini che vengono dal Nord Africa, e tutti gli altri comuni non vengono chiamati in causa? Ed ancora» prosegue il consigliere PD «a fronte di una situazione sanitaria divenuta drammatica con seri rischi per la salute pubblica che ruolo hanno avuto le ASL e il commisariato regionale alla sanità? Perchè nessuno si spende per far ottenere a questi ragazzi un permesso i soggiorno umanitario della valenza di un anno, preferendo il proseguire di una situazione definita emergenziale mentre, tra l’altro, la commissione regioanle di Caserta che valuta le richieste di asilo ne approva, ad oggi, dati alla mano, una ogni 50? Siamo di fronte ad un enorme vulnus della Democrazia» conclude Amato «che sostringe migliaia di persone fuggite dalla guerra a vivere in condizioni ai limiti dell’umanità. Chiederemo urgentemente conto di quanto sta accadendo in Consiglio Regionale» 

A Torre del Greco un’allarmante situazione nel deposito di ecoballe

«Oltre 3,5 tonnellate di ecoballe lasciate a marcire senza nemmeno un telone di sicurezza, a pochi passi da un’isola ecologica comunale dove si recano cittadini a depositare la differenziata. Un contenzioso in atto di milioni di euro per il parcheggio di questa immondizia. Cumoli di rifiuti che dovrebbero essere differenziati per essere trattati, ed invece in quei depositi arriva di tutto. La situazione verificata questa mattina a Torre del Greco, nello stabilimento della Balsamo srl lascia esterrefatti e racconta, in piccolo, tutto quanto di malsano ha caratterizzato e determinato l’emergenza rifiuti in Campania». Lo afferma il Presidente della Commissione Ecomafie e siti smaltimento rifiuti della regione Campania Antonio Amato che questa mattina, con il consigliere Anita Sala si è recato in sopralluogo a Santa Maria La Bruna, a Torre del Greco, dove dal 2005 su alcune piazzolle di proprietà della Balsamo srl giacciono tonnellate di rifiuti impacchettati «Paradossalmente, in scala naturalmente ridotta, la situazione si presenta peggiore che negli altri depositi di ecoballe, da Giugliano a Caivano. Lì almeno c’è un telo contenitore e le ecoballe non fuoriescono all’aria a diretto contatto con cittadini e lavoratori. Qui, invece, dal 2010 il telo è stato divelto per portare parte delle seimila tonnellate di ecoballe depositate a Cava Sari. E nessuno ha più provveduto alla loro sistemazione. Oggi» prosegue Amato «c’è un nuovo contratto stipulato con la SAPNA, ma nel frattempo è in corso pure un contenzioso giudiziario per milioni di euro per il deposito di 6 anni. Perché quel contratto non è servito anche per una transazione? E soprattutto come si può aprire a pochi metri da quello schifo un’isola ecologica cui hanno accesso i cittadini? Alcune analisi» comunica il Presidente della Commissione «sono state effettuate nel 2010 dal Commissariato di Governo. Ma si avverte la necessità di comprendere bene cosa realmente c’è tra quei rifiuti, in che modo è stato smaltito e si smaltisce il percolato. Per questo abbiamo richiesto l’intervento urgente dell’ARPAC. C’è bisogno di caratterizzazione ed analisi e quindi di smaltire quei rifiuti. Di certo resta il nodo di decidere come smaltirli. Ma tengo a ribadire» aggiunge il consigliere regionale «che, per lo smaltimento complessivo delle ecoballe, l’idea di realizzare un termovalorizzatore a Giugliano rappresenta una scelta deleteria e da scartare. Anche perché, di tutti questi milioni di immondizia sparsi per la regione, non si conosce natura e potenziale calorifero. Come si fa allora a pensare alla tecnologia adatta?». Nel frattempo, l’intervento dell’ARPAC è stato richiesto anche per una zona confinante alla ditta Balsamo, quella che insiste lungo il perimetro delle “cave Ranieri” dove la commissione ha completato il suo sopralluogo: «Abbiamo ricevuto segnalazioni di sversamento illecito di rifiuti in quest’altra area, specialmente amianto» afferma Amato «abbiamo constatato il prosieguo dell’attività estrattiva nelle cave. Ma bisogna capire cosa c’è nei terreni, L’impressione generale conclude il Presidente della Commissione «è stata quella di trovarci in un’area molto sensibile dove sorveglianza e controlli sono assolutamente assenti».

Drone e termocamere contro i reati ambientali

«Grazie alle tecnologie che abbiamo messo a punto, a partire dai Drone e dalle termocamere, lungo i 47 km del Litorale Domitizio e il percorso del Volturno abbiamo rinvenuto di tutto: dalla contaminazione fecale per fogne che giungevano direttamente nelle acque ad un caseificio che ripuliva le proprie vasche senza alcuna depurazione, fino allo spargimento di letame pompato nei bacini idrici dagli allevamenti zootecnici. Per non parlare di un’importante cittadina dell’agro aversano che sversava i propri scarichi, senza utilizzare alcun collettore, direttamente nel Volturno» Il Prof.re Massimialino Lega titolare della linea di ricerca di “Ingegneria Sanitaria Ambientale” del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente dell’università Parthenope, nel corso della conferenza stampa di questa mattina promossa dalla Commissione Regionale Ecomafie, ha illustrato alcuni dei risultati derivanti dalla collaborazione con la Procura di Santa Maria Capua Vetere e le forze dell’ordine, che ha portato al Protocollo di Salvaguardia ambientale della Provincia di Caserta ed ora si estenderà all’intero territorio campano grazie al coinvolgimento di altre 6 procure «Noi operiamo come tecnici sulla scena del crimine cercando di individuare quello che è avvenuto sul territorio e che può aver causato un danno ambientale» ha spiegato il Prof.re Lega «Trattiamo il reato ambientale come delitto, sì da individuare innanzitutto la tipologia di reato e quindi poter risalire ai colpevoli. Naturalmente, poi, sono gli organi inquirenti a sviluppare le indagini». Alla presenza del Presidente e del Vice Presidente della Commissione Regionale Antonio Amato e Mafalda Amente, del Preside della Facoltà di Scienze e Tecnologie Prof. Raffaele Santamaria, del Direttore del Dipartimento di Scienze per l’Ambiente Prof. Gerardo Pappone, del  prof. Rodolfo Napoli, nell’aula Magna della Parthenope sono stati presentati i Droni, piccoli velivoli a controllo remoto dotati di termocamere, teleobiettivi e sensori, che permettono di rilevare presenza e tipologia di rifiuti, la georeferenziazione del  territorio e l’individuazione di sversamenti illeciti, il monitoraggio 3D delle matrici di aria, acqua e suolo. Tecnologie che lo stesso Lega ha già presentato anche negli Stati Uniti alla NASA «Dopo l’audizione delle scorse settimane» ha spiegato il Presidente Amato «abbiamo promosso questa conferenza stampa nella convinzione di dover sostenere questa eccellenza della ricerca campana che, attraverso le tecnologie sviluppate, diventa determinante per la lotta alle ecomafie, sia nella fase di monitoraggio del territorio che in quella della caratterizzazione delle aree necessaria per le bonifiche. Magistratura e forze dell’ordine hanno già stretto una forte collaborazione con l’Università, e addirittura le tecnologie sono attenzionate dalla NASA. La regione» conclude Amato «non può rimanere inerme e deve sostenere e avvalersi di queste eccellenze. Perché la lotta alla camorra in generale, e nello specifico alle ecomafie, non costituiscono una tra le priorità, rappresentano, piuttosto la nostra assoluta priorità». Ed un sostegno dovrebbe essere garantito proprio dall’assessorato all’ambiente, come ha confermato la vicepresidente della Commissione Amente «L’assessore all’Ambiente Giovanni Romano si è impegnato ad utilizzare il drone nel piano regionale per le bonifiche, a dimostrazione che la Regione presta particolare attenzione per la ricerca universitaria, indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi posti dall’ente per quanto riguarda le politiche ambientali» ha affermato Amente «L’uso di tecnologie all’avanguardia contribuirà di certo a contrastare quelle attività illecite che hanno prodotto i disastri che tutti ben conosciamo. La commissione sta dando ampio spazio a queste tematiche e mi auguro che la sinergia con l’assessorato all’Ambiente possa da oggi ulteriormente rafforzarsi». Ed il sostegno delle istituzioni è assolutamente necessario, perché anche a causa dei tagli alla ricerca, pure un’eccellenza come quella sviluppata dalla Parthenope è a rischio «E’ di grande importanza che, su questi temi, si stia realizzando un punto di convergenza tra le istituzioni, che tenga insieme magistratura, forze dell’ordine, Regione e Università» ha detto il Prof.re Lega «A breve presenteremo i risultati ottenuti anche ai ministeri competenti. Di certo, però viviamo una reale sofferenza rispetto ai fondi destinati alle nostre ricerche, e se le Istituzioni preposte non si faranno carico di un sostegno reale, anche quanto fino ad oggi realizzato viene messo seriamente a rischio»

Follia pensare di aprire nuove discariche a Chiaiano

«Le indagini in corso su eventuali ampliamenti non autorizzati della discarica di Chiaiano gettano nuove ombre su una gestione nefasta che ha causato e ancora genera gravi danni e disagi. Ora basta, si chiuda questa discarica e si avvii il piano di bonifica» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale per le bonifiche e i siti rifiuti Antonio Amato «Ribadiamo inoltre la piena contrarietà, già espressa in modo bipartisan da questa commissione, all’apertura di una nuova discarica che insista su quest’area. La sola idea rappresenta una vera e propria follia che non tiene conto di quanto si è determinato su questo territorio. Oltre a quanto prodotto dalla discarica di Chiaiano» continua Amato «da mesi denunciamo la necessità di verificare quanto è stato determinato in cave vicine, come cava Zara, da probabili scarichi abusivi. Esistono incartamenti e analisi già realizzate che evidenziano gravissimi sforamenti nelle acque di pozzo di fluoruri, arsenico e idrocarburi. E invece di dare finalmente giustizia a questi territori e popolazioni si continua a scaricare a Chiaiano e addirittura si ipotizzano nuovi sversatoi nelle immediate vicinanze? I rappresentanti istituzionali» afferma il Presidente della Commissione Regionale «dovrebbero fare un bagno di umiltà, ammettere i propri errori, iniziare a prestare maggiore ascolto a comitati e cittadini che da anni portano avanti una pacifica battaglia di civiltà anticipando eventi che poi ha dovuto tragicamente appurare la magistratura. E’ quindi urgente» conclude Amato «recuperare credibilità dando seguito ai patti siglati, e quindi chiudendo la discarica e avviando la bonifica. Non si può continuare a prendere in giro la gente».

calendarizzata al consiglio di giovedì prossimo la proposta di legge sui budget di salute. Ma la lotta prosegue.

«La legge sui budget di salute è stata inserita nell’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale di giovedì 27 ottobre» lo affermano in una nota congiunta il consigliere del PD Antonio Amato ed i consiglieri del PSE Gennaro Oliviero e Gennaro Mucciolo «Alla conferenza dei capigruppo di questa mattina siamo riusciti, finalmente, a calendarizzare la discussione di questa proposta normativa che sistematizza uno dei migliori strumenti dell’assistenza sanitaria sperimentati in questi anni in Campania. , I budget di salute sono una delle modalità per sostenere i progetti terapeutici individualizzati. In linea con le direttive europee e le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), garantiscono il diritto alla salute attraverso il rispetto della persona e la promozione del pieno diritto alla cittadinanza. Da alcuni anni la ASL di Caserta ha avviato una loro sperimentazione, ora, anche a fronte di ottusi tentativi di smantellamento in atto» proseguono i consiglieri regionali «è necessario arrivare ad una normativa complessiva che non solo salvaguardi le esperienze che già si sono realizzate ma consenta anche di ampliare il loro utilizzo sull’intero territorio regionale». In attesa della discussione della legge, i Consiglieri però non smettono la lotta «Oggi sono in sciopero della fame per sostenere la battaglia portata avanti da Peppe Pagano e gli altri cogestori di budget di salute» afferma Amato «La calendarizzazione della legge è fondamentale, e sono certo dell’impegno dell’intero consiglio per arrivare alla sua approvazione. Ma sono pronto a proseguire questa battaglia fino a quando la disciplina regolamentare e amministrativa di questi strumenti non sia condivisa e inserita stabilmente nelle tipologie di servizi sociosanitari che possono essere offerti da una Asl. Nella mia veste di Presidente della Commissione sui Beni Confiscati» prosegue Amato «Ho verificato come i budget di salute rappresentino anche la linea rossa che tiene insieme le migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati in Campania. Sulle terre di Gomorra si è determinato un sistema virtuoso che ha consentito la nascita e lo sviluppo di una rete di realtà ed iniziative dall’alto valore produttivo e simbolico, nonché il reale reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, consentendo tra l’altro un forte risparmio per la sanità regionale. E’ allora assurdo» conclude il consigliere PD «il tentativo di smantellamento in atto da parte dell’ASL di Caserta. Anche per questo richiedo ancora una volta l’urgente intervento dello stesso Caldoro come commissario ad acta della sanità, e ho già sollecitato una verifica su quanto sta accadendo delle commissioni parlamentari antimafia e per il controllo del sistema sanitario nazionale»

Sciopero della fame in difesa dei budget di salute

«Domani, lunedì 24 ottobre, sarò in sciopero della fame per essere al fianco della lotta di Peppe Pagano e degli altri cogestori di budget di salute, e con loro difendere questo sistema dall’ottusità burocratica e l’indifferenza istituzionale»lo afferma il Presidente della Commissione Regionale Beni Confiscati Antonio Amato che ha aderito alla campagna di digiuno collettivo “Per la fame di diritti” promossa per affiancare la protesta di Peppe Pagano, fondatore della Nuova Cucina Organizzata, in sciopero della fame per protestare contro lo smantellamento del sistema dei budget di salute «Abbiamo anche richiesto un intervento delle Commissioni Parlamentari per il controllo del Sistema Sanitario e Antimafia. Quello dei budget di salute è uno strumento sanitario flessibile che garantisce risparmi per la spesa sanitaria e la difesa del diritto alla salute dei “soggetti deboli”, dai sofferenti psichici ai disabili fisici, dagli anziani ai malati di HIV, superando le logiche dell’istituzionalizzazione. Inoltre» continua Amato «il sistema produce positivi effetti per i territori, dando vita ad un welfare di comunità in linea con le politiche europee. In provincia di Caserta dove questo sistema è stato sperimentato» afferma il Presidente della Commissione Regionale «rappresenta anche il filo rosso delle migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati. E’ delittuoso e assurdo, come sta facendo l’ASL di Caserta, continuare a frapporre ostacoli al suo funzionamento. Ostacoli che non dipendono da problemi di fondi, perché nel frattempo si investe per nuove SIR e Strutture Residenziali. E’ piuttosto la mancata volontà di superare le logiche e gli interessi dell’ospedalizzazione a determinare gli ostacoli. Come ha sottolineato anche il magistrato Raffaele Cantone in un recente articolo» dice Amato «far chiudere queste esperienze significherebbe dare un colpo mortale all’antimafia sociale che nelle terre di Gomorra ha raggiunto risultati eccezionali. E devono urgentemente intervenire anche le Istituzioni. Peppe Pagano ha già ricevuto la solidarietà di centinaia tra parlamentari, associazioni, cooperative, istituti bancari, la stesso Presidente della Provincia di Caserta Zinzi. Ma alla solidarietà devono seguire atti concreti. Domani ci sarà la discussione per la calendarizzazione di un’apposita legge che attende da un anno la sua discussione in consiglio. Ma serve anche» conclude Amato «Un intervento di Caldoro con un decreto come commissario ad acta della sanità. E’ assurdo che su questo tema persista un suo assordante silenzio, soprattutto alla luce di uno stanziamento di 10 milioni di euro per azioni sperimentali  che superino l’ospedalizzazione mentre si lascia smantellare l’unico sistema che, con una semplice riconversione di spesa di fondi ordinari, questo obiettivo lo ha già ampiamente raggiunto»