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Ci vuole Antonio Amato per la regione Campania. Spot ufficiale Elezioni Regionali 2010

Antonio Amato su Youtube

Questo mio spot è in onda dal 1 Marzo, sulle radio e le tv campane. Dico no, un no deciso alla camorra, ad ogni camorra, alle centrali nucleari ed all’acqua a pagamento. Dico sì, un sì convinto alle energie pulite, all’ambiente ed ai territori dai quali non mi sono mai staccato e che, oggi più che mai, chiedono diritti: lavoro, casa, buona sanità. Sto con Napoli contro ogni camorra, sto con il Partito Democratico, sto con De Luca Presidente.

Antonio Amato

IL DENARO/ articolo del 17 Febbraio 2010: Amato punta sull’onestà: sconfiggiamo ogni forma di mafia

Tonino Amato, Consigliere Regionale del PD, non esibisce pose fotografiche ad hoc per la campagna elettorale. Di quelle canoniche che puntano a esaltare l’immagine del candidato. Sceglie un’immagine scattata dalla zona collinare di Napoli.

La sua faccia è rivolta al fotografo e la sua mano indica una direzione precisa: il ventre della città, dal quale si eleva, in fondo, il Centro Direzionale. L’appello è chiaro: stiamo con Napoli; rinneghiamo la camorra. In ogni sua forma: quella degli stragisti e quella dei colletti bianchi. Il valore, in un momento storico in cui in Italia si discute tanto di questione morale, è l’onestà quella che serve “per essere amato”.

Si usa, in questo caso, un classico gioco di parole, funzionale alla riconoscibilità di Amato. La volontà di spersonalizzare la comunicazione per far emergere i temi si evince dal fatto che l’unico riferimento al nome e cognome del candidato è nel richiamo al blog. Evidente, in basso, alla destra del piccolo (volutamente) logo del Pd.

 

A cura di: Tonino Ferro

Il programma di Antonio Amato. Per la Campania e per il Centro Sinistra: sfida in otto punti per governare la Regione

Come sempre sto girando per i territori.

Ho riscontrato consensi e sollecitazioni a ricandidarmi, anche dai più critici. E questo mi gratifica perché significa che oggi, pure tra tante oggettive difficoltà e limiti che ci sono stati in questi anni, viene riconosciuto comunque uno sforzo di ascolto e di coinvolgimento dei territori per la costruzione di proposte serie, provvedimenti mirati  ed iniziative importanti.

Tutto quanto è stato realizzato in questi anni di attività non è il frutto del pensiero e delle scelte di una sola persona, ma è il risultato del confronto con tanti di voi.

E voglio ringraziarvi per il vostro sostegno che continuo a sentire e vedere così forte e partecipato.

Come voglio ringraziare i tanti compagni, amici, simpatizzanti e dirigenti che hanno condiviso e continuano a condividere con me il progetto di Area Democratica quale fattore politico – programmatico essenziale per sviluppare e radicare il Partito Democratico.

Il momento è difficile.

Il centro – destra ha messo in campo un candidato dal viso pulito che non è, però, un novello della politica. Caldoro anche quando è stato ministro della Repubblica non ha mai fatto nulla per la Campania ed il Mezzogiorno. Questo la gente lo sa, e a chi non lo sa è fin troppo facile dimostrarlo.

Il Centro destra non esprime una classe dirigente,né ha una cultura di governo.

A livello nazionale è tutto concentrato a salvare il suo Padrone dalle legittime indagini della Magistratura, e tra indegne leggi e leggine ad personam, sottrae tempo e risorse alle vere e drammatiche problematiche del nostro Paese, calpestando principi e fondamenti della nostra Costituzione.

 

leggi il seguito e il Programma

C’è un rischio speculazioni sulla questione migranti. Approviamo subito la legge bloccata da anni in Consiglio

Quanto accaduto a Rosarno rappresenta l’evidente sconfitta di una società che voglia dirsi democratica, e  impegna il Consiglio Regionale a mettere in primo piano nella propria agenda politica l’approvazione il disegno di legge sulle Norme per l’inclusione sociale, economica e culturale delle persone straniere presenti in Campania che da anni attende di essere discussoۜ.

Sto sottolineando da tempo la necessità di approvare questo fondamentale strumento che, tra l’altro, prevede il diritto di voto attivo e passivo delle persone straniere legalmente residenti in Italia come previsto dalle normative comunitarie, sostiene principi democratici e tutela i diritti fondamentali, indipendentemente dalla posizione giuridica.

Inutile utilizzare giri di parole: in questi anni, per responsabilità diffuse, c’è stato troppo disinteresse verso queste tematiche in Regione. Lo hanno già dimostrato i fatti di San Nicola Varco. È ora di superare questa impasse. Anche perché leggo con preoccupazione le prime dichiarazioni seguite al ritorno di alcuni migranti fuggiti da Pianura proprio a Rosarno. Di certo non mi sembrano indirizzate all’accoglienza ma a creare nuove forme di rifiuto.

E questo potrebbe generare nuove spirali di violenza e rischio. Spero che qualcuno, in prossimità delle prossime scadenze elettorali, non voglia cavalcarle, fomentandole per scopi propagandistici di bassa lega in salsa meridionale.

Ricorderei a tutti, inoltre, che i migranti sono le vittime, e che certi episodi di intolleranza sono strettamente legati a strumentalizzazioni della criminalità organizzata. Allora, cerchiamo di dare risposte serie, innanzitutto approvando questa legge.

Bene il maxisequestro dei beni del clan Zagaria. Inopportuno l’intervento di Cosentino

Il maxi sequestro di beni riconducibili al clan Zagaria operato a Parma rende per l’ennesima volta manifesta l’organizzazione di holding economica nazionale ed internazionale della criminalità organizzata campana. Un dato ormai consolidato che le indagini non fanno altro che continuare a confermare.

Date queste premesse mi chiedo perché ci si ostini ancora, da parte di esponenti del governo, a sostenere l’ipotesi di vendibilità dei beni confiscati. Spero si agisca con coscienza e si giunga al ritiro dell’emendamento come richiesto da tanti enti locali, al di là del colore politico delle maggioranze, tra cui il Consiglio Regionale e quello Provinciale della Campania.

Inoltre, mi sembra politicamente inopportuno che su questa importante operazione si esprima l’Onorevole Cosentino. Per carità, ognuno può dire la sua, ma le parole di Cosentino mi sembrano lo sfacciato tentativo di utilizzare atti sui quali non si ha alcun merito per riabilitare la propria immagine pubblica.

È vero che il Parlamento ha detto no all’arresto, ma le carte delle inchieste lasciano delle ombre che solo un regolare svolgimento processuale potrà diradare o confermare. Fino ad allora, fossi in Cosentino, non interverrei su questioni così delicate. Lo ripeto, è una questione di opportunità e di stile.

E ora seminari o sportelli per capire come applicare il Piano Casa

Non vorrei che l’entusiasmo che in tanti manifestano per l’approvazione della legge sulla casa facesse venir meno la dovuta attenzione sulla sua applicazione.

La legge costituisce sicuramente uno strumento importante, ma porta con sé delle difficoltà applicative che cadono innanzitutto sulle amministrazioni comunali e sui loro uffici tecnici.

Per questo ritengo necessario che, il prima possibile, la regione, in accordo con le associazioni di categoria, istituisca dei seminari o degli sportelli rivolti alla pubblica amministrazione sì da formare/informare quanti poi dovranno assumere decisioni fondamentali per il futuro dei loro territori.

Creato lo strumento bisogna intervenire perché possa essere utilizzato con la massima cognizione di causa e salvaguardando il principio della trasparenza amministrativa.

Soprattutto è necessario far sì che gli interventi in deroga siano limitati a ciò che consente la legge, scongiurando obiettivi speculativi e devastazione dei territori.

Dal mio ordine del giorno sui Beni Confiscati alle Mafie approvato ieri mi aspetto effetti positivi

Il Consiglio Regionale ha approvato l’ordine del giorno sui beni confiscati alla criminalità organizzata proposto da me lo scorso 18 Novembre.

Un passo che impegna la Giunta a sollecitare Governo e maggioranza parlamentare al ritiro dell’emendamento in Finanziaria sulla vendibilità dei beni confiscati e che incarica le Commissioni consiliari a misure di rafforzo della legge 109/96, quella sull’uso sociale dei beni confiscati.

Il sì del Consiglio Regionale è un sì all’appello di Libera al ritiro dell’emendamento, ed alla difesa delle belle esperienze di gestione dei beni confiscati che Libera, Le Terre di Don Peppe Diana ed altre associazioni di volontariato attivo hanno realizzato nei nostri territori.

Dal 18 Novembre ad oggi, sono successe due cose interessanti. Una, la presentazione del disegno di legge regionale per l’Alto Commissariato di Gestione dei Beni Confiscati alle Mafie; due, l’adesione contro il provvedimento di settori del Centro Destra, in Consiglio Regionale ed a livello nazionale.

Vedo perciò buone possibilità che maggioranza e Governo siano costretti a ritirare l’emendamento.

La vendita dei beni confiscati alle mafie ha a che fare con i fondi UE?

Mentre continuano le attività di sequestro dei beni confiscati alla criminalità organizzata e l’UE decide di investire oltre 60 milioni di euro per l’uso e lo sviluppo degli stessi, noi ci troviamo a scongiurare la sciagurata ipotesi di metterli in vendita all’asta. Spero che dietro l’emendamento alla finanziaria, oltre alla necessità di far cassa, non ci sia anche qualche elemento speculativo legato ai fondi comunitari.

Ho presentato oggi una lettera a tutti i capigruppo regionali per sollecitare che, nella prima seduta utile, si discuta il disegno di legge proposto dalla giunta per l’Alto Commissariato sulla gestione dei rifiuti. E giovedì discuteremo l’ordine del giorno con cui il Consiglio Regionale aderisce all’Appello di Libera già firmato dai consiglieri di maggioranza, UDC ed MPA.

Al proposito, lancio un appello ai consiglieri del Popolo della Libertà. Visto che un documento analogo è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Provinciale, abbiano anche loro la forza di schierarsi contro un provvedimento insano proposto dalla maggioranza governativa. La lotta alla criminalità organizzata non ha colore politico, e deve essere fatta da tutti gli uomini di buona volontà.

Natale di legalità, ai Quartieri Spagnoli fiaccolata della Città contro la camorra

Tanti parroci di “frontiera”, oggi, a Napoli, rappresentano i primi antagonisti alla criminalità ed alla camorra.

La denuncia di Don Mario: il pizzo per la ristrutturazione della sua chiesa ai Quartieri Spagnoli, è solo l’ultimo di gesti ed azioni, che spesso non salgono alla cronaca ma che centinaia di parroci continuano a fare sui loro territori. Gli esempi di Don Tonino Palmese, Don Merola, Don Mario Ziello sono quelli più conosciuti ma ne esistono centinaia. Ma questo, se rappresenta un punto d’onore del clero napoletano è anche fonte di grande preoccupazione.

Se c’è stato un “salto di qualità” della criminalità che porta al tentativo di estorsione anche per opere destinate alla Chiesa, non possiamo ritenere assurda un’escalation che punti anche a colpire direttamente quei parroci che si schierano apertamente contro la camorra.

La vicenda di Don Peppe Diana, purtroppo, ne è tragico insegnamento.

Al di là di quanto fanno e faranno in termini di protezione le forze dell’ordine, esiste allora un obbligo morale e politico di tutti i rappresentanti istituzionali per non lasciare soli questi esempi di straordinario impegno. Innanzitutto attraverso la destinazione di fondi mirati a sostenere progetti specifici realizzati o da realizzare, ma anche dal punto di vista simbolico.

Lancio allora un appello: in concomitanza delle festività natalizie, le istituzioni napoletane organizzino una grande fiaccolata ed una manifestazione pubblica, magari proprio ai Quartieri Spagnoli, di sostegno alle parrocchie impegnate contro la camorra per dimostrare la loro vicinanza, anche fisica, alla Chiesa ed alle Associazioni quali avamposti di Legalità.

Percorso privilegiato in Consiglio per il DDL della Giunta sui beni confiscati

«Farò tutto quanto in mio potere per garantire un percorso privilegiato all’approvazione del DDL sull’Alto Commissariato per la Gestione dei Beni Confiscati varato dalla Giunta» afferma il Consigliere Regionale Antonio Amato, componente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, intervenendo ancora sulla questione dei beni confiscati «mi impegno personalmente perché il DDL della Giunta sia inserito come punto prioritario dell’ordine del giorno del primo Consiglio Regionale utile».

«Il punto nodale del DDL sul divieto di vendita dei beni confiscati alla criminalità risponde ai principi fondanti della nostra stessa Democrazia. Sono certo, allora» conclude Amato «che arriveremo a breve all’approvazione di questo disegno di legge. D’altro canto, giovedì voteremo l’ordine del giorno con cui il Consiglio Regionale della Campania aderisce all’appello di Libera, e l’atto della Giunta risponde anche alle sollecitazioni del CNEL. Sono questi gli atti concreti per combattere, nella prassi e non nella teoria la criminalità organizzata».