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Archivi per la sezione ‘Lavoro’ .

Il gesto estremo di Carmine svela la realtà dell’accordo di Pomigliano.

«Il corpo nudo degli operai è l’agnello sacrificale delle scelte FIAT da Pomigliano in poi. Il gesto estremo di Carmine è il risultato della riduzione a carta straccia dei diritti dei lavoratori» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato a seguito del tentativo di suicidio dell’operaio FIAT di Scampia dopo la lettera di proroga della CIG «Si insegue il mercato e il profitto calpestando le esistenze di quanti si spaccano la schiena per portare avanti con dignità la propria famiglia. In tanti avevano salutato la New Co di Pomigliano come l’avvio di una nuova fase dell’industria italiana, in realtà si apparecchiava l’imbarbarimento delle tutele fondamentali. Adesso arriveranno solidarietà e lacrime di coccodrillo» continua Amato «Piuttosto si levano interrogativi drammatici: perché è arrivata la proroga della cassa integrazione? Che fine ha fatto la promessa di produzione? Cosa c’è realmente in quell’accordo? Il gesto di Carmine denuncia l’urgenza di una presa di coscienza da parte di tutti perché non si insista su scelte che colpiscono esclusivamente i più deboli».

Approvata la nuova legge sul trasporto scolastico. Un importante riusultato per la sicurezza e la legalità

«Lotta all’abusivismo e sicurezza nel trasporto scolastico: l’approvazione di questa legge da parte del consiglio è un ottimo risultato in termini di legalità, efficienza e sviluppo» lo afferma Antonio Amato dopo l’approvazione in consiglio della legge sulla “regolamentazione del trasporto scolastico in Campania”, presentata dal consigliere regionale del PD «La legge disciplina l’attività del trasporto scolastico rivolto agli alunni iscritti alle scuole materne, elementari e medie della nostra Regione. Con la norma si contrasta il fenomeno del trasporto abusivo e quindi si salvaguarda la sicurezza e l’incolumità degli alunni. Con questa regolamentazione» continua Amato «si fornirà un servizio di grande utilità per le famiglie campane e si migliorerà la qualità della vita cittadina. Inoltre, contribuirà a creare nuove opportunità di lavoro, visto che la previsione per la sola città di Napoli è di un fabbisogno di circa 700 vetture». La proposta di legge istituisce un albo regionale delle imprese che gestiscono il servizio di trasporto scolastico, determina i requisiti necessari ad ottenere l’autorizzazione, responsabilizza le amministrazioni comunali per la strutturazione complessiva del servizio (dal numero di autorizzazione ai tragitti alle tariffe) «Sollecitavo da tempo l’approvazione di questo strumento normativo» dice ancora Amato «e sono molto soddisfatto del voto unanime del consiglio. Di certo» conclude il consigliere del PD «ora bisognerà affiancare alla legge un maggiore rigore nel perseguire e sanzionare coloro che esercitano questa professione senza le autorizzazioni previste e non rispettando i requisiti di sicurezza necessari»  

Antonio Amato (presidente commissione regionale beni confiscati) e Gennaro Oliviero (capogruppo del PSE): «incatenati in consiglio per difendere i budget di salute e non fare un favore alla camorra»

«Sono mesi che stiamo denunciando quanto accade in provincia di Caserta, i gravi danni che sta portando la progressiva chiusura dei budget di salute, il favore che si sta facendo alla camorra. Ma consiglio e giunta sono rimasti indifferenti. Per queste ragioni abbiamo deciso di incatenarci, richiamando i nostri colleghi alle loro responsabilità, perché nessuno possa più far finta di nulla» lo affermano il Presidente della commissione Beni Confiscati Antonio Amato ed il capogruppo del PSE Gennaro Oliviero che oggi con il consigliere Gennaro Mucciolo si sono incatenati all’interno del consiglio regionale esponendo lo striscione “Non facciamo un regalo alla camorra. Approviamo i budget di salute” «I progetti terapeutici individuali sostenuti da budget di salute sono uno strumento innovativo da alcuni anni sperimentato dall’ASL di Caserta» spiegano Amatoe Oliviero «consentono la garanzia del diritto alla cura e la piena restituzione alla cittadinanza dei più deboli, dalle persone provenienti dalla salute mentale ai disabili, dagli anziani alle donne vittime di tratta, dai migranti ai malati di HIV. E’ un modello alternativo a quello delle costose e spesso degradanti strutture residenziali, un modello di superamento dell’istituzionalizzazione della malattia e della sofferenza. Un modello che oltretutto» dicono ancora i consiglieri «garantisce risparmio per la spesa sanitaria regionale. La commissione sui beni confiscati segue da mesi la vicenda con audizioni, sopralluoghi, e protocolli pure firmati anche dall’ASL. E pure la proposta di legge, firmata pure dal presidente Romano, per regolamentare i budget giace da oltre sette mesi nella commissione sanità che non ha trovato il tempo per discuterla. Nel frattempo» denunciano Amato e Oliviero «ASL e comuni con assurdi scaricabarile, continuano a chiudere progetti, tra cui quelli avviati nella ex casa di Sandokan, nei terreni confiscati gestititi dalla cooperativa Eureka vittima di atti intimidatori della camorra, e in tanti altri beni confiscati della provincia casertana a partire da quelli di Casal di Principe. Qui sta nascendo un modello alternativo di economia sociale che nasce sui beni confiscati alla camorra e, anche attraverso i budget di salute, garantisce il riscatto e lo sviluppo di questi territori proprio a partire dai più deboli. E invece di incoraggiare questo modello che vengono a studiare da tutt’Europa la regione, l’ASL i comuni che fanno? Chiudono i progetti» concludeno i consiglieri regionali «e in questo modo fanno un bel regalo alla camorra, si rendono complici dell’affossamento di una delle migliori esperienze realizzate in questi anni in Campania. Ora ciascuno si assuma le sue responsabilità: Caldoro si faccia finalmente sentire, dia seguito alla norma della finanziaria che sostiene questi progetti per tutto il 2011 e intervenga con l’ASL che continua a porre ostacoli, il consiglio calendarizzi la discussione della legge, noi tutti mettiamoci senza se e senza ma a fianco di questi ragazzi che, in quei territori sui beni confiscati mettono a rischio la loro stessa incolumità». Il presidente del Consiglio Paolo Romano, dopo oltre due ore di concitata protesta, ha assunto l’impegno di far inserire la proposta di legge all’ordine del giorno della commissione sanità «sì da portarla in discussione al primo consiglio utile, fosse anche ad agosto»

Pescheto confiscato a Casal di Principe, dopo gli attentati della camorra, ASL e Comuni chiudono i progetti di cura

«E’ una tenaglia che si stringe e soffoca qualsiasi possibilità di legalità e riscatto sociale: dopo la camorra ora sono direttamente le istituzioni a demolire le migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati in provincia di Caserta, con ASL e comuni che chiudono decine di progetti di cura per i soggetti deboli che su questi beni lavorano o sono assistiti» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato «Tra i ieri ed oggi sono arrivati decine di fax dell’ ASL che, imputandole ai comuni, decretano la chiusura dei Progetti Terapeutici Individualizzati sostenuti da budget di salute. Tra questi quelli sul pescheto confiscato a Casal di Principe gestito dalla cooperativa Eureka e oggetto di raid criminali nella scorsa settimana. L’ASL di Caserta anche in un’ultima audizione promossa da questa commissione» prosegue Amato «aveva garantito il proprio pieno appoggio a questi progetti. Anche perché sostenuti da un articolo di legge della finanziaria regionale. Invece poi assistiamo ad uno scaricabarile tra Asl e comuni e la successiva chiusura dei progetti. Con conseguenze gravissime. Perché» continua Amato «come più volte evidenziato i Budget di salute sono il filo rosso delle migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati. Così, dopo gli attentati della camorra, alcuni sindaci che revocano i comodati d’uso, ora anche l’ASL e altre amministrazioni locali dicono ai ragazzi delle cooperative che gestiscono questi beni “ve ne dovete andare”. Il pm Ardituro» continua il Presidente della Commissione «in un’intervista ha evidenziato questo fenomeno di nuovo accerchiamento verso l’antimafia sociale che coinvolge istituzioni e clan. Si respira un bruttissimo clima, e mi chiedo quando se ne renderanno conto i massimi responsabili istituzionali di questa regione, a partire dal misterioso Caldoro, che, nonostante decine di appelli continua a tacere su quanto sta avvenendo. Anche il consiglio regionale» conclude il Presidente della Commissione «sta dando un pessimo segnale con la  proposta di legge sui budget di salute presentata dal collega Oliviero, ma firmata anche dal Presidente Romano, che non viene discussa dalla commissione sanità. E mi chiedo davvero il perché»

ATTACCO ALL’ ANTICAMORRA (da la Repubblica 25 giugno)

Il testo del mio intervento pubblicato su “la Repubblica” del 25 giugno

La Repubblica 25 giugno 2011 —   pagina 13   sezione: NAPOLI

la recente scioccante inchiesta di Repubblica, “L’ anticamorra? In una stalla”, ha portato alla luce la disastrosa situazione in cui sono costrette a operare le forze dell’ ordine del casertano, pure impegnate nella più grande operazione di pubblica sicurezza voluta dal ministro dell’ Interno, il cosiddetto “modello Caserta”. I sindacati di polizia hanno denunciato le condizioni in cui sono costretti a operare: ambienti sudici, suppellettili vecchie e malridotte, mucchi di spazzatura negli uffici, topi e insetti come compagni di lavoro. E poi carenza di mezzi, auto, già poche e vecchie, senza benzina, una sensazione di progressivo abbandono. Una situazione che determina gravi rischi, innanzitutto per l’ incolumità di quanti, forze dell’ ordine e magistratura, operano su questi territori, ma anche per la possibilità stessa di proseguire azioni giudiziarie e di polizia che pure hanno prodotto risultati importanti. Ma non sono queste le uniche falle dell’ azione anticamorra nel casertano. A essere messo in discussione, infatti, è anche un altro modello Caserta, complementare al primo, ugualmente importante, quello dell’ antimafia sociale che,a partire dal riutilizzo dei beni confiscati, dall’ impegno di gruppi e associazioni come Libera, il consorzio Agrorinasce, il comitato Don Peppe Diana, la Comunità di Capodarco, l’ associazione Jerry Masslo, la Chiesa, tante cooperative, è riuscito a sviluppare un vero e proprio laboratorio di economia sociale con straordinari successi, non solo in termini di legalità e contrasto alla criminalità, ma anche di sviluppo economico, opportunità di lavoro, riscatto di interi territori. Con loro si sono costruiti percorsi che università, centri di ricerca, media internazionali esaltano. Eppure, oggi, tutto questo è a rischio. Il sindaco di Trentola Ducenta revoca il comodato d’ uso del bene alla Compagnia dei Felicioni, da anni impegnata, con enormi risultati, con bambini che hanno storie strazianti. Poi, un assessore di Castel Volturno fa giungere una revoca perché il bene in questione, a Baia Verde, affidato alla Jerry Masslo, sarebbe non utilizzato, ma io stesso sono stato sulla struttura confiscata e ho visto gli abiti etnici lì cuciti. E ancora: l’ Asl di Caserta continua a mettere in discussione, snaturandone la natura, i budget di salute, che producono risparmio economico per la sanità campana e sono il filo rosso delle migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati. Non entro nel tecnicismo delle questioni, ma sembra palesarsi un tentativo di smantellamento sistemico e silenzioso. Un’ azione di colletti bianchi che inquieta e determina un mutamento di clima subito raccolto dalla criminalità organizzata: i clan si sono fatti sentire con nuove azioni intimidatorie, giungendo a minacciare gli operatori, tagliare tubi e sigillare i pozzi su un pescheto confiscato. La commissione che presiedo continua a seguire queste vicende, a informare le autorità politiche e giudiziarie. Ma è necessario che i massimi livelli istituzionali, il presidente Zinzi, il presidente Caldoro, il prefetto di Caserta Monaco, il prefetto Caruso nuovo direttore dell’ Agenzia nazionale, il ministro Maroni, intervengano direttamente, prendano posizione e interrompano quest’ azione di accerchiamento in atto. Si sta mettendo a rischio quanto di meglio abbiamo costruito nel contrasto alla camorra e i silenzi, su questi temi, equivalgono a un favore alla camorra.

L’ autore è presidente della commissione regionale sui beni confiscati
- ANTONIO AMATO

Antonio Amato (consigliere regionale del PD): «Con la nuova legge sui trasporti scolastici garanzie contro l’abusivismo, per la legalità e la sicurezza. E si determineranno nuove opportunità di lavoro»

«Lotta all’abusivismo e sicurezza nel trasporto scolastico: l’approvazione di questa proposta di legge rappresenta un ottimo risultato in termini di legalità, efficienza e sviluppo» lo afferma Antonio Amato dopo che la IV commissione regionale sui trasposti ha approvato all’unanimità la nuova “regolamentazione del trasporto scolastico in Campania”, proposta di legge presentata dal consigliere regionale del PD «La legge disciplina l’attività del trasporto scolastico rivolto agli alunni iscritti alle scuole materne, elementari e medie della nostra Regione. Abbiamo inteso contrastare il fenomeno del trasporto abusivo che, innanzitutto, non rispetta i requisiti minimi di sicurezza per la salvaguardia dell’incolumità degli alunni. Con questa regolamentazione» continua Amato «non solo si fornirà un servizio di grande utilità per le famiglie campane, ma, considerando la stima effettuata che prevede per la sola città di Napoli un fabbisogno di circa 700 minibus, contribuirà a creare nuove opportunità di lavoro e, diminuendo il traffico, a migliorare la vivibilità cittadina» La proposta di legge istituisce un albo regionale delle imprese che gestiscono il servizio di trasporto scolastico, determina i requisiti necessari ad ottenere l’autorizzazione, responsabilizza le amministrazioni comunali per la strutturazione complessiva del servizio (dal numero di autorizzazione ai tragitti alle tariffe) «Sollecitavo da tempo l’approvazione di questo strumento normativo» dice ancora Amato «e sono molto soddisfatto del voto unanime della commissione, ora è necessario portare la proposta al primo consiglio utile per il vaglio definitivo. Di certo» conclude il consigliere del PD «bisognerà affiancare alla legge un maggiore rigore nel perseguire e sanzionare coloro che esercitano questa professione senza autorizzazioni e non rispettando i requisiti di sicurezza necessari»  

Bobbio come Bava Beccaris. Piuttosto lavoriamo per una soluzione seria

«Invece di ispirarsi al feroce monarchico Bava Beccaris, Bobbio farebbe bene a schierarsi con gli operai di Fincantieri condividendo la loro battaglia» lo afferma il Portavoce napoletano di Area Democratica e consigliere regionale del PD Antonio Amato «Richiedere l’intervento dei militari è scandaloso, a fronte di un dramma sociale causato dalla totale incapacità di questo governo a evitare il dramma sociale che si stava prospettando da mesi. Aspettiamo un sussulto della giunta regionale che si faccia sentire col governo e non accetti più il ruolo supino cui è stata fin ad oggi costretta. E’ in gioco il futuro di migliaia di persone e dei nostri territori. E il lavoro, la dignità, la vita degli operai della Fincantieri è il bene principale da tutelare. Per questo non ci può essere trattativa su quella carta straccia di progetto industriale» conclude Amato «va solo annullato e riscritto»

L’ennesimo operaio morto e le istituzioni latitano

«Al dolore per l’ennesima assurda e tragica morte su un luogo di lavoro, si unisce una rabbia enorme: c’è una proposta di legge per la sicurezza sui luoghi di lavoro frutto di un lungo percorso concordato e realizzato con tutte le parti sociali, il “Viaggio nei luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza”, e non si riesce nemmeno a discuterne nella commissione preposta che manca ancora di un presidente dopo che Diodato è decaduto» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Ogni morto sul lavoro porta una lacerazione della democrazia, e rappresenta, ancora oggi, una morte di classe. Essere costretti ancora a piangere un povero operaio che perde la vita per guadagnarsi da vivere onestamente mentre le istituzioni latitano per calcoli di parte e spartizioni di poltrone, determina un vero e proprio sentimento di vergogna. La proposta di legge presentata» continua Amato «è stata concordata con l’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro, con l’ANCE Campania, con l’Unione Industriali della Provincia di Napoli, con Confindustria Salerno, con l’ANICAV, con la CGIL Campania, la CISL Campania e la UIL Campania, con l’INAIL direzione regionale della Campania. Insomma un progetto di legge ampiamente condiviso che partiva dal basso, dall’ascolto di imprenditori e lavoratori, da una verifica diretta sui luoghi di lavoro. E contiene elementi innovativi e molto importanti soprattutto per la prevenzione degli incidenti. Eppure la commissione per le attività produttive non la discute. A breve» conclude Amato «giungerà una richiesta di audizione da parte di tutte le parti sociali che hanno promosso l’iniziativa da cui è nata la legge che ho presentato. Speriamo che almeno questo serva a dare una smossa a questa maggioranza per arrivare a discutere i temi che toccano la vita stessa dei lavoratori»

40 mila euro di utili della cooperativa investiti per i minori a rischio a partire dai beni confiscati. Arrivano le telecamere della BBC ma manca il principale interlocutore istituzionale: l’ambito territoriale. Le istituzioni devono cambiare il loro approccio a queste tematiche

40 mila euro di profitti provenienti dalle attività della cooperativa sociale Agropoli, tra cui quelle della Nuova Cucina Organizzata, destinati a Progetti Personalizzati per minori a rischio di dispersione e abbandono scolastico del territorio di San Cipriano d’Aversa, anche attraverso l’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Arrivano le telecamere della BBC, ma manca uno degli interlocutori principali, l’ambito territoriale. Questo quanto accaduto stamane durante la presentazione del Progetto “mini-PISTA”, oggetto del protocollo d’intesa sottoscritto nel bene confiscato a via Ruffini alla presenza della Prefettura di Caserta, dalla Cooperativa, dalla Provincia di Caserta, dal Comune di San Cipriano, dalla scuola Media “Caterino”, dal Comitato Don Peppe Diana, dall’Associazione “Accademia del Movimento”, cui hanno aderito anche la Commissione Regionale sui beni Confiscati della Regione Campania, il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL di Caserta e l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E se il progetto ha suscitato anche l’attenzione della BBC venuta a realizzare un reportage su questa nuova economia sociale che sta nascendo dal riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata in provincia di Caserta,  era invece assente, pur più volte invitato e sollecitato, uno dei principali protagonisti di questa innovativa iniziativa, l’ambito territoriale C8, che coinvolge i comuni di Lusciano, San Cipriano, Parete, San Marcellino, Trentola Ducenta, Villa Literno, Villa di Briano. Lo sottolinea il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato: «Ci troviamo di fronte» afferma Amato «ad uno straordinario esempio di buone prassi che nascono dal basso e dimostrano anche l’enorme potenzialità del riuso sociale dei beni confiscati. Tuttavia, e lo dico col rammarico di chi le rappresenta, ci si chiede quando le istituzioni finiranno di essere impassibili spettatrici e si faranno, invece, protagoniste nell’intercettare e promuovere azioni tanto virtuose. L’assenza dell’ambito è ingiustificabile» continua Amato «L’attività che viene messa in campo non può rappresentare una supplenza alla mancanza dell’attività istituzionale, ma dovrebbe esserne supporto. Qui si sta realizzando una vera cultura della legalità, si sta garantendo a ragazzi di territori difficili una reale alternativa. Tutti i rappresentanti istituzionali, a partire dal sottoscritto, non si possono limitare al plauso e alla soddisfatta constatazione» conclude Amato «devono rovesciare la situazione, ricercare e affiancare queste iniziative. Le assenze, inoltre, danno purtroppo adito a seri dubbi su oscuri interessi in gioco». Anche il referente della Coop. Agropoli, Giuseppe Pagano, affronta la questione dell’assenza del fondamentale interlocutore locale «Pur ringraziando per la loro partecipazione la Commissione Regionale sui Beni Confiscati, la Provincia di Caserta, la Prefettura, Il comune di San Cipriano, la scuola “Caterino”, dobbiamo tuttavia rimarcare l’assenza di un interlocutore fondamentale come l’ambito territoriale» afferma Pagano «Nel rispetto delle normative vigenti investiamo i nostri profitti in attività sociali. Lo facciamo a partire dai beni confiscati. Purtroppo, la storia ci insegna che negli ultimi 15 anni le attività sociali svolte su questo territorio sono state appaltate ad organizzazioni cui, molte volte, la Prefettura ha poi ritirato il certificato antimafia. Oggi» dice ancora Pagano «la fatica più grande per le forze sane di queste zone, anche quando, come nel nostro caso, investono soldi propri piuttosto che andare a chiedere emolumenti, è quella di far partecipare l’insieme delle istituzioni, ed innanzitutto quelle locali, ad un’azione corale che loro avrebbero come mission. Ma non ci arrendiamo» conclude Pagano «E in queste parole non c’è alcun intento polemico, solo la rivendicazione della necessità di condividere i “buoni percorsi” delle nostre comunità con le loro istituzioni»  

Trasporto scolastico, necessaria una normativa per regolare il settore. Già presentata una proposta di legge

«Le operazioni condotte in questi giorni dal Nucleo mobilità turistica della polizia municipale sugli scuolabus abusivi, mettono in luce solo la punta di un Iceberg che si nutre, innanzitutto, dell’assenza di una normativa complessiva sulla materia» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato che ha ripresentato, nei mesi scorsi, la proposta di legge “Regolamentazione del trasporto scolastico in Campania” ora al vaglio della commissione regionale sui trasporti «Ad oggi, nella maggior parte dei casi, il trasporto scolastico viene effettuato abusivamente e senza il rispetto dei minimi requisiti di sicurezza per la salvaguardia dell’incolumità degli alunni. Eppure» continua Amato «se opportunamente regolamentato, questo servizio, che si pone come necessario per migliaia di famiglie campane, nella sola città di Napoli si stima sarebbero necessari oltre 700 minibus, potrebbe far nascere nuove opportunità lavorative, farebbe diminuire il traffico veicolare, permetterebbe di perseguire e sanzionare con maggiore rigore e puntualità coloro che esercitano questa professione senza autorizzazioni e requisiti di sicurezza. Per queste ragioni alcuni mesi fa ho presentato questa proposta di legge che prevede, tra l’altro, l’individuazione di chi gestisce questo trasporto nella persona giuridica di imprenditore, l’istituzione di un albo regionale delle imprese che gestiscono il servizio di trasporto scolastico, l’utilizzo di automezzi autorizzati e appositamente contrasseganti per il trasporto scolastico del comune di competenza, e, naturalmente, tutta una serie di requisiti per il rispetto degli standard di sicurezza. Una professionalizzazione di questo lavoro quindi» afferma Amato «che risponde sia alla domanda ed ai diritti dell’utenza che a quelli dei lavoratori. La proposta, cui ha già dato parere favorevole dalla III commissione consiliare deve ora essere esaminata dalla commissione trasporti. Ho scritto al Presidente De Siano» conclude Amato «per sollecitare il suo esame in tempi brevi sì da consentire il suo vaglio in Consiglio per garantire alla Regione Campania un piccolo ma fondamentale passo in avanti nella garanzia della legalità, del diritto allo studio e del diritto alla sicurezza»