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Archivi per la sezione ‘Istruzione’ .

Vincenzo Leone, partigiano delle Quattro Giornate, ci lascia. Ricordiamolo come emblema di dignità

Se non proprio l’ultimo scugnizzo, il partigiano Vincenzo Leone era sicuramente tra gli ultimi scugnizzi che resero possibile la sollevazione di Napoli sotto l’assedio tedesco nelle gloriose giornate di fine Settembre ‘43. Ieri, stroncato da una lunga malattia, ci ha lasciato.

Con Vincenzo se ne va uno degli ultimi emblemi di coraggio civile e dignità storica della nostra città, cardini più che mai essenziali in un periodo così turbolento e segnato da rotture sociali, revisioni piuttosto improprie della memoria storica e risvegli di appartenenze all’ideologia fascista che ho già segnalato con preoccupazione chiedendone mesi fa pubblica abiura.

Fu una posizione doverosa in nome della Democrazia che nel nostro Paese è nata dal ripudio dell’esperienza fascista. Ora la stessa molla mi fa chiedere al Comune una targa a ricordo del partigiano Vincenzo Leone, magari nel quartiere Vomero, da dove partì, anche grazie al suo coraggio, alla sua fatica, la scintilla che permise a Napoli di scattare in piedi e riprendersi la libertà perduta.

Ricerca, la graduatoria per i finanziamenti regionali 2007 dov’è?

Siamo al 16 dicembre 2009 e, ad oggi, si attende ancora la graduatoria per accedere ai finanziamenti per la legge 5 dell’annualità 2007. È una situazione parossistica.

La legge 5 del 2002 sui finanziamenti regionali alla ricerca scientifica è uno strumento altamente innovativo ed importante, rivolto ad atenei e centri di ricerca, che si propone, tra l’altro, di “favorire la creazione di opportunità di finanziamenti per la ricerca progettata e condotta da giovani, al fine di rimuovere i rischi del depauperamento di risorse umane innovative nel sistema della ricerca regionale”.

Ebbene, a dispetto dei propositi, e dei nuovi bandi già pubblicati e scaduti, si attende ancora che sia definita la graduatoria finale per i progetti presentati nel 2007. Ancora questa mattina la specifica sezione del sito, aggiornata al 12/10, rimandava la conclusione del percorso alla fine di ottobre. L’ennesimo rinvio già ampiamente scaduto.

Certamente ci sono stati indiscutibili difficoltà tecniche e burocratiche. Ma due anni di attesa, sinceramente, vanno al di là della umana comprensione. La vita dei ricercatori precari è ormai una sorta di gratta e vinci. Iniziano percorsi progettuali all’interno delle Università e non sanno se arriveranno finanziamenti, concorsi, possibilità ed occasioni per portarli avanti.

Vivono alla giornata nel migliore dei casi con stipendi da fame.

Si fa presto a denunciare la fuga dei cervelli, in realtà si assiste ad una lenta eutanasia delle nostre migliori risorse, mortificate e costrette a “tirare a campare” in attesa che i loro studi, le loro conoscenze siano finalmente valorizzate. Nel frattempo, per vivere, quelli che resistono vanno a lavorare nei call center o da camerieri, gli altri prendono i “sud express” che non si riempiono più di manovalanza come nel passato, ma di giovani altamente qualificati che lasciano le loro terre, le loro famiglie.

La legge 5, oltre ad essere fondamentale per sostenere lo sviluppo della ricerca in Campania, rappresenta per molti dei nostri giovani la possibilità di partecipare ad importanti progetti. Ma c’è bisogno di una corretta programmazione e della certezza dei tempi: non può diventare anch’essa un gratta e vinci.

Violenza sulle donne, Miano e VII Municipalità cambiano musica

L’infinita bellezza della classica napoletana come arma estasiante contro un classico brutto e purtroppo attuale, anzi spesso al centro della scena quotidiana: la violenza sulle donne.

Vicino il 25 Novembre, data internazionale contro la violenza sulle donne per la Convenzione ONU sui diritti della donna, la VII Municipalità del Comune di Napoli gioca d’anticipo, con un incontro musicale per dire no agli abusi maschili attraverso l’incorrotto potere del canto.

Alle 20 di Lunedì 16 Novembre, all’Istituto Professionale IPIA di Miano, i Cimarosa, gli storici cantori della canzone napoletana, suoneranno per raccogliere fondi contro le violenze sulle donne. Concerto completamente gratuito il cui ricavato andrà al “Cartello Antiviolenza delle Donne di Napoli” che finanzierà la Casa per le Donne Maltrattate del Comune di Napoli.

L’iniziativa è della Consulta Pari Opportunità della VII Municipalità, guidata da Maria Coppola e dalla vicepresidente Nunzia Barbato, in team con l’assessore municipale alle Pari Opportunità Melinda Di Matteo, il presidente di Giunta Giuseppe Esposito ed il Consiglio Municipale.

Un fenomeno sociale dilagante le violenze sulle donne contro cui Istituzioni, politica e società devono schierarsi con forza, senza lasciare intentate le necessarie azioni di contrasto.

Le violenze, perché di molti tipi si tratta (sessuali, psicologiche, domestiche e familiari, quando coinvolgono i figli), proliferano non solo nei Paesi in via di sviluppo ma anche nelle democrazie occidentali.

La VII Municipalità e la sua Consulta delle Pari Opportunità ci si provano con passione istituzionale e civile, cedendo per una sera la parola e il palco alle celesti melodie napoletane.

Il Comune di Ischia non venda il Centro Polifunzionale della Regione; ci ospiti piuttosto i licei dell’Isola

«Come si fa a vendere un bene di cui non si è proprietari?». Se lo chiede il consigliere regionale Antonio Amato intervenendo sulla vendita del Centro Polifunzionale di Ischia decisa dal consiglio comunale con delibera del 15 settembre scorso.

«Come chiarito da una nota dell’Area Generale di Coordinamento Lavori Pubblici della Regione, datata 28 settembre» prosegue Amato «il Centro Polifunzionale è di proprietà della Regione, quindi è completamente illegittima qualsiasi ipotesi di vendita da parte del Comune alla Provincia. Piuttosto, ho già fatto richiesta all’Assessore Forlenza perché sia concesso in uso temporaneo all’Ente Provinciale di Napoli, immediatamente e senza indugio alcuno, per ubicarvi le scolaresche sia del Liceo Classico che del Liceo Scientifico.

«Dati i gravi disagi che stanno vivendo le scolaresche di questi istituti» continua Amato «costrette a doppi turni per le gravi insufficienze strutturali dei plessi che attualmente li ospitano, si darebbe agli studenti ed agli insegnanti ischitani una prima risposta alle gravi difficoltà che vivono e denunciano da tempo. In questo modo si consentirebbe alla Provincia di Napoli, evitando ulteriori perdite di tempo, di progettare e realizzare la cittadella liceale, visto che sono già stati appostati 9 milioni di euro destinati alla edilizia scolastica dell’Isola d’Ischia.

«Questa della cittadella» conclude Amato «rappresenta la soluzione definitiva a questo annoso problema, ma si deve intervenire nell’immediato per garantire agli studenti isolani il sacrosanto diritto allo studio. Seguirò personalmente l’intera vicenda impegnandomi perché si raggiungano tutti questi obiettivi».

A Vico Equense si è superato ogni limite: domani la visita con le onorevoli PD Armato e Incostante, poi un’interrogazione parlamentare sulla vicenda

«Con un sindaco che arriva alle mani con dei genitori che stanno legittimamente protestando per garantire il diritto allo studio dei propri figli si è davvero superato ogni limite. Quanto avvenuto è intollerabile». Lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato, annunciando per domani la sua presenza a Vico insieme ad una delegazione di parlamentari del PD composta dalle Onorevoli Teresa Armato e Maria Fortuna Incostante.

«Stiamo preparando la documentazione per un’interpellanza parlamentare per chiedere al Ministro Gelmini di chiarire l’episodio in aula. Inoltre si chiederà il pieno rispetto della sentenza del TAR che blocca la chiusura dei plessi scolastici e il conseguente trasferimento degli alunni. Oltre alla piena solidarietà ai genitori che con enormi sacrifici continuano a presidiare le scuole perché non vengano portate via le suppellettili, in tutte le sedi attiveremo gli strumenti necessari per garantire che a quei bambini ed ai loro genitori siano garantiti pieni diritti».

«Pur comprendendo tensioni e nervosismo» continua Amato «è assolutamente ingiustificabile che il rappresentante istituzionale di una comunità perda il controllo ed il dovuto rispetto dei suoi cittadini giungendo addirittura ad uno scontro fisico. D’altro canto, la vicenda della chiusura di queste scuole continua ad essere avvolta dal più profondo mistero con una decisione della giunta che sembra volta a tutelare interessi non assimilabili a quelli della propria comunità, senza tener conto delle legittime esigenze di centinaia di bambini e dei loro genitori.

«Mi chiedo infine» conclude Amato «se il Presidente della Giunta Provinciale Cesaro, che pure sulla vicenda aveva assunto pubblicamente una posizione apprezzabile, sia intenzionato ed in che modo a dare seguito alle sue parole. Di certo noi saremo concretamente al fianco dei genitori e dei bambini delle scuole di Vico».

Sulla vicenda delle scuole di Vico apprezzamento per il presidente Cesaro. Ora un fronte unico di Regione e Provincia per bloccare le scellerate scelte del sindaco Cinque.

«Esprimo vivo apprezzamento per la posizione assunta dal Presidente Cesaro sulla vicenda delle scuole di Vico Equense» afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Rispetto alle reali esigenze dei cittadini si deve andare al di là delle appartenenze partitiche e, soprattutto, i rappresentanti istituzionali, sono chiamati ad affrontare con responsabilità le problematiche che emergono. A Vico Equense si assiste ad una vicenda assurda, con scelte deleterie di una amministrazione comunale che prepone interessi altri ed oscuri a quelli dei suoi cittadini. Le delibere della giunta guidata da Cinque rappresentano un modello di amministrazione che deve essere rifiutato e combattuto con tutti gli strumenti istituzionali che possediamo. Insieme all’assessore Gabriele proseguiremo la nostra battaglia al fianco delle famiglie che stanno legittimamente protestando, e oltre alla piena solidarietà, faremo tutto quanto è possibile per  restituire ai bambini di Vico ed ai loro genitori il sacrosanto diritto all’istruzione. A questo punto» continua Amato «invito il Presidente Cesaro a creare un unico fronte istituzionale che impegni la Regione e la Provincia in questa battaglia. Al di là delle casacche di Partito dobbiamo intervenire urgentemente perché a Vico si ripristini un principio di diritto e legalità che anche la sentenza del TAR ha già ribadito»

Gli investimenti dell’Assessorato all’Istruzione aprono uno spiraglio per la scuola Madonna Assunta

Ha preso un’iniziativa lodevole l’assessore all’Istruzione Corrado Gabriele erogando un milione di euro al Comune di Napoli per i lavori di messa a norma della scuola Madonna Assunta di Bagnoli rimasti in sospeso. Ma c’è di più.

Con questa somma si potrà costruire una nuova Madonna Assunta, sempre nel quartiere di Bagnoli. L’edificio sarà compiuto secondo i più moderni criteri di qualità e sicurezza. La decisione dell’Assessorato dimostra l’impegno della Regione per una rapida soluzione dei problemi delle nostre scuole.

Il tutto, mi auguro, avverrà in tempi brevi per soddisfare le esigenze dei 500 alunni che frequentano un istituto di punta come il Madonna Assunta e quelle dei familiari, preoccupati che l’esperienza preziosa nel campo dell’istruzione maturata sul loro territorio vada dispersa, e che i loro ragazzi siano suddivisi in altre scuole del quartiere.

La Gelmini delira, e nel frattempo migliaia di lavoratori della scuola si ritrovano disoccupati

«Più che alle parole della Gelmini guardo ai dati: ad esempio, quanti insegnati precari di italiano sono stati convocati quest’anno nell’intera provincia di Napoli per le scuole medie? Zero, nemmeno un insegnante. E mentre migliaia di lavoratori si trovano improvvisamente disoccupati e senza prospettive si mette a rischio il futuro di tutti i nostri giovani» afferma il consigliere regionale Antonio Amato commentando le dichiarazioni del ministro Gelmini questa mattina a Nisida «Quando poi vengono distrutte istituzioni che rivestono un ruolo sociale fondamentale come il Liceo Serale Margherita di Savoia, si comprende che è a rischio un intero modello sociale e culturale. Le posizioni del Ministro Gelmini sono deliranti e sembrano tese esclusivamente a gettare benzina sul fuoco di una situazione drammaticamente incendiaria innescata dalle sue scelte scellerate. La Gelmini parla di mandare fuori dalla scuola personale politicizzato quando la realtà da lei determinata, solo in Campania, è di oltre ottomila precari gettati per strada per scelte di natura economicistica tese alla distruzione della scuola pubblica. Alla piena solidarietà ai lavoratori della scuola costretti a scendere in piazza» continua Amato «si devono aggiungere tutti gli sforzi istituzionali e politici per porre un argine alle scelleratezze compiute. Gli accordi siglati dalla Regione Campania sono importanti ma non possono servire da alibi al Ministro. Occorre» conclude Amato «intervenire con urgenza per definire una grande iniziativa politica che fermi la distruzione della scuola pubblica»

Emergenza scuola, aule vuote e studenti sfrattati. Per chi suona la campanella?

In Campania oltre al lavoro anche la scuola è in pericolo. Un pericolo concreto perché, per la politica di tagli selvaggi inaugurata dal Ministero dell’Istruzione, le scuole con costi troppo alti devono eliminare le classi con pochi alunni.

Sopprimere una scuola, un bene collettivo garantito per Costituzione, sembrerebbe goliardia. E invece è successo, a Vico Equense. Dove molti amici mi segnalano lo smantellamento di tre interi istituti sul Monte Faito, due elementari e materne e una media, che raccolgono 250 alunni.

Quando dico smantellamento intendo proprio che sono state portate via lavagne, sedie, cattedre a tempo di record, dopo che il Comune ha dato esecuzione al decreto Gelmini, nonostante la sospensiva del TAR desse ragione ai genitori in lotta per il ripristino delle scuole.

La scelta del sindaco, incomprensibile, mi porta vicino agli amici di Vico insieme ai quali voglio anch’io che il diritto allo studio non vada perso per un freddo atto burocratico. La Regione, però, non è stata alla finestra: costituita parte in giudizio, si è appellata alla sentenza del TAR ed ha chiesto all’Avvocatura Regionale di farla applicare.

Ancora in Costiera, a Scala, vicino Ravello, l’istituto comprensivo di materna elementari e medie non c’è più, mancando un alunno al numero minimo. Per frequentare le lezioni, gli scolaretti si spostano ogni giorno ad Amalfi.

Altro caso di scuola bloccata è quello della materna-elementare Madonna Assunta di Bagnoli a Napoli, istituto d’eccellenza per metodi innovativi e bravura dei suoi insegnanti, rimasto chiuso ben oltre la pausa estiva.

I genitori degli alunni mi hanno scritto, vivamente preoccupati per la mancanza dell’agibilità che mette in forse la riapertura di Lunedì 14 Settembre, quando squillerà la prima campanella.

La questione che tocca l’istituto di Bagnoli, spiegano, stavolta è esplosa non a fine ma ad inizio anno scolastico, riproponendo la scomodità di dover spostare i figli in altre scuole del quartiere.

L’assessore all’Istruzione Corrado Gabriele è intervenuto nell’ingarbugliata vicenda con l’incontro di martedì scorso in Regione; gli è stato detto che il certificato di agibilità per riaprire la Madonna Assunta sarà stilato in 15 giorni. 

Gabriele, confermando la disponibilità della Regione a stanziare quanto serve per chiudere i lavori di messa in sicurezza, ha chiesto tempi rapidissimi per lo sblocco della scuola che ospita 500 ragazzini di Bagnoli e Fuorigrotta.

Se questa tabella di marcia sarà rispettata, la Madonna Assunta ricomincerebbe la didattica con un po’ di ritardo sull’inizio dell’anno scolastico, ciò che personalmente mi auguro ed auguro ai genitori e ai giovani scolari della X Municipalità.     

Queste rattristanti cronache di scuola negata, così diverse per le cause ma così simili nelle conseguenze, sembrano dunque andare verso una soluzione. Ma c’è un’ultima cosa da pretendere.

Dei tempi veramente rapidi. Perché la scuola è un diritto ed un bene inalienabile; è il posto di tutti in cui si impara a capire tutti gli altri; è un dovere che può diventare gioia se diamo a insegnanti e studenti più serenità, correggendo questa riforma che, finora, ha catapultato sulla scena il più grande licenziamento pubblico del Dopoguerra.

Qualche spunto proviene dalle associazioni dei docenti: immissione in ruolo sui posti vacanti con prepensionamento volontario o un ridotto orario scolastico, che consentirebbe l’entrata a ruolo di nuovi insegnanti affiancati dai colleghi a riposo. Mentre due deputate del PD chiedono la verifica del numero reale di studenti per classe e quante sezioni non autorizzate ci siano. 

Tocca al Ministero adesso interrogarsi sui punti più aspri del decreto Gelmini. Ma bisogna fare presto, se non vogliamo un autunno ancora più deprimente per la scuola italiana.

Con i tagli alla scuola il Governo ruba il nostro futuro. Sarà un autunno rovente

Oggi Roma è davvero ladrona. Questo Governo sta rubando il futuro dei nostri territori e del nostro Paese, specialmente dei lavoratori precari della scuola che stanno protestando in tutta la Campania. I tagli previsti in tutto il Paese, ma soprattutto in Campania, verso il comparto della scuola rappresentano una nefandezza che mette in ginocchio la qualità dell’offerta formativa e con essa il futuro dell’Italia tutta e del Sud in particolare.

La perdita di migliaia di posti di lavoro è la conseguenza più immediata e drammatica di scelte assurde e frutto di incompetenza istituzionale. Purtroppo il Ministro Gelmini, che sarà pure un buon avvocato, si sta occupando di cose di cui non ha la minima competenza, e le sue scelte rispondono esclusivamente ai tagli di spesa imposte dal Tesoro. Si procede con l’accetta andando a colpire i settori strategici di questo Paese provocando, già nell’immediato, una situazione insostenibile.

Alla piena solidarietà ai lavoratori che stanno legittimamente e democraticamente protestando, dobbiamo unire tutti gli sforzi necessari per cercare di far recedere, almeno in parte, i tagli previsti. Il Consiglio e la Giunta Regionali, come già fatto lo scorso anno, metteranno in atto tutte le iniziative e le risorse disponibili per porre un primo argine, e saremo istituzionalmente al fianco della Direzione Scolastica Regionale nelle trattative col governo. Tuttavia, a fronte delle politiche governative, non possiamo dare adito a false illusioni. Purtroppo, ho la viva impressione che le proteste dei lavoratori della scuola siano solo il primo atto di un autunno che, inevitabilmente, sul piano dell’emergenza occupazionale, sarà rovente.