Pescheto confiscato a Casal di Principe, dopo gli attentati della camorra, ASL e Comuni chiudono i progetti di cura
«E’ una tenaglia che si stringe e soffoca qualsiasi possibilità di legalità e riscatto sociale: dopo la camorra ora sono direttamente le istituzioni a demolire le migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati in provincia di Caserta, con ASL e comuni che chiudono decine di progetti di cura per i soggetti deboli che su questi beni lavorano o sono assistiti» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato «Tra i ieri ed oggi sono arrivati decine di fax dell’ ASL che, imputandole ai comuni, decretano la chiusura dei Progetti Terapeutici Individualizzati sostenuti da budget di salute. Tra questi quelli sul pescheto confiscato a Casal di Principe gestito dalla cooperativa Eureka e oggetto di raid criminali nella scorsa settimana. L’ASL di Caserta anche in un’ultima audizione promossa da questa commissione» prosegue Amato «aveva garantito il proprio pieno appoggio a questi progetti. Anche perché sostenuti da un articolo di legge della finanziaria regionale. Invece poi assistiamo ad uno scaricabarile tra Asl e comuni e la successiva chiusura dei progetti. Con conseguenze gravissime. Perché» continua Amato «come più volte evidenziato i Budget di salute sono il filo rosso delle migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati. Così, dopo gli attentati della camorra, alcuni sindaci che revocano i comodati d’uso, ora anche l’ASL e altre amministrazioni locali dicono ai ragazzi delle cooperative che gestiscono questi beni “ve ne dovete andare”. Il pm Ardituro» continua il Presidente della Commissione «in un’intervista ha evidenziato questo fenomeno di nuovo accerchiamento verso l’antimafia sociale che coinvolge istituzioni e clan. Si respira un bruttissimo clima, e mi chiedo quando se ne renderanno conto i massimi responsabili istituzionali di questa regione, a partire dal misterioso Caldoro, che, nonostante decine di appelli continua a tacere su quanto sta avvenendo. Anche il consiglio regionale» conclude il Presidente della Commissione «sta dando un pessimo segnale con la proposta di legge sui budget di salute presentata dal collega Oliviero, ma firmata anche dal Presidente Romano, che non viene discussa dalla commissione sanità. E mi chiedo davvero il perché»