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Un’assise per rilanciare opposizione e centro sinistra in Regione

Un’assise dei partiti d’opposizione alla maggioranza di centro destra in Regione per rilanciare il ruolo del centro sinistra in Consiglio e nell’intera Campania» la chiede il consigliere regionale del PD Antonio Amato «In queste settimane c’è stato un rincorrersi di comunicati, prese di posizione e distinguo, soprattutto tra Partito Democratico da una parte e Italia dei Valori dall’altra. Una contrapposizione che non serve a nessuno. Senza continuare a cercare buoni e cattivi, responsabilità recenti e passate, ritengo necessario innanzitutto che le forze e i gruppi d’opposizione presenti in consiglio regionale depongano l’ascia di guerra e facciano sintesi politica per il bene di questa regione. Le forze che appoggiarono Enzo De Luca» continua Amato «tutti quelli che non condividono le scelte di questo centro destra, sono chiamati a coordinare, pure nell’assoluta autonomia identitaria e d’azione, i propri sforzi. L’assenza del “rappresentante dell’opposizione” dopo le dimissioni di De Luca non ha agevolato le possibilità di incontro, e spesso, da una parte e dall’altra, si sono utilizzati toni sopra le righe. Questo» afferma il consigliere PD «rischia di depotenziare l’obiettivo comune di essere un’opposizione certo responsabile, ma capace di contrastare le politiche di questa maggioranza su temi come rifiuti, sanità, tutela dell’ambiente, urbanistica, difesa delle fasce deboli. Questioni che ci pongono all’antitesi delle politiche del centro destra e sulle quali dobbiamo costruire anche le future alleanze del centro sinistra. Allora» conclude Amato «iniziamo a chiarire il campo: il PD non cerca alcun inciucio con il Centro Destra, ed anzi deve farsi promotore di una ritrovata unità del centro sinistra, anche per rilanciare un’alleanza di forze capaci di proporsi per il governo di questa regione

Antonio Amato e Corrado Gabriele (consiglieri regionali PD), nota congiunta: «Proposta di legge maestri di sci, siamo ridotti a repubblica delle banane? Atto gravissimo, chiederemo che non vengano approvati gli atti»

«Nell’aula consiliare, oggi, si sono materializzati gli spiriti. Altrimenti davvero dovremmo pensare che ci siamo ridotti ad una repubblica delle banane» lo affermano in una nota congiunta i consiglieri regionali del PD Antonio Amato e Corrado Gabriele in merito alla votazione sulla legge dei maestri di sci «Con il gruppo regionale del PD abbiamo abbandonato l’aula ritenendo assolutamente fuori luogo, in piena e drammatica emergenza neve, discutere di una proposta di legge per i maestri di sci. Il Centro Destra, invece, senza nemmeno rispettare il dolore per le vittime che pure questa regione ha avuto, ha deciso di andare avanti. Ma con la nostra uscita è venuto meno il numero legale. Invece» proseguono i consiglieri del PD «ritroviamo nel computo anche i nostri voti, sì da ripristinare il quorum, uno addirittura positivo (quello di Amato). Siamo di fronte ad un fatto di inaudita gravità per la stessa tenuta democratica di questa regione. Abbiamo già sollevato l’eccezione di regolarità del voto alla commissione per il regolamento. A fronte del mancato accoglimento delle nostre istanze passato a maggioranza col voto contrario del PD, esplicheremo ancora la nostra posizione alla segreteria generale e alla presidenza del consiglio, quindi chiederemo che alla prossima seduta non vengano approvati gli atti di questa sessione. Se le nostre ragioni non fossero accolte» concludono Amato e Gabriele «valuteremo tutte le azioni necessarie, anche il ricorso alla magistratura, perché venga fatta chiarezza e vengano ripristinate le norme di democrazia oggi messe in discussione »

Condizione dei profughi nord Africa. L’assessore Cosenza non risponde alle nostre perplessità. Resta una situazione d’allarme

«In Campania ed in particolare a Napoli, l’emergenza umanitaria legata ai rifugiati provenienti dal Nord Africa costringe otre duemila persone in condizioni assurde. L’assessore Cosenza afferma il contrario, avrà le sue ragioni, ma non può dire che nessuno si è reso conto della presenza di questi ragazzi, che nessuno ha protestato, e quindi che il piano campano ha funzionato. Sono tre affermazioni che non rispondono alla realtà dei fatti» lo dice il consigliere regionale del PD Antonio Amato che questa mattina ha presentato un question time sull’accoglienza destinata ai richiedenti asilo provenienti dal nord Africa, orami da quasi un anno in Campania, soprattutto all’interno di strutture alberghiere «Ho chiesto all’assessore come e perché fossero stati scelti gli alberghi. Con la sua relazione ci ha detto che le strutture sono state scelte dalle Prefetture sulla scorta di precedenti emergenze e, successivamente, sono state indicate da Federalberghi e Caritas. Ma perchè a Napoli concentrarle quasi tutte in un’unica zona? E perché in altre province utilizzare luoghi inaccessibili e tanto lontani dal centro come quella di San Prisco? Riteniamo poi grave che siano queste stesse strutture a garantire “con le modalità che preferiscono”, come ha affermato Cosenza, servizi essenziali come la mediazione culturale, l’assistenza legale, le forniture d’abbigliamento. Così non c’è controllo, soprattutto sulla qualità dei servizi, e non basta certo un modulo informativo. E resta critica» continua Amato «la situazione dell’assistenza sanitaria, sulla quale pure l’assessore ha dovuto ammettere le difficoltà. Comunque ad oggi, ed esistono numerose testimonianze, mancano medici specialisti, c’è solo l’assistenza saltuaria del medico di base e ogni male, anche grave, si cura con antidolorifici. Il tutto senza esenzione. Ancora» continua Amato «abbiamo denunciato il mercimonio sui buoni giornalieri da 2,50 euro dati ai migranti e soprattutto la necessità di far aderire la Campania, all’appello per far avere a questi ragazzi il permesso umanitario della validità di un anno, sollecitando anche la Conferenza Stato-Regioni. Per l’assessore, la Regione non sarebbe competente in merito. Ma qui non si tratta di una mera questione di competenze.» conclude Amato «Come pure hanno confermato dal Ministero degli interni, in altre regioni non si sono avute tutte le problematicità evidenziate in Campania. Continueremo allora a chiedere che si intervenga per il ripristino dei diritti e della dignità di questi cittadini e perché i tanti denari pubblici che pure vengono spesi, non siano sperperati»

Fiume Sarno, ultimare le opere per non sprecare centinaia di milioni di euro

«Oltre 630 milioni di euro spesi, dal 1995 ad oggi, per affrontare l’emergenza Fiume Sarno, tante opere realizzate o in via di completamento, eppure difficoltà che corrono il rischio di rendere in parte vano quanto messo in campo» lo afferma Antonio Amato,  Presidente della Commissione Regionale Bonifiche della Regione Campania a seguito dell’audizione tenutasi questa mattina cui hanno partecipato i commissari Mafalda Amente, Corrado Gabriele e Anita Sala, insieme all’assessore regionale alla Difesa Suolo Edoardo Cosenza, al commissario straordinario Autorità di Bacino Sarno Pasquale Marrazzo, al commissario Straordinario  Bonifica Sarno Giovanni Gugliemi accompagnato dall’ingegnere AngeloAntonio Orlando, ai rappresentati delle amministrazioni di Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano e Terzigno «Interventi non effettuati dalla regione, smaltimento non ancora contabilizzato dei fanghi di sedimentazione delle vasche di raccolta, ditte che si fermano per sopraggiunte interdittive antimafia, progetti pure finanziati ma mai completati perché, come nel caso di una gronda a Terzigno, era intervenuta la nefasta ipotesi di trasformare a discarica Cava Vitiello. Sono alcune delle difficoltà emerse» afferma Amato «Di certo, innanzitutto se la regione non completerà quanto di propria competenza per la realizzazione della rete di drenaggio delle acque bianche, per diversi comuni del bacino del Sarno, da Poggiomarino a Scafati, da Ottaviano a Terzigno si rischia di rendere inefficaci i lavori pure realizzati o in fase di completamento per la raccolta di acque nere. Quindi» continua il Presidente della Commissione «a fronte di centinaia di milioni di euro spesi, di non risolvere i problemi di esondazioni e grave rischio idrogeologico di queste aree. Per questo abbiamo chiesto l’impegno dell’assessore Cosenza a coordinarsi con l’Assessorato all’ambiente e definire le varie iniziative da adottare». Dal canto suo l’Assessore Cosenza ha chiarito che «A fronte dell’estrema complessità del bacino idrografico del Fiume Sarno si evidenzia sicuramente una necessità di azione sinergica delle parti in causa. Sono stati compiuti errori colossali» ha affermato Cosenza «come il Canale Conte Sarno, con sperpero di denaro pubblico, opera incompletabile per l’intersezione con gli scavi di Pompei. Ad oggi si continua ad assistere ad esondazioni continue. In realtà bisogna intervenire per aumentare la portata del Sarno, altrimenti è inutile pensare di portare lì ulteriori quantitativi di acque reflue. Bisogna quindi adoperarsi per rendere effettivi i finanziamenti del “Grande Progetto Fiume Sarno”, realizzare la seconda foce ed effettuare la pulizia completa del letto del fiume, da valle a monte. Resta però da risolvere» ha affermato Cosenza «la questione dello smaltimento dei sedimenti e dei fanghi rimossi e trattati che ad oggi continuiamo a portare tra Lazio, Toscana e Lombardia con sperpero inutile di denaro pubblico, e questo richiederà la rivisitazione della legislazione regionale, rispettando senza inutili eccessi le normative ambientali». Così, se pure il Commissario straordinario per il Fiume Sarno Guglielmi ha garantito «entro l’estate il completamento del collettore per portare le acque nere di alcuni comuni al depuratore di Angri», il vicesindaco di Poggiomarino Giuseppe Annunziata ha sottolineato che «quest’opera pur fondamentale rischia di non risolvere i problemi di comuni come il nostro soggetti a continui allagamenti. Se non verrà completata dalla regione la vasca volano per l’irreggimentazione delle acque bianche, le esondazioni verranno solo spostate da un punto all’altro del territorio comunale. Chiediamo allora un intervento immediato della Regione». Anche il Commissario dell’Autorità di bacino Marrazzo ha sottolineato che «Non mancano studi e progetti, è giunto il momento di tradurre in pratica le conoscenze acquisite e risolvere definitivamente i problemi». I componenti della Commissione Regionale, all’unanimità hanno assunto «l’impegno di  sollecitare la giunta e trovare le soluzioni più adatte in tempi certi. Per questo» dicono i consiglieri regionali «abbiamo aggiornato il tavolo con l’assessore Cosenza e l’assessore Romano, chiedendo un preciso crono-programma degli interventi da realizzare»

Altro che Scampia, il vero coprifuoco è al Centro Direzionale

«Altro che Scampia, il vero coprifuoco è al Centro Direzionale» lo afferma in una nota il Presidente della Commissione Beni Confiscati Antonio Amato «Conosco bene quel territorio, da assessore al comune di Napoli ho realizzato il parziale abbattimento delle vele. Conservo con amore le storie di straordinaria dignità di chi viveva negli scantinati di quegli orrori architettonici. Perché il mostro di questi territori non sta solo nella camorra ma anche e soprattutto in quanti hanno creato le condizioni materiali e sociali perché questo mostro proliferasse. A partire da politici e professionisti. Credo» prosegue Amato «ci sia stato un grande clamore mediatico su una notizia sostanzialmente priva di fondamento, ed anche l’articolo di questa mattina di Saviano racconta di cose che, per chi vive Scampia, sono difficili da credere: ragazze che scendono senza tacco e auto in cui si va da soli? Ma è un romanzo? E i negozi di pesce venderebbero meno non per la crisi ma perché si ha paura di comprare? Che a Scampia, a Melito, a Secondigliano, a Giugliano ci siano roccaforti della camorra è senz’altro vero» afferma il Presidente della Commissione Regionale «Che gli ultimi episodi di cronaca ci raccontano di una possibile faida nuovamente in atto nessuno lo può negare. E nemmeno che questo possa generare paura. Ma forse ci vorrebbe maggiore accortezza nell’usare le parole, ed evocare presunti coprifuoco genera solo nuova indiscriminata paura, nuove false stigmatizzazioni, soprattutto allontana lo spazio della verità. Ed allora diciamolo chiaramente che Scampia in questi anni è diventato un enorme laboratorio culturale e sociale dove una rete di associazioni che su quel territorio sono nate e operano, portano avanti un lavoro straordinario e loro “okkupy Scampia” lo mettono in campo ogni giorno, tra strade, piazze e scuole senza la necessità di clamori mediatici. Ed è così che si realizza un’azione concreta di sostegno alle forze dell’ordine e alla magistratura nella lotta alla criminalità organizzata. La politica, allora, dovrebbe sostenere seriamente queste esperienze se vuole realmente schierarsi contro la camorra. Piuttosto» conclude Amato «si provi a fare un giro di sera dopo le 19,00 per il Centro Direzionale, che dovrebbe essere il cuore pulsante della city. Quando chiudono gli uffici non resta nulla, qui davvero le donne hanno paura a scendere da sole di sera, e vicino ai parcheggi si è sviluppato un mercato del sesso che sfrutta i bambini e le povertà. Forse bisognerebbe ricordare con Fabrizio De Andrè che dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior».

In finanziaria un aritcolo per rendere meno efficaci i vincoli di protezione ambientale in Costiera

«Il comma dell’articolo 52 della finanziaria regionale, appare senza dubbio come un maldestro tentativo, messo lì tra le righe, per provare a stravolgere i vincoli previsti dalla normativa vigente a tutela dell’area Sorrentino Amalfitana. Fortunatamente è evidentemente scritto male, palesando una sua inapplicabilità procedurale. In ogni caso resteremo vigili perché non si stravolga quanto previsto dal PUC e non si rendano inefficaci i vincoli di tutela ambientale» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Eliminare la parola procedurali all’articolo 9 della legge 19, che per l’appunto  limitava nell’area sorrentino amalfitana l’applicabilità delle disposizioni della normativa alle sole parti procedurali, vuol dire provare a smussare i vincoli posti dalla legge in materia di costruzione di nuovi parcheggi. Tra l’altro il testo originario della legge era stato già modificato, nel senso di maggiori tutele ambientali, da successivi interventi normativi (legge 16 del 2004). In finanziaria non hanno nemmeno avuto l’accortezza, giuridicamente necessaria, di citare le modifiche intervenute, il chè denota anche la superficialità con cui si è ormai giunti a fare norme in Regione Campania. Lo dicevamo quando abbiamo votato contro questa finanziaria: non solo l’impianto generale appariva del tutto inefficace a fronte dei reali bisogni della nostra regione, ma in questo testo sono anche inseriti anche tanti piccoli interventi spot che, nel tentativo di rispondere agli interessi di pochi, potrebbero stravolgere i più complessi interessi della comunità, andando ad incidere in modo nefasto sul governo del territorio»

Per maggiori informazioni sull’argomento si rimanda all’articolo di Geremicca sul Corriere del Mezzogiorno consultabile al link

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/economia/2012/1-febbraio-2012/quel-piano-urbanistico-che-trasforma-costiera-sorrentina-boxlandia-1903102816599.shtml

Sull’ecomafia gravi colpe e inadempienze della politica

«Stiamo perdendo la battaglia contro le ecomafie per l’inerzia della politica. Le colpe di chi non adotta azioni di contrasto concrete non sono minori di quanti fanno affari con lo sversamento dei rifiuti» lo afferma il Presidente della Commissione regionale ecomafie Antonio Amato «Da mesi, ad esempio, nella zona Orientale di Napoli, tra Ponticelli e Pollena, si assiste al proliferare di scarichi di materiali abusivi e probabilmente rifiuti tossici che stanno creando vere e proprie minidiscariche laddove, tra l’altro, restano abbandonati siti di stoccaggio provvisori diventati, nell’incuria di tutti, definitivi. Allora» dichiara il Presidente della Commissione Regionale «Se va fatto l’ennesimo plauso alle forze dell’ordine e alla magistratura per l’operazione che questa mattina ha portato a stroncare un traffico di rifiuti speciali avviato nel nolano, non possiamo tacere sulle gravi colpe e inadempienze dei governi centrale e regionale. Siamo ancora in attesa che venga finalmente risolto il grande pasticcio del SISTRI e che, in ogni caso si addivenga ad un sistema efficiente sullo smaltimento dei rifiuti. Nonostante se ne parli da anni ancora manca nel codice penale la previsione del reato ambientale. Sul nostro territorio sistemi tecnologicamente avanzati e già utilizzabili per il contrasto alle ecomafie, come i drone sviluppati dall’Università Parthenope, nonostante diverse sollecitazioni della stessa commissione che presiedo, non vengono adottati e la ricerca sul campo non viene supportata. Più in generale» prosegue il Presidente della Commissione regionale «si avverte scarsa attenzione istituzionale su queste tematiche da parte di chi pure avrebbe l’obbligo di adottare tute le misure volte al contrasto di questi fenomeni. Si lasciano senza controllo e non si avviano a bonifica luoghi che pure si sa interessati da fenomeni di sversamento e incenerimento selvaggio. Eppure le ecomafie rappresentano uno dei principali core businnes della camorra e della mafia e l’annosa questione rifiuti in Campania non può essere affrontata correttamente senza sciogliere quello che è un vero e proprio nodo tumorale. Già nel piano bonifiche» afferma ancora Amato «bisogna dare priorità strategica al risanamento ambientale dei territori devastati da questo fenomeno. Quindi bisogna far propri tutti gli strumenti che possono aiutare in questa lotta, e istituire unità di crisi per il controllo di luoghi strategici e contro il fenomeno dei roghi tossici. Più in generale bisogna riattivare una grande tensione politico – istituzionale su questo tema. Questa commissione» conclude Amato «continuerà nella sua azione di ascolto, controllo, verifica e sollecitazione. Ma la politica e le istituzioni sono chiamate ad uno scatti di reni per non perdere una battaglia decisiva per la vita nostra e dei nostri territori»

Casal di Principe, ennesimo raid nel Parco Don Diana. Dopo la cattura dei boss non si può abbassare la guardia

«Ancora un raid vandalico al Parco Don Diana a Casal di Principe, segnale preoccupante per il quale è necessario un intervento immediato» lo afferma il Presidente della Commissione Beni Confiscati del Consiglio Regionale Antonio Amato «Abbiamo appreso che nella notte c’è stato l’ennesimo raid vandalico che questa volta ha danneggiato piante ed  alberi. E’ l’ennesimo atto di devastazione che danneggia questo luogo simbolo di questo territorio. E non può essere un caso che episodi del genere si siano intensificati proprio in questo periodo, dopo le catture dei capi dei casalesi. Lanciamo un allarme» afferma Amato «perché dopo la grande attenzione derivante dalla cattura di Zagaria si rischia di abbassare la guardia proprio nel momento di maggiore pericolo, quando i clan si riorganizzano e piccoli ma pericolosi criminali puntano a dimostrare il loro predominio. Atti dal forte valore simbolico come questi continui raid» afferma il Presidente della Commissione regionale «possono diventare preludio di azioni di maggiore violenza, e in ogni caso, soprattutto all’approssimarsi delle nuove elezioni a seguito dello scioglimento del Consiglio Comunale, potrebbero intensificarsi. Volontari ed organizzazioni sociali di Casale e dell’intera provincia casertana, insieme ai cittadini del posto, nei mesi scorsi, oltre a denunciare quanto avveniva, hanno intrapreso anche una straordinaria opera di recupero del luogo.  Sono anche pronti a realizzare a proprie spese ulteriori lavori per la messa in sicurezza e la videosorveglianza, ma c’è bisogno delle necessarie autorizzazioni e di altri interventi, a partire dall’illuminazione e da un maggiore controllo delle forze dell’ordine. Per questo abbiamo scritto al Prefetto di Caserta e al Commissario Prefettizio di Casal di Principe. Domani» conclude Amato «nella vicina Villa di Briano l’ex Villa Iovine di via Pico della Mirandola verrà restituita alla cittadinanza. L’ennesimo segno fattivo di una possibile riscossa dello Stato e della società civile contro la camorra. Ma non bisogna abbassare la guardia, anzi, proprio ora, bisogna rafforzare tutte le possibili azioni di contrasto alla criminalità organizzata e di rilancio del territorio»

Antonio Amato, Mafalda Amente, Anita Sala (Commissione regionale bonifiche, audizione con il Commissario straordinario bonifica Sarno) «Nel medio Sarno in via di risoluzione l’irreggimentazione delle acque nere. Ma restano irrisolti i rischi idrogeologici legati a esondazioni e allagamenti

«Entro quest’estate si risolveranno le questioni di carattere igienico sanitario legate agli scarichi fognari di Terzigno e San Giusepe Vesuviano che gravano ancora sul comune di Poggiomarino, grazie al completamento delle reti fognarie e degli allacciamenti a collettori e depuratore. Resta però tutta da affrontare la questione del deflusso delle acque bianche e del correlato rischio idrogeologico dell’intera area a ridosso del Monte Somma» lo affermano Antonio Amato, Mafalda Amente e Anita Sala, rispettivamente Presidente, vicepresipresidente  e commissario della III Commissione Speciale per le bonifiche, che questa mattina hanno ascoltato in audizione il Commissario Straordinario alla Bonifica del fiume Sarno, l’ing. Giovanni Guglielmi, sulle tematiche inerenti  raccolta e trattamento delle acque di alcuni comuni del medio Sarno. Presenti all’audizione, oltre al responsabile tecnico del Commissariato, l’ing. AngeloAntonio Orlando, i rappresentanti dei comuni di Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano e Terzigno, Giancarlo Chiavazzo responsabile scientifico di Legambiente Campania, i rappresentanti di diverse associazioni tra cui “La sveglia”, “Faro del Sarno”, “Assocaizione Diritti dei cittadini”, “Tutela Salute e Ambiente”. «L’audizione segue il sopralluogo alle vasche Fornillo e Pianillo di Poggiomarimo in cui avevamo appurato una situazione disastrosa con la tracimazione di scarichi fognari nei campi e continui allagamenti» spiegano i componenti della Commissione «La pulizia delle vasche, il prelievo ed il trattamento dei sedimenti con la loro raccolta nell’impianto di San Giuseppe, il completamento delle reti fognarie, si dovrebbero avere entro l’estate, secondo le garanzie fornite dal Commissariato che comunque al momento lavora in regime di prorogatio. Ma se questo risolverà in parte la questione igienico sanitaria legata allo sversamento delle acque nere» proseguono i consiglieri  «resterà aperta la questione delle esondazioni e del conseguente rischio idrogeologico. Questione che non viene correttamente affrontata per quest’area né nel Grande Progetto del Fiume Sarno né nel piano stralcio dell’Autorità di Bacino alla quale va chiesto conto della tipologia e della tempistica degli interventi già previsti in un Protocollo del 2004. Non si possono attendere nuovi ma già presumibili disastri» concludono Amato, Amente e Sala «Per questo a breve ci sarà un tavolo a cui convocheremo anche gli assessori Romano e Cosenza nonché la stessa autorità di Bacino e il Commisariato Sarno insieme a enti locali ed associazioni». Nel corso dell’audizione il vicesindaco di Poggioamrino Giuseppe Annunziata ha evidenziato la necessità di «completare nel suo complesso il sistema fognario, a partire da quello che insiste sul nostro comune ma anche le vasche di laminazione sotterranee che la Regione sembra aver dimenticato di realizzare». Chiavazzo di Legambiente ha invece sottolineato l’esigenza «di tenere assieme i diversi aspetti della questione: il governo del ciclo delle acque, i rischi relativi al dissesto idrogeologico e le bonifiche. In questo quadro complessivo, se si è in fase avanzata per le infrastrutture, bisogna affrontare adeguatamente la questione della gestione e puntare da subito, soprattutto da parte delle amministrazioni locali, su interventi drenanti sul territorio, unica strada, insieme ad una corretta ritenzione a monte, per evitare esondazioni che nessuna vasca potrà mai completamente contenere». Il Commissario Straordinario Gugliemi ha confermato che «il completamento di quanto di nostra competenza, e cioè opere di fognatura, svuotamento e pulizia delle vasche esistenti, non sarà sufficiente ad evitare nuovi allagamenti» ma ha assicurato anche di «avere già papprontato un più complessivo progetto preliminare che, tra ampliamenti delle vasche esistenti, nuove vasche di laminazione e canali di irreggimentazione, potrebbe essere funzionale a risolvere complessivamente la questione»

Piano rifiuti approvato, ma con stime sbagliate. L’assessore Romano convocato già domani in commissione

Il piano approvato non risponde alle reali necessità della Regione in materia di rifiuti» lo afferma il consigliere del PD Antonio Amato che oggi è intervenuto in Consiglio per motivare il no del PD al piano presentato dalla giunta «Comprendiamo la necessità di avere uno strumento che regolasse la materia e l’urgenza di dare risposte all’Europa. Per questo abbiamo tenuto un atteggiamento costruttivo, volto alla discussione ed al possibile miglioramento della proposta. Il nostro non è stato un no ideologico» continua Amato «ma basato su stime e bisogni reali, nonché sulle indicazioni legislative europee e nazionali. Lo scenario scelto nel piano» afferma il consigliere PD «legato ad una previsione di differenziata al 50%, è sovradimensionato nella quantità di rifiuti da destinare a discarica o a termovalorizzazione. Ci sono troppi inceneritori e pochi impianti di compostaggio, inoltre se si assume realmente l’obbligo di legge di portare al 65% la differenziata e il ridimensionamento del 10% della produzione rifiuti, come indicato in un nostro emendamento che è stato approvato, allora, bisogna rivedere l’impostazione del piano, e prevedere, preferibilmente, lo scenario A3 basato sul trattamento meccanico dei rifiuti prima di portarli all’incenerimento. Questo» conclude Amato «anche per evitare di bruciare il tal quale come invece oggi previsto dallo scenario B2 scelto nel Piano. Affronteremo ancora queste tematiche, a partire dal corretto smaltimento delle ecoballe presenti sul nostro territorio, attraverso la mozione di indirizzo che abbiamo presentato. Ora, l’intero consigli regionale, ha l’obbligo di seguire con grande attenzione il complesso iter della legge di riordino del settore. Proprio per questo, già domani, la commissione su siti rifiuti, bonifiche ed ecomafie che ho l’onore di presiedere, ha convocato l’assessore Romano in audizione