Archivi per la sezione ‘Istituzioni’ .
24th novembre 2011, 06:38 pm
«Grazie alle tecnologie che abbiamo messo a punto, a partire dai Drone e dalle termocamere, lungo i 47 km del Litorale Domitizio e il percorso del Volturno abbiamo rinvenuto di tutto: dalla contaminazione fecale per fogne che giungevano direttamente nelle acque ad un caseificio che ripuliva le proprie vasche senza alcuna depurazione, fino allo spargimento di letame pompato nei bacini idrici dagli allevamenti zootecnici. Per non parlare di un’importante cittadina dell’agro aversano che sversava i propri scarichi, senza utilizzare alcun collettore, direttamente nel Volturno» Il Prof.re Massimialino Lega titolare della linea di ricerca di “Ingegneria Sanitaria Ambientale” del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente dell’università Parthenope, nel corso della conferenza stampa di questa mattina promossa dalla Commissione Regionale Ecomafie, ha illustrato alcuni dei risultati derivanti dalla collaborazione con la Procura di Santa Maria Capua Vetere e le forze dell’ordine, che ha portato al Protocollo di Salvaguardia ambientale della Provincia di Caserta ed ora si estenderà all’intero territorio campano grazie al coinvolgimento di altre 6 procure «Noi operiamo come tecnici sulla scena del crimine cercando di individuare quello che è avvenuto sul territorio e che può aver causato un danno ambientale» ha spiegato il Prof.re Lega «Trattiamo il reato ambientale come delitto, sì da individuare innanzitutto la tipologia di reato e quindi poter risalire ai colpevoli. Naturalmente, poi, sono gli organi inquirenti a sviluppare le indagini». Alla presenza del Presidente e del Vice Presidente della Commissione Regionale Antonio Amato e Mafalda Amente, del Preside della Facoltà di Scienze e Tecnologie Prof. Raffaele Santamaria, del Direttore del Dipartimento di Scienze per l’Ambiente Prof. Gerardo Pappone, del prof. Rodolfo Napoli, nell’aula Magna della Parthenope sono stati presentati i Droni, piccoli velivoli a controllo remoto dotati di termocamere, teleobiettivi e sensori, che permettono di rilevare presenza e tipologia di rifiuti, la georeferenziazione del territorio e l’individuazione di sversamenti illeciti, il monitoraggio 3D delle matrici di aria, acqua e suolo. Tecnologie che lo stesso Lega ha già presentato anche negli Stati Uniti alla NASA «Dopo l’audizione delle scorse settimane» ha spiegato il Presidente Amato «abbiamo promosso questa conferenza stampa nella convinzione di dover sostenere questa eccellenza della ricerca campana che, attraverso le tecnologie sviluppate, diventa determinante per la lotta alle ecomafie, sia nella fase di monitoraggio del territorio che in quella della caratterizzazione delle aree necessaria per le bonifiche. Magistratura e forze dell’ordine hanno già stretto una forte collaborazione con l’Università, e addirittura le tecnologie sono attenzionate dalla NASA. La regione» conclude Amato «non può rimanere inerme e deve sostenere e avvalersi di queste eccellenze. Perché la lotta alla camorra in generale, e nello specifico alle ecomafie, non costituiscono una tra le priorità, rappresentano, piuttosto la nostra assoluta priorità». Ed un sostegno dovrebbe essere garantito proprio dall’assessorato all’ambiente, come ha confermato la vicepresidente della Commissione Amente «L’assessore all’Ambiente Giovanni Romano si è impegnato ad utilizzare il drone nel piano regionale per le bonifiche, a dimostrazione che la Regione presta particolare attenzione per la ricerca universitaria, indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi posti dall’ente per quanto riguarda le politiche ambientali» ha affermato Amente «L’uso di tecnologie all’avanguardia contribuirà di certo a contrastare quelle attività illecite che hanno prodotto i disastri che tutti ben conosciamo. La commissione sta dando ampio spazio a queste tematiche e mi auguro che la sinergia con l’assessorato all’Ambiente possa da oggi ulteriormente rafforzarsi». Ed il sostegno delle istituzioni è assolutamente necessario, perché anche a causa dei tagli alla ricerca, pure un’eccellenza come quella sviluppata dalla Parthenope è a rischio «E’ di grande importanza che, su questi temi, si stia realizzando un punto di convergenza tra le istituzioni, che tenga insieme magistratura, forze dell’ordine, Regione e Università» ha detto il Prof.re Lega «A breve presenteremo i risultati ottenuti anche ai ministeri competenti. Di certo, però viviamo una reale sofferenza rispetto ai fondi destinati alle nostre ricerche, e se le Istituzioni preposte non si faranno carico di un sostegno reale, anche quanto fino ad oggi realizzato viene messo seriamente a rischio»
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7th novembre 2011, 05:21 pm
«Sconforto, amarezza e rabbia: lo scempio del depuratore della zona ASI di Giugliano, l’ennesimo sperpero di danaro pubblico, le gravi ripercussioni per l’ambiente, non possono che suscitare questi sentimenti» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale per le bonifiche e i siti smaltimento rifiuti Antonio Amato che questa mattina, con i componenti della commissione Mafalda Amente, Corrado Gabriele e Anita Sala, l’assessore all’ambiente del Comune di Giugliano Marcello Postiglione ed i rappresentati di alcune associazioni, ha effettuato un sopralluogo al depuratore della zona ASI di Giugliano «I 18 miliardi di lire della Cassa del Mezzogiorno utilizzati per costruirlo sono stati sostanzialmente buttati. L’impianto ha lavorato per poco più di 4 mesi, poi a seguito del malfunzionamento, dei miasmi che emetteva, delle legittime proteste dei cittadini, dal 1999 è chiuso. In pratica è costato 150 milioni di lire per ogni giorno di funzionamento, ed oggi è poco più che un rottame che cade a pezzi» La commissione regionale si è recata a Giugliano a seguito del precedente sopralluogo al Depuratore di Cuma, durante il quale erano stati denunciati scarichi industriali abusivi provenienti proprio da quest’area. Al sopralluogo di questa mattina i consiglieri regionali sono stati accompagnati dall’Ing. Marco Allegretti, della società ITER che, successivamente alla chiusura dell’impianto (che avrebbe dovuto trattare le acque industriali della zona ASI ma anche quelle civili), ha avviato un contenzioso con l’ASI che va avanti ancora oggi «Saranno necessari ancora degli anni prima che il contenzioso si risolva» ha spiegato l’Ing. Allegretti «Un peccato perché l’impianto, che dava lavoro a decine di operai, quando fu aperto era all’avanguardia per il trattamento dei reflui industriali. Oggi l’adeguamento dell’impiantistica costerebbe almeno 8 milioni di euro». Fondi che in parte, per 4 milioni di euro, erano anche stati trovati, ma non sono mai stati utilizzati in attesa che si concludesse il contenzioso «Ci troviamo così di fronte ad una situazione assurda» spiega Amato «Nei Silos ancora giacciono i reflui giunti nell’impianto al momento dell’apertura, tutto è in stato di abbandono, sono stati rubati anche tutti i cavi elettrici e l’ufficio del custode, l’unico che ancora lavora nel depuratore, ha la luce grazie ad un allacciamento di fortuna. Ma soprattutto» continua il Presidente della Commissione Regionale «Non si riesce ad avere un controllo sicuro sui reflui che da qui giungono al Depuratore di Cuma. Lì ci avevano segnalato l’arrivo periodico di scarichi industriali non depurati, a partire da borlande di distilleria. L’ufficio di Presidenza della Commissione» ha spiegato Amato «chiederà urgentemente gli adeguati controlli dell’ARPAC per verificare quello che viene immesso nel collettore dalle singole aziende che dovrebbero essersi dotate ciascuna di un depuratore. Non gettiamo la croce sugli imprenditori» chiarisce Amato «Questa zona ASI non garantisce né servizi né infrastrutture, a partire dalle strade, passando per la bonifica dell’area dove giacciono migliaia di tonnellate di rifiuti anche tossici, per finire, appunto, ad un impianto di depurazione che sarebbe assolutamente necessario. C’è quindi bisogno di chiarezza, ed ognuno deve fare la propria parte. Di certo» conclude il Presidente della Commissione Regionale «al di là del contenzioso giudiziario e degli improcrastinabili accertamenti sugli scarichi industriali, si resta allibiti di fronte allo sperpero, all’abbandono e ai danni che, per l’ennesima volta, abbiamo dovuto constatare»
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4th novembre 2011, 02:22 pm
«Le indagini in corso su eventuali ampliamenti non autorizzati della discarica di Chiaiano gettano nuove ombre su una gestione nefasta che ha causato e ancora genera gravi danni e disagi. Ora basta, si chiuda questa discarica e si avvii il piano di bonifica» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale per le bonifiche e i siti rifiuti Antonio Amato «Ribadiamo inoltre la piena contrarietà, già espressa in modo bipartisan da questa commissione, all’apertura di una nuova discarica che insista su quest’area. La sola idea rappresenta una vera e propria follia che non tiene conto di quanto si è determinato su questo territorio. Oltre a quanto prodotto dalla discarica di Chiaiano» continua Amato «da mesi denunciamo la necessità di verificare quanto è stato determinato in cave vicine, come cava Zara, da probabili scarichi abusivi. Esistono incartamenti e analisi già realizzate che evidenziano gravissimi sforamenti nelle acque di pozzo di fluoruri, arsenico e idrocarburi. E invece di dare finalmente giustizia a questi territori e popolazioni si continua a scaricare a Chiaiano e addirittura si ipotizzano nuovi sversatoi nelle immediate vicinanze? I rappresentanti istituzionali» afferma il Presidente della Commissione Regionale «dovrebbero fare un bagno di umiltà, ammettere i propri errori, iniziare a prestare maggiore ascolto a comitati e cittadini che da anni portano avanti una pacifica battaglia di civiltà anticipando eventi che poi ha dovuto tragicamente appurare la magistratura. E’ quindi urgente» conclude Amato «recuperare credibilità dando seguito ai patti siglati, e quindi chiudendo la discarica e avviando la bonifica. Non si può continuare a prendere in giro la gente».
24th ottobre 2011, 04:36 pm
«La legge sui budget di salute è stata inserita nell’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale di giovedì 27 ottobre» lo affermano in una nota congiunta il consigliere del PD Antonio Amato ed i consiglieri del PSE Gennaro Oliviero e Gennaro Mucciolo «Alla conferenza dei capigruppo di questa mattina siamo riusciti, finalmente, a calendarizzare la discussione di questa proposta normativa che sistematizza uno dei migliori strumenti dell’assistenza sanitaria sperimentati in questi anni in Campania. , I budget di salute sono una delle modalità per sostenere i progetti terapeutici individualizzati. In linea con le direttive europee e le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), garantiscono il diritto alla salute attraverso il rispetto della persona e la promozione del pieno diritto alla cittadinanza. Da alcuni anni la ASL di Caserta ha avviato una loro sperimentazione, ora, anche a fronte di ottusi tentativi di smantellamento in atto» proseguono i consiglieri regionali «è necessario arrivare ad una normativa complessiva che non solo salvaguardi le esperienze che già si sono realizzate ma consenta anche di ampliare il loro utilizzo sull’intero territorio regionale». In attesa della discussione della legge, i Consiglieri però non smettono la lotta «Oggi sono in sciopero della fame per sostenere la battaglia portata avanti da Peppe Pagano e gli altri cogestori di budget di salute» afferma Amato «La calendarizzazione della legge è fondamentale, e sono certo dell’impegno dell’intero consiglio per arrivare alla sua approvazione. Ma sono pronto a proseguire questa battaglia fino a quando la disciplina regolamentare e amministrativa di questi strumenti non sia condivisa e inserita stabilmente nelle tipologie di servizi sociosanitari che possono essere offerti da una Asl. Nella mia veste di Presidente della Commissione sui Beni Confiscati» prosegue Amato «Ho verificato come i budget di salute rappresentino anche la linea rossa che tiene insieme le migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati in Campania. Sulle terre di Gomorra si è determinato un sistema virtuoso che ha consentito la nascita e lo sviluppo di una rete di realtà ed iniziative dall’alto valore produttivo e simbolico, nonché il reale reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, consentendo tra l’altro un forte risparmio per la sanità regionale. E’ allora assurdo» conclude il consigliere PD «il tentativo di smantellamento in atto da parte dell’ASL di Caserta. Anche per questo richiedo ancora una volta l’urgente intervento dello stesso Caldoro come commissario ad acta della sanità, e ho già sollecitato una verifica su quanto sta accadendo delle commissioni parlamentari antimafia e per il controllo del sistema sanitario nazionale»
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24th ottobre 2011, 04:35 pm
«Domani, lunedì 24 ottobre, sarò in sciopero della fame per essere al fianco della lotta di Peppe Pagano e degli altri cogestori di budget di salute, e con loro difendere questo sistema dall’ottusità burocratica e l’indifferenza istituzionale»lo afferma il Presidente della Commissione Regionale Beni Confiscati Antonio Amato che ha aderito alla campagna di digiuno collettivo “Per la fame di diritti” promossa per affiancare la protesta di Peppe Pagano, fondatore della Nuova Cucina Organizzata, in sciopero della fame per protestare contro lo smantellamento del sistema dei budget di salute «Abbiamo anche richiesto un intervento delle Commissioni Parlamentari per il controllo del Sistema Sanitario e Antimafia. Quello dei budget di salute è uno strumento sanitario flessibile che garantisce risparmi per la spesa sanitaria e la difesa del diritto alla salute dei “soggetti deboli”, dai sofferenti psichici ai disabili fisici, dagli anziani ai malati di HIV, superando le logiche dell’istituzionalizzazione. Inoltre» continua Amato «il sistema produce positivi effetti per i territori, dando vita ad un welfare di comunità in linea con le politiche europee. In provincia di Caserta dove questo sistema è stato sperimentato» afferma il Presidente della Commissione Regionale «rappresenta anche il filo rosso delle migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati. E’ delittuoso e assurdo, come sta facendo l’ASL di Caserta, continuare a frapporre ostacoli al suo funzionamento. Ostacoli che non dipendono da problemi di fondi, perché nel frattempo si investe per nuove SIR e Strutture Residenziali. E’ piuttosto la mancata volontà di superare le logiche e gli interessi dell’ospedalizzazione a determinare gli ostacoli. Come ha sottolineato anche il magistrato Raffaele Cantone in un recente articolo» dice Amato «far chiudere queste esperienze significherebbe dare un colpo mortale all’antimafia sociale che nelle terre di Gomorra ha raggiunto risultati eccezionali. E devono urgentemente intervenire anche le Istituzioni. Peppe Pagano ha già ricevuto la solidarietà di centinaia tra parlamentari, associazioni, cooperative, istituti bancari, la stesso Presidente della Provincia di Caserta Zinzi. Ma alla solidarietà devono seguire atti concreti. Domani ci sarà la discussione per la calendarizzazione di un’apposita legge che attende da un anno la sua discussione in consiglio. Ma serve anche» conclude Amato «Un intervento di Caldoro con un decreto come commissario ad acta della sanità. E’ assurdo che su questo tema persista un suo assordante silenzio, soprattutto alla luce di uno stanziamento di 10 milioni di euro per azioni sperimentali che superino l’ospedalizzazione mentre si lascia smantellare l’unico sistema che, con una semplice riconversione di spesa di fondi ordinari, questo obiettivo lo ha già ampiamente raggiunto»
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20th ottobre 2011, 01:43 pm
«Lunedì prossimo alla riunione dei capigruppo, alla presenza del Presidente della Commissione Sanità, verrà calendarizzata la discussione al primo consiglio regionale utile della Legge sui Budget di Salute. L’impegno assunto dal Presidente Romano garantisce un percorso certo e tempi brevi perché si arrivi finalmente all’approvazione della norma» lo affermano in una nota congiunta i consiglieri regionali Antonio Amato (PD), Gennaro Oliviero e Gennaro Mucciolo (PSE) che questa mattina, incatenandosi, hanno occupato la Presidenza dell’aula consiliare regionale «L’incatenamento è stato un gesto necessario per portare ancora una volta all’attenzione del consiglio la tematica dei budget di salute. Anche di fronte allo sciopero della fame e della sete portato avanti da Peppe Pagano e dagli altri cogestori delle cooperative casertane, non si poteva rimane fermi. C’era bisogno» affermano i consiglieri «di un atto concreto che superasse l’impasse che si era venuta a determinare e desse senso alla solidarietà espressa a questi ragazzi che hanno ottenuto risultati straordinari, anche nel contrasto alla camorra, proprio grazie a questa metodologia. La discussione della legge permetterà finalmente di dare piena legittimità e regolare il sistema dei budget che, attraverso i piani terapeutici individualizzati, ha garantito il diritto alla salute a centinaia di persone svantaggiate determinando anche un forte risparmio per la spesa sanitaria regionale. Anche rispetto a questo risultato» affermano i consiglieri «ribadiamo la richiesta a Peppe Pagano di interrompere almeno lo sciopero della sete, e, fino alla discussione definitiva della legge parteciperemo anche noi allo sciopero della fame a staffetta cui hanno già aderito tante associazioni, cooperative, sindacati e la stessa Banca Etica».
«I silenzi e il ritardo – conclude il Consigliere Regionale, Gennaro Mucciolo – rappresentano il punto più critico e sconcertante, evidentemente questo Governo Regionale sembra non aver alcun interesse a risparmiare e qualificare le attività del terzo settore, forse non si vogliono scardinare interessi consolidati da anni nella nostra Regione Campania»
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19th ottobre 2011, 04:12 pm
«Quelli della camorra sono crimini contro l’umanità perché i disastri ambientali di cui è artefice sono equiparabili a un vero e proprio genocidio» lo afferma il Presidente della Commissione ecomafie del Consiglio Regionale Antonio Amato «L’ennesimo sequestro di discariche abusive con rifiuti tossici nel casertano nella cui gestione risulterebbero coinvolti i casalesi, e in cui sarebbe finito pure l’amianto di Bagnoli, rappresenta l’ennesima dimostrazione del fatto che questi clan, quanti con loro hanno fatto affari, compresi imprenditori e classe dirigente connivente, rappresentino il cancro di questa regione. Un cancro da estirpare» continua Amato «Lo stanno facendo magistratura, forze dell’ordine, associazioni che lavorano su questi territori. Ma, sul versante della lotta a tutela dell’ambiente è necessario uno sforzo ulteriore delle istituzioni almeno su tre versanti: l’individuazione del reato ambientale nel codice penale, la creazione di nuclei territoriali interistituzionali contro le ecomafie e una mobilitazione per individuare, in sede internazionale, i disastri ambientali tra i crimini contro l’umanità. Di certo» afferma il Presidente della Commissione Regionale «c’è la necessità di primi atti concreti per bonificare i territori e recuperare anche la fiducia dei cittadini. Ma si può partire da subito anche con una campagna di sensibilizzazione che coinvolga tutte le istituzioni locali e metta in evidenza cosa la camorra ha prodotto con i suoi traffici. Testimonianze come quelle prodotte da La Terra dei Fuochi nel giuglianese hanno prodotto risultati straordinari, capaci di rompere il silenzio. Bisogna spezzare il circuito del consenso sociale e potrebbe essere utile anche una campagna come quella contro l’anoressia, che raffiguri visivamente i disastri di cui questi criminali sono stati artefici e le loro conseguenza. La camorra è una montagna di merda che produce morte» conclude Amato «Le istituzioni devono avere il coraggio di veicolare questo messaggio».
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19th ottobre 2011, 04:10 pm
«Scriverò ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari sul Controllo del Servizio Sanitario Nazionale e Antimafia per chiedere un loro intervento su quanto sta accadendo all’ASL di Caserta sui budget di salute» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato che questo pomeriggio porterà personalmente la sua solidarietà a Peppe Pagano, il fondatore della Nuova Cucina Organizzata da lunedì in sciopero della fame e della sete per protestare contro lo smantellamento del sistema dei Budget di Salute «Chiederò a Peppe di sospendere almeno lo sciopero della sete, garantendo a tutti i cogestori una lotta strenua per difendere i budget di salute. Si tratta di un’eccellenza del sistema socio sanitario che garantisce un forte risparmio per la sanità regionale e straordinari risultati in termini di cura e garanzia dei diritti dei soggetti svantaggiati. Eppure» afferma Amato « l’Asl continua a ritardare il pagamento delle cooperative coinvolte in questo sistema e da tempo continua a frapporre assurdi ostacoli burocratici al suo funzionamento. E’ un caso» si chiede Amato «che tali ostacoli siano incominciati quando si è appurato che questo sistema rappresenta la linea rossa delle migliori esperienze campane di riutilizzo dei beni confiscati? E’ un caso che si siano iniziati a chiudere progetti individuali per rispedire le persone coinvolte nelle SIR, le strutture residenziali dalle quali erano stati presi per restituirli alla piena cittadinanza, mentre esponenti dell’ASL continuano a parlare di nuovi faraonici investimenti per costruirne altre? Quali interessi sono in campo? Dal suo insediamento» continua Amato «la commissione che presiedo si occupa dell’argomento ed anche noi abbiamo dovuto spesso affrontare un muro di gomma da parte dell’ASL di Caserta. Ma il neo direttore e già commissario Menduni esiste oppure è solo una figura nominale? Che posizione assume? Ed anche le Istituzioni regionali latitano. Il consiglio» dice il Presidente della Commissione Regionale «Da un anno non riesce a discutere l’apposita legge presentata dal collega Oliviero, Caldoro stanzia 10 milioni di euro per progetti innovativi per superare la deospedalizzazione e poi non decide cosa fare di questo sistema che nei fatti la garantisce, contribuendo, in modo netto, anche al superamento del sistema carcerario degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Chiediamo al Presidente della giunta» conclude Amato «nella qualità di commissario della sanità di predisporre un decreto per sbloccare la situazione e rafforzare un sistema che pure ufficialmente continua a lodare e che pure era stato sostenuto nell’ultima finanziaria regionale. I budget di salute sono uno strumento per la garanzia dei diritti e la lotta alla camorra, rimanere inerti mentre c’è chi mette a repentaglio la propria stessa salute per difenderli, è da vigliacchi e complici di interessi occulti»
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19th ottobre 2011, 04:08 pm
«Da oltre un anno l’ASL di Caserta sta smantellando il sistema dei budget di salute, una delle eccellenze del sistema socio sanitario campano capace, tra l’altro, anche di contrastare la criminalità organizzata attraverso il riutilizzo dei beni confiscati. Lo sciopero della fame e della sete iniziato da Peppe Pagano e dagli altri co-gestori dei budget è l’atto estremo di chi è costretto a confrontarsi con l’ottusità e l’incompetenza dei burocrati e il disinteresse delle Istituzioni e della politica» Lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato che esprime piena solidarietà al fondatore della Nuova Cucina Organizzata che, da questa mattina, ha iniziato lo sciopero della fame e della sete per protestare contro lo smantellamento silenzioso del sistema dei budget di salute «Mentre la giunta regionale stanzia dieci milioni di euro destinati ad ASL e Aziende Ospedaliere per azioni sperimentali che superino l’ospedalizzazione, non difende l’unica sperimentazione ormai consolidata che, con grandi risparmi per la spesa sanitaria, supera l’ospedalizzazione psichiatrica e della riabilitazione. Così, senza pudore, il sistema dei budget viene smantellato. Questi ragazzi, queste cooperative vanno avanti da oltre un anno senza che l’ASL di Caserta paghi loro quanto dovuto. Eppure hanno permesso a decine e decine di soggetti svantaggiati di recuperare i loro diritti restituendoli alla cittadinanza. Eppure, anche attraverso questo sistema, sono riusciti a recuperare e riconsegnare al territorio tanti beni confiscati. Eppure vengono lodati da Università e media nazionali ed internazionali. Così» dice ancora Amato «mentre oggi il Mattino dedica un’intera pagina all’esperienza della Nuova Cucina Organizzata il suo fondatore è costretto a smettere di mangiare e bere. E ancora i telegiornali parlano del riutilizzo dei terreni confiscati lavorati da persone che vengono dalla salute mentale come reali possibilità di contrasto alla camorra, e nel frattempo a queste stesse persone sono tolti gli strumenti per continuare a farlo. E ancora mentre le Università campane fanno partire un corso di Alta Formazione sull’economia sociale che si basa proprio su queste esperienze, questo laboratorio nato sulle Terre di Don Peppe Diana viene smantellato. Il tutto» afferma il Presidente della commissione regionale «con un consiglio regionale incapace da oltre un anno di discutere una specifica Legge e il Presidente Caldoro che pure loda il sistema ma poi non da consequenzialità alle sue parole. Nel frattempo l’ASL di Caserta paga altri fornitori ma dimentica i co-gestori, rafforzando solo le difficoltà burocratiche per accedere al sistema. La violenza criminale» conclude Amato «non è solo dei camorristi, ma anche di quanti coi loro silenzi, con le loro omissioni non permettono lo sviluppo di reali alternative. Ora le Istituzioni facciano capire da che parte stanno, se al fianco dei Casalesi e di interessi occulti, oppure vicino a chi si batte per dare dignità al nostro territorio e a quanti lo vivono, mettendo a rischio anche la propria salute e incolumità»
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10th ottobre 2011, 05:43 pm
«Acqua contaminata da escherichia coli fino a 150 volte oltre i limiti previsti, sforamenti di azoto ammoniacale, di COD e di BOD. Esaminando i dati delle analisi del 2011 del depuratore di Cuma si ha una fotografia allarmante» lo denunciano in una nota congiunta Antonio Amato e Mafalda Amente, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Commissione Regionale sulle bonifiche e i siti smaltimento rifiuti che la scorsa settimana si sono recati in sopralluogo presso l’impianto di depurazione flegreo «Già il sopralluogo denunciava una situazione estremamente preoccupante, con impianti fermi, centraline di controllo mai entrate in funzione, operai in agitazione, denuncie di scarichi industriali. E le cattive sensazioni sono state confermate già dal primo esame degli incartamenti che ci siamo fatti consegnare». Le relazioni mensili sul funzionamento dell’impianto, infatti, mostrano alcuni dati allarmanti «Stiamo esaminando i dati del 2011. Dalle analisi chimico fisiche si evidenzia che almeno fino alla metà di agosto, per tutti i mesi di quest’anno, in alcuni giorni l’acqua usciva dall’impianto con quantità di escherichia coli ben oltre i limiti previsti dalla legge. Il 28 aprile, ad esempio, di fronte al limite di 5000 unità formati colonie su100 ml è finita a mare acqua con quantità batteriche pari a 750 mila ufc/100 ml. E scarichi in mare di acque con oltre 100 mila ufc si ritrovano anche a gennaio, febbraio, marzo, giugno (con un picco oltre le 500 mila), luglio. E In ogni caso>> affermano ancora Amato e Amente «per l’Escherichia ci sono sforamenti fino a 10 volte superiori i limiti in tutti i mesi dell’anno. Associazioni come Legambiente denunciano da anni l’inquinamento per quelle coste di escherichia, e la volontà di contraffare proprio questi limiti è stata anche al centro dell’azione giudiziaria che ha interessato la gestione del depuratore. Dobbiamo ricordare che si sta parlando di inquinamento fecale, e che il limite per la balneazione è di 500 ufc. Questi sforamenti, quindi, determinano enorme preoccupazione per le ripercussioni sulla salute. Anche perchè» proseguono Presidente e Vice Presidente della Commissione Regionale «a quelli dell’Escherichia si sommano i puntuali sforamenti di azoto ammoniacale con quantità che sfiorano i limiti dello scarico in fogna. Dati direttamente correlati alla proliferazione delle alghe. Ancora parametri fuori norma di COD e BOD a dimostrazione di un impianto che sarebbe quasi da rottamare. Insomma» concludono Amato e Amente «servono risposte ed interventi urgenti da parte di tutte le autorità competenti. E’ giunto il momento di affrontare seriamente la riorganizzazione generale dell’intero sistema di gestione del ciclo delle acque in Campania».
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