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Cogestori budget di salute costretti allo sciopero della fame e della sete

«Da oltre un anno l’ASL di Caserta sta smantellando il sistema dei budget di salute, una delle eccellenze del sistema socio sanitario campano capace, tra l’altro, anche di contrastare la criminalità organizzata attraverso il riutilizzo dei beni confiscati. Lo sciopero della fame e della sete iniziato da Peppe Pagano e dagli altri co-gestori dei budget è l’atto estremo di chi è costretto a confrontarsi con l’ottusità e l’incompetenza dei burocrati e il disinteresse delle Istituzioni e della politica» Lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato che esprime piena solidarietà al fondatore della Nuova Cucina Organizzata che, da questa mattina, ha iniziato lo sciopero della fame e della sete per protestare contro lo smantellamento silenzioso del sistema dei budget di salute «Mentre la giunta regionale stanzia dieci milioni di euro destinati ad ASL e Aziende Ospedaliere per azioni sperimentali che superino l’ospedalizzazione, non difende l’unica sperimentazione ormai consolidata che, con grandi risparmi per la spesa sanitaria, supera l’ospedalizzazione psichiatrica e della riabilitazione. Così, senza pudore, il sistema dei budget viene smantellato. Questi ragazzi, queste cooperative vanno avanti da oltre un anno senza che l’ASL di Caserta paghi loro quanto dovuto. Eppure hanno permesso a decine e decine di soggetti svantaggiati di recuperare i loro diritti restituendoli alla cittadinanza. Eppure, anche attraverso questo sistema, sono riusciti a recuperare e riconsegnare al territorio tanti beni confiscati. Eppure vengono lodati da Università e media nazionali ed internazionali. Così» dice ancora Amato «mentre oggi il Mattino dedica un’intera pagina all’esperienza della Nuova Cucina Organizzata il suo fondatore è costretto a smettere di mangiare e bere. E ancora i telegiornali parlano del riutilizzo dei terreni confiscati lavorati da persone che vengono dalla salute mentale come reali possibilità di contrasto alla camorra, e nel frattempo a queste stesse persone sono tolti gli strumenti per continuare a farlo. E ancora mentre le Università campane fanno partire un corso di Alta Formazione sull’economia sociale che si basa proprio su queste esperienze, questo laboratorio nato sulle Terre di Don Peppe Diana viene smantellato. Il tutto» afferma il Presidente della commissione regionale «con un consiglio regionale incapace da oltre un anno di discutere una specifica Legge e il Presidente Caldoro che pure loda il sistema ma poi non da consequenzialità alle sue parole. Nel frattempo l’ASL di Caserta paga altri fornitori ma dimentica i co-gestori, rafforzando solo le difficoltà burocratiche per accedere al sistema. La violenza criminale» conclude Amato «non è solo dei camorristi, ma anche di quanti coi loro silenzi, con le loro omissioni non permettono lo sviluppo di reali alternative. Ora le Istituzioni facciano capire da che parte stanno, se al fianco dei Casalesi e di interessi occulti, oppure vicino a chi si batte per dare dignità al nostro territorio e a quanti lo vivono, mettendo a rischio anche la propria salute e incolumità» 

Caldoro cancella la possibilità di sviluppo occupazionale sui beni confiscati

«Tagli indiscriminati che colpiscono la lotta alla criminalità organizzata e per la legalità. Detto in altre parole un regalo alla camorra» lo denuncia il Presidente della Commissione sui Beni confiscati Antonio Amato alla luce della delibera di giunta che cancella il Protocollo per la realizzazione di un programma condiviso di sviluppo occupazionale sui beni confiscati «Nella furia di abrogare gli atti della precedente giunta, motivata dallo sforamento del patto di stabilità, si sta agendo indiscriminatamente senza alcun raziocinio. Si annulla una  delibera di giunta, la 1874 del 22 dicembre scorso, con la quale si approvava un Protocollo d’intesa con il Ministero del Lavoro tra l’altro già firmato a gennaio da Bassolino e Viespoli, per valorizzare i beni confiscati e farne un’occasione di sviluppo ed occupazione. Ora si annulla anche il protocollo già firmato? Oppure si vuole “solo” svuotarlo eliminando lo stanziamento di 720 mila euro recuperati dal POR/FSE 2007/2013?    Il protocollo» afferma Amato «serve a preparare progetti produttivi di riutilizzo dei beni confiscati, a istituire corsi di formazione per la creazione di cooperative sociale giovanili destinate al lavoro sui beni stessi ed a porre le condizioni per la creazione e l’avvio d’imprese fino al lancio sul mercato. Che fine faranno ora i progetti avviati? E che idea si ha di riutilizzo sociale dei beni confiscati e più in generale di lotta alla criminalità organizzata se si operano simili azioni di taglio degli stanziamenti e il blocco di progettualità già in corso? E’ irresponsabile ed  incomprensibile agire per ragioni di cassa senza distinguo e senza alcuna concertazione. La necessità di colpire la criminalità organizzata nel cuore dei suoi interessi economici» conclude Amato «è questione prioritaria per il rilancio di questa regione. Con la sospensione di questo protocollo è come se le Istituzioni Campane si arrendessero al potere della camorra»

Antonio Amato sul web. Intervista con Napolitoday.it sui grandi temi della politica campana

Antonio Amato percorre i grandi temi che toccano la Campania, argomenti cardine della sua campagna elettorale e del suo impegno politico futuro e pregresso.

Si spazia dal lavoro all’ambiente alla sanità, al caso Cosentino. Riflettori accesi su: energie rinnovabili e centrali nucleari, alle quali il Consigliere Amato ripete il suo no deciso, la strenua difesa dell’acqua pubblica, la sua campagna elettorale, Vincenzo De Luca ed il suo progetto per la Campania, i cambiamenti dentro il PD.

Ma anche gli ottimi risultati ottenuti da Questore alle Finanze, frutto del lavoro quotidiano svolto da Antonio Amato negli ultimi tre anni e che, pur accanto ai grandi fatti che scuotono la vita sociale e politica della nostra regione, non vanno dimenticati.

 

l’intervista a Napolitoday