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Archivi per la sezione ‘Immigrazione’ .

Una legge regionale contro il nuovo razzismo

Intervento pubblicato su la Repubblica del 24 luglio 2009

 

Un lavoratore del Burkina gambizzato, un migrante picchiato e apostrofato “sporco negro”, quindici senegalesi non fatti salire su un treno. Questo solo a Napoli. Ma in tutt’Italia si susseguono eventi di intolleranza e violenza.

Episodi, si dirà. Ma dietro i singoli eventi sembra spirare un vento perverso, fautore di un clima di rigetto e rifiuto dell’Altro. A partire dalla sua pelle, dalle sue fattezze fisiche, finanche dal suo presunto “odore”.

Contini, nel dopoguerra, spiegava che la parola razza non deriva dall’etimo latino ratio, ma dal francese haraz, razzo, termine che si riferisce ai cavalli. Svelava l’origine “equina” del concetto e si rammaricava dello sforzo che nei secoli era stato fatto per trovarne una nobile genesi.

Si sperava, dopo gli orrori dei totalitarismi, che il risveglio civile dell’Europa determinasse il superamento di pratiche e mentalità aberranti. Ed invece, i pregiudizi razziali, fatti uscire dalla porta principale dal progresso scientifico e culturale, sembrano rientrare dalle finestre del senso comune, avvalorati da un clima di paura e chiusura in se stessi che i governi, e soprattutto quello italiano, sostengono con leggi dal chiaro fondamento razzista.

Quanto previsto dal Decreto Sicurezza genera una perversa spirale di intolleranza, che coinvolge singoli e collettività che rifiutano tutti quelli considerati estranei. Il confine che delimita “gli stranieri” tende ad allargarsi sempre più, ad includere/escludere sempre nuove categorie di esseri umani. Un confine mobile dal quale nessuno può dirsi escluso.

È per queste ragioni che tutti gli episodi di stampo razzista necessitano di un’attenzione costante delle istituzioni, chiamate ad arginare una deriva che è insieme istituzionale, sociale e culturale. Come Ente Regionale non abbiamo gli strumenti per bloccare quanto previsto dal Decreto Sicurezza, ma si può intervenire per cercare di porre quantomeno degli argini.

In questo senso, da troppo tempo, oltre due anni, attende il completamento del suo iter il disegno di legge sulle “Norme per l’inclusione sociale, economica e culturale delle persone straniere presenti in Campania” varato dalla giunta e già approvato dalla VI Commissione.

Ho già sollecitato il Presidente del Consiglio Regionale e tutti i Capigruppo per il completamento del percorso istituzionale. Di fronte all’imbarbarimento sociale e culturale che viviamo, c’è la necessità di stabilire norme certe di accoglienza e sostegno ai migranti.

La legge sostiene principi democratici e tutela i diritti fondamentali, indipendentemente dalla posizione giuridica: in particolare salute, infanzia e maternità.

È oggi necessario dare un segnale di civiltà che collochi la nostra Regione nei sentieri del rispetto dell’Altro, al di là di qualsiasi concetto di clandestinità.

La Campania è sempre stata un territorio accogliente, e sono convinto che la maggioranza della popolazione lo sia ancora. Bisogna sostenere questi sentimenti e non farli soffocare dalla paura.

 

Antonio Amato

Il Mondo in Piazza. La tre giorni interetnica di Somma Vesuviana all’insegna del volontariato e dell’incontro tra culture

Ricevo e pubblico l’articolo dell’amico Francesco Di Marzo:

  

Per tre giorni suoni sapori e colori del mondo riempiranno Piazza Filiberto a Somma Vesuviana. Succederà con Manifestando intercultura… Il mondo in piazza, progetto di incontro fra le diversità inserito tra le iniziative dell’Associazione Metanova e del Centro Servizi Volontariato di Napoli. Dal 16 al 18 Luglio, la vivace cittadina conoscerà un’invasione pacifica di spettacoli, musiche, opere d’arte, cucina e stand di varie etnie e culture del mondo. E tutto come un gioioso laboratorio di promozione e diffusione del volontariato, dell’intercultura e dell’integrazione degli immigrati con il territorio. I cittadini di Somma e i visitatori che ci capiteranno a metà di Luglio avranno davanti agli occhi il programma dell’iniziativa, nata in team con il Consorzio di Cooperative Sociali MEDINA, il Consolato della Repubblica di Polonia a Napoli e l’Associazione Unione Donne Ucraine.

 

Giovedì 16 Luglio, “suoni migranti”: associazioni di immigrati si esibiranno con danze etniche e spettacoli musicali.

Venerdì 17, “sapori dal mondo”: con le tradizioni culinarie e i piatti tipici degli immigrati.

Sabato 18, i “colori dal mondo”: con le espressioni e le tradizioni artistiche delle varie etnie. E laboratori di pittura, scultura e lettura delle diverse culture del mondo.

 

Per Antonio Coppola, presidente dell’Associazione: “Metanova vuole favorire il concetto di cultura come bagaglio di conoscenze, credenze, atteggiamenti e comportamenti della nostra realtà, sempre più permeabile ai cambiamenti. È necessario educare i giovani, i volontari ed i cittadini ad una visione cosmopolita del mondo. Fare e manifestare intercultura significa sapere che esistono più rappresentazioni del mondo, e che il confronto è fattore di crescita reciproca”. L’attività, come le altre ideate da CSV Napoli e Metanova, punta a promuovere il rispetto della diversità tra le varie culture ed etnie, a passare dalla multiculturalità all’interculturalità. Dalla diffidenza e lo scontro alla collaborazione tra le culture.

In difesa dell’immigrazione, trasformiamo in legge il ddl per l’inclusione degli stranieri in Campania

Oggi ho inviato una lettera al Presidente del Consiglio Regionale della Campania, ai Presidenti della Prima e della Seconda Commissione ed ai Presidenti di tutti i Gruppi consiliari per completare l’iter istituzionale del disegno di legge sulle Norme per l’inclusione sociale, economica e culturale delle persone straniere presenti in Campania.

Il disegno di legge, varato dalla giunta, e già approvato dalla VI Commissione, da troppo tempo, oltre due anni, attende il completamento del suo iter. Di fronte all’imbarbarimento sociale e culturale scaturito dalla legge sulla sicurezza dobbiamo dare un segnale politico forte che stabilisca norme certe di accoglienza e sostegno ai migranti.

La legge, che tra l’altro prevede il diritto di voto attivo e passivo delle persone straniere legalmente residenti in Italia, tutela i diritti fondamentali, indipendentemente dalla posizione giuridica: in particolare, salute, infanzia e maternità.

Certo, non possiamo intervenire sulle norme discriminatorie previste contro la cosiddetta clandestinità, ma dobbiamo dare un segnale di civiltà che collochi la nostra Regione nei sentieri dell’accoglienza e del rispetto dell’Altro. Il mondo dell’associazionismo laico e cattolico, ma anche i vescovi e i sindacati, hanno sottolineato le gravi ripercussioni che scaturiranno dalla legge sulla sicurezza, dettata da necessità di propaganda piuttosto che da senso civico e democratico.

In carceri già al collasso come Poggioreale il sovraffollamento farà esplodere malattie infettive e creerà condizioni invivibili, che sono alla base dei tanti suicidi nei nostri istituti di pena.

Nei limiti della nostra potestà legislativa, dobbiamo allora intervenire per affermare la sussistenza di quei valori democratici che oramai quotidianamente vediamo messi in discussione da un nuovo razzismo intollerante e pericoloso per l’intera società.

Sarò alla manifestazione promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. Il Consiglio Regionale approvi subito il testo di legge sulle politiche per l’immigrazione pronto da oltre un anno

Do la mia adesione alla manifestazione di domenica prossima organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio ad un anno di distanza dai roghi ai campi ROM di Ponticelli. Sarò a quella manifestazione perché sono convinto che esiste la necessità di promuovere una cultura della convivenza civile che rigetti qualsiasi forma di intolleranza e razzismo. Non si può cedere al becero populismo ed è da rigettare qualsiasi tentazione xenofoba. In questo senso ribadisco che il manifesto del PD di Ponticelli di un anno fa, dove si chiedeva di cacciare i ROM dal quartiere, rappresentò un profondo errore civile e politico che non rispondeva alla linea del partito quanto a un’iniziativa personale di pochi iscritti, peraltro già ampiamente sconfessata. Il Partito Democratico, anche in Campania, è  profondamente avverso a qualsiasi azione volta al rigetto dei migranti, e si deve impegnare per la promozione di una politica dell’integrazione. Sollecito il presidente del Consiglio Regionale ed i capigruppo a portare in aula, nel più breve tempo possibile, il testo del disegno di legge sulle politiche regionali relative all’immigrazione, licenziato dalla giunta e che da oltre un anno ha avuto anche il parere favorevole della VI commissione. Il testo rappresenta un forte baluardo contro le derive razziste che provengono dal famigerato decreto sicurezza del Governo, e non è più tollerabile che il Consiglio rimandi la sua approvazione. Mai come adesso è necessario, da parte delle istituzioni, difendere i valori della tolleranza e della convivenza civile che fondano la nostra democrazia.

Serve una normativa regionale per scongiurare il rischio dei bambini fantasma

Purtroppo il testo di legge sulla sicurezza fatto approvare ponendo la fiducia, apre le porte alle più becere forme di razzismo. A Napoli abbiamo già verificato le conseguenze delle sue disposizioni quando il DDL non era ancora legge, con la vicenda di Kante Kadiatou cui era stato sottratto il figlio perché priva del permesso di soggiorno. E mi sono giunte numerose segnalazioni sull’aumento di parti clandestini soprattutto nelle province con la più alta percentuale di presenza di migranti. Già all’indomani di quella vicenda mi adoperai perché il consiglio regionale, il 2 aprile scorso, con un ordine del giorno, impegnasse la commissione sanità e la giunta perché predisponesse provvedimenti normativi e/o legislativi tesi ad evitare il ripetersi di episodi così deplorevoli. E’ ora urgente che il Presidente della Commissione Giusto e il nuovo assessore Santangelo diano seguito a quell’impegno. Il nuovo testo di legge sulla sicurezza, infatti, resta ambiguo su questo punto, ed inoltre determina il rischio che i nuovi nati non vengano dichiarati, imponendo, al dichiarante, la presentazione di un documento e di un regolare contratto di lavoro. Migliaia di bambini corrono il rischio di divenire “fantasmi” e questo costituisce la più grave aberrazione dei diritti democratici cui porteranno le norme volute dal centro destra. Mi auguro che nei prossimi mesi la legge venga bocciata dalla Corte Costituzionale per le palesi violazioni dei dettami fondamentali della Nostra Carta. Ma nel frattempo la Regione Campania deve immediatamente adoperarsi per bloccarne, nei limiti delle sue possibilità di intervento, le più gravi conseguenze.

Una norma regionale per impedire ai medici di denunciare gli immigrati irregolari, seguiamo l’esempio della Puglia

Ho presentato in Consiglio un ordine del giorno per chiedere un provvedimento regionale che impedisca nuove denunce di immigrati irregolari che in Campania ricorrono alle cure mediche.

Ricordate senz’altro la brutta vicenda capitata alla signora ivoriana Kante Kadiatou che ha chiesto da oltre un anno asilo poltico, e che agli inizi di Marzo s’è vista togliere il figlio Abou dal Fatebenefratelli e denunciare alla polizia.

La neomamma sapeva di non avere i documenti in regola, ma ha chiesto ugualmente aiuto per partorire; ignorava, però, che una riforma dello Stato italiano, ancora in votazione, autorizza i medici a denunciare gli immigrati irregolari; né poteva immaginarlo, conoscendo quale grande giuramento di segretezza vincoli i dottori.

Ma l’emendamento della Lega Nord al Decreto Legislativo sull’immigrazione, il 296 del ’98,  punta a cambiare l’etica dei medici e, intanto, ne snatura la condotta, che mai deve strumentalizzare i pazienti. O, addirittura, far loro del male.

La denuncia, crudele e antiprofessionale, di una donna incinta come Kante collide in pieno con le Convenzioni internazionali e rivela la xenofobia in cui annega il nostro Paese, sempre più simile ad uno Stato etico che colpisce i più deboli con l’espulsione. Come i quotidiani europei riportano instancabilmente in queste ore.

Nel mio ordine del giorno, firmato dai gruppi di maggioranza e dal Movimento per l’Autonomia, chiedo di fare come la Regione Puglia, che impedirà ai medici la denuncia degli immigrati non in regola mediante un decreto regionale obbligante al segreto sulla vita dei pazienti, di qualunque etnia essi siano.

La mia proposta incarica Commissione Sanità e Giunta di ”predisporre provvedimenti normativi e legislativi tesi ad evitare il ripetersi di questi deplorevoli episodi”, ed impegna il Presidente Bassolino e l’assessore alla Sanità Montemarano ad intraprendere tutte le azioni necessarie, fino alla revoca delle convenzioni per le strutture mediche recidive nelle denunce.

La modifica dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 296/98, sostituendo nella frase ”l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità” le parole non può con la parola può, ha portato all’episodio del Fatebenefratelli.

Uno squallido avvenimento che diffonde nella società, prima che tra i medici, il radicale rifiuto dell’altro ed espelle l’Italia, e non lo straniero irregolare, dal consesso delle Nazioni Civili.

 

Giuramento di Ippocrate antico e moderno

Antonio Amato sostiene le iniziative di mediazione culturale

Pubblico questo comunicato non perché il blog debba essere un mezzo stampa, ma perché condivido le iniziative di Nello Tuorto a favore delle comunità polacche presenti nella nostra regione, in particolare quelle intraprese nel campo dei diritti del lavoro, della scuola e dell’istruzione

comunicato