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Archivi per la sezione ‘Immigrazione’ .

Rifugiati del Nord Africa, situazione allarmante e nessuna trasparenza dalla Regione

«Quella dei rifugiati dal Nord Africa in Campania è una situazione orami esplosiva in cui sono lesi i più elementari diritti mentre, anche rispetto ai milioni di euro spesi c’è totale assenza di trasparenza» lo denuncia in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato «La settimana scorsa avevamo scritto all’assessore regionale Cosenza individuato dal capo della Protezione Civile Gabrielli come soggetto attuatore per la regione Campania. Chiedevamo notizie circa piani regionali, linee guida regionali, deliberazioni, decreti e/o altri atti relativi alla tematica “Emergenza umanitaria Nord Africa”. La risposta ci lascia sconcertati: l’assessore scrive testualmente che “come soggetto attuatore non emetto alcun piano regionale, linea guida regionali, deliberazioni. Ci chiediamo allora» continua Amato «come sono stati ad esempio scelti gli alberghi dove questi ragazzi vengono abbandonati a loro stessi visto che non c’è stato alcun bando pubblico, e perchè non siano controllate le condizioni disumane in cui sono lasciati. Chiediamo come sia possibile che in una lettera di Cosenza si chieda di trasfromare questi alberghi in CARA ed il giorno stesso della lettera arrivino negli alberghi cooperative a proporsi per i servizi di supporto previsti dal “contratto CARA”, proponendo prezzi risibili, senza che siano stati coinvolti in questa operazioni orgnaizzazioni sindacali, associazioni e, soprattutto, enti locali. Perchè il comune di Napoli dove soggiornano oltre mille donne e uomini che vengono dal Nord Africa, e tutti gli altri comuni non vengono chiamati in causa? Ed ancora» prosegue il consigliere PD «a fronte di una situazione sanitaria divenuta drammatica con seri rischi per la salute pubblica che ruolo hanno avuto le ASL e il commisariato regionale alla sanità? Perchè nessuno si spende per far ottenere a questi ragazzi un permesso i soggiorno umanitario della valenza di un anno, preferendo il proseguire di una situazione definita emergenziale mentre, tra l’altro, la commissione regioanle di Caserta che valuta le richieste di asilo ne approva, ad oggi, dati alla mano, una ogni 50? Siamo di fronte ad un enorme vulnus della Democrazia» conclude Amato «che sostringe migliaia di persone fuggite dalla guerra a vivere in condizioni ai limiti dell’umanità. Chiederemo urgentemente conto di quanto sta accadendo in Consiglio Regionale» 

Chiarita la vicenda della Casa di Alice, proseguiranno le attività della Jerry Masslo sul bene confiscato di Castel Volturno

«Grazie alla disponibilità e al senso di responsabilità manifestati da tutte le parti in causa si è giunti ad una chiarificazione che garantirà il prosieguo delle attività avviate dall’associazione Jerry Masslo sul bene confiscato “la Casa di Alice” a Castel Volturno» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato che, successivamente alle audizioni avute la scorsa settimana con il sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone e il presidente della Jerry Masslo Renato Natale, si è recato questa mattina al comune del litorale domizio per un incontro che superasse definitivamente l’empasse determinatasi a seguito di una lettera giunta all’associazione da parte dell’amministrazione comunale, con la quale si chiedeva di consegnare le chiavi del bene confiscato perché, da alcuni riscontri, si sarebbe verificato un mancato utilizzo del bene stesso. Oltre ad Amato, Scalzone e Natale ha preso parte alla riunione anche l’assessore alla legalità e vicesindaco di Castel Volturno Angela Iacono «C’erano stati dei controlli della polizia municipale che aveva verificato l’assenza di personale sulla struttura» afferma Amato «abbiamo avuto modo di appurare che questo era dovuto alla specificità delle attività lì realizzate, di tipo volontaristico, svolte prevalentemente in orario serale. D’altro canto, non si tratta di una casa famiglia o una struttura similare, e il comodato d’uso non richiede la presenza sulle 24 ore.  Inoltre» prosegue Amato «avevo già constatato di persona i lavori di miglioramento del bene realizzati dai volontari della Masslo e soprattutto la bontà delle attività messe in opera, innanzitutto quelle della sartoria sociale che ha già avviato la produzione di abiti ed accessori etnici “made in Castel Volturno”. C’era strato un difetto di comunicazione ed un inasprimento delle posizioni. Tuttavia» conclude il Presidente della Commissione Regionale «grazie al senso di responsabilità ed alla comune volontà dell’amministrazione e dell’associazione di portare avanti la battaglia di legalità legata al riutilizzo dei beni confiscati, si è giunti ad un chiarimento. La Masslo proseguirà la sua meritoria azione relazionando periodicamente anche ai servizi sociali del comune, l’amministrazione ritira quella lettera di revoca e presto si recherà in visita presso il bene confiscato». Il sindaco Sclazone già in audizione aveva chiarito che «l’Associazione Jerry Maslo svolge un servizio sul territorio provinciale che è sicuramente di utilità pubblica, ma è dovere dell’istituzione comunale verificare che tutti i beni confiscati siano realmente riutilizzati. Comprendiamo bene» ha affermato anche questa mattina Sclazone «le difficoltà e le problematiche che ci sono, ma noi dobbiamo muoverci nel pieno rispetto della legalità. Lo abbiamo fatto anche in questo caso e anche grazie all’azione della commissione regionale si sono chiarite le ragioni delle assenze verificate dai controlli effettuati dalla polizia municipale. Come rappresentanti istituzionali» ha detto Scalzone «ci interessa solo che i beni confiscati siano poi effettivamente riutilizzati. Per questo abbiamo chiesto alla commissione di sollecitare una maggiore attenzione da parte delle istituzioni regionali e nazionali per affrontare le tante difficoltà legate al riutilizzo del patrimonio sottratto alla camorra». Soddisfatto anche il Presidente della Masslo Renato Natale «Avevamo già relazionato sulle attività realizzate, ma è importante che si sia giunti ad una definitiva chiarificazione. Porteremo avanti le nostre attività, secondo quanto previsto dal comodato d’uso, e come sempre basandoci sulle forze dei nostri volontari. Saremo lieti di accogliere i rappresentanti dell’amministrazione comunale nella Casa di Alice e mostrare loro tutte le attività che si sono messe in campo in questi mesi» Invito raccolto dal vicesindaco Iacono che si recherà presto sul bene confiscato «L’intento di questa amministrazione e del Sindaco Scalzone» ha affermato Iacono «è volto esclusivamente a garantire l’effettivo riutilizzo dei beni confiscati. Ci muoviamo sempre relazionandoci con la prefettura, ed anche con altre associazioni siamo sempre stati disponibili e pronti a venire incontro alle esigenze derivanti dalle diverse problematiche emerse». Il presidente della Commissione Amato si auspica ora che «anche in altre realtà come Trentola Ducenta, i sindaci manifestino il senso di responsabilità che oggi ha avuto l’amministrazione di Castel Volturno. Auspichiamo che anche il sindaco Griffo riveda le sue posizioni e confermi anche per il futuro il comodato d’uso della “Casa dei Felicioni” alla compagnia di Capodarco che ha raggiunto in questi anni straordinari risultati con minori a rischio. Di certo chiediamo anche» ha concluso Amato «che insieme alla commissione regionale che sta moltiplicando i suoi sforzi per garantire la valorizzazione dei beni confiscati in Campania, anche l’intero consiglio regionale, la giunta di Caldoro e la stessa Agenzia Nazionale, intensifichino il loro lavoro sul nostro territorio, perché quello dei beni confiscati è tema centrale per il futuro della Campania»

Un’altra revoca di utilizzo di un bene confiscato. Si sta smantellando l’intero sistema. Già inviata una lettera a Napolitano, chiedo l’intervento di Maroni e Pisanu

«Dopo il caso di Trentola ora Castel Volturno, con la revoca dell’affidamento del bene confiscato a Baia Verde alla Jerry Masslo. Perché si vogliono smantellare le esperienze di riutilizzo dei beni confiscati?» lo chiede il Presidente della Commissione regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato «La revoca all’associazione che da sempre si batte per i diritti dei migranti dell’affidamento del bene confiscato “La casa di Alice”, nella villa confiscata a Maresca a Baia Verde, da parte del sindaco di Castel Volturno, è inquietante: si adduce la motivazione di un mancato riutilizzo del bene, ma in base alle informazioni in nostro possesso, quel bene non solo è stato riattato e sistemato, ma si sono già avviate al suo interno le attività di una sartoria sociale ed è pronta una prima produzione di abiti etnici. E nello stesso bene si realizzerà parte del Festival dell’Impegno Civile cui pure la Regione Campania ha dato il proprio patrocinio. Eppure giunge la revoca di concessione. L’episodio diventa ancor più grave» continua Amato «perché questa vicenda segue quella di Trentola Ducenta, dove il sindaco revoca alla Comunità di Capodarco il comodato d’uso di un altro bene confiscato. Sembra» continua il Presidente della Commissione Regionale «che da parte di alcuni amministratori locali sia in atto lo smantellamento di un sistema di riutilizzo dei beni confiscati in provincia di Caserta che sta dando risultati straordinari e che pure le Istituzioni tutte indicano come modello da seguire. Un altro modello Caserta, che contrasta la camorra, sviluppa economia sociale e vero riscatto dei territori. Chiediamo con urgenza» afferma il Presidente della Commissione Regionale «che il Presidente della Regione Caldoro, il presidente della Provincia di Caserta Zinzi, l’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, intervengano per fare chiarezza e porre un freno a quanto sta accadendo. Questa mattina ho scritto al Presidente Napolitano, al Ministro degli Interni Maroni e al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Pisanu perché intervengano. Finora c’è stato un assordante silenzio, un muro di gomma che già sappiamo cosa produce in questi territori. La commissione che presiedo» conclude Amato «è al fianco di queste esperienze, della Jerry Masslo, della Comunità di Capodarco, e delle tante altre realtà che hanno costruito una vera alternativa al potere della camorra. Questi atti dei comuni mettono in discussione un intero modello e mettono a rischio l’incolumità stessa di quanti, associazioni, volontari, cittadini, dedicano in prima persona il loro impegno al riscatto di questi territori dalla violenza della camorra. E’ ora che tutte le istituzioni scendano in campo»

sopralluogo sulle strutture confiscate a Ercolano: «In un immobile confiscato non siamo potuti entrare, c’è ancora il vecchio proprietario. Tanti i nodi da sciogliere, ma anche straordinarie esperienze»

«La moglie del vecchio proprietario cui è stato confiscato il bene c’è ma non si fa vedere, resta dietro i balconi e non risponde al citofono, così possiamo entrare nel giardino e tra gli oltre 10 mila ettari di terreno confiscati ma non nell’immobile che resta di sua proprietà per l’11% della superficie. Restiamo fuori e possiamo “ammirarlo” solo dall’esterno col suo corredo di telecamere che forse ci stanno riprendendo. Una situazione assurda che va sbloccata al più presto perché quel bene confiscato alla criminalità organizzata possa essere finalmente restituito alla città» lo afferma il Presidente della Commissione Beni Confiscati Antonio Amato di ritorno dal sopralluogo sui beni confiscati di Ercolano cui hanno partecipato anche il sindaco e l’assessore alla legalità del Comune di Ercolano, i referenti di Libera Geppino Fiorenza e Fabio Giuliani, diversi rappresentanti delle Forze dell’Ordine «Quella del bene a via Panoramica è una di quelle situazioni “classiche” che bloccano il riutilizzo dei beni confiscati. Daremo il pieno sostegno della Regione al Comune di Ercolano per risolvere la controversa situazione, abbiamo già interessato della vicenda anche il Prefetto Morcone, Direttore dell’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati. La struttura è complessivamente di grande valore, ora bisogna restituirla pienamente  al patrimonio dello Stato». Prima di giungere al bene di Via Panoramica la Commissione ha visitato anche i beni confiscati dove oggi ci sono Radio Siani e la Casa di Nelson Mandela «Quanto realizzato in queste due strutture dimostra quello di buono che è possibile realizzare sui beni confiscati» dice Amato «I giovani di Radio Siani sono un fondamentale presidio di legalità, come le altre Radio nate su altre strutture sottratte alla camorra. Ma vanno sostenute, la Regione deve intervenire e possiamo lavorare, ad esempio, per realizzare un network regionale della legalità che le metta in rete e le supporti con un’apposita progettualità. I rifugiati politici di Casa Mandela» afferma ancora il Presidente della Commissione regionale «i bambini nati in quella casa, quello che sta per nascere, sono la migliore dimostrazione di una possibilità di accoglienza che, nonostante le ottuse leggi sulla immigrazione degli ultimi anni, ancora riusciamo a garantire. Ma anche queste esperienze vanno sostenute, e la proposta di legge sui beni confiscati che stiamo presentando va proprio in questa direzione. Abbiamo voluto questo sopralluogo» conclude Amato «per verificare direttamente quanto si sta realizzando sui beni confiscati ma soprattutto per mostrare anche fisicamente, la presenza e l’attenzione dello stato su questa battaglia. La forza della camorra sta nella presenza costante e violenta sui territori, c’era sicuramente anche stamattina per strada a verificare quanto stesse accadendo. A loro stamane abbiamo voluto dire che il comune, la regione, le istituzioni tutte ma anche i tanti cittadini che ci hanno accompagnato continueranno a combatterla senza sosta e, soprattutto, senza paura»

questa mattina l’incontro con il Direttore dell’Agenzia Nazionale Morcone. Affrontate alcune “situazioni spinose”, innanzitutto Ercolano. Presentata la bozza di una proposta di legge per la normativa regionale in materia di beni confiscati.

«10 mila metri quadri di terreno confiscati e già assegnati al Comune di Ercolano sul quale ricadono due appartamenti confiscati per l’89% il cui 11% resta di proprietà della moglie della persona cui il bene è stato sequestrato. Una situazione paradossale che blocca il riutilizzo sociale del bene stesso. Chiaramente bisogna capire come intervenire» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui beni confiscati Antonio Amato che questa mattina, accompagnato dall’assessore alla legalità del comune di Ercolano Ferdinando Pirone ha incontrato a Roma il Direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati Mario Morcone «E’ stato un incontro proficuo ed operativo, e non posso che ringraziare ancora una volta il Prefetto Morcone per la grande disponibilità e la straordinaria azione che sta mettendo in campo. In questo senso, la prossima apertura dell’agenzia territoriale a Napoli risulterà di fondamentale importanza, soprattutto per affrontare direttamente in loco e più rapidamente alcune situazioni specifiche come quelle discusse oggi a Roma.  Abbiamo affrontato alcune questioni spinose» afferma Amato» «legate a problematiche relative a diversi beni confiscati in Campania. Da quello a San Pietro a Patierno, il cui progetto approvato dalcomune attende ora il finanziamento statale, ad un bene a Bacoli, pure già ristrutturato, sul quale l’amministrazione comunale deve indicare presto la destinazione d’uso, dalla “Casa della pace e della nonviolenza” di Castellammare in cui l’associazione assegnataria ha svolto una straordinaria opera di accoglienza per migranti dopo aver ristrutturato a proprie spese il bene stesso, ma che vive oggi una forte situazione di difficoltà economica, fino ad alcuni casi complessi che si sono verificati sul territorio di Marano. Quindi» continua Amato «con l’assessore Pirone abbiamo discusso della questione del bene a via Panoramica ad Ercolano, che mostra una dei nodi nevralgici legati al riuso dei beni confiscati. Si cercherà una strada per risolvere la controversa giudiziaria. Ma si evidenzia anche la necessità di stare accanto alle amministrazioni locali, ai sindaci e ai comuni che devono sentire vicine le istituzioni nelle loro battaglie per la legalità. Anche per questo» annuncia Amato «prima di Natale la commissione si recherà in sopralluogo sui beni confiscati ad Ercolano, perché a tutti sia chiaro che lo Stato, anche fisicamente, fa di questa battaglia una priorità assoluta». Nel corso dell’incontro si è poi discusso della situazione della Balzana e si è concordato di attivare un tavolo tecnico per addivenire ad una ipotesi di riutilizzo che tenga insieme le diverse istituzioni e le parti sociali. Infine, il Presidente Amato ha presentato a Morcone una prima bozza della proposta di legge che modifica la normativa regionale in materia di beni confiscati «Abbiamo preparato una proposta organica che parte dall’ottima normativa regionale esistente ma, al tempo stesso, l’adegua alle novità ed alle necessità che si sono avute nel corso di questi anni» afferma Amato «Vogliamo però realizzare una proposta di legge condivisa, che si possa arricchire del fondamentale contributo delle altre istituzioni, delle associazioni, di chi opera sui beni confiscati. La regione Campania» conclude il Presidente della Commissione «possiede uno straordinario know how in materia che bisogna sistematizzare, rendere organico, e che può risultare utile anche nelle altre parti d’Italia»

Budget di salute, un’audizione choccante. Si rinuncia a risparmio e garanzia di diritti per interessi oscuri. E si mettono a repentaglio le più significative esperienze di riutilizzo dei beni confiscati

«E stata un’audizione choccante: per ragioni tutte da chiarire si sta rinunciando a un forte risparmio in un settore disastrato come quello della sanità, si stanno privando cittadini che vivono in condizioni di disagio del diritto alla cura, al lavoro e alla casa, se non si interverrà i responsabili di alcune delle più significative esperienze sui beni confiscati, come quelle di San Cipriano d’Aversa e Miano di Sessa il 30 settembre consegneranno le chiavi delle strutture e dichiareranno la sconfitta dello stato alla lotta alla camorra per l’inezia delle istituzioni» Lo afferma il Presidente della Commisione sui Beni Confiscati Antonio Amato al termine dell’audizione sul tema dell’utilizzo dei budget di salute nelle esperienze di riutilizzo dei beni sottratti alla criminalità organizzata, che la commissione ha tenuto questa mattina, alla presenza del vicepresidente Amente e del Consigliere Regionale Sommese, cui hanno partecipato il coordinatore dell’area sociosanitaria ex Ce2 Giuseppe Nese, il responsabile di Libera Mauro Baldascino, Peppe Pagano e Simmaco Perillo per la consulta III Settore ex Ce2, la dott.ssa Romano per l’assessorato regionale alla sanità, la dott.ssa  Mascolo per l’assessorato regionale ai rapporti coi comuni e i consorzi. Questi i dati emersi: i budget di salute, utilizzati per garantire assistenza e sostegno sociale, abitativo e lavorativo a persone che vivono disagio (anziani, disabili, pazienti psichiatrici, pazienti HIV, malati terminali, immigrati, minori) utilizzati per 1094 persone nell’ASL di Caserta comportano una spesa annua di  9 milioni e 453 mila euro, determinando un risparmio di almeno il 30%  rispetto alle più tradizionali pratiche di  residenza nelle strutture private convenzionate. Tuttavia in molti distretti si comunica che questi strumenti non possono più essere utilizzati. 1,3 milioni di euro sono bloccati dalla mancata ratifica delle convenzioni coi comuni da parte dell’ASL di Caserta che pure la stessa ASL dovrebbe avere dagli ambiti territoriali. A decine di persone, da un giorno all’altro, vengono sospesi i Progetti Terapeutico Riabilitativi Individuali (PTRI), costringendoli a uscire dalle cooperative nelle quali sono soci e a tornare a carico di famiglie  che spesso non hanno più.  «Non si capisce perché l’ASL rinunci a questo strumento» afferma ancora Amato «è vero che non esiste una norma di riferimento, ma l’assessorato alla sanità anche oggi ha chiarito che non c’è alcun motivo ostativo al suo utilizzo. Il Presidente Caldoro ha scritto a chi li utilizza nei beni confiscati incitandoli ad andare avanti, e l’ASL di Caserta continua a porre ostacoli. Lo aveva fatto in passato con il commissario Gambacorta, continua a farlo oggi con decisioni di singoli coordinatori di servizi e con la mancanza di qualsiasi dialogo coi soggetti interessati dell’attuale commissario, il Professor Romano, che anche oggi non si è presentato. E’ vero che ha delegato il Dottor Nese, ma quest’ultimo rappresenta quel pezzo di ASL, l’ex CE2, che vuole e sperimenta da tempo questi strumenti e non l’altro, l’ex CE1, che invece continua inspiegabilmente ad opporsi. Diciamolo con franchezza, almeno per quanto riguarda i PTRI l’unione delle due ASL non produce né risparmio né benefici. Anzi al contrario, si spende di più per garantire meno diritti a meno persone, e, data la peculiarità dello strumento che è utilizzato nei beni confiscati si mina alla base il loro riutilizzo sociale» Amato ha quindi annunciato che la commissione continuerà a seguire con attenzione la vicenda, che è allo studio una specifica normativa sui budget di salute nei beni confiscati e che, entro il mese di ottobre, si terrà un incontro pubblico nel quale «tutte le parti dovranno sedersi intorno al tavolo e chiarirci cosa sta accadendo. Esistono, in questa vicenda, troppi punti oscuri»

le istituzioni siano vicine alle donne dell’Associazione ARCA.

«Esprimo la solidarietà mia e dell’intera commissione alle donne dell’Associazione ARCA di Catel Volturno il cui centro è stato vittima di una ignobile azione vandalica» lo afferma il presidente della Commissione regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato, dopo aver appreso della notizia della distruzione di computer e suppellettili del Centro Arca a Castel Volturno negli appartamenti confiscati a Rodolfo Statuto «Le indagini chiariranno le motivazioni di questo gesto. Di certo, sembra trattarsi di un gravissimo atto intimidatorio verso il quale bisogna mantenere un’altissima attenzione. Sia il fatto che si tratta di un luogo in passato nei possedimenti della camorra, sia le attività di integrazione tra bambini extracomunitari e italiani svolte dall’Associazione, che da anni opera per favorire la convivenza pacifica tra migranti e autoctoni a partire dai più piccoli, fanno palesare scenari inquietanti. Che la motivazione sia da ricercarsi in un “avvertimento” dei clan, o piuttosto abbia una radice razzista, l’azione vandalica realizzata resta un atto gravissimo ed estremamente preoccupante. Le Istituzioni» continua Amato «devono ora stare accanto a queste donne e non lasciarle sole. Di certo, si manifestano due problemi di fondo che vanno affrontati: da un lato bisogna lavorare senza sosta per eliminare i rigurgiti razzisti che stanno invadendo alcuni nostri territori. E, in questo senso, non è più tollerabile che rappresentanti delle istituzioni soffino sul fuoco della questione migranti. Dall’altro lato» continua Amato «c’è la necessità di garantire la sicurezza di quanti assumono l’onere della gestione di un bene confiscato. Un aspetto centrale che affronteremo anche con il Direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati, il Prefetto Morcone, ed il Presidente Caldoro nel corso di un’audizione che si terrà nelle prossime settimane presso la Commissione» 

Il Prefetto blocchi la manifestazione di Forza Nuova a Castel Volturno. E’ un’iniziativa stupida e pericolosa

«Ho scritto questa mattina al Prefetto di Caserta per chiedere che fosse revocata un’eventuale autorizzazione alla manifestazione prevista per domani da Forza Nuova a Castel Volturno» lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Chiediamo al Prefetto di valutare l’opportunità che una tale manifestazione abbia luogo. Esistono, innanzitutto, fondate preoccupazioni di ordine pubblico. Purtroppo è già stato più volte pubblicamente ripetuto, di voler fare di Castel Volturno una seconda Rosarno. C’è quindi la fondata preoccupazione che questa manifestazione possa essere volano di disordini e scontri. Ma, soprattutto» continua Amato «ritengo che non sia accettabile, in uno stato democratico permettere che si svolgano manifestazioni dal carattere apertamente xenofobo che nascono dallo slogan “via gli immigrati”. Lo stato garantisce la libertà di pensiero e manifestazione, ma sempre nei vincoli del rispetto delle leggi e dei diritti. Qui ci troveremmo di fronte ad un gruppo di pericolosi estremisti che, per convinzioni di stampo fascista, chiede l’allontanamento di persone a partire da folli categorizzazioni razziali. Purtroppo» continua Amato « assistiamo ad una recrudescenza xenofoba estremamente preoccupante alla quale bisogna reagire con fermezza. La presenza di Fiore e dei suoi seguaci  è pericolosa e frutto di stupidità. Ancora più grave sarebbe un’eventuale adesione del Sindaco. Ho già stigmatizzato in passato le assurde esternazioni di Scalzone in merito ai migranti» afferma ancora Amato «ma se davvero intendesse prendere parte a questa iniziativa chiederemmo l’intervento immediato del Parlamento e del Governo. Un rappresentante istituzionale non può prendere parte a iniziative che si iscrivono apertamente nel solco della violazione dello stato di diritto»

A Napoli la Festa del Bambino. E la Villa Comunale è bimbopoli per un giorno

Ricevo e pubblico l’articolo degli amici dell’Istituto per la Polonia:

 

 

Pomeriggio tutto dei più piccoli e dei loro grandi diritti. La Festa del Bambino inizia oggi alle 18.00, nella Villa Comunale di Napoli. L’Istituto per la Polonia l’ha voluta nella Giornata Universale del Bambino, istituita il Primo Giugno dalle Nazioni Unite in difesa dei diritti dei minori in società e in famiglia.

Una festa popolarissima nell’Est Europa. Ogni 1 Giugno i genitori di questa parte di mondo comprano regali e dolci ai figli e ricreano un nesso comunitario. Se riesce tra famiglie perché non tra popoli?, si sono chiesti all’Istituto per la Polonia. Detto fatto: la festa è l’occasione per fare integrazione tra i figli degli immigrati e degli italiani.

Bimbi e adolescenti italiani e stranieri potranno gareggiare negli sport, nei giochi a premi e nei concorsi di poesia e disegno, misurare la loro prontezza con il quiz del cervellone, darsi alle prime scatenate con la baby dance, giocare a travestirsi con il truccabimbi. Ai giocattoli e ai dolciumi pensano gli sponsor Studio Legale Marra ed International Market di Bozena Rachwalska.

Un’operazione interculturale necessaria stando alla perentorietà dei numeri. Nella provincia di Napoli vivono oltre 60 mila immigrati che negli ultimi anni hanno iscritto i loro figli nella scuola pubblica. Capirsi, imparare a riconoscersi, prevenire i conflitti tra le diversità diventa imprescindibile. Come sanno bene e da tempo all’ente promotore.

“Siamo fieri d’aver organizzato per la prima volta a Napoli una manifestazione che celebra due valori sociali fondamentali: l’unità della famiglia e l’integrazione socioculturale degli immigrati”, afferma la presidente dell’Istituto per la Polonia Anna Smolinska.

Comune di Napoli e Comitato UNICEF Campania hanno dato il patrocinio morale ed assicurato la loro presenza, mostrando di condividere i valori di questa festa che coincidono con gli obiettivi della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia”, suggella la presidente Smolinska.

Castel Volturno, il Sindaco vuole una nuova Rosarno? Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano

«Razzismo istituzionale che potrebbe portare ad una nuova Rosarno dieci volte più violenta» è l’allarme che lancia il consigliere regionale del PD Antonio Amato a seguito delle dichiarazioni del Sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone che annuncia di voler far chiudere i centri d’accoglienza per migranti del comune «Scalzone mistifica in modo preoccupante la realtà, definendo in modo falso e tendenzioso la “rivolta dei neri” di Castel Volturno come determinata dalla mafia nigeriana. Non solo Saviano, ma le intercettazioni telefoniche hanno dimostrato che si trattò di un’operazione stragista organizzata dal clan Setola contro i migranti senza alcuna distinzione nemmeno tra donne, uomini e bambini. E furono assassinati 6 migranti innocenti. La rivolta fu innanzitutto contro la violenza camorrista. Così come quella di Rosarno è stata, come hanno dimostrato gli arresti di ieri, una rivolta contro le nuove forme di schiavismo che vedono coinvolte la criminalità organizzata. Definire l’azione dei padri comboniani e del centro Fernandez una rovina è inconcepibile» continua Amato «sono parole vergognose che vorrebbero delegittimare l’azione di quanti quotidianamente si spendono per portare sostegno ed aiuto ai più deboli della società,  garantendo diritti essenziali che la nostra antidemocratica legislazione in merito all’immigrazione nega. Il sindaco candida Castel Volturno ad ospitare nuovi CIE. Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano. Si punta» dice ancora Amato «per l’ennesima volta sulla logica del rifiuto e dell’ordine pubblico contro ogni forma di accoglienza ed integrazione. Questo può far solo salire la tensione sociale, e se questa sarà la strada che si vorrà perseguire si giungerà a nuove forme di violenza, ad una nuova Rosarno ma molto più esplosiva. Infine» conclude Amato «c’è il rischio che una sorta di pulizia etnica sia in qualche modo d’aiuto a nuovi palazzinari e speculatori, interessati a allontanare i migranti da quell’area del casertano che sarà oggetto di nuovi piani di riqualificazione ed investimenti».