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Archivi per la sezione ‘Famiglia’ .

Antonio Amato (consigliere regionale del PD): «Con la nuova legge sui trasporti scolastici garanzie contro l’abusivismo, per la legalità e la sicurezza. E si determineranno nuove opportunità di lavoro»

«Lotta all’abusivismo e sicurezza nel trasporto scolastico: l’approvazione di questa proposta di legge rappresenta un ottimo risultato in termini di legalità, efficienza e sviluppo» lo afferma Antonio Amato dopo che la IV commissione regionale sui trasposti ha approvato all’unanimità la nuova “regolamentazione del trasporto scolastico in Campania”, proposta di legge presentata dal consigliere regionale del PD «La legge disciplina l’attività del trasporto scolastico rivolto agli alunni iscritti alle scuole materne, elementari e medie della nostra Regione. Abbiamo inteso contrastare il fenomeno del trasporto abusivo che, innanzitutto, non rispetta i requisiti minimi di sicurezza per la salvaguardia dell’incolumità degli alunni. Con questa regolamentazione» continua Amato «non solo si fornirà un servizio di grande utilità per le famiglie campane, ma, considerando la stima effettuata che prevede per la sola città di Napoli un fabbisogno di circa 700 minibus, contribuirà a creare nuove opportunità di lavoro e, diminuendo il traffico, a migliorare la vivibilità cittadina» La proposta di legge istituisce un albo regionale delle imprese che gestiscono il servizio di trasporto scolastico, determina i requisiti necessari ad ottenere l’autorizzazione, responsabilizza le amministrazioni comunali per la strutturazione complessiva del servizio (dal numero di autorizzazione ai tragitti alle tariffe) «Sollecitavo da tempo l’approvazione di questo strumento normativo» dice ancora Amato «e sono molto soddisfatto del voto unanime della commissione, ora è necessario portare la proposta al primo consiglio utile per il vaglio definitivo. Di certo» conclude il consigliere del PD «bisognerà affiancare alla legge un maggiore rigore nel perseguire e sanzionare coloro che esercitano questa professione senza autorizzazioni e non rispettando i requisiti di sicurezza necessari»  

Il primo atto del neo eletto sindaco di Trentola Ducenta è far chiudere il bene confiscato gestito dalla Comunità di Capodarco. Una promessa da pagare a qualcuno?

«Apprendiamo con enorme preoccupazione che il primo atto del neo eletto sindaco di Trentola Ducenta (CE), Michele Griffo, Pdl, è stata la revoca alla Compagnia dei Felicioni della Comunità di Capodarco del comodato d’uso del bene confiscato gestito per aiutare i minori abbandonati o con forte disagio della zona» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato «Si tratta di una delle migliori esperienze realzizzate sui beni confiscati alla criminalità organizzata, tra l’altro all’interno di un immobile sottratto al pericoloso camorrista Dario De Simone. E’ quantomeno particolare che un sindaco appena eletto consideri come sua assoluta priorità quella di cacciare e far chiudere una comunità che svolge un essenziale ruolo sociale. Il Commissario Prefettizzio aveva già prorogato la concessione d’uso del bene confiscato e il neo eletto sindaco Griffo, appena salito al Palazzo del Comune, si premura di revocarla. Per tempi e modalità» continua Amato «sembra una promessa elettorale da pagare a qualcuno, e ci preoccupa ipotizzare a chi. Per queste ragioni e per salvaguardare un’esperienza straordinaria di cui ha beneficiato l’intera comunità locale informermeremo e chiederemo l’intervento di tutte le istituzioni interessate» conclude il Presidente della Commissione regionale «a partire dall’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati, la Prefettura di Caserta e il Presidente della Regione Caldoro. Auspichiamo vivamente che si sia trattato di un mero errore e che il sindaco ritiri immediamente quest’atto scandaloso»

A Napoli la Festa del Bambino. E la Villa Comunale è bimbopoli per un giorno

Ricevo e pubblico l’articolo degli amici dell’Istituto per la Polonia:

 

 

Pomeriggio tutto dei più piccoli e dei loro grandi diritti. La Festa del Bambino inizia oggi alle 18.00, nella Villa Comunale di Napoli. L’Istituto per la Polonia l’ha voluta nella Giornata Universale del Bambino, istituita il Primo Giugno dalle Nazioni Unite in difesa dei diritti dei minori in società e in famiglia.

Una festa popolarissima nell’Est Europa. Ogni 1 Giugno i genitori di questa parte di mondo comprano regali e dolci ai figli e ricreano un nesso comunitario. Se riesce tra famiglie perché non tra popoli?, si sono chiesti all’Istituto per la Polonia. Detto fatto: la festa è l’occasione per fare integrazione tra i figli degli immigrati e degli italiani.

Bimbi e adolescenti italiani e stranieri potranno gareggiare negli sport, nei giochi a premi e nei concorsi di poesia e disegno, misurare la loro prontezza con il quiz del cervellone, darsi alle prime scatenate con la baby dance, giocare a travestirsi con il truccabimbi. Ai giocattoli e ai dolciumi pensano gli sponsor Studio Legale Marra ed International Market di Bozena Rachwalska.

Un’operazione interculturale necessaria stando alla perentorietà dei numeri. Nella provincia di Napoli vivono oltre 60 mila immigrati che negli ultimi anni hanno iscritto i loro figli nella scuola pubblica. Capirsi, imparare a riconoscersi, prevenire i conflitti tra le diversità diventa imprescindibile. Come sanno bene e da tempo all’ente promotore.

“Siamo fieri d’aver organizzato per la prima volta a Napoli una manifestazione che celebra due valori sociali fondamentali: l’unità della famiglia e l’integrazione socioculturale degli immigrati”, afferma la presidente dell’Istituto per la Polonia Anna Smolinska.

Comune di Napoli e Comitato UNICEF Campania hanno dato il patrocinio morale ed assicurato la loro presenza, mostrando di condividere i valori di questa festa che coincidono con gli obiettivi della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia”, suggella la presidente Smolinska.

Gli abbattimenti? Abbiamo pagato la prima cambiale elettorale

Finiamola con le menzogne: l’approvazione del decreto contro gli abbattimenti è il primo saldo delle cambiali elettorali firmate dal Centro Destra alle ultime regionali. Il ministro Carfagna parla di percorso di legalità e poi afferma che non lo faranno più.

In realtà, come si evince con chiarezza dalle parole del Procuratore Generale Galgano, si smantella qualsiasi principio di legalità in nome dell’affarismo. E non si può tirare in ballo un falso pietismo: qui si tratta del futuro dei nostri territori e dei nostri figli.

A botta di condoni, e senza alcun serio piano di riqualificazione e sviluppo, si dà il ben servito a chi quotidianamente vive rispettando la legge e, a ancor di più, a chi si batte per essa.

Ci vuole Antonio Amato per la regione Campania. Spot ufficiale Elezioni Regionali 2010

Antonio Amato su Youtube

Questo mio spot è in onda dal 1 Marzo, sulle radio e le tv campane. Dico no, un no deciso alla camorra, ad ogni camorra, alle centrali nucleari ed all’acqua a pagamento. Dico sì, un sì convinto alle energie pulite, all’ambiente ed ai territori dai quali non mi sono mai staccato e che, oggi più che mai, chiedono diritti: lavoro, casa, buona sanità. Sto con Napoli contro ogni camorra, sto con il Partito Democratico, sto con De Luca Presidente.

Antonio Amato

Antonio Amato sul web. Intervista con Napolitoday.it sui grandi temi della politica campana

Antonio Amato percorre i grandi temi che toccano la Campania, argomenti cardine della sua campagna elettorale e del suo impegno politico futuro e pregresso.

Si spazia dal lavoro all’ambiente alla sanità, al caso Cosentino. Riflettori accesi su: energie rinnovabili e centrali nucleari, alle quali il Consigliere Amato ripete il suo no deciso, la strenua difesa dell’acqua pubblica, la sua campagna elettorale, Vincenzo De Luca ed il suo progetto per la Campania, i cambiamenti dentro il PD.

Ma anche gli ottimi risultati ottenuti da Questore alle Finanze, frutto del lavoro quotidiano svolto da Antonio Amato negli ultimi tre anni e che, pur accanto ai grandi fatti che scuotono la vita sociale e politica della nostra regione, non vanno dimenticati.

 

l’intervista a Napolitoday

Il programma di Antonio Amato. Per la Campania e per il Centro Sinistra: sfida in otto punti per governare la Regione

Come sempre sto girando per i territori.

Ho riscontrato consensi e sollecitazioni a ricandidarmi, anche dai più critici. E questo mi gratifica perché significa che oggi, pure tra tante oggettive difficoltà e limiti che ci sono stati in questi anni, viene riconosciuto comunque uno sforzo di ascolto e di coinvolgimento dei territori per la costruzione di proposte serie, provvedimenti mirati  ed iniziative importanti.

Tutto quanto è stato realizzato in questi anni di attività non è il frutto del pensiero e delle scelte di una sola persona, ma è il risultato del confronto con tanti di voi.

E voglio ringraziarvi per il vostro sostegno che continuo a sentire e vedere così forte e partecipato.

Come voglio ringraziare i tanti compagni, amici, simpatizzanti e dirigenti che hanno condiviso e continuano a condividere con me il progetto di Area Democratica quale fattore politico – programmatico essenziale per sviluppare e radicare il Partito Democratico.

Il momento è difficile.

Il centro – destra ha messo in campo un candidato dal viso pulito che non è, però, un novello della politica. Caldoro anche quando è stato ministro della Repubblica non ha mai fatto nulla per la Campania ed il Mezzogiorno. Questo la gente lo sa, e a chi non lo sa è fin troppo facile dimostrarlo.

Il Centro destra non esprime una classe dirigente,né ha una cultura di governo.

A livello nazionale è tutto concentrato a salvare il suo Padrone dalle legittime indagini della Magistratura, e tra indegne leggi e leggine ad personam, sottrae tempo e risorse alle vere e drammatiche problematiche del nostro Paese, calpestando principi e fondamenti della nostra Costituzione.

 

leggi il seguito e il Programma

Inopportuno trasferire a Nola i reparti dell’Ospedale Apicella. Soprattutto con l’influenza A che percuote la Campania

I reparti di Ginecologia, Ostetricia e Pediatria dell’Ospedale Apicella di Pollena Trocchia vengono trasferiti al Santa Maria della Pietà di Nola in ottemperanza alla legge 16/2008 della Regione Campania sul riordino del comparto sanitario.  Contro questo trasferimento ed il mancato contemporaneo rafforzamento di altri reparti, pure previsto dalla legge, presso l’Ospedale è presente un gazebo della rete Cittadinanza Attiva – Tribunale per i Diritti del Malato che si oppone al trasferimento, sulla base del principio che “la salute non ha costo”.

I rappresentanti di CittadinanzAttiva pongono questa questione di principio: rientrare nella spesa sanitaria, ma non con la semplice equiparazione salute/economia. Il diritto alla salute non può essere affrontato esclusivamente col bilancino della spesa ed i servizi essenziali, soprattutto quelli ospedalieri, vanno garantiti. Se pure l’accorpamento fosse inevitabile, al trasferimento di alcuni reparti va associato il rafforzamento di altri: che fine hanno fatto allora i nuovi sei posti in rianimazione, ed il rafforzamento di ortopedia e medicina?

Soprattutto per Pediatria, mi chiedo se è opportuno trasferire il reparto, ora che è in corso una vera e propria emergenza legata alla pandemia influenzale. Esiste una legge e bisogna rispettarla; ma non sarebbe più opportuno rimandare gli adempimenti a quando sarà superato quanto determinato dall’influenza A? È vero che nell’Ospedale è stata prevista una Guardia pediatrica sulle 24 ore all’interno del Pronto Soccorso ma, non essendoci un reparto, i medici trasferiranno i bambini negli ospedali napoletani, intasandoli ancora di più in un momento tanto delicato. Non era allora opportuno posticipare queste misure, data l’emergenza in corso?

C’è stata oggi una conferenza di servizi sulla questione cui hanno partecipato il Commissario dell’ASL Na3 Lamberti, il subcommissario Patriciello, ed il rappresentante di Cittadinanza Attiva Gaetano Di Tuoro, in cui abbiamo portato il chiaro impegno di salvaguardare i diritti dei cittadini di questi territori. Le ragioni del risparmio non possono passare sulla pelle delle persone.

Violenza sulle donne, Miano e VII Municipalità cambiano musica

L’infinita bellezza della classica napoletana come arma estasiante contro un classico brutto e purtroppo attuale, anzi spesso al centro della scena quotidiana: la violenza sulle donne.

Vicino il 25 Novembre, data internazionale contro la violenza sulle donne per la Convenzione ONU sui diritti della donna, la VII Municipalità del Comune di Napoli gioca d’anticipo, con un incontro musicale per dire no agli abusi maschili attraverso l’incorrotto potere del canto.

Alle 20 di Lunedì 16 Novembre, all’Istituto Professionale IPIA di Miano, i Cimarosa, gli storici cantori della canzone napoletana, suoneranno per raccogliere fondi contro le violenze sulle donne. Concerto completamente gratuito il cui ricavato andrà al “Cartello Antiviolenza delle Donne di Napoli” che finanzierà la Casa per le Donne Maltrattate del Comune di Napoli.

L’iniziativa è della Consulta Pari Opportunità della VII Municipalità, guidata da Maria Coppola e dalla vicepresidente Nunzia Barbato, in team con l’assessore municipale alle Pari Opportunità Melinda Di Matteo, il presidente di Giunta Giuseppe Esposito ed il Consiglio Municipale.

Un fenomeno sociale dilagante le violenze sulle donne contro cui Istituzioni, politica e società devono schierarsi con forza, senza lasciare intentate le necessarie azioni di contrasto.

Le violenze, perché di molti tipi si tratta (sessuali, psicologiche, domestiche e familiari, quando coinvolgono i figli), proliferano non solo nei Paesi in via di sviluppo ma anche nelle democrazie occidentali.

La VII Municipalità e la sua Consulta delle Pari Opportunità ci si provano con passione istituzionale e civile, cedendo per una sera la parola e il palco alle celesti melodie napoletane.

La battaglia per l’acqua non è una questione ideologica

Come più volte già sottolineato pubblicamente in queste ultime settimane ribadisco l’urgenza di riprendere in Campania la discussione sulla gestione dell’acqua, soprattutto alla luce del decreto governativo che porta ad una privatizzazione selvaggia del comparto. Ho già sollecitato le commissioni consiliari dove giacciono proposte di legge che non hanno mai concluso il loro iter.

Si deve giungere, prima della fine della legislatura, almeno ad una chiara dichiarazione degli organismi regionali, sull’impossibilità di mercificare il fondamento stesso della vita. Spero che la proposta di legge presentata dal collega Nocera possa quindi servire a smuovere ulteriormente una discussione che, per responsabilità politiche di tutti, è rimasta bloccata per oltre tre anni.

È del 2006 una proposta dell’allora gruppo DS per la creazione di una società a capitale pubblico, aperta alla compartecipazione di altre regioni, per la gestione della rete idrica e dei servizi. E tante altre proposte non sono state più esaminate.

Non si tratta di una battaglia ideologica, qui di ideologico c’è solo il mito del mercato. Spero inoltre che anche tanti rappresentanti istituzionali campani, diano il loro sostegno alla campagna nazionale Salva l’acqua che ha già raccolto migliaia di adesioni.