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Polacchi campani in preghiera a Casal di Principe. In ricordo del presidente Lech Kaczynski

Ricevo e pubblico il comunicato degli amici dell’Istituto per la Polonia:

 

 

Serata di preghiera per 100 cittadini polacchi che si sono radunati in piazza, domenica a Casal di Principe, per rendere omaggio al Presidente della Repubblica di Polonia Lech Kaczynski, alla moglie Maria e alle altre 94 persone morte nel disastro aereo di Smolensk Sabato 9 Aprile.

Davanti alla statua di Giovanni Paolo II i fedeli polacchi, provenienti da diverse città della Campania, hanno portato fiori e lumini in omaggio al Presidente Kaczynski. In piazza anziani, genitori e bambini. I più piccoli hanno scattato una foto a quella del Presidente polacco, poggiata ai piedi del monumento.

È stato un missionario di Castel Volturno Frate Jacek a tenere la preghiera di commemorazione, accompagnato da Padre Claudio che ha espresso il suo apprezzamento per il popolo polacco.

“Un’iniziativa organizzata domenica mattina in poche ore – spiega Anna Smolinska, presidente dell’Istituto per la Polonia che fornisce servizi per i cittadini polacchi dalla sede di Napoli, in Via Duomo 214 – e subito i tanti fedeli hanno risposto all’appello. È un momento tragico e storico per la Polonia. Così come a Varsavia milioni di polacchi si stanno mobilitando per esprimere il proprio cordoglio, anche qui in Campania abbiamo sentito il forte bisogno di organizzare qualcosa per la tragedia di Smolensk”.

Per i polacchi campani è stata una scelta importante e doverosa, che ha accorciato simbolicamente le distanze con Varsavia ed ha fatto arrivare la propria commozione ai concittadini in patria.

La signora Bogus, in Italia da 12 anni, era presente anche lei a Castel Volturno. ”Avevamo necessità di questo momento – dichiara –. Seguiamo con grande attenzione la tv polacca e, di fronte alla forte mobilitazione del nostro popolo, qui ci sentivamo impotenti, perché ciascuno di noi avrebbe voluto essere al Palazzo Presidenziale. Ora, dopo questa cerimonia, ci sentiamo meglio. Inoltre, abbiamo avuto l’opportunità di unirci insieme e pagare il nostro tributo”.

Strage di Kabul, anche due militari campani tra i caduti in Afghanistan. Mi unisco al dolore delle famiglie

In questo momento non ci sono considerazioni da poter fare, solo dolore e cordoglio per i sei ragazzi italiani morti in Afghanistan, morti perché compivano il loro dovere di militari italiani in una situazione drammatica. Ci sarà lo spazio ed il tempo per le valutazioni complessive sul senso della nostra missione. Ora, però, c’è solo lo spazio del lutto.

Due di loro erano campani: Roberto Valente e Massimiliano Randino. Il primo era di Fuorigrotta, precisamente di Via Consalvo, a pochi passi dalla mia abitazione, l’altro di Pagani, entrambi giovani, 37 e 32 anni, entrambi sposati, Roberto padre di un bimbo. Il dramma vissuto dalle loro famiglie colpisce tutti, come se fossero stati i nostri stessi figli a cadere; e mi porta idealmente accanto alle mogli e ai genitori, che voglio stringere in un silenzioso abbraccio.

I militari uccisi oggi elevano a 20 i soldati italiani che hanno perso la vita in Afghanistan dal 2004, quando iniziò l’impegno dei nostri contingenti in questo complicato scacchiere la cui pacificazione chiede, purtroppo, ancora un alto, quasi quotidiano tributo di sangue. Sento perciò il dovere di esprimere la mia vicinanza a tutte le famiglie che l’attentato di Kabul ha colpito ed invio un pensiero di profondo affetto e di sostegno ai familiari dei militari italiani impegnati in Afghanistan.

 

Con tutto il mio rispetto e la più sentita partecipazione al dolore dei familiari,

Antonio Amato