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Archivi per la sezione ‘Casa’ .

si dia agli abitanti di Scampia la possibilità di acquistare le case in cui vivono

«Da oltre quattro anni più del 90% dei legittimi assegnatari degli alloggi IACP dei lotti U e W di Scampia attendono di poter acquistare le case in cui vivono» afferma il consigliere Regionale del PD Antonio Amato che ha inviato oggi una lettera di sollecito all’assessore regionale Gabriella Cundari «Già nel 2005 gli assegnatari avevano firmato una petizione richiedendo l’inserimento degli alloggi nel piano di vendita. E da allora sia la Regione che lo stesso Istituto Case Popolari, nel corso di vari incontri istituzionali, si sono assunti l’impegno di avviare l’iter necessario. Ancora oggi, però, i cittadini di Scampia attendono che sia data loro la possibilità di divenire proprietari delle abitazioni in cui vivono orami da decenni. Le IACP sono quindi chiamate a completare la procedura e dare finalmente corpo a questo piano di vendita. La legittima aspirazione ad acquistare la casa in cui si vive» prosegue Amato «non può più essere mortificata da ritardi ed intoppi di ordine burocratico. Questi cittadini hanno affrontato enormi sacrifici per poter soddisfare il sogno di una vita, e le istituzioni devono essere loro vicine, non porre ostacoli. Spero che già a settembre, si possa realizzare un tavolo tra Regione e IACP che possa determinare il definitivo sblocco di questa situazione»

Il Piano Casa avrà linearità e trasparenza. E senza sotterfugi o formulazioni ambigue

Le preoccupazioni degli intellettuali firmatari dell’appello verso un Piano Casa lesivo dell’ambiente sono giuste; le ho lette anche qui sul mio Blog. Ma credo importante sottolineare, alla vigilia della discussione degli emendamenti presentati in Commissione, gli scopi di abitabilità ed innovazione che motivano il Piano Casa, come affermo in questo comunicato inviato oggi alla stampa.

Alla luce dell’approvazione del decreto governativo, il Piano Casa regionale assume un’importanza ancora più grande e, a partire dalla precondizione della salvaguardia paesaggistica e ambientale, deve perseguire quattro obiettivi fondamentali: adeguare le strutture esistenti alla normativa antisismica, facilitare l’utilizzo di fonti rinnovabili per il risparmio energetico, rispondere alle nuove esigenze abitative e garantire il rilancio dello sviluppo economico del settore.

Per fare tutto questo, però, bisogna scrivere la legge con la massima linearità e trasparenza, senza sotterfugi e formulazioni ambigue che complicherebbero la vita agli amministratori locali e potrebbero nascondere insidie e nuove strategie speculative. Se la legge fosse ambigua e complessa, tale da rendere difficile la vita alle amministrazioni comunali, allora sarebbe meglio non farla proprio. Dobbiamo essere molto attenti per scongiurare qualsiasi strategia volta a dare spazio a improponibili sanatorie.

A partire da queste prerogative, difendo con forza l’importanza di dotarci di uno strumento normativo che regoli lo sviluppo edilizio dei nostri territori fungendo, al contempo, da volano per la ripresa di un’attività edilizia compatibile con le esigenze ambientali e tesa a rilanciare l’economia del settore. Non dimentichiamo, poi, che il Piano Regionale risponde ad un’improrogabile necessità di sicurezza: molti edifici presentano una grave problema di stabilità che richiede un immediato monitoraggio e, laddove necessario, un intervento di adeguamento alla normativa antisismica.

Non possiamo attendere un disastro per piangere lacrime di coccodrillo, ma dobbiamo  acquisire i dati dell’esistente e prevenire possibile sciagure. Bisogna inoltre riqualificare le aree degradate e rispondere, attraverso nuovi interventi di edilizia sociale, al bisogno abitativo dei cittadini.

Questo, naturalmente, sempre nel rispetto del territorio e delle sue peculiarità.

Sarà importante che qualsiasi ricostruzione o ampliamento, avvenga con strumenti tecnologicamente avanzati che garantiscano il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili per le esigenze domestiche.

Esistono preoccupazioni legittime di associazioni e intellettuali, ma non possiamo dire sempre “no”. Piuttosto, siamo chiamati a dare risposte serie, responsabili e chiare.

Il Piano Casa Regionale è una proposta di legge ancora al vaglio della commissione regionale. Ma gli intellettuali scrivono a Napolitano

Comprendo la passione civile che ha mosso alcuni intellettuali a osteggiare il Piano Casa Regionale, ma evidentemente hanno sbagliato il destinatario della loro missiva.

Stiamo parlando di un progetto di legge della giunta che ora è all’esame della commissione urbanistica del consiglio regionale e che diverrà legge solo successivamente al passaggio nell’assise consiliare democraticamente eletta.

Questi passaggi servono proprio a correggere ed integrare le proposte della giunta, tanto è vero che in sede di commissione si procede con una serie di audizioni volte ad arricchire la valutazione politica con una serie di pareri di associazioni professionali ed esponenti della società civile.

Mi meraviglio perciò che un gruppo così rappresentativo della cultura italiana e dell’impegno civile della nostra regione abbia voluto far carico della questione al Presidente della Repubblica, addirittura prima della conclusione dell’iter in commissione.

Cosa dovrebbe fare adesso il Presidente Napolitano? Non sarebbe stato più corretto scrivere al Presidente del Consiglio Regionale ed al Presidente della Commissione Urbanistica? Vogliono dare un contributo reale o sollevare solo l’ennesimo polverone mediatico?

Proprio perché rispetto le istituzioni democratiche, non entro nel merito delle questioni sollevate, limitandomi a dire che il Piano Casa Regionale serve alla nostra regione, e che le questioni sollevate dal gruppo di intellettuali meritano sicuramente un approfondimento. Ma nelle sedi opportune e nel rispetto delle procedure di uno Stato democratico.

Subito un’audizione per sbloccare la situazione degli alloggi IACP

La situazione che si è determinata con le IACP di Napoli è paradossale. La nuova normativa imporrebbe l’impossibilità di vendita di alcuni alloggi in stabili dove solo fino all’anno scorso altri inquilini hanno invece potuto acquistarli. E’ necessario che in tempi brevissimi la IV commissione convochi un’audizione con il Presidente delle IACP, la Sovrintendenza, l’Ordine dei Notai, i sindacati di categoria e l’assessore regionale all’edilizia per giungere ad una possibile soluzione della controversa questione. Ci troviamo di fronte ad un’assurdità burocratica che nega la possibilità di coronare anni di sacrifici per l’acquisto della propria casa. Piuttosto che impedire l’acquisto di questi alloggi, si potrebbe, piuttosto, subordinare la possibile vendita all’esame dei requisiti di sicurezza, rilanciando, proprio a partire dal patrimonio immobiliare dell’ IACP, lo strumento del registro dei fabbricati.

Il Piano Casa regionale dovrà prevedere un forte sistema sanzionatorio contro gli abusi. Perseguiremo il percorso di dialogo con le parti professionali e sociali iniziato stamane

Il piano Casa regionale dovrà determinare un sistema sanzionatorio forte per evitare ogni possibile abuso rispetto all’aumento delle volumetrie. Stamane si è tenuta un’audizione in commissione urbanistica regionale cui hanno preso parte l’assessore all’Urbanistica Gabriella Cundari, le Sovrintendenze regionali, le organizzazioni sindacali e gli ordini professionali del settore. Raccogliamo con estrema attenzione le sollecitazioni provenienti dalle parti sociali per evitare che un possibile aumento delle volumetrie determini uno scadimento delle  norme di sicurezza, soprattutto in materia antisismica. L’immane tragedia che si è consumata in Abruzzo questa notte deve portare ad un innalzamento della soglia di attenzione, visto che sono soprattutto le superfetazioni dei volumi abitativi a determinare l’aumento del rischi di staticità degli alloggi. Si dovrà quindi provvedere ad un preciso sistema di controlli e sanzioni per evitare che si consumino abusi nella realizzazione di nuovi vani che superino le percentuali previste dalla legge. È questo lo strumento che dobbiamo perseguire per evitare anche scempi ambientali. Bisognerà inoltre vigilare sulla situazione delle aree a vocazione agricola e si dovrà riservare particolare attenzione e fondi all’edilizia sociale, rispondendo alle esigenze abitative di quanti si trovano in maggiore difficoltà. Il percorso avviato oggi in commissione urbanistica, seppure in attesa del completamento del percorso legislativo del Governo, rappresenta un ottimo punto di partenza per arrivare ad un Piano Casa condiviso e utile alla nostra Regione. D’altro canto si sta portando avanti quanto già previsto dalle linee programmatiche contenute nel P.T.R. approvato di recente dal Consiglio Regionale. Ci saranno presto altri incontri per entrare maggiormente nel dettaglio delle questioni da affrontare. L’attenzione del Consiglio e della Giunta Regionale su questo tema resta altissima, il Piano Casa che andremo a realizzare dovrà garantire, innanzitutto, la sicurezza dei cittadini ed il rispetto del nostro territorio.

Il nostro Piano Casa? Rilanciare l’edilizia sociale in Campania

Aspetto di leggere il Protocollo siglato nella Conferenza Stato-Regioni inerente al Piano Casa.

È certo che il Piano in questione non può limitarsi, per quanto concerne la Regione Campania, all’ampliamento dei volumi esistenti che da soli non darebbero risposte concrete al più complessivo e articolato dramma case in Campania, che riguarda gli sfrattati, le giovani coppie, i ceti più disagiati dal martellare di questa crisi.

Accanto alla “tradizionale povertà” si aggiunge una nuova povertà rappresentata dai ceti medi impiegatizi, che non possono più sostenere il peso di una pigione e tanto meno di un mutuo.

Per questo, tenendo conto degli indirizzi generali stabiliti dalla Conferenza Stato-Regioni, la Regione Campania deve articolare e sviluppare il Piano Casa già in corso, che è concentrato soprattutto sull’edilizia sociale, con la partecipazione di capitali pubblici e privati.

Si tratta di dare risposte ad un più complessivo problema della casa e, nel contempo, di mettere in moto un volano di sviluppo che solo una ripresa dell’attività edilizia, compatibile con la salvaguardia e la valorizzazione dell’ambiente e del territorio, può rendere realistico.

da: Trasporti, la voce dei cittadini

Ricevo e pubblico una mail di un cittadino su politica ed emergenze del nostro territorio:   

 

<< Sì! È proprio vero, tutto ciò che si vede e si sente in questo momento è crisi mondiale, e la politica che frana, frana? e perché frana, è il sistema che è franato, la globalizzazione ha portato con se gioie e dolori, e forse il mondo non era preparato a questo alto impatto, l’arrivismo, la sete di potere e in particolar modo il fatto di dare sempre e comunque retta ad altri che nella politica non c’entrano affatto, anzi, ci entrano ma solo per cavoli e interessi propri, tutto ciò ha seppellito la politica che è dialogo, confronto, e

risoluzione dei problemi.

L’era Bassolino e con l’aggiunta del Nostro Sindaco è finita, è un normale riciclo del sistema che altrimenti andrebbe a stagnarsi, nuove idee facce nuove e tanta volontà e anche un pizzico di inventiva.
Siamo stanchi di ascoltare proclami e sentire che quello che è stato detto la sera non vale più la mattina, gente seria ci vuole gente che parla con la gente per ascoltare e anche un po’ imparare….

Carissimo onorevole riscontriamo sempre la tua devozione a tutto ciò che attende ai bisogni di noi cittadini, vedi abbonamenti, morti bianche, una bella scossa a Montemarano affinché riveda la situazione amianto, la possibile risoluzione del problema traghetti per le isole e soprattutto l’impegno costante che hai con noi, confrontandoti con noi sul blog e quindi…cerchiamo di fare questo salto di qualità, e a proposito, che ci dici del termovalorizzatore di Acerra, quante tonnellate di rifiuti ha già bruciato?!

 

E sarebbe pure ora di dare una bella accelerata all’I.A.C.P. che pare che dormono un po’ troppo!

Ciao, Vincenzo. >>

Finanziaria della Regione Campania 2009, attenzione al sociale e taglio dei costi della politica

Tra i 35 articoli della Legge Finanziaria 2009 della Regione Campania mi sono particolarmente impegnato a far approvare misure di sostegno ai figli dei lavoratori morti sul lavoro, a favore dell’edilizia pubblica, con molte più risorse per famiglie in affitto e coppie alla prima casa, e a ridurre le spese della politica.

L’art. 1 crea un fondo per i figli dei primi, l’art. 7 sostiene le famiglie che vivono in prefabbricati nei quartieri difficili e le coppie in cerca di alloggio, l’art. 30 elimina le spese superflue del Consiglio Regionale. Tutti e tre nascono dai dibattiti e dalle proposte che abbiamo presentato all’interno del Gruppo PD.

Io li considero i tre cardini del testo legislativo: stanziando 700 mila € per i figli dei lavoratori morti sul lavoro, accrescendo il Fondo regionale per l’edilizia di 10 milioni € e di altri 2 milioni per gli affittuari in condizioni di povertà, tagliando del 30% i costi delle consulenze e limitando al solo Presidente del Consiglio Regionale l’uso dell’auto blu. Come potrete vedere voi stessi aprendo gli allegati.

 

leggi art. 1

leggi art. 7

leggi art. 30

Intervento di Antonio Amato pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno

Ho letto l’articolo sulle Vele e l’intervista rilasciata da Luigi Necco. All’epoca ero Assessore all’Edilizia al Comune di Napoli e ricordo molto bene quella vicenda. Vorrei per questo fare alcune precisazioni che ritengo doverose…

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Piano case, Il Presidente del Gruppo regionale Ds On. Antonio Amato: una priorità per la Campania

Il tavolo permanente con l’Ance campano, avanzato da Bassolino all’Assemblea dei costruttori dell’Ance, è in piena sintonia con le proposte dettagliate che i gruppi regionali Ds e Margherita hanno presentato in un convegno pubblico sul diritto alla casa…

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