Archivi per la sezione ‘Attualità’ .
18th gennaio 2012, 06:33 pm
«Entro quest’estate si risolveranno le questioni di carattere igienico sanitario legate agli scarichi fognari di Terzigno e San Giusepe Vesuviano che gravano ancora sul comune di Poggiomarino, grazie al completamento delle reti fognarie e degli allacciamenti a collettori e depuratore. Resta però tutta da affrontare la questione del deflusso delle acque bianche e del correlato rischio idrogeologico dell’intera area a ridosso del Monte Somma» lo affermano Antonio Amato, Mafalda Amente e Anita Sala, rispettivamente Presidente, vicepresipresidente e commissario della III Commissione Speciale per le bonifiche, che questa mattina hanno ascoltato in audizione il Commissario Straordinario alla Bonifica del fiume Sarno, l’ing. Giovanni Guglielmi, sulle tematiche inerenti raccolta e trattamento delle acque di alcuni comuni del medio Sarno. Presenti all’audizione, oltre al responsabile tecnico del Commissariato, l’ing. AngeloAntonio Orlando, i rappresentanti dei comuni di Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano e Terzigno, Giancarlo Chiavazzo responsabile scientifico di Legambiente Campania, i rappresentanti di diverse associazioni tra cui “La sveglia”, “Faro del Sarno”, “Assocaizione Diritti dei cittadini”, “Tutela Salute e Ambiente”. «L’audizione segue il sopralluogo alle vasche Fornillo e Pianillo di Poggiomarimo in cui avevamo appurato una situazione disastrosa con la tracimazione di scarichi fognari nei campi e continui allagamenti» spiegano i componenti della Commissione «La pulizia delle vasche, il prelievo ed il trattamento dei sedimenti con la loro raccolta nell’impianto di San Giuseppe, il completamento delle reti fognarie, si dovrebbero avere entro l’estate, secondo le garanzie fornite dal Commissariato che comunque al momento lavora in regime di prorogatio. Ma se questo risolverà in parte la questione igienico sanitaria legata allo sversamento delle acque nere» proseguono i consiglieri «resterà aperta la questione delle esondazioni e del conseguente rischio idrogeologico. Questione che non viene correttamente affrontata per quest’area né nel Grande Progetto del Fiume Sarno né nel piano stralcio dell’Autorità di Bacino alla quale va chiesto conto della tipologia e della tempistica degli interventi già previsti in un Protocollo del 2004. Non si possono attendere nuovi ma già presumibili disastri» concludono Amato, Amente e Sala «Per questo a breve ci sarà un tavolo a cui convocheremo anche gli assessori Romano e Cosenza nonché la stessa autorità di Bacino e il Commisariato Sarno insieme a enti locali ed associazioni». Nel corso dell’audizione il vicesindaco di Poggioamrino Giuseppe Annunziata ha evidenziato la necessità di «completare nel suo complesso il sistema fognario, a partire da quello che insiste sul nostro comune ma anche le vasche di laminazione sotterranee che la Regione sembra aver dimenticato di realizzare». Chiavazzo di Legambiente ha invece sottolineato l’esigenza «di tenere assieme i diversi aspetti della questione: il governo del ciclo delle acque, i rischi relativi al dissesto idrogeologico e le bonifiche. In questo quadro complessivo, se si è in fase avanzata per le infrastrutture, bisogna affrontare adeguatamente la questione della gestione e puntare da subito, soprattutto da parte delle amministrazioni locali, su interventi drenanti sul territorio, unica strada, insieme ad una corretta ritenzione a monte, per evitare esondazioni che nessuna vasca potrà mai completamente contenere». Il Commissario Straordinario Gugliemi ha confermato che «il completamento di quanto di nostra competenza, e cioè opere di fognatura, svuotamento e pulizia delle vasche esistenti, non sarà sufficiente ad evitare nuovi allagamenti» ma ha assicurato anche di «avere già papprontato un più complessivo progetto preliminare che, tra ampliamenti delle vasche esistenti, nuove vasche di laminazione e canali di irreggimentazione, potrebbe essere funzionale a risolvere complessivamente la questione»
16th gennaio 2012, 06:40 pm
Il piano approvato non risponde alle reali necessità della Regione in materia di rifiuti» lo afferma il consigliere del PD Antonio Amato che oggi è intervenuto in Consiglio per motivare il no del PD al piano presentato dalla giunta «Comprendiamo la necessità di avere uno strumento che regolasse la materia e l’urgenza di dare risposte all’Europa. Per questo abbiamo tenuto un atteggiamento costruttivo, volto alla discussione ed al possibile miglioramento della proposta. Il nostro non è stato un no ideologico» continua Amato «ma basato su stime e bisogni reali, nonché sulle indicazioni legislative europee e nazionali. Lo scenario scelto nel piano» afferma il consigliere PD «legato ad una previsione di differenziata al 50%, è sovradimensionato nella quantità di rifiuti da destinare a discarica o a termovalorizzazione. Ci sono troppi inceneritori e pochi impianti di compostaggio, inoltre se si assume realmente l’obbligo di legge di portare al 65% la differenziata e il ridimensionamento del 10% della produzione rifiuti, come indicato in un nostro emendamento che è stato approvato, allora, bisogna rivedere l’impostazione del piano, e prevedere, preferibilmente, lo scenario A3 basato sul trattamento meccanico dei rifiuti prima di portarli all’incenerimento. Questo» conclude Amato «anche per evitare di bruciare il tal quale come invece oggi previsto dallo scenario B2 scelto nel Piano. Affronteremo ancora queste tematiche, a partire dal corretto smaltimento delle ecoballe presenti sul nostro territorio, attraverso la mozione di indirizzo che abbiamo presentato. Ora, l’intero consigli regionale, ha l’obbligo di seguire con grande attenzione il complesso iter della legge di riordino del settore. Proprio per questo, già domani, la commissione su siti rifiuti, bonifiche ed ecomafie che ho l’onore di presiedere, ha convocato l’assessore Romano in audizione
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13th gennaio 2012, 06:38 pm
«Nella discussione sul Piano di Gestione dei Rifiuti presentato dalla giunta abbiamo posto delle questioni pregiudiziali che riproporremo in consiglio con una mozione e pochi ma qualificati emendamenti» lo affermano i consiglieri regionali del PD Antonio Amato, Mario Casillo, Nicola Caputo, Lucia Esposito dopo la discussione di oggi in commissione Ambiente «Il Piano presenta delle evidenti criticità legate a stime troppo basse di riduzione della produzione a monte dei rifiuti, e, soprattutto, di una prospettiva di raccolta differenziata ferma al 50%. Questi elementi» dicono i consiglieri regionali «determinano un sovradimensionamento della quantità di rifiuti da destinare a discarica o a termovalorizzazione, e risultano decisivi nella scelta dello scenario B2 individuato dalla giunta, basato sostanzialmente sulla termovalorizzazione tra l’altro anche di una percentuale del 50% del rifiuto residuale tal quale che viene destinato ad incenerimento senza alcun preventivo trattamento meccanico biologico. Come si potrà realmente controllare i materiali bruciati? Perché si sceglie di aumentare le potenziali emissioni di inquinanti nocivi alla salute umana?» si chiedono i consiglieri del PD che aggiungono «Non prevedere una riduzione dei rifiuti almeno del 10%, non puntare da subito al 65% di differenziata, sottostimare la necessità di impianti di compostaggio, determina la dilatazione della fase transitoria, fino a quando non saranno cioè pronti gli impianti e il sovradimensionamento degli impianti di termovalorizzazione, che già troppi nella fase di entrata in esercizio, diverrebbero poi ennesime inutilizzabili cattedrali nel deserto nel lungo periodo. Non si sottrarremo alle nostre responsabilità rispetto ad un tema tanto importante» concludono Amato, Casillo, Caputo e Esposito «In consiglio chiederemo alla giunta di rivalutare le stime portate su riduzione rifiuti e differenziata, nonché di rivedere la scelta di bruciare tal quale senza utilizzare un pre-trattamento meccanico biologico. Quindi di rivalutare le reali necessità impiantistiche per lo smaltimento dei rifiuti e la loro localizzazione»
4th gennaio 2012, 05:28 pm
«Capisco lo sforzo generoso del capogruppo Peppe Russo di voler indicare che quanto accaduto ad Ischia non sia in alcun modo replicabile e che non esistano spazi politici per inciuci, ma ritengo opportuno precisare che è proprio quell’alleanza tra eletti del PD e PDL ad essere un intollerabile inciucio» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato che interviene sulla vicenda dell’alleanza anomala tra PD e PDL nell’amministrazione dell’isola partenopea «Non ritengo che quell’alleanza possa essere avallata dal PD e chiedo che il PD napoletano, pure commissariato, si faccia carico di una valutazione autorevole e collegiale sia dell’accordo che della possibilità stessa di compatibilità politica col Partito per chi se ne è reso fautore. Mi sembra» continua Amato «che anche il Commissario Orlando, si sia espresso chiaramente sulla vicenda. Potrei anche sbagliarmi e ritengo quindi necessario che i vertici ed i rappresentanti istituzionali del PD si esprimano in modo chiaro su un’alleanza tanto anomala da essere sancita in una conferenza stampa all’interno di un albergo. Di certo» conclude il consigliere PD «aver siglato un patto del genere, l’aver portato in giunta esponenti del PDL affidando loro deleghe su temi di fondamentale importanza come l’abusivismo, aver spezzato qualsiasi fattiva possibilità di alleanza di centro sinistra, non mi sembra coerente con la linea politica nazionale e regionale del Partito Democratico, e non può che generare confusione e disorientamento nel nostro elettorato»
21st dicembre 2011, 07:29 pm
«Il sole splendeva nel cielo, eppure dalla vasca Pianillo, al confine tra San Giuseppe Vesuviano e Poggiomarino, esondavano acque putride e dall’incredibile fetore che si riversavano lungo una strada sommersa da rifiuti di ogni genere, compreso amianto. Tutt’intorno campi coltivati. Una situazione igienico sanitaria allarmante e scandalosa che deve essere urgentemente risolta». Lo afferma Antonio Amato Presidente della Commissione Regionale Bonifiche e siti smaltimenti rifiuti che questa mattina, con i consiglieri Anita Sala e Carmine Mocerino, i tecnici del Commissariato Straordinario Bonifica Sarno guidati dall’ing. Antonio Orlando, il sindaco di Poggiomarino Pantaleone Annunziata, i tecnici del Comune di San Giuseppe, i rappresentanti dell’associazione “Diritti dei cittadini”, e gli abitanti della zona, ha effettuato un sopralluogo presso le Vasche di contenimento idrico Fornillo e Pianillo a Poggiomarino. «Abbiamo appurato come nella Vasca Fornillo giungano non depurate le acque fognarie di Terzigno, e in quella Pianillo gli scarichi, spesso abusivi, di San Giuseppe Vesuviano» spiega Amato «Mancando ancora il completamento dei collettori che dovrebbero portare queste acque al depuratore di Angri, alle prime piogge, portando con sé gli scarichi fognari, esondano nelle strade e nei terreni limitrofi, determinando un enorme rischio epidemico e idrogeologico. Le vasche sono intasate da fanghi e sedimenti, ma non possono essere pulite finché non verranno completati i collettori». Una volta ultimati i lavori di immissione in fogna, fanghi e detriti dovranno essere portati all’impianto per il trattamento dei sedimenti già ultimato a San Giuseppe. «Una volta trattati» ha spiegato l’Ingegner Orlando del Commissariato bonifica Sarno «i fanghi residui verranno portati nelle apposite discariche fuori regione. Questo successivamente al completamento dei collettori che dovrebbero essere ultimati entro 6 mesi. Alla fine, se verrà rispettato il cronoprogramma, quindi, tra 6-8 mesi riusciremo a pulire le vasche nelle quali non giungeranno più i reflui fognari. Questa operazione però» ha sottolineato Orlando «non incide su eventuali scarichi abusivi, né risolve il problema delle esondazioni. Le due vasche risultano infatti insufficienti e, finché non si completerà il più vasto progetto relativo al fiume Sarno, saranno inevitabili nuove esondazioni causate da eventi meteorici». Anche per queste ragioni i componenti della commissione regionale hanno annunciato l’istituzione di un tavolo tecnico «A seguito dei sopralluoghi effettuati» afferma il consigliere dell’IDV Anita Sala «chiederò con urgenza un tavolo tecnico alla presenza dell’Assessore regionale Cosenza, affinché il disastro idrogeologico che si consuma, ormai da svariati, anni nelle terre di Poggiomarino, possa definitivamente trovare una soluzione. Ritengo, inoltre, che sia necessario anche l’intervento congiunto di Arpac e Asl, per monitorare le condizioni igienico-sanitarie dell’area e, soprattutto, l’incidenza delle coltivazioni ormai inquinate sulla salute degli abitanti della zona. La battaglia contro questo disastro ambientale, iniziata con la mia interrogazione sul fiume Sarno, terminerà solo quando avremo risposte puntuali e interventi certi sulla bonifica da parte degli enti competenti. Poggiomarino è solo la prima tappa dei futuri sopralluoghi che insieme con la III Commissione speciale regionale effettueremo in queste terre avvelenate». E per la necessità di affrontare il rischio idrogeologico il Presidnete Amato insiste sulla necessità «di dare impulso al Progetto di valenza europea sul Fiume Sarno. Soprattutto per il completamento delle fognature in comuni come Scafati e Pompei, per il drenaggio del fiume il cui livello si è notevolmente innalzato in questi anni e per tante altre opere che non possono più essere rimandate e per le quali Commisariato, Regione, Governo Centrale, ma anche comuni e aziende per la gestione delle acque come la Gori, devono assumere le proprie responsabilità e dare tempi certi»
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12th dicembre 2011, 06:09 pm
«Quella dei rifugiati dal Nord Africa in Campania è una situazione orami esplosiva in cui sono lesi i più elementari diritti mentre, anche rispetto ai milioni di euro spesi c’è totale assenza di trasparenza» lo denuncia in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato «La settimana scorsa avevamo scritto all’assessore regionale Cosenza individuato dal capo della Protezione Civile Gabrielli come soggetto attuatore per la regione Campania. Chiedevamo notizie circa piani regionali, linee guida regionali, deliberazioni, decreti e/o altri atti relativi alla tematica “Emergenza umanitaria Nord Africa”. La risposta ci lascia sconcertati: l’assessore scrive testualmente che “come soggetto attuatore non emetto alcun piano regionale, linea guida regionali, deliberazioni. Ci chiediamo allora» continua Amato «come sono stati ad esempio scelti gli alberghi dove questi ragazzi vengono abbandonati a loro stessi visto che non c’è stato alcun bando pubblico, e perchè non siano controllate le condizioni disumane in cui sono lasciati. Chiediamo come sia possibile che in una lettera di Cosenza si chieda di trasfromare questi alberghi in CARA ed il giorno stesso della lettera arrivino negli alberghi cooperative a proporsi per i servizi di supporto previsti dal “contratto CARA”, proponendo prezzi risibili, senza che siano stati coinvolti in questa operazioni orgnaizzazioni sindacali, associazioni e, soprattutto, enti locali. Perchè il comune di Napoli dove soggiornano oltre mille donne e uomini che vengono dal Nord Africa, e tutti gli altri comuni non vengono chiamati in causa? Ed ancora» prosegue il consigliere PD «a fronte di una situazione sanitaria divenuta drammatica con seri rischi per la salute pubblica che ruolo hanno avuto le ASL e il commisariato regionale alla sanità? Perchè nessuno si spende per far ottenere a questi ragazzi un permesso i soggiorno umanitario della valenza di un anno, preferendo il proseguire di una situazione definita emergenziale mentre, tra l’altro, la commissione regioanle di Caserta che valuta le richieste di asilo ne approva, ad oggi, dati alla mano, una ogni 50? Siamo di fronte ad un enorme vulnus della Democrazia» conclude Amato «che sostringe migliaia di persone fuggite dalla guerra a vivere in condizioni ai limiti dell’umanità. Chiederemo urgentemente conto di quanto sta accadendo in Consiglio Regionale»
12th dicembre 2011, 06:07 pm
«Oltre 3,5 tonnellate di ecoballe lasciate a marcire senza nemmeno un telone di sicurezza, a pochi passi da un’isola ecologica comunale dove si recano cittadini a depositare la differenziata. Un contenzioso in atto di milioni di euro per il parcheggio di questa immondizia. Cumoli di rifiuti che dovrebbero essere differenziati per essere trattati, ed invece in quei depositi arriva di tutto. La situazione verificata questa mattina a Torre del Greco, nello stabilimento della Balsamo srl lascia esterrefatti e racconta, in piccolo, tutto quanto di malsano ha caratterizzato e determinato l’emergenza rifiuti in Campania». Lo afferma il Presidente della Commissione Ecomafie e siti smaltimento rifiuti della regione Campania Antonio Amato che questa mattina, con il consigliere Anita Sala si è recato in sopralluogo a Santa Maria La Bruna, a Torre del Greco, dove dal 2005 su alcune piazzolle di proprietà della Balsamo srl giacciono tonnellate di rifiuti impacchettati «Paradossalmente, in scala naturalmente ridotta, la situazione si presenta peggiore che negli altri depositi di ecoballe, da Giugliano a Caivano. Lì almeno c’è un telo contenitore e le ecoballe non fuoriescono all’aria a diretto contatto con cittadini e lavoratori. Qui, invece, dal 2010 il telo è stato divelto per portare parte delle seimila tonnellate di ecoballe depositate a Cava Sari. E nessuno ha più provveduto alla loro sistemazione. Oggi» prosegue Amato «c’è un nuovo contratto stipulato con la SAPNA, ma nel frattempo è in corso pure un contenzioso giudiziario per milioni di euro per il deposito di 6 anni. Perché quel contratto non è servito anche per una transazione? E soprattutto come si può aprire a pochi metri da quello schifo un’isola ecologica cui hanno accesso i cittadini? Alcune analisi» comunica il Presidente della Commissione «sono state effettuate nel 2010 dal Commissariato di Governo. Ma si avverte la necessità di comprendere bene cosa realmente c’è tra quei rifiuti, in che modo è stato smaltito e si smaltisce il percolato. Per questo abbiamo richiesto l’intervento urgente dell’ARPAC. C’è bisogno di caratterizzazione ed analisi e quindi di smaltire quei rifiuti. Di certo resta il nodo di decidere come smaltirli. Ma tengo a ribadire» aggiunge il consigliere regionale «che, per lo smaltimento complessivo delle ecoballe, l’idea di realizzare un termovalorizzatore a Giugliano rappresenta una scelta deleteria e da scartare. Anche perché, di tutti questi milioni di immondizia sparsi per la regione, non si conosce natura e potenziale calorifero. Come si fa allora a pensare alla tecnologia adatta?». Nel frattempo, l’intervento dell’ARPAC è stato richiesto anche per una zona confinante alla ditta Balsamo, quella che insiste lungo il perimetro delle “cave Ranieri” dove la commissione ha completato il suo sopralluogo: «Abbiamo ricevuto segnalazioni di sversamento illecito di rifiuti in quest’altra area, specialmente amianto» afferma Amato «abbiamo constatato il prosieguo dell’attività estrattiva nelle cave. Ma bisogna capire cosa c’è nei terreni, L’impressione generale conclude il Presidente della Commissione «è stata quella di trovarci in un’area molto sensibile dove sorveglianza e controlli sono assolutamente assenti».
24th novembre 2011, 06:38 pm
«Grazie alle tecnologie che abbiamo messo a punto, a partire dai Drone e dalle termocamere, lungo i 47 km del Litorale Domitizio e il percorso del Volturno abbiamo rinvenuto di tutto: dalla contaminazione fecale per fogne che giungevano direttamente nelle acque ad un caseificio che ripuliva le proprie vasche senza alcuna depurazione, fino allo spargimento di letame pompato nei bacini idrici dagli allevamenti zootecnici. Per non parlare di un’importante cittadina dell’agro aversano che sversava i propri scarichi, senza utilizzare alcun collettore, direttamente nel Volturno» Il Prof.re Massimialino Lega titolare della linea di ricerca di “Ingegneria Sanitaria Ambientale” del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente dell’università Parthenope, nel corso della conferenza stampa di questa mattina promossa dalla Commissione Regionale Ecomafie, ha illustrato alcuni dei risultati derivanti dalla collaborazione con la Procura di Santa Maria Capua Vetere e le forze dell’ordine, che ha portato al Protocollo di Salvaguardia ambientale della Provincia di Caserta ed ora si estenderà all’intero territorio campano grazie al coinvolgimento di altre 6 procure «Noi operiamo come tecnici sulla scena del crimine cercando di individuare quello che è avvenuto sul territorio e che può aver causato un danno ambientale» ha spiegato il Prof.re Lega «Trattiamo il reato ambientale come delitto, sì da individuare innanzitutto la tipologia di reato e quindi poter risalire ai colpevoli. Naturalmente, poi, sono gli organi inquirenti a sviluppare le indagini». Alla presenza del Presidente e del Vice Presidente della Commissione Regionale Antonio Amato e Mafalda Amente, del Preside della Facoltà di Scienze e Tecnologie Prof. Raffaele Santamaria, del Direttore del Dipartimento di Scienze per l’Ambiente Prof. Gerardo Pappone, del prof. Rodolfo Napoli, nell’aula Magna della Parthenope sono stati presentati i Droni, piccoli velivoli a controllo remoto dotati di termocamere, teleobiettivi e sensori, che permettono di rilevare presenza e tipologia di rifiuti, la georeferenziazione del territorio e l’individuazione di sversamenti illeciti, il monitoraggio 3D delle matrici di aria, acqua e suolo. Tecnologie che lo stesso Lega ha già presentato anche negli Stati Uniti alla NASA «Dopo l’audizione delle scorse settimane» ha spiegato il Presidente Amato «abbiamo promosso questa conferenza stampa nella convinzione di dover sostenere questa eccellenza della ricerca campana che, attraverso le tecnologie sviluppate, diventa determinante per la lotta alle ecomafie, sia nella fase di monitoraggio del territorio che in quella della caratterizzazione delle aree necessaria per le bonifiche. Magistratura e forze dell’ordine hanno già stretto una forte collaborazione con l’Università, e addirittura le tecnologie sono attenzionate dalla NASA. La regione» conclude Amato «non può rimanere inerme e deve sostenere e avvalersi di queste eccellenze. Perché la lotta alla camorra in generale, e nello specifico alle ecomafie, non costituiscono una tra le priorità, rappresentano, piuttosto la nostra assoluta priorità». Ed un sostegno dovrebbe essere garantito proprio dall’assessorato all’ambiente, come ha confermato la vicepresidente della Commissione Amente «L’assessore all’Ambiente Giovanni Romano si è impegnato ad utilizzare il drone nel piano regionale per le bonifiche, a dimostrazione che la Regione presta particolare attenzione per la ricerca universitaria, indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi posti dall’ente per quanto riguarda le politiche ambientali» ha affermato Amente «L’uso di tecnologie all’avanguardia contribuirà di certo a contrastare quelle attività illecite che hanno prodotto i disastri che tutti ben conosciamo. La commissione sta dando ampio spazio a queste tematiche e mi auguro che la sinergia con l’assessorato all’Ambiente possa da oggi ulteriormente rafforzarsi». Ed il sostegno delle istituzioni è assolutamente necessario, perché anche a causa dei tagli alla ricerca, pure un’eccellenza come quella sviluppata dalla Parthenope è a rischio «E’ di grande importanza che, su questi temi, si stia realizzando un punto di convergenza tra le istituzioni, che tenga insieme magistratura, forze dell’ordine, Regione e Università» ha detto il Prof.re Lega «A breve presenteremo i risultati ottenuti anche ai ministeri competenti. Di certo, però viviamo una reale sofferenza rispetto ai fondi destinati alle nostre ricerche, e se le Istituzioni preposte non si faranno carico di un sostegno reale, anche quanto fino ad oggi realizzato viene messo seriamente a rischio»
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7th novembre 2011, 05:21 pm
«Sconforto, amarezza e rabbia: lo scempio del depuratore della zona ASI di Giugliano, l’ennesimo sperpero di danaro pubblico, le gravi ripercussioni per l’ambiente, non possono che suscitare questi sentimenti» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale per le bonifiche e i siti smaltimento rifiuti Antonio Amato che questa mattina, con i componenti della commissione Mafalda Amente, Corrado Gabriele e Anita Sala, l’assessore all’ambiente del Comune di Giugliano Marcello Postiglione ed i rappresentati di alcune associazioni, ha effettuato un sopralluogo al depuratore della zona ASI di Giugliano «I 18 miliardi di lire della Cassa del Mezzogiorno utilizzati per costruirlo sono stati sostanzialmente buttati. L’impianto ha lavorato per poco più di 4 mesi, poi a seguito del malfunzionamento, dei miasmi che emetteva, delle legittime proteste dei cittadini, dal 1999 è chiuso. In pratica è costato 150 milioni di lire per ogni giorno di funzionamento, ed oggi è poco più che un rottame che cade a pezzi» La commissione regionale si è recata a Giugliano a seguito del precedente sopralluogo al Depuratore di Cuma, durante il quale erano stati denunciati scarichi industriali abusivi provenienti proprio da quest’area. Al sopralluogo di questa mattina i consiglieri regionali sono stati accompagnati dall’Ing. Marco Allegretti, della società ITER che, successivamente alla chiusura dell’impianto (che avrebbe dovuto trattare le acque industriali della zona ASI ma anche quelle civili), ha avviato un contenzioso con l’ASI che va avanti ancora oggi «Saranno necessari ancora degli anni prima che il contenzioso si risolva» ha spiegato l’Ing. Allegretti «Un peccato perché l’impianto, che dava lavoro a decine di operai, quando fu aperto era all’avanguardia per il trattamento dei reflui industriali. Oggi l’adeguamento dell’impiantistica costerebbe almeno 8 milioni di euro». Fondi che in parte, per 4 milioni di euro, erano anche stati trovati, ma non sono mai stati utilizzati in attesa che si concludesse il contenzioso «Ci troviamo così di fronte ad una situazione assurda» spiega Amato «Nei Silos ancora giacciono i reflui giunti nell’impianto al momento dell’apertura, tutto è in stato di abbandono, sono stati rubati anche tutti i cavi elettrici e l’ufficio del custode, l’unico che ancora lavora nel depuratore, ha la luce grazie ad un allacciamento di fortuna. Ma soprattutto» continua il Presidente della Commissione Regionale «Non si riesce ad avere un controllo sicuro sui reflui che da qui giungono al Depuratore di Cuma. Lì ci avevano segnalato l’arrivo periodico di scarichi industriali non depurati, a partire da borlande di distilleria. L’ufficio di Presidenza della Commissione» ha spiegato Amato «chiederà urgentemente gli adeguati controlli dell’ARPAC per verificare quello che viene immesso nel collettore dalle singole aziende che dovrebbero essersi dotate ciascuna di un depuratore. Non gettiamo la croce sugli imprenditori» chiarisce Amato «Questa zona ASI non garantisce né servizi né infrastrutture, a partire dalle strade, passando per la bonifica dell’area dove giacciono migliaia di tonnellate di rifiuti anche tossici, per finire, appunto, ad un impianto di depurazione che sarebbe assolutamente necessario. C’è quindi bisogno di chiarezza, ed ognuno deve fare la propria parte. Di certo» conclude il Presidente della Commissione Regionale «al di là del contenzioso giudiziario e degli improcrastinabili accertamenti sugli scarichi industriali, si resta allibiti di fronte allo sperpero, all’abbandono e ai danni che, per l’ennesima volta, abbiamo dovuto constatare»
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4th novembre 2011, 02:22 pm
«Le indagini in corso su eventuali ampliamenti non autorizzati della discarica di Chiaiano gettano nuove ombre su una gestione nefasta che ha causato e ancora genera gravi danni e disagi. Ora basta, si chiuda questa discarica e si avvii il piano di bonifica» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale per le bonifiche e i siti rifiuti Antonio Amato «Ribadiamo inoltre la piena contrarietà, già espressa in modo bipartisan da questa commissione, all’apertura di una nuova discarica che insista su quest’area. La sola idea rappresenta una vera e propria follia che non tiene conto di quanto si è determinato su questo territorio. Oltre a quanto prodotto dalla discarica di Chiaiano» continua Amato «da mesi denunciamo la necessità di verificare quanto è stato determinato in cave vicine, come cava Zara, da probabili scarichi abusivi. Esistono incartamenti e analisi già realizzate che evidenziano gravissimi sforamenti nelle acque di pozzo di fluoruri, arsenico e idrocarburi. E invece di dare finalmente giustizia a questi territori e popolazioni si continua a scaricare a Chiaiano e addirittura si ipotizzano nuovi sversatoi nelle immediate vicinanze? I rappresentanti istituzionali» afferma il Presidente della Commissione Regionale «dovrebbero fare un bagno di umiltà, ammettere i propri errori, iniziare a prestare maggiore ascolto a comitati e cittadini che da anni portano avanti una pacifica battaglia di civiltà anticipando eventi che poi ha dovuto tragicamente appurare la magistratura. E’ quindi urgente» conclude Amato «recuperare credibilità dando seguito ai patti siglati, e quindi chiudendo la discarica e avviando la bonifica. Non si può continuare a prendere in giro la gente».