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Un Ordine del Giorno perché il Lago d’Averno torni nei possedimenti pubblici. Ma serve un piano regionale straordinario per la gestione dei beni confiscati.

«Il consiglio regionale deve scendere in campo per garantire, al di là della vicenda giudiziaria, la restituzione del Lago D’Averno alla collettività» lo afferma il Presidente Regionale della Commissione sui Beni Confiscati Antonio Amato «Quella del Lago d’Averno è una vicenda piena di punti ancora oscuri sui quali le istituzioni devono garantire la massima collaborazione alle forze dell’ordine per fare chiarezza. Ma, soprattutto, al di là della vicenda giudiziaria, bisogna lavorare perché beni naturali di siffatto valore restino di proprietà pubblica. Mi faccio promotore, allora, di un ordine del giorno, che spero firmeranno tutte le forze politiche, per impegnare la giunta a predisporre un piano d’intervento ed individuare le necessarie risorse finanziarie, perché il Lago d’Averno torni nei possedimenti pubblici. In ogni caso» afferma ancora Amato «va scongiurata, qualora il bene venisse confiscato e trasferito al demanio, qualsiasi ipotesi di vendita all’asta. Più in generale» dice ancora Amato «anche a fronte dei tanti sequestri avvenuti negli ultimi mesi ed ancora oggi, e delle possibili confische, va predisposto un piano regionale straordinario per definire linee guida condivise per la gestione di questo grande patrimonio. Esistono questioni che coinvolgono gli istituti bancari, altre che investono l’erogazione dei servizi essenziali, che necessitano di un intervento forte. Ma» conclude Amato «si avverte soprattutto la necessità di mantenere una linea di intervento ferma su queste questioni. Non è ammissibile, ad esempio, cancellare con un atto unilaterale della giunta il protocollo d’intesa tra Regione e Ministero del Lavoro, sottoscritto da Bassolino e Viespoli nel gennaio scorso, per la promozione di attività di sviluppo sui beni confiscati. Anche su questo presenterò un ordine del giorno perché Caldoro si impegni a rispettare gli impegni già assunti che, per non fare un regalo alla camorra, bisogna mantenere»

Basta con i falsi plausi. Contro l’ecomafia una nuova operazione Primavera.

«Continuano a trasformare la monnezza in oro con la connivenza di politici ed amministratori pubblici. Se non si capisce che la lotta all’ecomafia è la priorità strategica di questa regione e dell’intero Paese e non si agisce di conseguenza, è inutile continuare a parlare di lotta alla criminalità organizzata» lo afferma in una nota il presidente della Commissione regionale sull’Ecomafia e sui siti di smaltimento dei rifiuti Antonio Amato «Le importantissime operazioni di questa mattina sui traffici di rifiuti evidenziano, al contempo, il perpetuarsi della più grande violenza compiuta ai danni di questi territori. E non si può andare avanti con i falsi pluasi: ma di cosa si complimenta Alfano se poi nel DDl sulle intercettazioni si annulla la possibilità di utilizzarle contro i reati ambientali? E di cosa ci complimentiamo noi tutti politici, di destra e sinistra, se poi è proprio la corruzione della classe dirigente a permettere questi traffici? In realtà» continua Amato «bisogna passare dai plausi all’azione, si deve supportare il lavoro delle forze dell’ordine ma nei fatti, non con le belle parole. Sulle ecomafie si avverte la necessità di un grande piano strategico che ripercorra la strada della lotta al contrabbando delle sigarette, dell’operazione Primavera del 2000 in Puglia, con un grande dispiegamento di uomini e mezzi di tutte le forze a presidio del territorio. Le stesse forze dell’esercito che da decine di mesi sono chiamate a presidiare i siti di smaltimento non sarebbero più utili se destinate al presidio, specialmente notturno, di alcune aree di questo territorio che ben conosciamo? E non sarebbe necessario l’inasprimento penale del reato ambientale? La commissione che presiedo» afferma ancora Amato «lavorerà per sollecitare, attraverso il consiglio regionale, parlamento, governo e tutti i soggetti istituzionali interessati per creare una forte piattaforma d’azione contro le ecomafie»

Giunta e maggioranza senza cultura delle istituzioni

«In consiglio, il centro destra invece che proposte politiche porta foglietti propagandistici che nulla hanno a che fare con provvedimenti di caratura istituzionale» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato nel corso dell’odierna discussione in consiglio regionale «Tra proposte ed emendamenti si portano in consiglio atti che non hanno alcun rispetto del ruolo del consiglio e delle commissioni. Mentre si aiuta la camorra cancellando il protocollo d’intesa tra regione e ministero del lavoro per produrre sviluppo nei beni confiscati» continua Amato «si giunge a proporre lo scioglimento di società come l’EAV senza alcuna discussione di merito. E con l’assenza dei rappresentanti della giunta. Probabilmente il Centro Destra pensava che il PD avrebbe perpetuato la pessima abitudine di quell’opposizione consociativa che loro avevano realizzato nelle precedenti legislature, producendo enormi danni. Ma noi» conclude Amato «non permetteremo che si agisca in spregio delle istituzioni e dei reali interessi dei nostri territori» 

Caldoro cancella la possibilità di sviluppo occupazionale sui beni confiscati

«Tagli indiscriminati che colpiscono la lotta alla criminalità organizzata e per la legalità. Detto in altre parole un regalo alla camorra» lo denuncia il Presidente della Commissione sui Beni confiscati Antonio Amato alla luce della delibera di giunta che cancella il Protocollo per la realizzazione di un programma condiviso di sviluppo occupazionale sui beni confiscati «Nella furia di abrogare gli atti della precedente giunta, motivata dallo sforamento del patto di stabilità, si sta agendo indiscriminatamente senza alcun raziocinio. Si annulla una  delibera di giunta, la 1874 del 22 dicembre scorso, con la quale si approvava un Protocollo d’intesa con il Ministero del Lavoro tra l’altro già firmato a gennaio da Bassolino e Viespoli, per valorizzare i beni confiscati e farne un’occasione di sviluppo ed occupazione. Ora si annulla anche il protocollo già firmato? Oppure si vuole “solo” svuotarlo eliminando lo stanziamento di 720 mila euro recuperati dal POR/FSE 2007/2013?    Il protocollo» afferma Amato «serve a preparare progetti produttivi di riutilizzo dei beni confiscati, a istituire corsi di formazione per la creazione di cooperative sociale giovanili destinate al lavoro sui beni stessi ed a porre le condizioni per la creazione e l’avvio d’imprese fino al lancio sul mercato. Che fine faranno ora i progetti avviati? E che idea si ha di riutilizzo sociale dei beni confiscati e più in generale di lotta alla criminalità organizzata se si operano simili azioni di taglio degli stanziamenti e il blocco di progettualità già in corso? E’ irresponsabile ed  incomprensibile agire per ragioni di cassa senza distinguo e senza alcuna concertazione. La necessità di colpire la criminalità organizzata nel cuore dei suoi interessi economici» conclude Amato «è questione prioritaria per il rilancio di questa regione. Con la sospensione di questo protocollo è come se le Istituzioni Campane si arrendessero al potere della camorra»

Attuare il piano vendita IACP combatterà la camorra e garantirà il diritto degli assegnatari

Gli arresti di questa mattina nel Bronx di San Giovanni oltre che un grande risultato delle forze dell’ordine mostrano con evidenza un’emergenza che si vive in molti quartieri di Napoli: la mano della camorra che, con la violenza, gestisce le case dell’IACP estromettendo i legittimi assegnatari.

Anche per questo ritengo che sia urgente dare piena attuazione al Piano Vendita Decennale predisposto dalle IACP. Permettere la vendita degli alloggi IACP ai legittimi inquilini che ne facciano richiesta, con tutti i dovuti controlli, rappresenterebbe anche un freno a possibili interventi della camorra.

Il Piano Vendita decennale predisposto dalle IACP, invece, continua ad essere in molte situazioni bloccato, mentre oggi non solo andrebbe attuato ma integrato.

Per questo, ho presentato un apposito question time stamane la cui discussione è stata rimandata alla prossima settimana per esigenze dell’Assessore Taglialatela. Laddove necessario credo dovremo utilizzare tutte le misure utili a superare gli ostacoli burocratici e gestionali intercorsi in questi anni.

Lo ribadisco, la vendita degli alloggi ai legittimi assegnatari non solo rappresenta il riconoscimento di un diritto maturato da chi quelle case le abita, ma sarebbe, al contempo, anche un forte e netto segnale di legalità utile alla lotta contro la camorra.

L’EAV non è fonte di sprechi

«Ho letto con preoccupazione le parole e le valutazioni dell’Assessore Vetrella sull’EAV» afferma in una nota il consigliere regionale Antonio Amato «Ricordo che l’EAV è stata istituita con una legge del Consiglio Regionale, che ho fortemente sostenuto e che, a partire dal coinvolgimento dei lavoratori, fu definita dopo un lungo e proficuo percorso nella commissione e la successiva votazione bipartisan in consiglio. Sarebbe bene allora» continua Amato «che l’assessore competente prima di avventurarsi in simili esternazioni, procedesse ad un attento approfondimento della questione con l’apposita commissione consiliare e che il Presidente della stessa De Siano sollecitasse un tale incontro. Non vorrei» conclude Amato «che si volesse portare l’ennesimo conto da pagare ai lavoratori agendo con l’accetta senza verificare percorsi e atti. L’istituzione dell’EAV ha rappresentato un importante strumento di riorganizzazione e ottimizzazione del trasporto pubblico regionale. Se si vuole tagliare gli sprechi non è certo da lì che bisogna iniziare» 

L’ecomafia è un cancro, la politica faccia mea culpa. Ora un grande patto democratico per sconfiggerla

«L’ecomafia è il cancro che sta divorando i nostri territori da decenni, ora c’è bisogno di un grande patto democratico di legalità per sconfiggerla» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Le cifre fornite ancora una volta da Legambiente mettono in luce un’emergenza endemica che si traduce in uno dei maggiori business economici della camorra, nella più elevata incidenza di alcune forme tumorali in alcune province di Napoli, nella distruzione dei nostri territori, nel rischio concreto e quotidiano di nuove catastrofi che non si potranno dire “naturali”. Di nulla sia detto è naturale, rispetto a quanto è collegabile alle ecomafie. A fronte di tutto questo» continua Amato «c’è la necessità di mettere in campo un’alleanza politico sociale tra istituzioni, partiti, magistratura, forze di polizia, associazioni e cittadini per porre l’ecomafia al centro di un piano strategico capace di agire sia sulla repressione che sulla prevenzione. Ma c’è anche un aspetto inquietante sul quale bisognerà andare fino in fondo: il ruolo svolto dalla politica, tra inottemperanze e vere e proprie collusioni, all’interno di questo grande business. Perché» conclude Amato «se le ecomafie hanno potuto proliferare e continuano ad imporre la loro violenza è anche a causa di una politica che, innanzitutto a livello locale, ma non solo, si è resa complice, più o meno consapevole, della devastazione criminale del territorio»

Quale Repubblica festeggiamo?

«Quale Repubblica festeggiamo?» se lo chiede Antonio Amato, consigliere regionale del PD «Al di là della ricorrenza è necessario porre seri interrogativi sui valori che oggi fondano la nostra Repubblica. La scelta degli Italiani il 2 giugno del ’46 fu anche e soprattutto una scelta di valori. I valori che avrebbero fondato la nostra Democrazia. Cosa ne resta oggi? Esiste un’enorme questione morale irrisolta che coinvolge l’intera classe politica e dirigente di questo Paese. Scandali, leggi liberticide, precarietà del lavoro e disoccupazione mettono in discussione i capisaldi della nostra Costituzione e mortificano i valori che a tutt’oggi vivono nella coscienza democratica degli italiani. La politica» continua Amato «ha il compito di recuperare la forza, l’onestà e l’idealità dei nostri Padri Costituenti. Dobbiamo tornare a riappropriarci dell’idea di futuro, a costruirlo, ripartendo dagli insegnamenti della lotta di liberazione dal nazi fascismo, dalla scelta di libertà per la Repubblica, e lavorare per una società capace, innanzitutto, di accogliere e valorizzare le giovani generazioni».

Approvare subito la legge regionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro

«Basta chiamarli incidenti o morti bianche, le morti sui luoghi di lavoro sono la barbarie della democrazia» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «La morte di Paolo Castiglione a  Bagnoli, chiama in causa la responsabilità di tutti, dalla politica ai datori di lavoro, dalle associazioni di categoria agli operai. La provincia di Napoli, in Italia, è fra quelle che ancora nel 2008, secondo il rapporto annuale dell’INAIL, faceva registrare un cospicuo aumento degli incidenti mortali sui luoghi di lavoro. Un dato allarmante se confrontato a quelle delle altre provincie italiane. Le forze politiche, innanzitutto, si diano una mossa. Il “gruppo per la sicurezza sul lavoro” del Consiglio Regionale della Campania, al termine dell’iniziativa “viaggio nei luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza” che ha visto coinvolte l’ANMIL, le associazioni datoriali e quelle sindacali, nei mesi scorsi ha promosso un documento dal quale è scaturita una proposta di legge che io stesso ho depositato. Si prevede» continua Amato «la revoca dei contratti stipulati nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici, laddove si riscontrino violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza, il divieto per i destinatari di provvedimenti revocatori di contrarre appalti con le Amministrazioni aggiudicatrici nei cinque anni successivi al provvedimento di revoca, l’estensione degli obblighi di sicurezza e le relative sanzioni anche al subappalto, la valutazione dell’offerta anche in ragione di misure ulteriori o migliorative per la sicurezza e la salute del lavoratore. Una legge che contempla non solo aspetti sanzionatori, ma individua la tutela preventiva quale funzione deterrente e prevede la promozione della cultura della sicurezza sia sui luoghi di lavoro che nelle scuole. Ora il nuovo consiglio ponga questa legge tra le sue priorità. E valuti» conclude Amato «la possibilità, anzi la necessità di istituire un’apposita commissione d’inchiesta sugli incidenti sui luoghi di lavori. Finché ci saranno ancora decessi sui luoghi di lavoro saranno sempre troppi»

A Napoli la Festa del Bambino. E la Villa Comunale è bimbopoli per un giorno

Ricevo e pubblico l’articolo degli amici dell’Istituto per la Polonia:

 

 

Pomeriggio tutto dei più piccoli e dei loro grandi diritti. La Festa del Bambino inizia oggi alle 18.00, nella Villa Comunale di Napoli. L’Istituto per la Polonia l’ha voluta nella Giornata Universale del Bambino, istituita il Primo Giugno dalle Nazioni Unite in difesa dei diritti dei minori in società e in famiglia.

Una festa popolarissima nell’Est Europa. Ogni 1 Giugno i genitori di questa parte di mondo comprano regali e dolci ai figli e ricreano un nesso comunitario. Se riesce tra famiglie perché non tra popoli?, si sono chiesti all’Istituto per la Polonia. Detto fatto: la festa è l’occasione per fare integrazione tra i figli degli immigrati e degli italiani.

Bimbi e adolescenti italiani e stranieri potranno gareggiare negli sport, nei giochi a premi e nei concorsi di poesia e disegno, misurare la loro prontezza con il quiz del cervellone, darsi alle prime scatenate con la baby dance, giocare a travestirsi con il truccabimbi. Ai giocattoli e ai dolciumi pensano gli sponsor Studio Legale Marra ed International Market di Bozena Rachwalska.

Un’operazione interculturale necessaria stando alla perentorietà dei numeri. Nella provincia di Napoli vivono oltre 60 mila immigrati che negli ultimi anni hanno iscritto i loro figli nella scuola pubblica. Capirsi, imparare a riconoscersi, prevenire i conflitti tra le diversità diventa imprescindibile. Come sanno bene e da tempo all’ente promotore.

“Siamo fieri d’aver organizzato per la prima volta a Napoli una manifestazione che celebra due valori sociali fondamentali: l’unità della famiglia e l’integrazione socioculturale degli immigrati”, afferma la presidente dell’Istituto per la Polonia Anna Smolinska.

Comune di Napoli e Comitato UNICEF Campania hanno dato il patrocinio morale ed assicurato la loro presenza, mostrando di condividere i valori di questa festa che coincidono con gli obiettivi della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia”, suggella la presidente Smolinska.