Archivi per la sezione ‘Attualità’ .
2nd febbraio 2012, 04:41 pm
«Altro che Scampia, il vero coprifuoco è al Centro Direzionale» lo afferma in una nota il Presidente della Commissione Beni Confiscati Antonio Amato «Conosco bene quel territorio, da assessore al comune di Napoli ho realizzato il parziale abbattimento delle vele. Conservo con amore le storie di straordinaria dignità di chi viveva negli scantinati di quegli orrori architettonici. Perché il mostro di questi territori non sta solo nella camorra ma anche e soprattutto in quanti hanno creato le condizioni materiali e sociali perché questo mostro proliferasse. A partire da politici e professionisti. Credo» prosegue Amato «ci sia stato un grande clamore mediatico su una notizia sostanzialmente priva di fondamento, ed anche l’articolo di questa mattina di Saviano racconta di cose che, per chi vive Scampia, sono difficili da credere: ragazze che scendono senza tacco e auto in cui si va da soli? Ma è un romanzo? E i negozi di pesce venderebbero meno non per la crisi ma perché si ha paura di comprare? Che a Scampia, a Melito, a Secondigliano, a Giugliano ci siano roccaforti della camorra è senz’altro vero» afferma il Presidente della Commissione Regionale «Che gli ultimi episodi di cronaca ci raccontano di una possibile faida nuovamente in atto nessuno lo può negare. E nemmeno che questo possa generare paura. Ma forse ci vorrebbe maggiore accortezza nell’usare le parole, ed evocare presunti coprifuoco genera solo nuova indiscriminata paura, nuove false stigmatizzazioni, soprattutto allontana lo spazio della verità. Ed allora diciamolo chiaramente che Scampia in questi anni è diventato un enorme laboratorio culturale e sociale dove una rete di associazioni che su quel territorio sono nate e operano, portano avanti un lavoro straordinario e loro “okkupy Scampia” lo mettono in campo ogni giorno, tra strade, piazze e scuole senza la necessità di clamori mediatici. Ed è così che si realizza un’azione concreta di sostegno alle forze dell’ordine e alla magistratura nella lotta alla criminalità organizzata. La politica, allora, dovrebbe sostenere seriamente queste esperienze se vuole realmente schierarsi contro la camorra. Piuttosto» conclude Amato «si provi a fare un giro di sera dopo le 19,00 per il Centro Direzionale, che dovrebbe essere il cuore pulsante della city. Quando chiudono gli uffici non resta nulla, qui davvero le donne hanno paura a scendere da sole di sera, e vicino ai parcheggi si è sviluppato un mercato del sesso che sfrutta i bambini e le povertà. Forse bisognerebbe ricordare con Fabrizio De Andrè che dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior».
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2nd febbraio 2012, 04:36 pm
«Il comma dell’articolo 52 della finanziaria regionale, appare senza dubbio come un maldestro tentativo, messo lì tra le righe, per provare a stravolgere i vincoli previsti dalla normativa vigente a tutela dell’area Sorrentino Amalfitana. Fortunatamente è evidentemente scritto male, palesando una sua inapplicabilità procedurale. In ogni caso resteremo vigili perché non si stravolga quanto previsto dal PUC e non si rendano inefficaci i vincoli di tutela ambientale» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Eliminare la parola procedurali all’articolo 9 della legge 19, che per l’appunto limitava nell’area sorrentino amalfitana l’applicabilità delle disposizioni della normativa alle sole parti procedurali, vuol dire provare a smussare i vincoli posti dalla legge in materia di costruzione di nuovi parcheggi. Tra l’altro il testo originario della legge era stato già modificato, nel senso di maggiori tutele ambientali, da successivi interventi normativi (legge 16 del 2004). In finanziaria non hanno nemmeno avuto l’accortezza, giuridicamente necessaria, di citare le modifiche intervenute, il chè denota anche la superficialità con cui si è ormai giunti a fare norme in Regione Campania. Lo dicevamo quando abbiamo votato contro questa finanziaria: non solo l’impianto generale appariva del tutto inefficace a fronte dei reali bisogni della nostra regione, ma in questo testo sono anche inseriti anche tanti piccoli interventi spot che, nel tentativo di rispondere agli interessi di pochi, potrebbero stravolgere i più complessi interessi della comunità, andando ad incidere in modo nefasto sul governo del territorio»
Per maggiori informazioni sull’argomento si rimanda all’articolo di Geremicca sul Corriere del Mezzogiorno consultabile al link
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/economia/2012/1-febbraio-2012/quel-piano-urbanistico-che-trasforma-costiera-sorrentina-boxlandia-1903102816599.shtml
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30th gennaio 2012, 05:48 pm
«Stiamo perdendo la battaglia contro le ecomafie per l’inerzia della politica. Le colpe di chi non adotta azioni di contrasto concrete non sono minori di quanti fanno affari con lo sversamento dei rifiuti» lo afferma il Presidente della Commissione regionale ecomafie Antonio Amato «Da mesi, ad esempio, nella zona Orientale di Napoli, tra Ponticelli e Pollena, si assiste al proliferare di scarichi di materiali abusivi e probabilmente rifiuti tossici che stanno creando vere e proprie minidiscariche laddove, tra l’altro, restano abbandonati siti di stoccaggio provvisori diventati, nell’incuria di tutti, definitivi. Allora» dichiara il Presidente della Commissione Regionale «Se va fatto l’ennesimo plauso alle forze dell’ordine e alla magistratura per l’operazione che questa mattina ha portato a stroncare un traffico di rifiuti speciali avviato nel nolano, non possiamo tacere sulle gravi colpe e inadempienze dei governi centrale e regionale. Siamo ancora in attesa che venga finalmente risolto il grande pasticcio del SISTRI e che, in ogni caso si addivenga ad un sistema efficiente sullo smaltimento dei rifiuti. Nonostante se ne parli da anni ancora manca nel codice penale la previsione del reato ambientale. Sul nostro territorio sistemi tecnologicamente avanzati e già utilizzabili per il contrasto alle ecomafie, come i drone sviluppati dall’Università Parthenope, nonostante diverse sollecitazioni della stessa commissione che presiedo, non vengono adottati e la ricerca sul campo non viene supportata. Più in generale» prosegue il Presidente della Commissione regionale «si avverte scarsa attenzione istituzionale su queste tematiche da parte di chi pure avrebbe l’obbligo di adottare tute le misure volte al contrasto di questi fenomeni. Si lasciano senza controllo e non si avviano a bonifica luoghi che pure si sa interessati da fenomeni di sversamento e incenerimento selvaggio. Eppure le ecomafie rappresentano uno dei principali core businnes della camorra e della mafia e l’annosa questione rifiuti in Campania non può essere affrontata correttamente senza sciogliere quello che è un vero e proprio nodo tumorale. Già nel piano bonifiche» afferma ancora Amato «bisogna dare priorità strategica al risanamento ambientale dei territori devastati da questo fenomeno. Quindi bisogna far propri tutti gli strumenti che possono aiutare in questa lotta, e istituire unità di crisi per il controllo di luoghi strategici e contro il fenomeno dei roghi tossici. Più in generale bisogna riattivare una grande tensione politico – istituzionale su questo tema. Questa commissione» conclude Amato «continuerà nella sua azione di ascolto, controllo, verifica e sollecitazione. Ma la politica e le istituzioni sono chiamate ad uno scatti di reni per non perdere una battaglia decisiva per la vita nostra e dei nostri territori»
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29th gennaio 2012, 02:07 pm
<<Le violenze e le minacce subite ieri da uno dei rappresentanti del comitato contro la discarica al Castagnaro, a Quarto, rappresentano un episodio gravissimo e allarmante che mette in luce, ancora una volta, la zona d’ombra che circonda la questione rifiuti in Campania>> lo afferma il Presidente della Commissione Ecomafie e siti smaltimento rifiuti della Campania, Antonio Amato <<Abbiamo appreso che uno dei rappresentanti di questo civile e legittimo movimento di protesta è stato oggetto prima di danni all’autovettura, quindi di gravi minacce telefoniche intimidatorie volte a far cessare la protesta. E’ evidente>> continua Amato <<che a fronte dell’utilizzo di cave nella zona del Castagnaro si siano determinati interessi oscuri i cui beneficiari non vogliono si oppongano ostacoli. Saranno sicuramente gli inquirenti a sviluppare le dovute indagini, ma le modalità delle minacce e la contestualizzazione territoriale della vicenda sembrano evidenziare una matrice di tipo camorristico di fronte alla quale le istituzioni non possono, non devono rimanere inermi, ma devono immediatamente mobilitarsi. Domani>> dice il Presidente della Commissione ecomafie <<sarò a Quarto con la Commissione Anticamorra presieduta da Gianfranco Valiante ed affronteremo nel merito la questione. Di certo non si possono lasciare soli cittadini che, per difendere i propri territori, si mettono in prima linea e non hanno paura di denunciare le intimidazioni che subiscono. Anche il merito della questione>> conclude Amato <<la ventilata possibilità di utilizzare quelle cave per riempirle con compost fuori specifica, pure a fronte di questi ultimi accadimenti, deve essere rivisto e urgentemente corretto: oltre alle specifiche situazioni ambientali, e in questo caso ricordo che ci troviamo all’interno di un Parco Naturale, infatti, si deve tener conto anche del contesto generale nel quale si va ad operare, e prendere tutte le precauzioni perché in un settore così delicato come i rifiuti, come troppe volte accaduto in passato, non si realizzino scelte che, anche indirettamente, possano collimare con gli interessi della criminalità>>
20th gennaio 2012, 02:09 pm
«Ancora un raid vandalico al Parco Don Diana a Casal di Principe, segnale preoccupante per il quale è necessario un intervento immediato» lo afferma il Presidente della Commissione Beni Confiscati del Consiglio Regionale Antonio Amato «Abbiamo appreso che nella notte c’è stato l’ennesimo raid vandalico che questa volta ha danneggiato piante ed alberi. E’ l’ennesimo atto di devastazione che danneggia questo luogo simbolo di questo territorio. E non può essere un caso che episodi del genere si siano intensificati proprio in questo periodo, dopo le catture dei capi dei casalesi. Lanciamo un allarme» afferma Amato «perché dopo la grande attenzione derivante dalla cattura di Zagaria si rischia di abbassare la guardia proprio nel momento di maggiore pericolo, quando i clan si riorganizzano e piccoli ma pericolosi criminali puntano a dimostrare il loro predominio. Atti dal forte valore simbolico come questi continui raid» afferma il Presidente della Commissione regionale «possono diventare preludio di azioni di maggiore violenza, e in ogni caso, soprattutto all’approssimarsi delle nuove elezioni a seguito dello scioglimento del Consiglio Comunale, potrebbero intensificarsi. Volontari ed organizzazioni sociali di Casale e dell’intera provincia casertana, insieme ai cittadini del posto, nei mesi scorsi, oltre a denunciare quanto avveniva, hanno intrapreso anche una straordinaria opera di recupero del luogo. Sono anche pronti a realizzare a proprie spese ulteriori lavori per la messa in sicurezza e la videosorveglianza, ma c’è bisogno delle necessarie autorizzazioni e di altri interventi, a partire dall’illuminazione e da un maggiore controllo delle forze dell’ordine. Per questo abbiamo scritto al Prefetto di Caserta e al Commissario Prefettizio di Casal di Principe. Domani» conclude Amato «nella vicina Villa di Briano l’ex Villa Iovine di via Pico della Mirandola verrà restituita alla cittadinanza. L’ennesimo segno fattivo di una possibile riscossa dello Stato e della società civile contro la camorra. Ma non bisogna abbassare la guardia, anzi, proprio ora, bisogna rafforzare tutte le possibili azioni di contrasto alla criminalità organizzata e di rilancio del territorio»
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20th gennaio 2012, 02:08 pm
«Le stime di differenziata rese note da Caldoro, che preannuncia il raggiungimento della percentuale del 39%, gettano un’ulteriore preoccupante ombra sul Piano Regionale Rifiuti appena approvato» lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato «In consiglio si è condotta l’intera discussione su una previsione di stime attuali ferme a poco più del 30%, il Piano in sé è tarato su una differenziata al 50%. Questo» continua Amato «è stato uno dei punti critici che ha portato al nostro voto contrario. Siamo infatti convinti che il Piano dovesse puntare da subito al 65% di differenziata come previsto dalla legge, e le stime di oggi ci dicono che è un obiettivo perseguibile in pochi anni, non certo una chimera. L’impiantistica di termovalorizzazione e le discariche previste, soprattutto nella fase transitoria, appaiono allora decisamente sovradimensionate. Cosa ce ne faremo poi di questi impianti? La previsione della loro costruzione non rischia di frenare lo sviluppo della differenziata? E soprattutto» conclude Amato «Perché il governo della regione non ha fornito queste cifre pochi giorni fa in sede di discussione in consiglio? Ora siamo ancora più convinti della necessità di discutere il merito della mozione presentata come PD, che pone la necessità di dimensionare il piano sul 65% di differenziata, sulla riduzione della produzione a monte dei rifiuti e sull’utilizzo del pre-trattamento meccanico biologico del tal quale da destinare a incenerimento»
18th gennaio 2012, 06:33 pm
«Entro quest’estate si risolveranno le questioni di carattere igienico sanitario legate agli scarichi fognari di Terzigno e San Giusepe Vesuviano che gravano ancora sul comune di Poggiomarino, grazie al completamento delle reti fognarie e degli allacciamenti a collettori e depuratore. Resta però tutta da affrontare la questione del deflusso delle acque bianche e del correlato rischio idrogeologico dell’intera area a ridosso del Monte Somma» lo affermano Antonio Amato, Mafalda Amente e Anita Sala, rispettivamente Presidente, vicepresipresidente e commissario della III Commissione Speciale per le bonifiche, che questa mattina hanno ascoltato in audizione il Commissario Straordinario alla Bonifica del fiume Sarno, l’ing. Giovanni Guglielmi, sulle tematiche inerenti raccolta e trattamento delle acque di alcuni comuni del medio Sarno. Presenti all’audizione, oltre al responsabile tecnico del Commissariato, l’ing. AngeloAntonio Orlando, i rappresentanti dei comuni di Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano e Terzigno, Giancarlo Chiavazzo responsabile scientifico di Legambiente Campania, i rappresentanti di diverse associazioni tra cui “La sveglia”, “Faro del Sarno”, “Assocaizione Diritti dei cittadini”, “Tutela Salute e Ambiente”. «L’audizione segue il sopralluogo alle vasche Fornillo e Pianillo di Poggiomarimo in cui avevamo appurato una situazione disastrosa con la tracimazione di scarichi fognari nei campi e continui allagamenti» spiegano i componenti della Commissione «La pulizia delle vasche, il prelievo ed il trattamento dei sedimenti con la loro raccolta nell’impianto di San Giuseppe, il completamento delle reti fognarie, si dovrebbero avere entro l’estate, secondo le garanzie fornite dal Commissariato che comunque al momento lavora in regime di prorogatio. Ma se questo risolverà in parte la questione igienico sanitaria legata allo sversamento delle acque nere» proseguono i consiglieri «resterà aperta la questione delle esondazioni e del conseguente rischio idrogeologico. Questione che non viene correttamente affrontata per quest’area né nel Grande Progetto del Fiume Sarno né nel piano stralcio dell’Autorità di Bacino alla quale va chiesto conto della tipologia e della tempistica degli interventi già previsti in un Protocollo del 2004. Non si possono attendere nuovi ma già presumibili disastri» concludono Amato, Amente e Sala «Per questo a breve ci sarà un tavolo a cui convocheremo anche gli assessori Romano e Cosenza nonché la stessa autorità di Bacino e il Commisariato Sarno insieme a enti locali ed associazioni». Nel corso dell’audizione il vicesindaco di Poggioamrino Giuseppe Annunziata ha evidenziato la necessità di «completare nel suo complesso il sistema fognario, a partire da quello che insiste sul nostro comune ma anche le vasche di laminazione sotterranee che la Regione sembra aver dimenticato di realizzare». Chiavazzo di Legambiente ha invece sottolineato l’esigenza «di tenere assieme i diversi aspetti della questione: il governo del ciclo delle acque, i rischi relativi al dissesto idrogeologico e le bonifiche. In questo quadro complessivo, se si è in fase avanzata per le infrastrutture, bisogna affrontare adeguatamente la questione della gestione e puntare da subito, soprattutto da parte delle amministrazioni locali, su interventi drenanti sul territorio, unica strada, insieme ad una corretta ritenzione a monte, per evitare esondazioni che nessuna vasca potrà mai completamente contenere». Il Commissario Straordinario Gugliemi ha confermato che «il completamento di quanto di nostra competenza, e cioè opere di fognatura, svuotamento e pulizia delle vasche esistenti, non sarà sufficiente ad evitare nuovi allagamenti» ma ha assicurato anche di «avere già papprontato un più complessivo progetto preliminare che, tra ampliamenti delle vasche esistenti, nuove vasche di laminazione e canali di irreggimentazione, potrebbe essere funzionale a risolvere complessivamente la questione»
16th gennaio 2012, 06:40 pm
Il piano approvato non risponde alle reali necessità della Regione in materia di rifiuti» lo afferma il consigliere del PD Antonio Amato che oggi è intervenuto in Consiglio per motivare il no del PD al piano presentato dalla giunta «Comprendiamo la necessità di avere uno strumento che regolasse la materia e l’urgenza di dare risposte all’Europa. Per questo abbiamo tenuto un atteggiamento costruttivo, volto alla discussione ed al possibile miglioramento della proposta. Il nostro non è stato un no ideologico» continua Amato «ma basato su stime e bisogni reali, nonché sulle indicazioni legislative europee e nazionali. Lo scenario scelto nel piano» afferma il consigliere PD «legato ad una previsione di differenziata al 50%, è sovradimensionato nella quantità di rifiuti da destinare a discarica o a termovalorizzazione. Ci sono troppi inceneritori e pochi impianti di compostaggio, inoltre se si assume realmente l’obbligo di legge di portare al 65% la differenziata e il ridimensionamento del 10% della produzione rifiuti, come indicato in un nostro emendamento che è stato approvato, allora, bisogna rivedere l’impostazione del piano, e prevedere, preferibilmente, lo scenario A3 basato sul trattamento meccanico dei rifiuti prima di portarli all’incenerimento. Questo» conclude Amato «anche per evitare di bruciare il tal quale come invece oggi previsto dallo scenario B2 scelto nel Piano. Affronteremo ancora queste tematiche, a partire dal corretto smaltimento delle ecoballe presenti sul nostro territorio, attraverso la mozione di indirizzo che abbiamo presentato. Ora, l’intero consigli regionale, ha l’obbligo di seguire con grande attenzione il complesso iter della legge di riordino del settore. Proprio per questo, già domani, la commissione su siti rifiuti, bonifiche ed ecomafie che ho l’onore di presiedere, ha convocato l’assessore Romano in audizione
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13th gennaio 2012, 06:38 pm
«Nella discussione sul Piano di Gestione dei Rifiuti presentato dalla giunta abbiamo posto delle questioni pregiudiziali che riproporremo in consiglio con una mozione e pochi ma qualificati emendamenti» lo affermano i consiglieri regionali del PD Antonio Amato, Mario Casillo, Nicola Caputo, Lucia Esposito dopo la discussione di oggi in commissione Ambiente «Il Piano presenta delle evidenti criticità legate a stime troppo basse di riduzione della produzione a monte dei rifiuti, e, soprattutto, di una prospettiva di raccolta differenziata ferma al 50%. Questi elementi» dicono i consiglieri regionali «determinano un sovradimensionamento della quantità di rifiuti da destinare a discarica o a termovalorizzazione, e risultano decisivi nella scelta dello scenario B2 individuato dalla giunta, basato sostanzialmente sulla termovalorizzazione tra l’altro anche di una percentuale del 50% del rifiuto residuale tal quale che viene destinato ad incenerimento senza alcun preventivo trattamento meccanico biologico. Come si potrà realmente controllare i materiali bruciati? Perché si sceglie di aumentare le potenziali emissioni di inquinanti nocivi alla salute umana?» si chiedono i consiglieri del PD che aggiungono «Non prevedere una riduzione dei rifiuti almeno del 10%, non puntare da subito al 65% di differenziata, sottostimare la necessità di impianti di compostaggio, determina la dilatazione della fase transitoria, fino a quando non saranno cioè pronti gli impianti e il sovradimensionamento degli impianti di termovalorizzazione, che già troppi nella fase di entrata in esercizio, diverrebbero poi ennesime inutilizzabili cattedrali nel deserto nel lungo periodo. Non si sottrarremo alle nostre responsabilità rispetto ad un tema tanto importante» concludono Amato, Casillo, Caputo e Esposito «In consiglio chiederemo alla giunta di rivalutare le stime portate su riduzione rifiuti e differenziata, nonché di rivedere la scelta di bruciare tal quale senza utilizzare un pre-trattamento meccanico biologico. Quindi di rivalutare le reali necessità impiantistiche per lo smaltimento dei rifiuti e la loro localizzazione»
4th gennaio 2012, 05:28 pm
«Capisco lo sforzo generoso del capogruppo Peppe Russo di voler indicare che quanto accaduto ad Ischia non sia in alcun modo replicabile e che non esistano spazi politici per inciuci, ma ritengo opportuno precisare che è proprio quell’alleanza tra eletti del PD e PDL ad essere un intollerabile inciucio» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato che interviene sulla vicenda dell’alleanza anomala tra PD e PDL nell’amministrazione dell’isola partenopea «Non ritengo che quell’alleanza possa essere avallata dal PD e chiedo che il PD napoletano, pure commissariato, si faccia carico di una valutazione autorevole e collegiale sia dell’accordo che della possibilità stessa di compatibilità politica col Partito per chi se ne è reso fautore. Mi sembra» continua Amato «che anche il Commissario Orlando, si sia espresso chiaramente sulla vicenda. Potrei anche sbagliarmi e ritengo quindi necessario che i vertici ed i rappresentanti istituzionali del PD si esprimano in modo chiaro su un’alleanza tanto anomala da essere sancita in una conferenza stampa all’interno di un albergo. Di certo» conclude il consigliere PD «aver siglato un patto del genere, l’aver portato in giunta esponenti del PDL affidando loro deleghe su temi di fondamentale importanza come l’abusivismo, aver spezzato qualsiasi fattiva possibilità di alleanza di centro sinistra, non mi sembra coerente con la linea politica nazionale e regionale del Partito Democratico, e non può che generare confusione e disorientamento nel nostro elettorato»