Solo a Marano il patrimonio confiscato in via definitiva direttamente a Giuseppe Polverino superiore a 8 mila metri quadri e dal valore di oltre 4 milioni di euro. Ora si riutilizzino questi beni
Commento
«L’arresto di Giuseppe Polverino rappresenta uno straordinario risultato di cui va dato merito alle forze dell’ordine ed alla magistratura. Ora anche le altre istituzioni insieme alle realtà sociali e associative devono fare la loro parte, riutilizzando l’immenso patrimonio sequestrato e confiscato al clan» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sui beni Confiscati Antonio Amato «In modo esemplificativo, rappresentiamo alcuni dati: nella sola Marano, roccaforte di Giuseppe Polverino, il patrimonio già confiscato in via definitiva direttamente al capoclan, tra ville, appartamenti, locali e terreni ammonta ad un valore stimato di oltre 4 milioni e duecentomila euro, occupando una superficie territoriale superiore agli 8 mila mq. A questi dati si devono aggiungere quelli relativi a due aziende. E lo sottolineo» continua Amato «parliamo della sola città di Marano, dei soli beni già confiscati in via definitiva e direttamente a Giuseppe Polverino. Come ha appurato la commissione che presiedo nelle scorse settimane» afferma il Presidente della Commissione «gran parte di questo patrimonio risulta ancora non pienamente utilizzato, in parte addirittura ancora occupato da terzi riconducibili al clan (anche se sarebbero in dirittura d’arrivo le procedure di sgombero), comunque sicuramente non ancora pienamente restituito alla cittadinanza. Allora» dice Amato «è essenziale operare perché si realizzi il prima possibile il riutilizzo di questo patrimonio, innanzitutto, ma non solo naturalmente, partendo proprio da Marano. Per questo collaboreremo con l’amministrazione comunale, l’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati e tutte le altre istituzioni e parti sociali interessate» conclude il Presidente della commissione regionale «perché su quel territorio si realizzi un piano complessivo di riutilizzo e finalmente si restituisca ai cittadini quanto, in termini di risorse, valore e spazi, era stato sottratto dalla violenza criminale. In questo senso sono convinto che anche la nuova legge sul riutilizzo dei beni confiscati proposta da questa commissione e al vaglio del consiglio nelle prossime settimane, potrà portare un contributo importante»
