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Domani sopralluogo sui beni confiscati di Ercolano. Alcuni nodi da sciogliere e straordinarie esperienze da rafforzare

Commento

Domani la III Commissione Regionale Speciale sui Beni Confiscati si recherà in sopralluogo ad Ercolano per visitare le strutture confiscate del comune vesuviano «Ercolano riveste un’importanza strategica nella lotta alla criminalità organizzata» afferma il Presidente della Commissione Antonio Amato «proprio per questo il riutilizzo sociale dei beni confiscati di Ercolano deve avere il pieno sostegno istituzionale. Bisogna rendere visibile la presenza e l’impegno delle istituzioni su questo tema, perché nessuno possa immaginare che in qualche modo si stia abbassando la guardia. Anzi, con questa commissione e la prossima apertura territoriale degli uffici dell’Agenzia Nazionale si vuole dare un impulso decisivo alla lotta volta a colpire il cuore degli interessi economici della camorra». Sussistono, tuttavia diversi fattori ostativi «Purtroppo esistono diverse difficoltà su alcuni beni» dice ancora Amato «innanzitutto quello di Via Panoramica, 10 mila metri quadri di terreno confiscati e già assegnati al Comune di Ercolano sul quale ricadono due appartamenti confiscati per l’89% il cui 11% resta di proprietà della moglie della persona cui il bene è stato sequestrato. Una situazione paradossale che blocca il riutilizzo sociale del bene stesso. Ed esistono anche altre situazioni complesse» continua Amato «che abbiamo pure affrontato con il Direttore dell’Agenzia Nazionale, il Prefetto Morcone, insieme all’assessore alla legalità di Ercolano Pirone. Ma ci sono anche esperienze straordinarie, come la Casa dei Diritti Nelson Mandela e Radio Siani. Esempi di buon riutilizzo dei beni confiscati» conclude il Presidente della Commissione «che però vanno sostenuti ed ulteriormente rafforzati. Proprio in questa direzione va la proposta di legge che abbiamo realizzato e che a breve inizierà il suo iter in consiglio»



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