Un cancello cementificato per non farci entrare nel Foro Boario. Una recinzione divelta e tracce di pneumatici alla sequestrata Cava Monti. Il sopralluogo a Maddaloni è allarmante
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«Il segnale era chiaro: ci sono dei posti dove non potete entrare, state attenti a dove andate ed a quello che fate» è il primo commento del Presidente della Commissione Ecomafie e bonifiche ambientali Antonio Amato che questa mattina, col consigliere regionale Pasquale De Lucia, ha effettuato un sopralluogo tra San Felice a Cancello e Maddaloni. Qui, al Foro Boario, di proprietà comunale e già sito di trasferenza rifiuti, ignoti hanno cementificato il cancello. Un’operazione compiuta probabilmente nella notte dopo che ieri i giornali locali avevano diffuso la notizia del sopralluogo della commissione «Il cemento era fresco, qualcuno non voleva farci entrare e soprattutto voleva dirci che in determinati luoghi è meglio non metterci piede. Purtroppo non è il primo segnale del genere che riceviamo da quando, come commissione, abbiamo iniziato la nostra opera ispettiva. Un brutto segnale» afferma Amato «rispetto al quale, col consigliere De Lucia ed il sindaco di Maddaloni abbiamo deciso di rispondere scavalcando la recinzione. Siamo entrati in un sito di trasferenza che 5 anni fa doveva essere temporaneo, ma dal quale non sono mai stati rimossi i rifiuti. Quintali di monnezza che nessuno ha mai portato via dall’area dove erano stati depositati, mentre, nella zona attigua sempre all’interno del foro, è necessario verificare se ci siano stati nuovi sversamenti. Sversamenti illeciti» continua Amato «che quasi certamente stanno proseguendo a 500 metri di distanza dal Forio Boario, alla Cava Monti, dove abbiamo trovato divelta la recinzione che porta alla discarica già posta sotto sequestro e sulla quale sono in corso le indagini. Lì, pure quasi totalmente coperte dal fango, erano ancora rinvenibili tracce di pneumatici. Abbiamo trovato un paesaggio infernale, dove sono sotterrati camion, batterie, rifiuti speciali. Lì le falde acquifere sono inquinate, lo hanno certificato gli organismi competenti, il sindaco ha disposto con ordinanza la chiusura dei pozzi artesiani. Ma, intorno, le coltivazioni proseguono e, quasi certamente, continua l’attività dell’ecomafia. Il sindaco» dice Amato «da solo può fare poco, è necessario un’azione coordinata di istituzioni e forze di polizia, è necessario istituire quella unità di crisi contro le ecomafie che come commissione abbiamo proposto in un ordine del giorno approvato all’unanimità dal consiglio regionale. Anche rispetto a quanto abbiamo constatato stamane, quest’azione non è più differibile, la giunta faccia presto». Amato ha quindi preparato una nota informativa per la Prefettura di Caserta e il Presidente Caldoro, per chiedere di far luce su quanto verificatosi nel sopralluogo di questa mattina.
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