Il sopralluogo a Maddaloni è allarmante (2) A Cava Monti il matrimonio del cielo con l’inferno. Non ci lasciamo intimorire. A breve audizione con i procuratori, ma si parta subito con le bonifiche.
Commento
«La gravità di quanto accaduto a Maddaloni questa mattina non fermerà di certo le attività della nostra commissione» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sulle ecomafie e le bonifiche ambientali Antonio Amato «Contro le ecomafie ed i suoi affari lotteremo senza sosta. Siamo convinti, a differenza di quanti hanno escluso la questione ecomafie dal tavolo tecnico regionale, che questo tema sia dirimente per affrontare l’affaire rifiuti nella sua complessità. Lo dimostrano i liquami di Cava Tavernole a San Felice a Cancello, l’inferno di Cava Monti a Maddaloni, e pure il cemento che impediva l’ingresso al Foro Boario. Già questo mese inizieremo una serie di audizioni con i Procuratori capo di Napoli, Nola, Santa Maria Capua Vetere, per approfondire le questioni in campo. Ma, soprattutto» afferma Amato «si deve realizzare urgentemente il piano per le bonifiche. Innanzitutto si dovrà analizzare quello che è depositato a Tavernole, quindi individuare le azioni necessarie per bonificarla. Ma presto. E presto si deve fare il registro regionali sui tumori. Non può essere un caso l’altissima incidenza tumorale che, come nel giuglianese, si verifica anche lì. A Maddaloni si deve individuare una strategia per ridare dignità al Foro Boario. E’ indegno che in un sito di trasferenza, nato come temporaneo, da 5 anni ci siano ancora rifiuti e non sia stato predisposto nemmeno un progetto di bonifica. Si può presupporre, con assoluta trasparenza e limpidezza, anche una convergenza con soggetti privati. E’ inutile nasconderlo, lo stato, la regione, non hanno i fondi per affrontare da soli la bonifica dei territori campani. Probabilmente» prosegue Amato «non basterebbero tre finanziarie dello Stato. Allora si utilizzino strumenti come i project financing in compartecipazione con soggetti privati per dar vita a risanamenti utili e realizzabili in tempi certi. Chiediamo in questo senso una mano anche alle organizzazioni degli imprenditori. A Cava Monti» conclude Amato «si deve attendere l’esito delle indagini. Ma la Regione sia pronta a costituirsi parte civile in un eventuale processo e nel fratCava Monti è un inferno di illegalità, non ci si può nemmeno avvicinare agli sfiatatoi perchè dopo qualche momento si sviene. Le falde acquifere sono inquinate, addirittura ci sono interi camion con fusti tossici seppelliti. In quel luogo c’è stato il matrimonio del cielo con l’inferno»
Lascia un commento