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All’audizione con la commissione parlamentare l’allarme che grazie all’emergenza di queste settimane si rafforzino gli affari delle ecomafie

Commento

«Abbiamo evidenziato alla commissione parlamentare come le criticità di questi giorni possano rappresentare terreno fertile per la forte ripresa delle attività eco mafiose in Campania» lo afferma il Presidente della Commissione Regionale sulle ecomafie Antonio Amato al termine dell’audizione in Prefettura con la Commissione Parlamentare sul ciclo illegale dei rifiuti «Abbiamo indicato il problema delle ecomafie come centrale nell’affaire rifiuti campano, portato dati e proposte operative per combatterla, auspichiamo che l’incontro di oggi possa portare a degli impegni concreti. Abbiamo indicato la necessità di costituire immediatamente delle unità di crisi che attraverso un raccordo tra istituzioni e forze dell’ordine porti al controllo sugli assi viari e nei pressi di discariche abusive dove, dai dati in nostro possesso e da sopralluoghi della commissione, sia nel Casertano che nella Provincia nord di Napoli, si evidenzia il sospetto di una forte ripresa degli sversamenti illeciti e delle attività ecomafiose, La criminalità organizzata» continua Amato «approfitta dell’ennesima situazione emergenziale per ampliare i propri loschi affari. E questo aggrava una situazione già difficilissima. Naturalmente se è auspicabile l’impegno del governo regionale per realizzare queste unità operative territoriali, allo stesso momento è necessario l’impegno del legislatore nazionale per estendere penalmente le previsioni del reato ambientale. Abbiamo anche indicato, come già fatto agli organi inquirenti competenti» dice ancora il Presidente della Commissione regionale «delle criticità legate a materiali e sversamenti anomali che ci sono stati segnalati nelle discariche legali, sia a Cava Sari che Chiaiano, dove giovedì effettueremo un sopralluogo. La questione prioritaria è, in questo momento, decidere dove portare i rifiuti di Napoli» conclude Amato «ma la lotta alle ecomafie resta fondamentale per affrontare strutturalmente la questione rifiuti in Campania»



2 commenti

  1. LOPRESTO DOMENICO:

    UNIONE INQUILINI
    Sindacato Casa e Territorio
    Via Tribunali n° 181 Napoli
    Telefax 081 210810
    e mail unioneinquilininapol@libero.it

    Appello:

    L’Unione Inquilini di Napoli fa appello a tutte le associazioni, i movimenti, le autorità politiche ed istituzionali, la società civile a partecipare, aderire, promuovere il convegno “ CAMORRA: QUESTIONE SOCIALE E CRIMINALE”. CI INTERESSA CAPIRE IL PERCORSO CHE COMPIE IL DENARO DA QUANTO VIENE ACCUMULATO NEI NOSTRI TERRITORI FINO ALLA PENETRAZIONE NEGLI IMPERI DELLA FINANZA E IL SUO IMPROPABILE RITORNO NEI NOSTRI TERRITORI. VOGLIAMO RIPARTIRE DI NUOVO DAI GHETTI DELLA NOSTRA METROPOLI. DAI LUOGHI MALEDETTI ED INTERDETTI PER DISEGNARE, RENDERE POSSIBILE,UN NUOVO INIZIO. VOGLIAMO RACCONTARE LE STORIE di generali e di soldati, di disoccupazione, di emarginazione, di esclusione ed elusione sociale .
    Dai ghetti delle periferie creare le condizioni affinché i soldati della camorra possono rivoltare le armi contro i loro generali.
    Le donne vestite in nero, che non hanno più lacrime da versare per esprimere la loro disperazione , combattono per voltare pagina, per dare l’avvio ad un nuovo inizio, per assaltare il cielo e voltare pagina. Donne che sono mamme, moglie, figlie, sorelle, amanti, cugine o semplicemente affiliate ai clan e ne costituiscono la fondamenta principali. Donna che piangono per i morti ammazzati e non hanno lacrime per quelli che i loro “uomini” ammazzano per denaro e/o potere. Donne che devono ribellarsi alla morte e alla cultura dell’odio e della violenza.
    Dal sottosviluppo e oppressione disegnare i nuovi percorsi di LIBERAZIONE. Da far nascere, crescere, sviluppare, insieme alla speranza e al conflitto.
    Nuovo sviluppo, occupazione, vivibilità, spazi sociali, luoghi di aggregazione e di partecipazione di massa.
    RIPARTIRE dalle periferie, dai ghetti, dai luoghi maledetti ed interdetti della nostra metropoli, dare l’avvio ad un nuovo inizio , dipingere i muri dei ghetti con i colori della vita. Ce la possiamo fare ad immaginare e incominciare a vivere una nuova vita, dentro orizzonti non bui.
    Diritto al lavoro, all’istruzione, alla casa, alla solidarietà, alla partecipazione, all’impegno nell’opera di cambiamento e trasformazione dal basso, al coinvolgimento nella costruzione di una identità collettiva dal basso, per essere protagonisti e partecipi del nostro destino, per un comune sentire e voglia di cambiare le nostre coscienze, piazze, strade, vie, che da luoghi di morte devono ritornare ad essere centri per un sogno collettivo, quello della liberazione e della fine dell’emarginazione. Si può fare, si possono liberare le utopie, i sogni, le speranze, ed incominciare a camminare per le nostre strade, piazze, vie, avendo la schiena diritta e la testa in alto.

    Napoli 17 Gennaio 2011

    F.to:
    Unione inquilini,
    Si chiede di far pervenire la propria adesione alla seguente email: unioneinquilininapol@alice.it
    unioneinquilininapol@libero.it
    asssindarmandodamato@libero.it

  2. LOPRESTO DOMENICO:

    UNIONE INQUILINI
    Sindacato Casa e Territorio
    Via Tribunali n° 181 Napoli
    Telefax 081 210810
    e mail unioneinquilininapol@libero.it

    CONVEGNO PUBBLICO: VENERDI’ 25 FEBBRAIO 2011 ORE 15:00 FINO ORE 20:00 c/O i.c. “ MOSCATI” CUPA CAPODICHINO SECONDIGLIANO NAPOLI NORD
    “La camorra: questione sociale e criminale. Sequestrare i beni , le ricchezze , il denaro e prosciugare il loro consenso di massa”
    RIPARTIRE DI NUOVO DAI GHETTI DELLA NOSTRA METROPOLI. DAI LUOGHI MALEDETTI ED INTERDETTI. DISEGNARE UN NUOVO INIZIO. dipingere i muri dei ghetti con i colori della vita.Ce la possiamo fare ad immaginare e incominciare a vivere una nuova vita, dentro orizzonti non bui.
    Storie di generali e di soldati, di disoccupazione, di emarginazione, di esclusione ed elusione sociale .
    Dai ghetti delle periferie creare le condizioni affinchè i soldati della camorra possono rivoltare le armi contro i loro generali.
    Le donne vestite in nero, che non hanno più lacrime da versare per esprimere la loro disperazione , combattono per voltare pagina, per dare l’avvio ad un nuovo inizio, per assaltare il cielo e voltare pagina. Donne che sono mamme, moglie, figlie, sorelle, amanti, cugine o semplicemente affiliate ai clan e ne costituiscono l’ossatura principale. Donne che piangono per i morti ammazzati e non hanno lacrime per quelli che i loro “uomini” ammazzano per denaro e/o potere. Donne che devono ribellarsi alla morte e alla cultura dell’odio e della violenza.
    Dal sottosviluppo e oppressione disegnare i nuovi percorsi di LIBERAZIONE. Da far nascere, crescere, sviluppare, insieme alla speranza e al conflitto.
    Nuovo sviluppo, occupazione, vivibilità, spazi sociali, luoghi di aggregazione e di partecipazione di massa.
    Diritto al lavoro, all’istruzione, alla casa, alla solidarietà, alla partecipazione, all’impegno nell’opera di cambiamento e trasformazione dal basso, al coinvolgimento nella costruzione di una identità collettiva dal basso, per essere protagonisti e partecipi del nostro destino, per un comune sentire e voglia di cambiare le nostre coscienze, piazze, strade, vie, che da luoghi di morte devono ritornare ad essere centri per un sogno collettivo, quello della liberazione e della fine dell’emarginazione.Si può fare, si possono liberare le utopie, i sogni, le speranze, ed incominciare a camminare per le nostre strade, piazze, vie, avendo la schiena diritta e la testa in alto.
    Napoli 14 gennaio 2011

    Unione Inquilini
    Federazione Regionale della Campania
    Promuovono: Unione inquilini,

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