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Il PDL è al capolinea, il PD non resti a guardare. Rilanciamo il nostro progetto con le primarie e Ranieri.

Commento

«La crisi del PDL avrà pesanti ripercussioni sui territori, il centro sinistra ed innanzitutto il PD non si lascino trovare impreparati» lo afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Siamo di fronte ad una profondo mutamento del quadro politico. Se riusciremo a rilanciare il nostro programma riformista in modo credibile ed unitario sul territorio potremo coinvolgere anche i tanti ormai sfiduciati dalle faide del PDL e dal loro cattivo governo. La crisi del PDL potrebbe avere gravi ripercussioni istituzionali alla Regione e nelle provincie governate dal centro destra. Un dato molto preoccupante. Ma il centro sinistra ed il PD non possono aspettare le disgrazie altrui. Si deve recuperare la fiducia dei cittadini. E’ il momento di ridare forza al nostro progetto politico, soprattutto in previsione delle prossime comunali. Per questo» aggiunge Amato «con senso di responsabilità, il PD deve superare tutte le divisioni interne, già a partire dalle primarie per Napoli, puntando su un candidato forte  e credibile. E questo candidato si chiama Umberto Ranieri. Pur apprezzando la scelta di Oddati di mettersi in gioco» dice ancora Amato «sono però convinto che oggi Ranieri sia il candidato di maggiore autorevolezza che il Partito Democratico possa esprimere per le primarie di coalizione. Con lui il centro sinistra potrà proporsi per governare con credibilità il nostro capoluogo.  Mentre il PDL si dilania» conclude Amato «abbiamo la responsabilità, come centro sinistra, di dar forza a quello straordinario strumento di democrazia partecipata che sono le primarie. Primarie di coalizione che il PD, puntando su Ranieri, potrà affrontare con un nuovo grande entusiasmo»



3 commenti

  1. cirillo giuseppe:

    E’ vero l’implosione del PDL induce a riflettere, cioè da una spinta verso il centro, il quale centro a sua volta è composta da un suo centro, una sua destra ed una sua sinistra, quindi da una parte i finiani alla destra del centro, da una parte il pd alla sinistra del centro, l’API si collocherà anch’essa nel centro tra udc e pd, ed l’MPA tra udc e finiani, ed al centro del centro (scusate il gioco di parole) l’udc, credo che questa variazione politica (attuando le logiche del politologo sartori)siano quelle, più verosimili in senso politico. L’idv e sinistra e libertà occuperano gli estremi, così come la lega ed il pdl, in cui sia l’idv che la lega sono quelle che più posso convergere verso il centro in base ad un programma politico di governo (naturalmente che comprenda da una parte la giustizia e da una parte il federalismo). Naturalmente il PD non deve farsi sfuggire quest’occasione poichè ha la possibilità (vista che è sfumata l’ipotesi di essere il centro del centro) di essere parte integrante in questa ipotesi di alleanza oltre ad essere da collegamento tra udc, api, idv e sinistra e libertà. Non dimentichiamo anche che udc, finiani e mpa non hanno i numeri per governare quindi hanno bisogno di noi, sia nelle future elezioni e sia per governare.
    Non sono d’accordo invece sull’ipotesi Ranieri, preferisco più Oddati, ti ho sempre seguito, ma alle primarie preferisco portare Oddati.

  2. guido benisatto:

    Sono d’accordo sul momento particolarmente delicato per il quadro politico che si è venuto a creare: bisogna come tu sostieni ricompattare le fila del centro sinistra perchè questa potrebbe essere un’occasione unica per attingere consensi intorno ad un nuovo e concreto progetto politico unitario.Io mi chiedo e credo come me tanti altri: c’è questa voglia di unità per affrontare una sfida tanto importante? e se mai la si raggiungesse qual’è il progetto intorno al quale si deve lavorare tenendo conto che le alchimie politiche non servono e che bisogna farsi portatori delle reali esigenze della gente che è delusa e stanca e che ancora non ha perdonato una serie di errori della sinistra?

  3. dario coppola:

    Complimenti per l’analisi, molto interessante, non è tanto futuristica, anzi è veritiera. Sull’ipotesi Ranieri, mah… non saprei, preferisco anch’io Oddati. Cioè Ranieri sarà un ottimo politico, si è interessato di politica estera, ma non lo vedo come sindaco di napoli, l’ho sempre visto come una persona che ha sempre preferito fare il parlamentare (portato dal partito, beato lui). Oddati, invece è da una vita che sta sul campo a combattere. Mi dispiace Antonio, ti seguo, ma in questo caso, meglio Oddati. Non sono bassoliano, ma preferisco Oddati.

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