Ex birreria Peroni, non dimentichiamo il dramma dei suoi lavoratori
Commento
Le grandi manifestazioni culturali sono importanti per il nostro territorio, ma se queste si svolgono in luoghi dove si è consumato ed ancora si consuma un vero e proprio dramma occupazionale, senza che se ne tenga minimamente conto, si perde parte del loro reale potenziale e valore. È quel che ho detto stamane alla conferenza stampa indetta dai lavoratori dell’ex birreria.
Dopo la chiusura della fabbrica decine di lavoratori sono ancora in attesa di ricollocazione, mentre progetti come quello di Italia Lavoro non sono mai stati realizzati. In molti sono da un anno senza più il sostegno al reddito. Realizzare proprio nella ex birreria un evento del Teatro Festival può essere un bel segnale, ma solo se fossero coinvolti, pure con contratti temporanei, questi stessi lavoratori, in attesa di un serio progetto di ricollocamento e dell’erogazione dei finanziamenti per il sostegno al reddito che pure sono stati approvati. Invece, mentre gli allestimenti si stanno già realizzando, non c’è stato il minimo coinvolgimento.
Il Napoli Teatro Festival è una grande kermesse ed è significativo che vengano utilizzati luoghi dimessi come l’ex birreria. Ma farlo come se questi lavoratori non esistessero nemmeno sarebbe assurdo. Con la cultura si realizza sviluppo, e si può ridare dignità a luoghi e territori. Ma non si può ridurre a fantasma chi in questi luoghi ha speso una vita di lavoro e sacrifici.
melinda di matteo:
Condivido in pieno le cose che hai scritto, la cultura ha un valore molto più grande se è capace di nutrirsi dei bisogni e delle esigenze di vita delle persone, dei lavoratori; soprattutto in una città come Napoli dove la cultura stessa può rappresentare una risorsa ed una risposta di futuro per tanti.
8 aprile 2010, 3:12 pmPer questo penso che la proposta di impiegare anche con contratti temporanei gli ex lavoratori della birreria in una operazione culturale, sicuramente di grande pregio come quella del Napoli Teatro Festival sia la migliore risposta concreta possibile.
antonio di costanzo:
sono daccordo con te.Ma tu devi avere la forza di andare avanti con queste tue idee affinche’ si possa trovare una sistemazione nel più breve tempo possibile per questi lavoratori che hanno perso il posto di lavoro.
11 aprile 2010, 10:48 pmAntonio Barometro:
Colgo qualche aspetto intrinseco delle tue riflessioni.Certo i processi economici rendono anche le realtà territoriali non statiche.ma questo è un bene se nella riconsiderazione funzionale delle realtà urbane,in questi processi di trasformazione urbana di quartieri di periferia la ricollocazione dei lavoratori, seppur attraverso percorsi formativi,sia una scelta indifferibile.In tal modo cresce la qualità sociale del territorio
6 giugno 2010, 9:48 pm