Bravo Oddati: il PD superi i logoramenti interni
Commento
Accolgo con grande favore le parole di Nicola Oddati, rilasciate nell’intervista a Repubblica: il PD deve lavorare da subito per preparare le primarie per il prossimo candidato a sindaco, tracciando le linee di una strategia programmatica volta a recuperare il gap che oggi ci separa dal Centro Destra.
Reputo importante che un dirigente del PD del suo spessore si dica pronto a candidarsi alle primarie.
Per scegliere il prossimo sindaco di Napoli si dovrà dar vita ad un percorso davvero democratico e condiviso, capace di riconquistare un elettorato sfiduciato attraverso una discussione vera sui problemi reali del nostro territorio. Senza veti e posizionamenti preconcetti si dovrà addivenire a diverse candidature tra le quali scegliere in base al progetto politico e non alle appartenenze di parte.
Abbiamo commesso degli errori nella preparazione degli ultimi appuntamenti elettorali, ed inevitabilmente li abbiamo pagati a caro prezzo. Se davvero vogliamo proporci in modo credibile e non rassegnarci ad un’ennesima sconfitta, dobbiamo recuperare lo spirito fondativo del PD, a partire dai nuovi organismi politici provinciali e locali che andremo ad eleggere.
La diversità delle posizioni in campo deve essere accolta come possibilità di arricchimento. Arroccamenti e guerre intestine non fanno altro che allontanarci dalla gente. Ricominciamo a fare politica fuori dalle stanze.
Piero:
Condivido il giudizio di Tonino Amato in merito al fatto che Nicola Oddati, coraggiosamente, prende su di sé la responsabilità di reggere una sfida difficile e rischiosissima con il centro-destra per il Sindaco di Napoli.
1 maggio 2010, 4:06 pmTra l’altro Oddati è stato un punto di attività e di chiarezza nel governo della città, nettamente distinto da un Consiglio Comunale inetto, sconclusionato e abbastanza dubitevole sul piano della correttezza.
Credo che possa essere una candidatura valida, di sostanza, a meno che non si voglia cercare la “star” che poi serve a poco.
Ma la candidatura eventuale di Oddati non può non essere il prodotto di un programma nel quale siano centrali i nodi irrisolti del governo cittadino, in primis il parassitismo e l’uso degenerato della politica. Oddati allora deve dire ai cittadini, chiaro e netto, in che modo vuole correggere una macchina comunale inefficiente, dannosa e tarata da corporativismi e clientelismi; deve dire come vuole riorganizzare la vita cittadina, dare respiro e sostegno alle attività economiche, rendere la città civile e moderna in grado di rilanciarsi nelle attività turistiche e culturali.
Si discuta di questo e su questo perchè è il solo modo per fare arretrare i blocchi comparizi che vorrebbero, per l’ennesima volta, imporre personaggi del loro entourage.
Il dubbio è: il PD è in grado di fare questo?
Secondo me dipende anche da quanto peso politico hanno persone come Tonino Amato che rappresentano veramente i cittadini, che perlomeno godono di stima e credito presso gli elettori e che non sono stati eletti da clientele ma sono stati eletti per pubblica stima.
Il PD è disposto ad assumere questo tipo di persone come prototipo del personale politico che vuole offrire ai cittadini? I camerleghi del potere sono disposti a farsi da parte per lasciare il campo a chi lo merita veramente? Non insegna niente al PD il fatto che Tonino Amato, per l’ennesima volta, è il candidato PD più votato a Napoli e che questo voto ha una fortissima componente spontanea?