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Archivi di aprile 2010

Bravo Oddati: il PD superi i logoramenti interni

Accolgo con grande favore le parole di Nicola Oddati, rilasciate nell’intervista a Repubblica: il PD deve lavorare da subito per preparare le primarie per il prossimo candidato a sindaco, tracciando le linee di una strategia programmatica volta a recuperare il gap che oggi ci separa dal Centro Destra.

Reputo importante che un dirigente del PD del suo spessore si dica pronto a candidarsi alle primarie.

Per scegliere il prossimo sindaco di Napoli si dovrà dar vita ad un percorso davvero democratico e condiviso, capace di riconquistare un elettorato sfiduciato attraverso una discussione vera sui problemi reali del nostro territorio. Senza veti e posizionamenti preconcetti si dovrà addivenire a diverse candidature tra le quali scegliere in base al progetto politico e non alle appartenenze di parte.

Abbiamo commesso degli errori nella preparazione degli ultimi appuntamenti elettorali, ed inevitabilmente  li abbiamo pagati a caro prezzo. Se davvero vogliamo proporci in modo credibile e non rassegnarci ad un’ennesima sconfitta, dobbiamo recuperare lo spirito fondativo del PD, a partire dai nuovi organismi politici provinciali e locali che andremo ad eleggere.

La diversità delle posizioni in campo deve essere accolta come possibilità di arricchimento. Arroccamenti e guerre intestine non fanno altro che allontanarci dalla gente. Ricominciamo a fare politica fuori dalle stanze.

Se vogliamo superare la crisi della sanità, le responsabilità siano bipartisan

La questione della sanità campana è molto complessa ma non si può far pagare ai lavoratori il peso di questa situazione, come sta succedendo con il blocco degli stipendi dei lavoratori della ASL Napoli 1. La priorità deve essere quella di trovare una  soluzione immediata per garantire le spettanze dei lavoratori.

La querelle Caldoro – Bassolino mette in evidenza una responsabilità diffusa che chiama in causa governo regionale e nazionale. Di certo, sulle ragioni del deficit, Caldoro può interrogare uno dei suoi principali alleati, De Mita, per capire come si è giunti alla condizione attuale.

Negli ultimi anni si era cercato di ripristinare ordine e trovare soluzioni ad una situazione che si era portata al collasso. Il lavoro di Santangelo stava andando in questa direzione.

Ma al di là della polemica politica, credo, bisogna ritrovare una forte responsabilità istituzionale per lavorare con serietà per il superamento dell’emergenza, garantendo diritti dei lavoratori e di conseguenza degli ammalati. Anche in Consiglio porteremo dai banchi dell’opposizione un contributo responsabile per affrontare tutti i nodi legati alla sanità.

Castel Volturno, il Sindaco vuole una nuova Rosarno? Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano

«Razzismo istituzionale che potrebbe portare ad una nuova Rosarno dieci volte più violenta» è l’allarme che lancia il consigliere regionale del PD Antonio Amato a seguito delle dichiarazioni del Sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone che annuncia di voler far chiudere i centri d’accoglienza per migranti del comune «Scalzone mistifica in modo preoccupante la realtà, definendo in modo falso e tendenzioso la “rivolta dei neri” di Castel Volturno come determinata dalla mafia nigeriana. Non solo Saviano, ma le intercettazioni telefoniche hanno dimostrato che si trattò di un’operazione stragista organizzata dal clan Setola contro i migranti senza alcuna distinzione nemmeno tra donne, uomini e bambini. E furono assassinati 6 migranti innocenti. La rivolta fu innanzitutto contro la violenza camorrista. Così come quella di Rosarno è stata, come hanno dimostrato gli arresti di ieri, una rivolta contro le nuove forme di schiavismo che vedono coinvolte la criminalità organizzata. Definire l’azione dei padri comboniani e del centro Fernandez una rovina è inconcepibile» continua Amato «sono parole vergognose che vorrebbero delegittimare l’azione di quanti quotidianamente si spendono per portare sostegno ed aiuto ai più deboli della società,  garantendo diritti essenziali che la nostra antidemocratica legislazione in merito all’immigrazione nega. Il sindaco candida Castel Volturno ad ospitare nuovi CIE. Assistiamo alla leghizzazione del PDL campano. Si punta» dice ancora Amato «per l’ennesima volta sulla logica del rifiuto e dell’ordine pubblico contro ogni forma di accoglienza ed integrazione. Questo può far solo salire la tensione sociale, e se questa sarà la strada che si vorrà perseguire si giungerà a nuove forme di violenza, ad una nuova Rosarno ma molto più esplosiva. Infine» conclude Amato «c’è il rischio che una sorta di pulizia etnica sia in qualche modo d’aiuto a nuovi palazzinari e speculatori, interessati a allontanare i migranti da quell’area del casertano che sarà oggetto di nuovi piani di riqualificazione ed investimenti».

Gli abbattimenti? Abbiamo pagato la prima cambiale elettorale

Finiamola con le menzogne: l’approvazione del decreto contro gli abbattimenti è il primo saldo delle cambiali elettorali firmate dal Centro Destra alle ultime regionali. Il ministro Carfagna parla di percorso di legalità e poi afferma che non lo faranno più.

In realtà, come si evince con chiarezza dalle parole del Procuratore Generale Galgano, si smantella qualsiasi principio di legalità in nome dell’affarismo. E non si può tirare in ballo un falso pietismo: qui si tratta del futuro dei nostri territori e dei nostri figli.

A botta di condoni, e senza alcun serio piano di riqualificazione e sviluppo, si dà il ben servito a chi quotidianamente vive rispettando la legge e, a ancor di più, a chi si batte per essa.

Appoggio i Comitati per il referendum per l’acqua pubblica. Il PD campano partecipi al Comitato di sostegno

Quella che spacciano come liberalizzazione della gestione dell’acqua rappresenta, in realtà, una vera e propria privatizzazione monopolistica che trasformerebbe il bene primario della vita, l’acqua, in una merce.

Aderisco, perciò, alla campagna referendaria promossa dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua presentata questa mattina dal Comitato campano in vista della raccolta delle firme prevista per Sabato.

La campagna referendaria, nata dal basso, dalla partecipazione attiva di comitati  e cittadini, va sostenuta perché i suoi fini: restituire l’acqua alla gestione pubblica, fermarne la privatizzazione, eliminare i profitti dal bene comune acqua, sono non solo condivisibili ma vitali.

L’acqua rappresenta il vero business dei prossimi anni, è l’oro blu verso il quale le grandi multinazionali si stanno già attrezzando. Difenderne il valore di bene primario della vita che non può essere ridotto a merce da vendere e comprare è allora un dovere di chi amministra la cosa pubblica. Sono convinto che i cittadini si mobiliteranno su questa grande battaglia di civiltà e ci sarà una grande risposta democratica.

Ho già sollecitato il segretario regionale del PD e spero che, anche in base ad un documento a difesa dell’acqua pubblica, che avevo promosso ed è stato già approvato dal Congresso regionale, il PD campano entri il prima possibile nel Comitato di sostegno ai referendum.

Migranti, non riduciamo lo Stato di diritto ad una questione di ordine pubblico

La decisione del giudice di rigettare il provvedimento di espulsione di sei dei migranti sbarcati dalla Vera D perché riconosciuti presunti minorenni manifesta i gravi errori commessi dalle autorità competenti nella gestione della questione a Napoli.

Confinare in un Centro di identificazione ed espulsione sei ragazzi che si dichiarano minorenni, sulla base di un esame passibile di errore e che in gran parte del mondo viene rifiutato, è aberrante da un punto di vista morale e giuridico.

L’intera vicenda desta enorme preoccupazione perché, a fronte di una disponibilità delle autorità comunali di accogliere i migranti in attesa dell’espletamento della pratica della richiesta d’asilo, si è preferito agire con la forza del decreto di espulsione.

Preferire alla possibilità della mediazione e alle pratiche di accoglienza le azioni di forza e la logica del rifiuto non può che destare allarme in uno Stato che si vuole definire democratico.

Non vorrei che questo fosse solo un primo esempio di nuove modalità di contrasto a qualsiasi forma di marginalità e opposizione. Non vorrei che si volesse ridurre lo Stato di diritto ad una questione di ordine pubblico. Anche per questo rilancio con forza la necessità di dire no, pure attraverso forme di mobilitazione democratica, alla costruzione di un nuovo Centro di identificazione ed espulsione in Campania.

Come si può proporre di togliere il sostegno all’associazione antiracket?

Voler tagliare i fondi destinati all’associazione antiracket è una proposta inopportuna e ambiguamente provocatoria.

Il momento che viviamo è difficile e sicuramente si deve produrre un risparmio su consulenze e sovvenzionamenti. Ma bisogna farlo con cognizione di causa. È singolare sostenere che l’associazione guidata da Tano Grasso ha lavorato bene e poi proporre che non venga più sostenuta.

La proposta mi sembra francamente incomprensibile. Darebbe un segnale controverso alla città ed alle tante persone che a partire dal sostegno ricevuto dall’associazione hanno trovato il coraggio di denunciare il racket.

Ci sono settori estremamente delicati, dove in questi anni si sono prodotti risultati importanti anche grazie al sostegno delle istituzioni. E questa azione non solo deve proseguire ma addirittura essere rafforzata.

Chi riveste ruoli pubblici dovrebbe avere l’accortezza di valutare tutte le conseguenze delle proprie proposte, e non cercare, attraverso provocazioni che rischiano di risultare poco chiare, un inutile clamore.

Caldoro dica no ai nuovi CIE promossi da Maroni

Non c’è nemmeno il tempo di essere soddisfatti per la buona evoluzione che sta prendendo la vicenda della Vera D, che Maroni annuncia di voler costruire nuovi Centri di identificazione ed espulsione tra cui uno in Campania. Non c’è che dire, tempismo straordinario.

I CIE sono, in tutto e per tutto, pessime strutture carcerarie che mortificano la persona migrante e cercano una facile scorciatoia alla questione delle migrazioni. La condizione dei CIE già esistenti mortifica uno stato di diritto. Invece che investimenti sulle politiche e le strutture di accoglienza si promuovono nuovi Centri di Espulsione.

Certo, la Lega ha costruito su questa propaganda il proprio consenso, ma è un modello politico e culturale di rifiuto e rigetto che non possiamo accettare. Se un nuovo CIE in Campania sarà tra i progetti di Caldoro, ci opporremo con tutta la nostra forza.

Invito il nuovo governatore a non cedere alle sirene leghiste, ed a riscoprire quelle radici di accoglienza sulle quali si basa anche la nobile tradizione socialista, di cui lui pure si proclama figlio.

In ogni caso, se Caldoro appoggiasse il progetto di Maroni, saremmo di fronte ad un’inversione brutale delle politiche migratorie della nostra regione, che la spingerebbero verso un inaccettabile razzismo di stato.

Polacchi campani in preghiera a Casal di Principe. In ricordo del presidente Lech Kaczynski

Ricevo e pubblico il comunicato degli amici dell’Istituto per la Polonia:

 

 

Serata di preghiera per 100 cittadini polacchi che si sono radunati in piazza, domenica a Casal di Principe, per rendere omaggio al Presidente della Repubblica di Polonia Lech Kaczynski, alla moglie Maria e alle altre 94 persone morte nel disastro aereo di Smolensk Sabato 9 Aprile.

Davanti alla statua di Giovanni Paolo II i fedeli polacchi, provenienti da diverse città della Campania, hanno portato fiori e lumini in omaggio al Presidente Kaczynski. In piazza anziani, genitori e bambini. I più piccoli hanno scattato una foto a quella del Presidente polacco, poggiata ai piedi del monumento.

È stato un missionario di Castel Volturno Frate Jacek a tenere la preghiera di commemorazione, accompagnato da Padre Claudio che ha espresso il suo apprezzamento per il popolo polacco.

“Un’iniziativa organizzata domenica mattina in poche ore – spiega Anna Smolinska, presidente dell’Istituto per la Polonia che fornisce servizi per i cittadini polacchi dalla sede di Napoli, in Via Duomo 214 – e subito i tanti fedeli hanno risposto all’appello. È un momento tragico e storico per la Polonia. Così come a Varsavia milioni di polacchi si stanno mobilitando per esprimere il proprio cordoglio, anche qui in Campania abbiamo sentito il forte bisogno di organizzare qualcosa per la tragedia di Smolensk”.

Per i polacchi campani è stata una scelta importante e doverosa, che ha accorciato simbolicamente le distanze con Varsavia ed ha fatto arrivare la propria commozione ai concittadini in patria.

La signora Bogus, in Italia da 12 anni, era presente anche lei a Castel Volturno. ”Avevamo necessità di questo momento – dichiara –. Seguiamo con grande attenzione la tv polacca e, di fronte alla forte mobilitazione del nostro popolo, qui ci sentivamo impotenti, perché ciascuno di noi avrebbe voluto essere al Palazzo Presidenziale. Ora, dopo questa cerimonia, ci sentiamo meglio. Inoltre, abbiamo avuto l’opportunità di unirci insieme e pagare il nostro tributo”.

Antonio Amato: la sconfitta di Pomigliano più dolorosa di quella alle regionali

«Inutile nascondersi dietro un dito, i ballottaggi e soprattutto la vittoria del Centro Destra a Pomigliano segnano la fine di una stagione» lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Credo che a livello simbolico la sconfitta nella “città della FIAT”   abbia un significato più profondo della stessa sconfitta alle regionali. E’ sui territori, infatti, che il Centro Sinistra ha perso la fiducia dei cittadini, disperdendo anche esperienze straordinarie come i 10 anni di sindacatura di Michele Chiazzo. Diciamocelo senza troppi infingimenti: siamo diventati troppo salottieri e ci siamo chiusi sempre più nelle stanze e nei nostri recinti, perdendo il contatto diretto con i cittadini. Ora però» continua Amato «proprio a partire da questa situazione si può ripartire. Non bisogna essere disfattisti ma ritrovare le energie per un progetto condiviso che radichi il partito nei quartieri, nelle municipalità e nei comuni. Ripartiamo dai circoli di partito, dal confronto diretto con i problemi reali dei cittadini, dal dialogo costante con le persone. Non inseguiamo un leghismo del sud che ci risulta stia nascendo negli stessi salotti che ci hanno portato alla situazione attuale. Piuttosto» conclude Amato «ripartiamo dalle nostre radici popolari e riformiste, e finalmente superiamo le faide interne per costruire, a partire dalla guida di De Luca e Amendola, un vero Partito Democratico in Campania»