Vincenzo Leone, partigiano delle Quattro Giornate, ci lascia. Ricordiamolo come emblema di dignità
Commento
Se non proprio l’ultimo scugnizzo, il partigiano Vincenzo Leone era sicuramente tra gli ultimi scugnizzi che resero possibile la sollevazione di Napoli sotto l’assedio tedesco nelle gloriose giornate di fine Settembre ‘43. Ieri, stroncato da una lunga malattia, ci ha lasciato.
Con Vincenzo se ne va uno degli ultimi emblemi di coraggio civile e dignità storica della nostra città, cardini più che mai essenziali in un periodo così turbolento e segnato da rotture sociali, revisioni piuttosto improprie della memoria storica e risvegli di appartenenze all’ideologia fascista che ho già segnalato con preoccupazione chiedendone mesi fa pubblica abiura.
Fu una posizione doverosa in nome della Democrazia che nel nostro Paese è nata dal ripudio dell’esperienza fascista. Ora la stessa molla mi fa chiedere al Comune una targa a ricordo del partigiano Vincenzo Leone, magari nel quartiere Vomero, da dove partì, anche grazie al suo coraggio, alla sua fatica, la scintilla che permise a Napoli di scattare in piedi e riprendersi la libertà perduta.
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