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Archivi di Gennaio 2010

Almaviva, dalla Giunta aperture per affrontare il problema precari

Sulla vicenda dei lavoratori di Almaviva Contact, l’azienda di call-center del Centro Direzionale di Napoli, mi sono arrivati segnali di interesse e di attenzione vigile da parte della Giunta, nella mia ultima interrogazione in Aula all’Assessorato alle Attività Produttive.   

C’è l’impegno dell’Assessore al Bilancio Valiante, in rappresentanza delle Attività Produttive, anche affinché i fondi di credito d’imposta previsti per nuove assunzioni in Finanziaria regionale non siano usati dalle aziende per rinnovare il personale senza regolarizzare i lavoratori precari già precedentemente “utilizzati”.

L’azienda Almaviva, in particolare, verrà sollecitata a stabilizzare i lavoratori precari, attenendosi a criteri di regolarizzazione cruciali. A partire dall’anzianità di servizio. Ma anche per riconoscere il ruolo del sindacato nel segnalare il mancato rispetto delle norme regionali che regolano la materia.

Insieme a me Massimo Tagliatatela, segretario regionale della categoria Uilcom-Uil Campania, ha affermato: “rispetto a quanto detto dall’Assessore Valiante, le sollecitazioni della Uilcom-Uil Campania al Consigliere Regionale Antonio Amato sulla vertenza degli interinali storici di Almaviva Contact Spa Napoli dimostrano che in questa e in altre vicende, se si procederà alle stabilizzazioni, si dovrà tenere conto dell’anzianità contrattuale e che, come sindacato di categoria, continueremo a vigilare sul rispetto di queste norme”.

Assurdo denunciare chi manifesta contro le derive razzistiche del Governo

Condivido il senso di quello striscione: “Denunciate anche me”, come è capitato alle otto persone che hanno partecipato questa mattina ad una manifestazione che contestava l’operato di Maroni. L’accusa di vilipendio mi sembra assurda, qui è in gioco il diritto ad esprimere il proprio dissenso. D’altro canto le dichiarazioni di ieri del Ministro, con l’annuncio di azioni repressive e di sgombero nel casertano, hanno surriscaldato ulteriormente gli animi.

Come dimostrato con la legge sulla migrazione approvata in Consiglio regionale, ci opponiamo con forza ad un modello di politiche migratorie basato sul rifiuto anziché sull’accoglienza. E non è attraverso gli sgomberi forzati, che lasciano impuniti caporali e clan coinvolti nello sfruttamento dei migranti che si pone rimedio a situazioni definite di ‘emergenza’. Non mi interessano i sondaggi che approvano azioni del genere, qui è in gioco la democrazia del nostro Paese e la responsabilità delle Istituzioni.

Digitale Terrestre: troppi licenziamenti per i lavoratori campani

«Com’è possibile che un settore in grande espansione come il digitale terrestre porti ai licenziamenti di centinaia di lavoratori?». Si chiedono in una nota congiunta il Consigliere regionale Antonio Amato ed il segretario regionale della UILCOM Campania Giuseppe Di Marzo. La paradossale vicenda riguarda i lavoratori del Gruppo Voicity Holding, le cui aziende in Campania, Conversa a Casalnuovo e OSC a Vitulazio, gestiscono, tra l’altro, i servizi di call center in inbound per Mediaset Premium.

«Nell’azienda di Casalnuovo» affermano Amato e  Di Marzo «ci sono 150 lavoratori a tempo indeterminato. Fino a dicembre c’era la commessa di Mediaset Premium che oggi, in assenza di rinnovo e nuovo affidamento ad altra azienda, continua ad essere gestita dal sito di Casalnuovo in proroga. Nel frattempo, non solo l’azienda ha proposto un piano industriale che prevede la totale chiusura dei siti campani, ma i lavoratori, oltre 500 tenendo conto anche di quelli di Vitulazio, che gestiscono commesse in outbound per H3G e Fastweb, non percepiscono stipendio da Novembre. Altro che tredicesima, qui non sono stati pagate nemmeno le giuste spettanze per la spesa quotidiana».

Domani ci sarà un incontro a Cologno Monzese con i responsabili di Mediaset per capire se vogliono rinnovare la commessa o affidarla ad altra azienda: «come sindacato chiederemo innanzitutto la piena garanzia di tutti i livelli occupazionali in Campania» afferma ancora Di Marzo «inoltre c’è l’urgenza di sbloccare immediatamente le retribuzioni pregresse e di avere un serio Piano di rilancio delle attività di tutti e due i siti della Voicity in Campania».

Il consigliere Amato, invece, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta all’assessore Gabriele: «c’è necessità di un intervento urgente della Regione per garantire i diritti dei lavoratori. Ci troviamo di fronte ad un settore, quello dei call center, in grande crisi. Alle vicende di Voicity si aggiungono quelle di Almaviva Contact spa, leader nei servizi ai call center con sedi in tutt’Italia, che, mentre si appresta ad accedere ai finanziamenti per le aziende che assumono messi a disposizione dalla Finanziaria regionale 2010, nel frattempo ha già licenziato decine di lavoratori che hanno maturato sul campo un’anzianità di oltre 4 anni».

«Anche su quest’ultima vicenda ho presentato un question time, ma c’è bisogno di un tavolo urgente tra istituzioni e parti sociali per arrivare ad un piano di rilancio e salvaguardia dei lavoratori dell’intero comparto».

Basta aspettare: siamo in campagna elettorale. Riparto dalla coerenza. E dalle mie radici

Mentre in tanti rincorrono il Centro ho deciso di rimarcare con forza le mie radici a sinistra. Lo afferma il consigliere regionale Antonio Amato che oggi avvia la campagna elettorale per le prossime regionali con un maxi manifesto che lo ritrae in un corteo del I maggio 1968, e sul quale  campeggia la scritta “Ci vuole coerenza per essere Amato.

«La mia storia politica nasce lì, nei valori delle lotte dei ferrovieri e dei lavoratori, nei grandi movimenti di massa che rivendicavano la necessità della giustizia sociale. E quell’orizzonte è sempre rimasto il mio punto di riferimento. Sono lì le mie radici. Ed un albero muore se si tagliano le radici. Quindi rivendico le scelte di questi anni fino al progetto PD al quale ho partecipato come fondatore e continuo a lavorare con passione».

«Un progetto di sintesi, all’interno di un grande partito riformista, delle migliori tradizioni politiche e sociali del nostro Paese, che mette insieme gli insegnamenti di Gramsci, Dossetti, Berlinguer, Moro. Ma con altrettanta forza rivendico con orgoglio le mie radici. Ho sempre creduto» continua Amato «che al di là delle scelte politiche contingenti dovesse essere salvaguardata la coerenza dei valori. E per questa convinzione ho anche pagato sulla mia pelle scelte di non allineamento compiute in questi anni».

«Poi» continua Amato «ho ritenuto essenziale dare un segnale ai nostri elettori spaesati dalla situazione di impasse che si è creata nella scelta del candidato presidente e delle future alleanze. Il PD ha la necessità di partire con la sua campagna elettorale per portare ai cittadini le sue proposte. Non si può attendere ancora. Ci sia una scelta chiara, definita e condivisa. Ci sia una candidatura di alto spessore capace di aggregare le forze che vogliono rilanciare un grande progetto della Campania».

«Ci sia soprattutto un programma chiaro e definito in tutti i suoi punti. Ma tutto questo ci sia presto. Nel frattempo» conclude Amato «io parto dalla coerenza. Spero sia un percorso condiviso da tutti».

Aboliamo l’istituto del comando. E rassereniamoci: non si possono fare blitz per “infornate”

Nelle ricostruzioni e dichiarazioni sulla questione dei comandati c’è decisamente troppa ipocrisia. Si vuole finalmente dare un segnale di trasparenza? Allora aboliamo l’istituto del comando nelle strutture politiche istituendo, come alla Camera dei Deputati, un budget prefissato per consentire contratti di natura privatistica tra partiti e singoli, legati alla durata degli incarichi istituzionali.

Ho presentato questa proposta all’Ufficio di Presidenza tempo fa e, nonostante la sua approvazione in questa sede, c’è poi stata una trasversale opposizione che ne ha impedito la trasformazione in legge. Riguardo alla situazione attuale, vorrei provare a rasserenare gli animi: non ci potranno essere blitz per “infornate”, al momento non esiste infatti alcuna norma che li permetterebbe. Nemmeno il tanto vituperato articolo 44.

Oggi, infatti, con questa norma si prevede solo una graduatoria di idonei per eventuali necessità di pianta organica, e spero, tra l’altro, che presto venga pubblicata, sì da dare un altro segnale di trasparenza. Ribadisco, comunque che l’articolo 44 va riformato. Ma questo potrà avvenire solo con interventi legislativi, e sull’iter saremo molto vigili.

Piuttosto, siccome si rischia di ingenerare un’assurda guerra tra lavoratori, sollecito l’attivazione di un tavolo tra Ufficio di Presidenza, organizzazioni sindacali e dirigenza per tracciare le linee del nuovo ordinamento: esiste, infatti, anche alla luce dell’approvazione del nuovo statuto, la necessità di verificare situazione e necessità della pianta organica sulle quali, solo dopo, stabilire assunzioni e mobilità.

Morti di povertà, morti di classe, morti che fanno paura

«Se fosse confermato che i due corpi ritrovati sono di senza fissa dimora deceduti per strada, vi prego non chiamateli morti per il freddo» lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato. «E non sono morti naturali. Di persone che perdono la vita così non si può dire “è naturale” ».

«Non usiamo queste semplificazioni per nascondere le nostre inadempienze se non il nostro disinteresse».

«Non trasformiamo in falso pietismo il progressivo smantellamento dello stato sociale, l’incapacità di portare sostegno ed aiuto, come istituzioni ma anche come comuni cittadini. Fanno paura queste morti» continua Amato «perché sono morti di povertà, sono morti di classe. La classe di quanti stanno ai margini della società. Una classe che oggi, purtroppo, continua sempre più ad ingrossarsi»

C’è un rischio speculazioni sulla questione migranti. Approviamo subito la legge bloccata da anni in Consiglio

Quanto accaduto a Rosarno rappresenta l’evidente sconfitta di una società che voglia dirsi democratica, e  impegna il Consiglio Regionale a mettere in primo piano nella propria agenda politica l’approvazione il disegno di legge sulle Norme per l’inclusione sociale, economica e culturale delle persone straniere presenti in Campania che da anni attende di essere discussoۜ.

Sto sottolineando da tempo la necessità di approvare questo fondamentale strumento che, tra l’altro, prevede il diritto di voto attivo e passivo delle persone straniere legalmente residenti in Italia come previsto dalle normative comunitarie, sostiene principi democratici e tutela i diritti fondamentali, indipendentemente dalla posizione giuridica.

Inutile utilizzare giri di parole: in questi anni, per responsabilità diffuse, c’è stato troppo disinteresse verso queste tematiche in Regione. Lo hanno già dimostrato i fatti di San Nicola Varco. È ora di superare questa impasse. Anche perché leggo con preoccupazione le prime dichiarazioni seguite al ritorno di alcuni migranti fuggiti da Pianura proprio a Rosarno. Di certo non mi sembrano indirizzate all’accoglienza ma a creare nuove forme di rifiuto.

E questo potrebbe generare nuove spirali di violenza e rischio. Spero che qualcuno, in prossimità delle prossime scadenze elettorali, non voglia cavalcarle, fomentandole per scopi propagandistici di bassa lega in salsa meridionale.

Ricorderei a tutti, inoltre, che i migranti sono le vittime, e che certi episodi di intolleranza sono strettamente legati a strumentalizzazioni della criminalità organizzata. Allora, cerchiamo di dare risposte serie, innanzitutto approvando questa legge.

Più inclusione e più pluralità nel PD campano per essere davvero il partito della gente. Se crederemo nel progetto PD, saremo creduti

Ricevo e pubblico l’intervento di Luigi Telese su “Sommese fa un passo in fuori. Ma non facciamo del PD i vecchi DS un po’ più al centro”:

 

Caro Tonino,

 

io vedo il pericolo che il PD diventi un partito personale di alcuni “padroni” che pensano che il Partito sia loro, e solo loro. Così mi sembra di leggere le nomine fatte recentemente da alcuni esponenti della maggioranza “amendoliana”: nomine fatte come se essi fossero i padroni assoluti del partito, nel tentativo di egemonizzare il PD; mentre invece dovrebbero lavorare per armonizzare le varie anime del PD, per dare la giusta voce e la giusta rappresentanza a tutte le componenti (nelle quote percentuali emerse dalle Primarie). In questo modo -a mio modesto avviso - si costruisce un partito del 51%, un grande partito che aspiri a diventare maggioranza: valorizzando tutte le anime, le componenti, le sensibilità che lo compongono, non solo la propria (e questo anche se una componente ha vinto le Primarie); anzi, deve essere la componente vincente a ridurre la propria rappresentanza per favorire un assembramento delle anime di minoranza. Così si è fatto nei grandi Partiti Storici (DC e PCI) le cui componenti avevano autonomia, rappresentanza e giusta partecipazione, oltre che capacità di sintesi sui temi fondamentali. Solo dal coinvolgimento di tutti si avrà veramente un nuovo Partito ed un Partito forte che sappia contrastare la destra.

AUGURI A TUTTI GLI AMICI PER IL 2010!

 

 

Rispondo all’amico Luigi Telese:

 

Caro Luigi,

 

sono d’accordo con te circa il giudizio sulla conduzione del Partito in Regione Campania. Proprio per questo è necessario essere presenti e sviluppare la nostra iniziativa come Area Democratica affinché il PD, soprattutto in Campania, volti pagina e adotti una linea di inclusione e non di esclusione.

Linea d’inclusione non vuol dire accettare di essere trattati come appendici, senza il riconoscimento politico che la nostra area meriterebbe. Non facciamo questioni di poltrone ma di progetto politico coerente con gli obiettivi di rinnovamento del PD.

Non a caso, noi non abbiamo accettato di entrare in Segreteria regionale perché è stata netta la chiusura rispetto alle necessità del governo plurale del PD che facesse anche sintesi fra le rispettive aree (mozioni Bersani, Franceschini e Marino), cosa che non è avvenuta perché nella Segreteria sono rappresentate componenti e sottocomponenti presenti nella maggioranza. Una vera frantumazione.

Detto questo, noi dobbiamo agire e operare nell’interesse delle nostre comunità, dobbiamo sentirci responsabili di un recupero di credibilità da parte della gente nei confronti del Partito Democratico.

Se contribuiremo a ciò, anche le nostre questioni interne diventeranno meno difficili.

 

Antonio Amato

Vincenzo Leone, partigiano delle Quattro Giornate, ci lascia. Ricordiamolo come emblema di dignità

Se non proprio l’ultimo scugnizzo, il partigiano Vincenzo Leone era sicuramente tra gli ultimi scugnizzi che resero possibile la sollevazione di Napoli sotto l’assedio tedesco nelle gloriose giornate di fine Settembre ‘43. Ieri, stroncato da una lunga malattia, ci ha lasciato.

Con Vincenzo se ne va uno degli ultimi emblemi di coraggio civile e dignità storica della nostra città, cardini più che mai essenziali in un periodo così turbolento e segnato da rotture sociali, revisioni piuttosto improprie della memoria storica e risvegli di appartenenze all’ideologia fascista che ho già segnalato con preoccupazione chiedendone mesi fa pubblica abiura.

Fu una posizione doverosa in nome della Democrazia che nel nostro Paese è nata dal ripudio dell’esperienza fascista. Ora la stessa molla mi fa chiedere al Comune una targa a ricordo del partigiano Vincenzo Leone, magari nel quartiere Vomero, da dove partì, anche grazie al suo coraggio, alla sua fatica, la scintilla che permise a Napoli di scattare in piedi e riprendersi la libertà perduta.

ACMS di Caserta, interveniamo per il rilancio. E poi gare per modernizzare tutto il settore trasporti

“L’assessore Cascetta, anche e soprattutto alla luce della norma approvata nella Finanziaria regionale, deve attivarsi nel più breve tempo possibile per porre in essere  tutte le procedure affinché la Provincia di Caserta abbia un efficiente e moderno sistema di trasporto locale” lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato, intervenendo sulla  vicenda dell’azienda di trasporti A.C.M.S di Caserta.

“Anche a seguito di quanto deciso nell’audizione presso la quarta commissione del Consiglio regionale, ho personalmente verificato, con il competente settore, i passi da realizzare per concretizzare la norma approvata dal Consiglio nella finanziaria regionale. Quest’atto” continua Amato “ha dato una vera svolta alla vicenda. Ora si deve lavorare per garantire sicurezza e tranquillità occupazionale ai lavoratori che da anni lottano per un’azienda efficiente, organizzata e condotta con criteri di buona gestione”.

“Per questo, confidiamo in un capitolato di appalto che permetta la partecipazione delle migliori realtà aziendali tra le quali il gruppo EAV che deve continuare a ribadire la sua disponibilità. Continuerò” conclude Amato “a seguire la vertenza con massimo impegno e grande attenzione perché, date le premesse che abbiamo costruito, c’è finalmente la possibilità di rilanciare e garantire un futuro certo a questa azienda e ai suoi lavoratori, dando una risposta concreta alle reali esigenze di mobilità dell’intero territorio casertano”.