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Sommese fa un passo in fuori. Ma non facciamo del PD i vecchi DS un po’ più al centro

Commento

Evidentemente c’è qualcuno che pensa di tornare al passato, di fermare il grande progetto del PD e tornare a fare i DS leggermente più spostati al centro. È una questione che lo stesso Sommese stava ponendo da tempo all’attenzione del Partito e non ha ricevuto la giusta attenzione.

Io e Pasquale Sommese  abbiamo creduto fermamente nel progetto PD e rivendico con convinzione la scelta di appoggiarlo alle europee portando il mio contributo al suo straordinario risultato. Il progetto del PD è quello della sintesi delle grandi tradizioni politiche del nostro Paese, quella comunista, quella socialdemocratica, quella popolare.

La confusione politica che regna soprattutto nelle regioni meridionali, sta mettendo a rischio questa grande intuizione. E non sono solo i dirigenti e i moderati a soffrire. Sui territori si assiste a duna vera e propria emorragia di sindaci, assessori, consiglieri comunali e consiglieri di municipalità. Ed anche tanti militanti ex DS si stanno ponendo seri interrogativi.

Quella che era la grande casa dei riformisti italiani rischia di diventare, al Sud, un monolocale per pochi.

E così, prima dello sfratto, molti cercano nuovi alloggi che, quantomeno, siano più accoglienti. Io voglio ancora credere nel progetto del PD, sono fieramente un democratico e sono certo anche Sommese lo sia. Auspico, quindi, che continui a portare il suo contributo per la vittoria del centro sinistra in Campania. Ma per raggiungere questo obiettivo serve un PD che cambi decisamente marcia.



Un Commento

  1. Luigi Telese:

    Caro Tonino, io vedo il pericolo che il PD diventi un partito personale di alcuni “padroni” che pensano che il Partito sia loro, e solo loro. Così mi sembra di leggere le nomine fatte recentemente da alcuni esponenti della maggioranza “amendoliana”: nomine fatte come se essi fossero i padroni assoluti del partito, nel tentativo di egemonizzare il PD; mentre invece dovrebbero lavorare per armonizzare le varie anime del PD, per dare la giusta voce e la giusta rappresentanza a tutte le componenti (nelle quote percentuali emerse dalle Primarie). In questo modo -a mio modesto avviso – si costruisce un partito del 51%, un grande partito che speiri a diventare maggioranza: valorizzando tutte le anime, le componenti, le sensibilità che lo compongono, non solo la propria (e qusto anche se una componente ha vinto le Primarie); anzi, deve essere la componente vincente a ridurre la pripria rappreentanza per favorire un assemblamento delle anime di minoranza. Così si è fatto nei grandio Partiti Storici (DC e PCI) le cui componenti avevano autonomia, rappresentanza e giusta partecipazione, oltre che capacità di sintesi sui temi fondamentali. Solo dal coinvolgimento di tutti si avrà veramente un nuovo Partito ed un Partito forte che sappia contrastare la destra. AUGURI A TUTTI GLI AMICI PER IL 2010 !
    Luigi Telese

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