redpro premium wordpress theme

Archivi di Dicembre 2009

Sommese fa un passo in fuori. Ma non facciamo del PD i vecchi DS un po’ più al centro

Evidentemente c’è qualcuno che pensa di tornare al passato, di fermare il grande progetto del PD e tornare a fare i DS leggermente più spostati al centro. È una questione che lo stesso Sommese stava ponendo da tempo all’attenzione del Partito e non ha ricevuto la giusta attenzione.

Io e Pasquale Sommese  abbiamo creduto fermamente nel progetto PD e rivendico con convinzione la scelta di appoggiarlo alle europee portando il mio contributo al suo straordinario risultato. Il progetto del PD è quello della sintesi delle grandi tradizioni politiche del nostro Paese, quella comunista, quella socialdemocratica, quella popolare.

La confusione politica che regna soprattutto nelle regioni meridionali, sta mettendo a rischio questa grande intuizione. E non sono solo i dirigenti e i moderati a soffrire. Sui territori si assiste a duna vera e propria emorragia di sindaci, assessori, consiglieri comunali e consiglieri di municipalità. Ed anche tanti militanti ex DS si stanno ponendo seri interrogativi.

Quella che era la grande casa dei riformisti italiani rischia di diventare, al Sud, un monolocale per pochi.

E così, prima dello sfratto, molti cercano nuovi alloggi che, quantomeno, siano più accoglienti. Io voglio ancora credere nel progetto del PD, sono fieramente un democratico e sono certo anche Sommese lo sia. Auspico, quindi, che continui a portare il suo contributo per la vittoria del centro sinistra in Campania. Ma per raggiungere questo obiettivo serve un PD che cambi decisamente marcia.

L’arresto dei due Ispettori del Lavoro è un episodio gravissimo. Ma la legge che stiamo presentando rinforzerà le norme per la sicurezza sul lavoro

L’arresto dei due Ispettori del Lavoro rappresenta un episodio gravissimo e, se le accuse saranno confermate, spero in una condanna esemplare. L’unico sentimento verso chi si macchia di questi crimini è l’assoluto disprezzo.

Purtroppo, oltre che di malaffare, è l’ennesimo episodio che ricade direttamente sulla pelle di lavoratori e imprenditori. Questi signori per il loro tornaconto hanno messo a rischio la salute di centinaia onesti lavoratori. La sicurezza sui luoghi di lavoro costituisce un tema fondamentale sul quale non si possono accettare compromessi.

Da mesi portiamo avanti un Viaggio per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro all’interno di fabbriche, cantieri, scuole, ascoltando la voce di lavoratori, imprenditori e parti sociali. Stanno emergendo proposte di grande importanza e ci prepariamo a presentare una legge che integri la normativa esistente, prevedendo premialità per quanti rispettano le norme della sicurezza, ma pene ancora più severe per quanti le evadono.

Tra queste, l’impossibilità di accedere a finanziamenti e partecipare a gare d’appalto pubbliche. E, naturalmente, dovranno essere rafforzati i controlli. Inoltre, anche perché non si ripetano episodi di corruzione, puntiamo a istituire un Sistema Informativo Regionale per la Prevenzione sui luoghi di lavoro e, soprattutto, uno Sportello Unico per la sicurezza.

Ricerca, la graduatoria per i finanziamenti regionali 2007 dov’è?

Siamo al 16 dicembre 2009 e, ad oggi, si attende ancora la graduatoria per accedere ai finanziamenti per la legge 5 dell’annualità 2007. È una situazione parossistica.

La legge 5 del 2002 sui finanziamenti regionali alla ricerca scientifica è uno strumento altamente innovativo ed importante, rivolto ad atenei e centri di ricerca, che si propone, tra l’altro, di “favorire la creazione di opportunità di finanziamenti per la ricerca progettata e condotta da giovani, al fine di rimuovere i rischi del depauperamento di risorse umane innovative nel sistema della ricerca regionale”.

Ebbene, a dispetto dei propositi, e dei nuovi bandi già pubblicati e scaduti, si attende ancora che sia definita la graduatoria finale per i progetti presentati nel 2007. Ancora questa mattina la specifica sezione del sito, aggiornata al 12/10, rimandava la conclusione del percorso alla fine di ottobre. L’ennesimo rinvio già ampiamente scaduto.

Certamente ci sono stati indiscutibili difficoltà tecniche e burocratiche. Ma due anni di attesa, sinceramente, vanno al di là della umana comprensione. La vita dei ricercatori precari è ormai una sorta di gratta e vinci. Iniziano percorsi progettuali all’interno delle Università e non sanno se arriveranno finanziamenti, concorsi, possibilità ed occasioni per portarli avanti.

Vivono alla giornata nel migliore dei casi con stipendi da fame.

Si fa presto a denunciare la fuga dei cervelli, in realtà si assiste ad una lenta eutanasia delle nostre migliori risorse, mortificate e costrette a “tirare a campare” in attesa che i loro studi, le loro conoscenze siano finalmente valorizzate. Nel frattempo, per vivere, quelli che resistono vanno a lavorare nei call center o da camerieri, gli altri prendono i “sud express” che non si riempiono più di manovalanza come nel passato, ma di giovani altamente qualificati che lasciano le loro terre, le loro famiglie.

La legge 5, oltre ad essere fondamentale per sostenere lo sviluppo della ricerca in Campania, rappresenta per molti dei nostri giovani la possibilità di partecipare ad importanti progetti. Ma c’è bisogno di una corretta programmazione e della certezza dei tempi: non può diventare anch’essa un gratta e vinci.

Pronti i fondi Ue per il Parco Urbano di Bagnoli. Per il territorio evento di grandi opportunità

Esprimo grande soddisfazione per il finanziamento del Parco Urbano di Bagnoli. I fondi stanziati da Bruxelles consentono finalmente di dotare l’area Ovest della città di un Parco dello Sport.

E dunque realizzare un’ area verde tanto attesa dai cittadini che segna il recupero di una parte importante del territorio su cui si faranno strutture per il tempo libero e lo sport, e tanti servizi moderni per un pieno sfruttamento turistico di Bagnoli e del suo litorale.

Anche grazie a questo nuovo finanziamento, si possono e si devono recuperare i ritardi sul Piano Bagnoli e realizzare presto e bene le opere programmate. C’è la possibilità nel Piano Bagnoli di grandi opportunità di sviluppo e di nuova occupazione che impongono un cambio di passo per una svelta realizzazione del programma.

Bene il maxisequestro dei beni del clan Zagaria. Inopportuno l’intervento di Cosentino

Il maxi sequestro di beni riconducibili al clan Zagaria operato a Parma rende per l’ennesima volta manifesta l’organizzazione di holding economica nazionale ed internazionale della criminalità organizzata campana. Un dato ormai consolidato che le indagini non fanno altro che continuare a confermare.

Date queste premesse mi chiedo perché ci si ostini ancora, da parte di esponenti del governo, a sostenere l’ipotesi di vendibilità dei beni confiscati. Spero si agisca con coscienza e si giunga al ritiro dell’emendamento come richiesto da tanti enti locali, al di là del colore politico delle maggioranze, tra cui il Consiglio Regionale e quello Provinciale della Campania.

Inoltre, mi sembra politicamente inopportuno che su questa importante operazione si esprima l’Onorevole Cosentino. Per carità, ognuno può dire la sua, ma le parole di Cosentino mi sembrano lo sfacciato tentativo di utilizzare atti sui quali non si ha alcun merito per riabilitare la propria immagine pubblica.

È vero che il Parlamento ha detto no all’arresto, ma le carte delle inchieste lasciano delle ombre che solo un regolare svolgimento processuale potrà diradare o confermare. Fino ad allora, fossi in Cosentino, non interverrei su questioni così delicate. Lo ripeto, è una questione di opportunità e di stile.

E ora seminari o sportelli per capire come applicare il Piano Casa

Non vorrei che l’entusiasmo che in tanti manifestano per l’approvazione della legge sulla casa facesse venir meno la dovuta attenzione sulla sua applicazione.

La legge costituisce sicuramente uno strumento importante, ma porta con sé delle difficoltà applicative che cadono innanzitutto sulle amministrazioni comunali e sui loro uffici tecnici.

Per questo ritengo necessario che, il prima possibile, la regione, in accordo con le associazioni di categoria, istituisca dei seminari o degli sportelli rivolti alla pubblica amministrazione sì da formare/informare quanti poi dovranno assumere decisioni fondamentali per il futuro dei loro territori.

Creato lo strumento bisogna intervenire perché possa essere utilizzato con la massima cognizione di causa e salvaguardando il principio della trasparenza amministrativa.

Soprattutto è necessario far sì che gli interventi in deroga siano limitati a ciò che consente la legge, scongiurando obiettivi speculativi e devastazione dei territori.

Un altro morto sul lavoro. Stavolta a Pontecagnano. Ci vogliono più prevenzione e sanzioni severe. Scolpite nel bronzo di una buona proposta di legge

È un’amara, crudele coincidenza che proprio oggi che si è tenuta l’udienza preliminare per la morte dell’operaio Umberto Gambino, schiacciato da un pannello elettrico alla Stazione Garibaldi di Napoli il 18 Dicembre 2008, venga a sapere che un operaio di 31 anni, di cui presto, ahinoi, avremo il nome, è morto cadendo dal tetto di un capannone a Pontecagnano. Sembra una coincidenza, ma le coincidenze in questi casi non esistono.

Esiste ancora una carenza di prevenzione del rischio a cui sono esposti i lavoratori, specialmente in quelle aziende in cui le negligenze nei controlli sull’applicazione effettiva di misure ed equipaggiamenti di sicurezza abbondano. Esiste un sottobosco di lavoro irregolare e nero in cui agli operai non è data nessuna garanzia di incolumità, e le imprese lavorano nel vuoto assoluto di qualsiasi cultura della prevenzione.

Su questi aspetti, su queste imperdonabili deficienze come rappresentante delle Istituzioni voglio intervenire e stabilire sanzioni severe, fino all’esclusione dalle gare pubbliche per un certo tempo alle imprese che non applicano le norme di sicurezza sul lavoro e non fanno formazione alle proprie maestranze, e premi ed agevolazioni alle aziende virtuose che investono in formazione e corsi di aggiornamento sulla sicurezza.

Penso, in particolare, alle imprese di Napoli e provincia che abbiamo finora visitato nel nostro Viaggio sui Luoghi di Lavoro per la salute e la sicurezza: la Stazione Municipio della Metrò Linea 1, il Deposito della Circumvesuviana di Ponticelli, l’Ansaldo Breda di Via Argine, la Unilever di Caivano.

A questo mirano la mia iniziativa e la proposta di legge regionale in materia di sicurezza sul lavoro che ne seguirà. Solo e unicamente a promuovere una nuova, vera ed efficace cultura della prevenzione che argini progressivamente il fenomeno delle morti sul lavoro, indegno di un paese civile, renda sicure le aziende dall’interno e permetta nel tempo alle agenzie di stampa di non dovere più battere quest’orribile genere di notizie. Mai più.

Dal mio ordine del giorno sui Beni Confiscati alle Mafie approvato ieri mi aspetto effetti positivi

Il Consiglio Regionale ha approvato l’ordine del giorno sui beni confiscati alla criminalità organizzata proposto da me lo scorso 18 Novembre.

Un passo che impegna la Giunta a sollecitare Governo e maggioranza parlamentare al ritiro dell’emendamento in Finanziaria sulla vendibilità dei beni confiscati e che incarica le Commissioni consiliari a misure di rafforzo della legge 109/96, quella sull’uso sociale dei beni confiscati.

Il sì del Consiglio Regionale è un sì all’appello di Libera al ritiro dell’emendamento, ed alla difesa delle belle esperienze di gestione dei beni confiscati che Libera, Le Terre di Don Peppe Diana ed altre associazioni di volontariato attivo hanno realizzato nei nostri territori.

Dal 18 Novembre ad oggi, sono successe due cose interessanti. Una, la presentazione del disegno di legge regionale per l’Alto Commissariato di Gestione dei Beni Confiscati alle Mafie; due, l’adesione contro il provvedimento di settori del Centro Destra, in Consiglio Regionale ed a livello nazionale.

Vedo perciò buone possibilità che maggioranza e Governo siano costretti a ritirare l’emendamento.

Aderisco al No Bday. Manifestazione di popolo in difesa dei beni pubblici

Il no B-day è la manifestazione degli italiani che dicono no a un modello culturale, morale e politico. Per queste ragioni do la mia piena e convinta adesione.

È una manifestazione nata dal basso e quindi do la mia adesione innanzitutto da cittadino, ma anche come dirigente del PD e rappresentante delle Istituzioni, per riaffermare la mia indignazione contro scelte scellerate, come quelle che porteranno alla vendibilità dei beni confiscati, alla privatizzazione dell’acqua, al cosiddetto processo breve.

Provvedimenti che, anche e soprattutto sul nostro territorio, avrebbero ricadute terribili.

La vendita dei beni confiscati alle mafie ha a che fare con i fondi UE?

Mentre continuano le attività di sequestro dei beni confiscati alla criminalità organizzata e l’UE decide di investire oltre 60 milioni di euro per l’uso e lo sviluppo degli stessi, noi ci troviamo a scongiurare la sciagurata ipotesi di metterli in vendita all’asta. Spero che dietro l’emendamento alla finanziaria, oltre alla necessità di far cassa, non ci sia anche qualche elemento speculativo legato ai fondi comunitari.

Ho presentato oggi una lettera a tutti i capigruppo regionali per sollecitare che, nella prima seduta utile, si discuta il disegno di legge proposto dalla giunta per l’Alto Commissariato sulla gestione dei rifiuti. E giovedì discuteremo l’ordine del giorno con cui il Consiglio Regionale aderisce all’Appello di Libera già firmato dai consiglieri di maggioranza, UDC ed MPA.

Al proposito, lancio un appello ai consiglieri del Popolo della Libertà. Visto che un documento analogo è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Provinciale, abbiano anche loro la forza di schierarsi contro un provvedimento insano proposto dalla maggioranza governativa. La lotta alla criminalità organizzata non ha colore politico, e deve essere fatta da tutti gli uomini di buona volontà.