Ho consegnato a Don Ciotti l’ordine del giorno presentato al Consiglio Regionale per aderire all’appello di Libera contro la vendibilità dei beni confiscati alla mafia
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Questa mattina, mentre era in corso al Centro Don Bosco dei Salesiani il convegno di studi La rete solidale in risposta al sistema Camorra, non più soldati per le mafie ma militanti per la legalità, promosso dal Centro di Prima Accoglienza del Tribunale per i minori di Napoli, il Consigliere Regionale Antonio Amato ha consegnato a Don Luigi Ciotti l’Ordine del Giorno con cui il Consiglio Regionale della Campania aderisce all’appello lanciato da Libera per far ritirare l’emendamento alla Legge Finanziaria che prevede la vendita dei beni confiscati alla Mafia.
L’ordine del giorno, promosso da Amato e firmato dai Consiglieri e Capigruppo della maggioranza, ma anche dai Capigruppo di UDC e MPA, è stato presentato ieri agli atti del Consiglio Regionale e verrà discusso alla prossima seduta. Nel documento, oltre all’adesione all’appello dell’associazione di Don Ciotti, si impegna il Presidente Bassolino e la Giunta ad intervenire presso le più alte cariche dello Stato ed i rappresentanti parlamentari di tutte le forze politiche per far ritirare l’emendamento alla Finanziaria e si dà mandato alle Commissioni Consiliari competenti di esaminare e realizzare misure tese a rafforzare in Campania principi e prassi introdotti dalla legge 109 del ’96 sull’uso sociale dei beni confiscati.
«La possibilità di mettere in vendita all’asta i beni confiscati alle mafie» ha detto Amato «rappresenta il tradimento dello spirito della legge del ’96 sull’uso sociale di questi beni, una legge sostenuta, prima della sua approvazione, da oltre un milione di firme di cittadini italiani. Se passasse l’emendamento presentato dalla maggioranza di governo saremmo di fronte ad una sconfitta dello Stato e ad un regalo alla cultura mafiosa ed alla camorra».
«Nei nostri territori» continua Amato «a partire da questa legge, grazie all’opera di associazioni come Libera, le Terre di Don Peppe Diana, Legambiente e tante altre, si è ridata vitalità a territori violentanti dalla violenza della Camorra. Per questo la maggioranza di Centro Sinistra, ma anche i rappresentanti in consiglio di UDC ed MPA, hanno deciso di aderire all’appello di Libera e di mettere in campo tutte le azioni necessarie per fermare quello che sarebbe uno scempio contro la civiltà del nostro Paese».
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