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Tarsu, no ad aumenti indiscriminati. Il sistema dei rimborsi è assurdo

Commento

«Ma dove prenderanno i soldi per pagare gli aumenti della Tarsu gli anziani con pensione sociale, i disoccupati, i lavoratori in cassa integrazione? Le dichiarazioni dell’assessore Realfonzo sono sconcertanti e confido nella sensibilità del sindaco Iervolino e del resto della giunta per giungere ad una risoluzione positiva della vicenda» lo afferma in una nota il consigliere regionale Antonio Amato commentando gli aumenti della Tarsu a Napoli «Il sistema di rimborsi non risponde alle reali esigenze dei cittadini e si corre il rischio di dar luogo solo a nuova evasione, perché le persone saranno materialmente impossibilitate a pagare la tassa. Il Comune è obbligato all’aumento della Tarsu da una legge dello stato, ma gli aumenti non possono essere indiscriminati ed andare a colpire soprattutto esercenti commerciali e fasce sociali più deboli. Confido allora in un intervento del Sindaco per il ritiro delle cartelle emesse, per la riformulazione del sistema degli aumenti e, soprattutto, per la previsione di sgravi ed esenzioni al momento dell’emissione delle cartelle e non attraverso i rimborsi. Sono necessarie poi agevolazioni per gli esercizi commerciali e le strutture alberghiere. Il tutto, naturalmente, a fronte di un miglioramento del servizio di pulizia delle strade e dei luoghi pubblici. Gli aumenti» conclude Amato «non possono essere imposti senza nessuna valutazione delle reali condizioni ed esigenze dei cittadini».



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