Qui si muore per povertà e indifferenza
Commento
«A Napoli si muore perché si vive ancora nei tuguri» afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato commentando la morte del bambino alla Salita Sanità causata dalle esalazioni di un braciere «La tragedia di questo bambino e di sua madre, oltre a dolore e cordoglio, provoca sdegno civile e morale. Questa è u8na morte di povertà».
«In pochi metri quadrati» continua Amato «spesso senza allacciamenti per le utenze, umidi, privi di luce sono costretti a vivere ancora migliaia di persone che hanno difficoltà economiche e sociali. Oggi sono soprattutto i migranti, fantasmi del diritto di cittadinanza, che fittano questi luoghi perché sono gli unici che possono permettersi. Spesso, anche a causa delle aberrazioni del Decreto Sicurezza, senza nemmeno un regolare contratto d’affitto». «Esistono situazioni di povertà estrema rispetto alle quali non vengono messe in campo azioni efficaci e concrete, non si avverte la necessaria attenzione, mentre sempre più si sgretola lo Stato Sociale. Di fronte a situazioni di vera e propria emergenza che mettono a repentaglio la stessa possibilità di sopravvivenza e la dignità di migliaia di persone si avverte la necessità di una rete di sostegno che intercetti le necessità e riesca a fare qualcosa prima che si realizzino nuove tragedie».
«In fondo, però, c’è un clima culturale da cambiare: oggi ci stiamo sempre più abituando ad un indifferenza glaciale lievemente scossa solo dagli episodi eclatanti. C’è bisogno di una scossa, forte, profonda, perché la nostra società, a partire dai nostri territori, possano tornare ad essere davvero solidali»
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