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Entusiasmi, divisioni e qualche accusa. Ma il PD è solido ed ha un progetto politico. De Nino alla Convention dell’11 Ottobre

Commento

Convenzione Nazionale PD. Domenica 11 Ottobre; circa 1000 delegati. A Roma per le mozioni dei tre candidati segretari Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino. Tra loro, anche Maurizio De Nino: di Somma Vesuviana. Fisico di professione, delegato provinciale PD con la lista Polis, collegata alla mozione Franceschini. Questa la sua giornata particolare.

6:45. Io e gli altri delegati andiamo verso Roma per la Convenzione Nazionale. Ore 10.20. Eccoci nella Capitale. Note di Mameli, tutti in piedi, inizia la Convenzione. Anna Finocchiaro, capogruppo PD Senato, ha aperto con la solidarietà a Napolitano per gli attacchi di Berlusconi; lungo applauso della platea, anche a sostegno di Rosy Bindi. Poi, un minuto di silenzio per Messina.

Primo intervento a Bersani. Pacato nei toni, però un linguaggio molto tecnico; i temi politici li ha trattati bene, ma in maniera generica. Non è riuscito a coinvolgere la platea, secondo me.

Dario Franceschini ha esordito: “chiunque vincerà il 25 Ottobre sarà il segretario di tutti e se vinco io, chiamerò Bersani e Marino a lavorare con me”. Poi a tutto campo su laicità, testamento biologico, tredicesime, politiche sociali. E l’attacco al Governo su decine di punti. La platea ha applaudito sempre più convinta, con un’ovazione finale per lui.

Anche Ignazio Marino ha ricevuto tanti applausi, non solo dei suoi sostenitori. Però ha letto il discorso tenendo la testa bassa per tutto il tempo, non dando quella sicurezza che si richiede ad un leader. Sul pullman al ritorno è bastata qualche parola ad aprire un dibattito vivace tra sostenitori di Bersani e Franceschini sull’uso delle Primarie e sulla scelta delle alleanze.

Io ho pensato al Congresso del Circolo di Somma Vesuviana, al nostro confronto interno, e mi sono rammaricato per quelli del nostro PD che hanno scelto di non votare, mandando un documento al Congresso che diceva: il partito è basato su rapporti clientelari, aspettative personali, relazioni parentali. E che i capi arruolamento acquistano un merito ben ricompensato dai referenti.

Ma, ciononostante, in questi giorni di molti e diversi Congressi di Partito, ho notato un PD molto attivo e combattivo. E dei democratici pronti ad un progetto politico solido e condiviso.



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