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Archivi di settembre 2009

Le tre crisi industriali della Campania sono il ritratto del Sud lasciato da solo

Abbiamo tre crisi in Campania in questo momento, a Pomigliano a Castellammare e a Battipaglia. Tre durissime crisi che soffocano la nostra regione. Tre crisi che sono un ritratto del Mezzogiorno in balia della recessione più brutta dell’economia italiana dagli Anni Settanta ad oggi. In pratica, questi tre grandi siti industriali della nostra regione hanno spento i motori e la Campania è ferma.

La ripresa verrà tardi, per il 2010; e intanto tre comparti cruciali come automobile, alta tecnologia e cantieristica restano al palo. Al punto che Fiat Pomigliano si farà un altro mesetto di cassa integrazione, Fincantieri aspetta risposte dal Ministero dell’Economia, o meglio dal tavolo convocato a Roma per il 14, ed Alcatel chiede che nessuna attività venga ceduta fino all’incontro con la multinazionale richiesto al Governo.

Mettiamoci che su queste tre importanti aziende ballano gli spettri di cassa integrazione straordinaria e dei licenziamenti nonostante, per Pomigliano ad esempio, Marchionne dichiarava che nessuna fabbrica avrebbe chiuso. Se lasciamo che la crisi esploda allo stremo, avremo una dismissione industriale di fatto che non possiamo permetterci, sia per le migliaia di persone che vivono grazie al lavoro di questi tre poli, sia per il patrimonio industriale e umano della Campania che rappresentano.

Che tipo di rilancio, dunque. Ci vogliono senz’altro accordi istituzionali di piena occupazione, come anche piani industriali incardinati a nuovi modelli di produzione. Ma bisogna anche ascoltare la base, interpellare le maestranze su come uscire dalla crisi. Perché no? Dicono che il Sud deve fare da solo e che i meridionali sono fantasiosi. Bene, diamo allora al Sud l’opportunità di indicare qualche soluzione invece di calarla sempre dall’alto a scapito di aziende competitive e, diciamocelo, in attivo.

Al PD il proprio percorso ed il proprio programma e, dopo le Primarie, un segretario che sia di tutti

Stiamo dando alla gente un’impressione di stato confusionale del Partito in Campania. A partire dai discorsi sulle alleanze e soprattutto sugli schieramenti congressuali non si danno segnali di chiarezza e rinnovamento.

Mi chiedo che fine abbiano fatto tutte le voci critiche che pure si erano sollevate in tutti questi anni, che posizione hanno assunto quanti sostengono Franceschini a livello nazionale e Amendola in Campania.

Quello congressuale dovrebbe essere il momento del confronto delle diverse linee e posizioni politiche, ed invece si ha l’impressione di un tentativo di normalizzazione del partito  per riprodurre poi, a giochi fatti, le stesse faide interne.

Ho l’impressione che si siano messe a tacere le differenze politiche per meri calcoli di opportunità, ma se non esplicate e messe fuori ora, nella fase congressuale, queste stesse tensioni continueranno a ribollire sotto la brace, e corriamo il rischio di presentarci bolliti alle elezioni.

Il discorso sulle alleanze, poi, appare legato esclusivamente ai nomi, e tutti a rincorrere De Mita, ora addirittura nelle primarie. Ma i programmi politici del PD e dell’UDC sono realmente convergenti in Campania? E su quali temi? E con quali altre forze politiche? Concentriamoci sul nostro progetto politico, affrontiamolo con franchezza senza additare come acerrimo nemico chi propone prospettive diverse e, soprattutto, senza pretendere che ci sia un futuro segretario che possa unire più degli altri.

Chiunque sarà il prossimo segretario del PD, sia a livello locale che nazionale, sarà il segretario di tutti e in cui tutti i democratici dovranno riconoscersi.

Un argine contro la povertà in piedi da 15 anni, l’esperienza di Metanova in Campania

Ricevo e pubblico l’articolo dell’amico Nello Tuorto:

 

Nell’Italia 2008, secondo l’Istat, 8 milioni 78mila persone vivono in povertà. Il 13,6% della popolazione. Persone e famiglie povere calcolate in base al valore di spesa per consumi, al di sotto del quale una famiglia è innegabilmente povera. Esempio: nel 2008 in una famiglia di due adulti la spesa mensile è stata di 1.500 € nel 2008. Ecco la capacità di spesa di una famiglia povera.

La povertà è poi associata a bassi livelli di istruzione, a bassi profili professionali e, soprattutto, all’esclusione dal mercato del lavoro, dove raggiunge il 40%. L’incidenza di povertà più elevata è nelle famiglie in cui non ci sono occupati o pensionati, relativamente povere nella metà dei casi.

Nelle famiglie con un solo genitore la povertà, nel 2008, è del 13,9%, e del 31% se la persona di riferimento cerca occupazione. Peggiorano, invece, le famiglie con a capo un piccolo artigiano o commerciante.

Il fenomeno, disgraziatamente, è più diffuso nel Mezzogiorno, dove la povertà relativa è cinque volte più su del resto del Paese. Sono coppie con tre o più figli. E famiglie allargate. Se la povertà relativa, con tre o più figli minori, sale al 27,2%, nel Sud addirittura va al 38,8%. Ed il fenomeno è più diffuso tra le famiglie con anziani.

L’Emilia Romagna è la regione con la più bassa incidenza di povertà, seguita da Lombardia e Veneto.

Nel Mezzogiorno stanno peggio le famiglie con molti componenti, quelle con il capo famiglia in cerca di occupazione, quelle con a capo un lavoratore autonomo. La situazione più grave in Sicilia e Campania, dove ci si avvicina al 30%; più su della media dello stesso Sud.

Ben al corrente di questo tremendo disagio sociale, da 15 anni l’associazione Metanova, con il Progetto di Assistenza Alimentare, aiuta 200 famiglie del Vesuviano-Nolano, che ricevono ogni mese alimenti di prima necessità. Lo facciamo non solo per uno spirito di assistenza, ma a testimonianza dell’esperienza cristiana dei nostri volontari, che compiono così un concreto gesto di carità.

Il lavoro è un dramma: qui in Campania si gioca al massacro

Non si può più continuare a prendere in giro nessuno: la situazione -lavoro in Campania è al collasso ed il Governo centrale continua a latitare in un assordante silenzio. Qui si gioca al massacro e ogni giorno che passa nell’ignavia e nell’immobilismo rischia di farci precipitare in una stagione di fortissime tensioni sociali.

Il fallimento del piano di reindustrializzazione dell’ex Montefibre ad Acerra è l’ennesimo episodio che mette in ginocchio centinaia di lavoratori da mesi senza stipendio. Se consideriamo l’allarme lanciato dai sindaci di Torre del Greco, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, che condivido e sostengo in pieno, il dramma delle migliaia di precari della scuola, lo sciopero della fame cui sono costretti i lavoratori del pastificio di Teverola, abbiamo il quadro di una condizione che possiamo definire di calamità. 

Paghiamo una totale incompetenza governativa nella gestione della crisi e un completo disinteressamento per il Meridione, scomparso dall’agenda politica in nome dei consensi leghisti. Non vorrei che ci sia la deliberata intenzione di trasformare questioni di natura economica  e sociale in problemi di ordine pubblico. La Regione deve essere pronta a sostenere i lavoratori e le loro istanze con tutti gli strumenti che possiede.

Il futuro del PD non si ferma con Bassolino, ma avanza con programmi concreti e apertura ai territori

Il futuro del Partito Democratico non si esaurisce nelle scelte del Governatore e di chi lo sostiene o lo osteggia: chi vuole continuare la stagione delle guerre fratricide combatte per la sconfitta del PD. Noi abbiamo bisogno di un confronto civile nel rispetto delle differenze.

Il Partito Democratico nasce con una vocazione di apertura alle istanze territoriali sancite dallo strumento delle primarie.

La vera battaglia, per i prossimi congressi, allora, sta nel coinvolgere i cittadini nelle scelte del futuro di questo partito, ben al di là dei singoli dirigenti e degli iscritti, ma sulla valenza delle mozioni politiche presentate per il bene dell’Italia e della Campania. Sostenere Franceschini come segretario nazionale e Impegno in Campania non vuol dire schierarsi contro qualcuno, quanto, piuttosto, lavorare per una nuova fase del PD, capace di andare al di là dei personalismi, delle distinzioni tra ex DS e ex Margherita e dell’appiattimento sui rappresentanti istituzionali.

Un PD che sappia  proporsi, invece, come grande partito politico che si inserisce nella traccia del riformismo democratico europeo. Alleanze e candidature, allora, si costruiranno sui programmi e sulle cose da fare. Non si possono inseguire le forze politiche del centro o della sinistra in base a meri calcoli di ipotetiche sommatorie percentuali, ma si deve aprire un confronto aperto sul quale verificare le eventuali convergenze politiche e progettuali.

Con i tagli alla scuola il Governo ruba il nostro futuro. Sarà un autunno rovente

Oggi Roma è davvero ladrona. Questo Governo sta rubando il futuro dei nostri territori e del nostro Paese, specialmente dei lavoratori precari della scuola che stanno protestando in tutta la Campania. I tagli previsti in tutto il Paese, ma soprattutto in Campania, verso il comparto della scuola rappresentano una nefandezza che mette in ginocchio la qualità dell’offerta formativa e con essa il futuro dell’Italia tutta e del Sud in particolare.

La perdita di migliaia di posti di lavoro è la conseguenza più immediata e drammatica di scelte assurde e frutto di incompetenza istituzionale. Purtroppo il Ministro Gelmini, che sarà pure un buon avvocato, si sta occupando di cose di cui non ha la minima competenza, e le sue scelte rispondono esclusivamente ai tagli di spesa imposte dal Tesoro. Si procede con l’accetta andando a colpire i settori strategici di questo Paese provocando, già nell’immediato, una situazione insostenibile.

Alla piena solidarietà ai lavoratori che stanno legittimamente e democraticamente protestando, dobbiamo unire tutti gli sforzi necessari per cercare di far recedere, almeno in parte, i tagli previsti. Il Consiglio e la Giunta Regionali, come già fatto lo scorso anno, metteranno in atto tutte le iniziative e le risorse disponibili per porre un primo argine, e saremo istituzionalmente al fianco della Direzione Scolastica Regionale nelle trattative col governo. Tuttavia, a fronte delle politiche governative, non possiamo dare adito a false illusioni. Purtroppo, ho la viva impressione che le proteste dei lavoratori della scuola siano solo il primo atto di un autunno che, inevitabilmente, sul piano dell’emergenza occupazionale, sarà rovente.

Ancora un morto sul lavoro. Quanta attenzione fanno le nostre aziende alle norme di sicurezza? Il nostro Viaggio prova a dare risposte. Ecco le prossime tappe

C’è stata un’altra morte sul lavoro: un operaio di Serino, Donato Trombetta, è caduto battendo la testa nell’azienda agricola in cui lavorava. Naturalmente, senza alcuna misura di sicurezza intorno. Aggiustava le lamiere di un capannone, ha messo un piede storto e c’è stato l’incidente mortale. L’ennesimo in Campania.

Ora più di prima il Viaggio nei luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza, promosso dal Gruppo per la Sicurezza sul Lavoro, presieduto da me, dall’Assessorato al Lavoro, Istruzione e Formazione della Regione Campania, dall’ANMIL Napoli, dall’INAIL Napoli, dall’ANCE Campania, dall’Unione Industriali Provincia di Napoli, da Confindustria Salerno, dall’ANICAV, dalla CGIL Campania, dalla CISL Campania, dalla UIL Campania, e realizzato dal Gruppo per la Sicurezza sul Lavoro e dall’ANMIL Napoli, non può fermarsi.

Il nostro Viaggio deve, vuole favorire la nascita di un flusso di informazioni, dagli ambienti di lavoro alle istituzioni regionali, sulle politiche di sicurezza applicate nei luoghi di lavoro e le ulteriori azioni migliorative. Consentirà di acquisire contributi per definire azioni concrete da mettere in campo a livello regionale in ogni comparto produttivo, includendo l’eventuale presentazione in Consiglio Regionale di iniziative di legge per migliorare le norme su salute e sicurezza in ambito lavorativo e rendere la Campania un luogo di lavoro più sicuro, all’avanguardia nazionale nelle soluzioni al problema degli infortuni sul lavoro.

A Luglio presentammo il Viaggio nella Sala Stampa del Consiglio Regionale. Adesso andremo: il 22 Settembre, al Cantiere Municipio della Metropolitana di Napoli, il 30 Settembre, all’officina di Ponticelli della Circumvesuviana; prossimamente, allo stabilimento di Gianturco dell’Ansaldo SpA, a quello di Caivano della Unilever SpA, nei cantieri della Gallozzi Group SpA nel Porto di Salerno, nei capannoni della Pomilia SpA a Nocera Superiore, nell’Azienda Ospedaliera Cardarelli e in una scuola superiore di Napoli.

Aziende ed enti dei più diversi: dai trasporti ad istruzione, sanità e alimentare. Che ci daranno un quadro ad ampio giro del lavoro, in tutte le sue forme, in Campania. Dell’applicazione e del rispetto delle norme di sicurezza e della prevenzione in ognuna di queste realtà. Ma anche del quotidiano dei lavoratori che in esse operano, vivono e progettano il proprio futuro.