Al PD il proprio percorso ed il proprio programma e, dopo le Primarie, un segretario che sia di tutti
Commento
Stiamo dando alla gente un’impressione di stato confusionale del Partito in Campania. A partire dai discorsi sulle alleanze e soprattutto sugli schieramenti congressuali non si danno segnali di chiarezza e rinnovamento.
Mi chiedo che fine abbiano fatto tutte le voci critiche che pure si erano sollevate in tutti questi anni, che posizione hanno assunto quanti sostengono Franceschini a livello nazionale e Amendola in Campania.
Quello congressuale dovrebbe essere il momento del confronto delle diverse linee e posizioni politiche, ed invece si ha l’impressione di un tentativo di normalizzazione del partito per riprodurre poi, a giochi fatti, le stesse faide interne.
Ho l’impressione che si siano messe a tacere le differenze politiche per meri calcoli di opportunità, ma se non esplicate e messe fuori ora, nella fase congressuale, queste stesse tensioni continueranno a ribollire sotto la brace, e corriamo il rischio di presentarci bolliti alle elezioni.
Il discorso sulle alleanze, poi, appare legato esclusivamente ai nomi, e tutti a rincorrere De Mita, ora addirittura nelle primarie. Ma i programmi politici del PD e dell’UDC sono realmente convergenti in Campania? E su quali temi? E con quali altre forze politiche? Concentriamoci sul nostro progetto politico, affrontiamolo con franchezza senza additare come acerrimo nemico chi propone prospettive diverse e, soprattutto, senza pretendere che ci sia un futuro segretario che possa unire più degli altri.
Chiunque sarà il prossimo segretario del PD, sia a livello locale che nazionale, sarà il segretario di tutti e in cui tutti i democratici dovranno riconoscersi.
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