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Archivi di Settembre 2009

A Vico Equense si è superato ogni limite: domani la visita con le onorevoli PD Armato e Incostante, poi un’interrogazione parlamentare sulla vicenda

«Con un sindaco che arriva alle mani con dei genitori che stanno legittimamente protestando per garantire il diritto allo studio dei propri figli si è davvero superato ogni limite. Quanto avvenuto è intollerabile». Lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato, annunciando per domani la sua presenza a Vico insieme ad una delegazione di parlamentari del PD composta dalle Onorevoli Teresa Armato e Maria Fortuna Incostante.

«Stiamo preparando la documentazione per un’interpellanza parlamentare per chiedere al Ministro Gelmini di chiarire l’episodio in aula. Inoltre si chiederà il pieno rispetto della sentenza del TAR che blocca la chiusura dei plessi scolastici e il conseguente trasferimento degli alunni. Oltre alla piena solidarietà ai genitori che con enormi sacrifici continuano a presidiare le scuole perché non vengano portate via le suppellettili, in tutte le sedi attiveremo gli strumenti necessari per garantire che a quei bambini ed ai loro genitori siano garantiti pieni diritti».

«Pur comprendendo tensioni e nervosismo» continua Amato «è assolutamente ingiustificabile che il rappresentante istituzionale di una comunità perda il controllo ed il dovuto rispetto dei suoi cittadini giungendo addirittura ad uno scontro fisico. D’altro canto, la vicenda della chiusura di queste scuole continua ad essere avvolta dal più profondo mistero con una decisione della giunta che sembra volta a tutelare interessi non assimilabili a quelli della propria comunità, senza tener conto delle legittime esigenze di centinaia di bambini e dei loro genitori.

«Mi chiedo infine» conclude Amato «se il Presidente della Giunta Provinciale Cesaro, che pure sulla vicenda aveva assunto pubblicamente una posizione apprezzabile, sia intenzionato ed in che modo a dare seguito alle sue parole. Di certo noi saremo concretamente al fianco dei genitori e dei bambini delle scuole di Vico».

Cantiere Metronapoli di Piazza Municipio. Ia tappa del Viaggio sui Luoghi di Lavoro per la Salute e la Sicurezza. Partire da un cantiere modello per una Campania più sicura

Comincio ancora una volta il racconto di una mia iniziativa con la voce piegata da una brutta notizia. Un’altra morte sul lavoro, tanto per non disabituarci ad un bollettino nero che si allunga oltre i confini del nostro sguardo.

È morto Gianluca Confini: aveva 32 anni, faceva l’operaio. Una parete prefabbricata da sistemare in uno stabilimento a Teverola viene giù, lo schiaccia. Inutili tutti i soccorsi prestati: lesioni interne troppo gravi. Ora i Carabinieri indagano.

Una triste notizia delle agenzie del primo pomeriggio. Ma che ci deve dare la forza di fare ancora meglio la nostra indagine sul mondo del lavoro campano, conoscerlo in tutte le sue pieghe per non dover azzerare il contatore delle (cosiddette) morti bianche e riprendere daccapo, con il nuovo anno, la macabra contabilità.   

Con questo spirito ha preso il via, dal cantiere Municipio della Metropolitana di Napoli, il Viaggio sui luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza, promosso da me e dal Gruppo per la Sicurezza sul Lavoro del Consiglio Regionale. Iniziativa che presentammo, ricorderete, il 10 Luglio scorso.

Siamo partiti da un cantiere-emblema per capire condizioni ed esigenze dei lavoratori e dar vita alla prevenzione di nuovi incidenti mortali. Il cantiere Municipio è la prima di otto tappe in altrettante aziende della Campania per ascoltare i lavoratori e produrre un’iniziativa di legge che renda i luoghi di lavoro più sicuri.

Con me c’erano il Presidente del Consiglio Regionale Sandra Lonardo, il Presidente di Metronapoli Gian Egidio Silva, il presidente Anmil Raffaele Ievolella, l’assessore al Lavoro Corrado Gabriele, il direttore sicurezza Metronapoli Enrico Brunori e il delegato del Comune di Napoli Gianfranco Pomicino, direttore Infrastrutture dell’ente. E, a colloquio diretto con noi, i sindacalisti delle tre confederazioni, l’Ance Campania, l’Unione Industriali Napoli, l’Ufficio Scolastico Regionale, la Direzione INAIL.

La Presidente Lonardo, che ha aperto il dibattito, ed io ci siamo trovati subito in grande sintonia sulla necessità non solo di monitorare la sicurezza nei cantieri, ma anche di premiare, oltre a  sanzionare, le aziende campane che meglio applicano gli obblighi di sicurezza in tutte le proprie sedi, e meglio fanno formazione in sicurezza del personale. La Presidente ha poi chiesto che si arrivi in tempi giusti ad una legge regionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Anche l’Assessore Gabriele, positivo verso il nostro Viaggio, giudicato buon mezzo per collegare istituzioni, politica, imprenditori e sindacati nella tutela dei lavoratori, si è augurato che il disegno di legge Il Lavoro di Qualità, già approvato dalla III Commissione Consiliare, e che include norme più stringenti e verifiche più severe in sicurezza e salvaguardia, venga portato in Consiglio Regionale. E reso legge per la fine del 2009.

La Commissione Bilancio ha detto sì al milione di euro per l’Abruzzo. Ora facciamone al più presto una legge regionale

Un milione di euro per la ricostruzione in Abruzzo. La Commissione Bilancio del Consiglio Regionale della Campania ha dato il via libera per la legge il cui primo firmatario è il consigliere Antonio Amato, promotore dell’iniziativa insieme alla Presidente Lonardo.

«Esprimo grande soddisfazione per la sensibilità umana ed istituzionale dimostrata dal Presidente della Commissione Bilancio e dal Presidente del Consiglio Regionale» afferma il Consigliere Amato «Ora che c’è il via libera della Commissione dobbiamo adoperarci per portare la legge in consiglio il prima possibile. Sono convinto che l’intera assise darà prova della vicinanza istituzionale già dimostrata quando ci siamo recati sui luoghi del sisma e tutti i consiglieri regionali si sono autotassati per un primo contributo alla popolazione abruzzese».

Il milione di euro stanziato dalla legge, recuperato dai fondi residui del bilancio regionale, verrà devoluto alla Fondazione “L’Abruzzo che risorge” e sarà destinato alla ricostruzione de l’Oratorio di San Gregorio della “Casa Immacolata Concezione”, gravemente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2006, dove morì anche una suora dell’Istituto.

«Come campani sappiamo bene cosa vuol dire essere colpiti da una sciagura come un terremoto» continua Amato «Era necessario portare un aiuto concreto capace di contribuire fattivamente  alla rinascita di quel territorio. Abbiamo deciso di destinare i fondi alla ricostruzione di quell’oratorio che ha sempre svolto anche una fondamentale opera di sostegno sociale, dando riparo a orfani e bambini in gravi difficoltà. La Campania sa essere generosa e solidale con quanti si trovano in grave difficoltà».

«Con questa legge» conclude Amato «diamo corpo a quello spirito di Unità Nazionale che fonda il nostro Paese e deve essere il principio ispiratore di qualsiasi attività istituzionale».

24 anni fa Giancarlo Siani fu ammazzato: toccò l’intreccio tra politica e criminalità. Un nodo tuttora irrisolto

«Giancarlo Siani è stato ammazzato quando con le sue inchieste ha toccato l’intreccio dei rapporti tra criminalità organizzata e politica e quel nodo, oggi come ieri, resta ancora irrisolto» afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato ricordando l’anniversario della morte del giornalista de Il Mattino.

«Esistono interi territori che sono ancora sotto il giogo della malavita, e nuove pressioni dei clan sui politici sono state più volte denunciate in pubblici consessi da magistrati e associazioni.

L’impegno nella lotta alla criminalità non potrà mai essere vinto finché non si avrà il coraggio di perseguire l’onestà e la legalità quali valori fondanti della vita pubblica, rinunciando e denunciando qualsiasi tentativo di infiltrazione malavitosa.

È importante ricordare Siani quale martire dell’onestà e della libertà» conclude Amato «ma non dimentichiamo la sua solitudine. È nella solitudine dei singoli il trionfo della criminalità».

Strage di Kabul, anche due militari campani tra i caduti in Afghanistan. Mi unisco al dolore delle famiglie

In questo momento non ci sono considerazioni da poter fare, solo dolore e cordoglio per i sei ragazzi italiani morti in Afghanistan, morti perché compivano il loro dovere di militari italiani in una situazione drammatica. Ci sarà lo spazio ed il tempo per le valutazioni complessive sul senso della nostra missione. Ora, però, c’è solo lo spazio del lutto.

Due di loro erano campani: Roberto Valente e Massimiliano Randino. Il primo era di Fuorigrotta, precisamente di Via Consalvo, a pochi passi dalla mia abitazione, l’altro di Pagani, entrambi giovani, 37 e 32 anni, entrambi sposati, Roberto padre di un bimbo. Il dramma vissuto dalle loro famiglie colpisce tutti, come se fossero stati i nostri stessi figli a cadere; e mi porta idealmente accanto alle mogli e ai genitori, che voglio stringere in un silenzioso abbraccio.

I militari uccisi oggi elevano a 20 i soldati italiani che hanno perso la vita in Afghanistan dal 2004, quando iniziò l’impegno dei nostri contingenti in questo complicato scacchiere la cui pacificazione chiede, purtroppo, ancora un alto, quasi quotidiano tributo di sangue. Sento perciò il dovere di esprimere la mia vicinanza a tutte le famiglie che l’attentato di Kabul ha colpito ed invio un pensiero di profondo affetto e di sostegno ai familiari dei militari italiani impegnati in Afghanistan.

 

Con tutto il mio rispetto e la più sentita partecipazione al dolore dei familiari,

Antonio Amato

Sulla vicenda delle scuole di Vico apprezzamento per il presidente Cesaro. Ora un fronte unico di Regione e Provincia per bloccare le scellerate scelte del sindaco Cinque.

«Esprimo vivo apprezzamento per la posizione assunta dal Presidente Cesaro sulla vicenda delle scuole di Vico Equense» afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Rispetto alle reali esigenze dei cittadini si deve andare al di là delle appartenenze partitiche e, soprattutto, i rappresentanti istituzionali, sono chiamati ad affrontare con responsabilità le problematiche che emergono. A Vico Equense si assiste ad una vicenda assurda, con scelte deleterie di una amministrazione comunale che prepone interessi altri ed oscuri a quelli dei suoi cittadini. Le delibere della giunta guidata da Cinque rappresentano un modello di amministrazione che deve essere rifiutato e combattuto con tutti gli strumenti istituzionali che possediamo. Insieme all’assessore Gabriele proseguiremo la nostra battaglia al fianco delle famiglie che stanno legittimamente protestando, e oltre alla piena solidarietà, faremo tutto quanto è possibile per  restituire ai bambini di Vico ed ai loro genitori il sacrosanto diritto all’istruzione. A questo punto» continua Amato «invito il Presidente Cesaro a creare un unico fronte istituzionale che impegni la Regione e la Provincia in questa battaglia. Al di là delle casacche di Partito dobbiamo intervenire urgentemente perché a Vico si ripristini un principio di diritto e legalità che anche la sentenza del TAR ha già ribadito»

Gli investimenti dell’Assessorato all’Istruzione aprono uno spiraglio per la scuola Madonna Assunta

Ha preso un’iniziativa lodevole l’assessore all’Istruzione Corrado Gabriele erogando un milione di euro al Comune di Napoli per i lavori di messa a norma della scuola Madonna Assunta di Bagnoli rimasti in sospeso. Ma c’è di più.

Con questa somma si potrà costruire una nuova Madonna Assunta, sempre nel quartiere di Bagnoli. L’edificio sarà compiuto secondo i più moderni criteri di qualità e sicurezza. La decisione dell’Assessorato dimostra l’impegno della Regione per una rapida soluzione dei problemi delle nostre scuole.

Il tutto, mi auguro, avverrà in tempi brevi per soddisfare le esigenze dei 500 alunni che frequentano un istituto di punta come il Madonna Assunta e quelle dei familiari, preoccupati che l’esperienza preziosa nel campo dell’istruzione maturata sul loro territorio vada dispersa, e che i loro ragazzi siano suddivisi in altre scuole del quartiere.

La Gelmini delira, e nel frattempo migliaia di lavoratori della scuola si ritrovano disoccupati

«Più che alle parole della Gelmini guardo ai dati: ad esempio, quanti insegnati precari di italiano sono stati convocati quest’anno nell’intera provincia di Napoli per le scuole medie? Zero, nemmeno un insegnante. E mentre migliaia di lavoratori si trovano improvvisamente disoccupati e senza prospettive si mette a rischio il futuro di tutti i nostri giovani» afferma il consigliere regionale Antonio Amato commentando le dichiarazioni del ministro Gelmini questa mattina a Nisida «Quando poi vengono distrutte istituzioni che rivestono un ruolo sociale fondamentale come il Liceo Serale Margherita di Savoia, si comprende che è a rischio un intero modello sociale e culturale. Le posizioni del Ministro Gelmini sono deliranti e sembrano tese esclusivamente a gettare benzina sul fuoco di una situazione drammaticamente incendiaria innescata dalle sue scelte scellerate. La Gelmini parla di mandare fuori dalla scuola personale politicizzato quando la realtà da lei determinata, solo in Campania, è di oltre ottomila precari gettati per strada per scelte di natura economicistica tese alla distruzione della scuola pubblica. Alla piena solidarietà ai lavoratori della scuola costretti a scendere in piazza» continua Amato «si devono aggiungere tutti gli sforzi istituzionali e politici per porre un argine alle scelleratezze compiute. Gli accordi siglati dalla Regione Campania sono importanti ma non possono servire da alibi al Ministro. Occorre» conclude Amato «intervenire con urgenza per definire una grande iniziativa politica che fermi la distruzione della scuola pubblica»

Antonio Amato (PD): i dati dei sondaggi non mi sorprendono. Ora un nuovo corso assumendoci la responsabilità di quanto abbiamo fatto

«I dati emersi dagli ultimi sondaggi non mi sorprendono affatto, il PD può recuperare il gap che oggi lo separa dal PDL e proporsi per governare ancora questa regione, ma è l’ora di voltare pagina» afferma il consigliere regionale Antonio Amato commentando i risultati dell’indagine svolta dall’istituto di Crespi sulle prossime elezioni regionali «Mentre esponenti del mio stesso partito sono affascinati da mere sommatorie dei risultati ottenuti nelle ultime consultazioni per ipotizzare un variegato cartello elettorale, i cittadini campani indicano con chiarezza la necessità di uno scatto in avanti progettuale e politico. Come appare evidente, non si tratta di inseguire o meno De Mita, né di aggrovigliarsi su una guerra tra bassoliniani e antibassoliniani, ma di proporre un progetto etico e politico alternativo al PDL che risulti credibile agli elettori. Il confronto, anche con le altre forze politiche, deve essere sulle cose da fare per il nostro territorio e per affrontare le crisi, innanzitutto quella del lavoro, che lo attanagliano. In questi anni di governo» continua Amato «c’è da distinguere tra quanto di buono è stato realizzato, dai trasporti alla mobilità fino alle tante positive esperienze amministrative in diversi comuni, e gli errori che sono stati evidentemente commessi. Questo non per una resa dei conti tutta interna al partito, che non servirebbe a nulla e non mi affascina, quanto, piuttosto, per dimostrare ai cittadini campani che da questa parte c’è gente seria, che sa riflettere su quanto ha fatto, assumendosi anche le responsabilità dei propri errori, senza propagandismi, ma con l’umiltà e la forza di chi intende la politica come un servizio da rendere alla comunità».

Emergenza scuola, aule vuote e studenti sfrattati. Per chi suona la campanella?

In Campania oltre al lavoro anche la scuola è in pericolo. Un pericolo concreto perché, per la politica di tagli selvaggi inaugurata dal Ministero dell’Istruzione, le scuole con costi troppo alti devono eliminare le classi con pochi alunni.

Sopprimere una scuola, un bene collettivo garantito per Costituzione, sembrerebbe goliardia. E invece è successo, a Vico Equense. Dove molti amici mi segnalano lo smantellamento di tre interi istituti sul Monte Faito, due elementari e materne e una media, che raccolgono 250 alunni.

Quando dico smantellamento intendo proprio che sono state portate via lavagne, sedie, cattedre a tempo di record, dopo che il Comune ha dato esecuzione al decreto Gelmini, nonostante la sospensiva del TAR desse ragione ai genitori in lotta per il ripristino delle scuole.

La scelta del sindaco, incomprensibile, mi porta vicino agli amici di Vico insieme ai quali voglio anch’io che il diritto allo studio non vada perso per un freddo atto burocratico. La Regione, però, non è stata alla finestra: costituita parte in giudizio, si è appellata alla sentenza del TAR ed ha chiesto all’Avvocatura Regionale di farla applicare.

Ancora in Costiera, a Scala, vicino Ravello, l’istituto comprensivo di materna elementari e medie non c’è più, mancando un alunno al numero minimo. Per frequentare le lezioni, gli scolaretti si spostano ogni giorno ad Amalfi.

Altro caso di scuola bloccata è quello della materna-elementare Madonna Assunta di Bagnoli a Napoli, istituto d’eccellenza per metodi innovativi e bravura dei suoi insegnanti, rimasto chiuso ben oltre la pausa estiva.

I genitori degli alunni mi hanno scritto, vivamente preoccupati per la mancanza dell’agibilità che mette in forse la riapertura di Lunedì 14 Settembre, quando squillerà la prima campanella.

La questione che tocca l’istituto di Bagnoli, spiegano, stavolta è esplosa non a fine ma ad inizio anno scolastico, riproponendo la scomodità di dover spostare i figli in altre scuole del quartiere.

L’assessore all’Istruzione Corrado Gabriele è intervenuto nell’ingarbugliata vicenda con l’incontro di martedì scorso in Regione; gli è stato detto che il certificato di agibilità per riaprire la Madonna Assunta sarà stilato in 15 giorni. 

Gabriele, confermando la disponibilità della Regione a stanziare quanto serve per chiudere i lavori di messa in sicurezza, ha chiesto tempi rapidissimi per lo sblocco della scuola che ospita 500 ragazzini di Bagnoli e Fuorigrotta.

Se questa tabella di marcia sarà rispettata, la Madonna Assunta ricomincerebbe la didattica con un po’ di ritardo sull’inizio dell’anno scolastico, ciò che personalmente mi auguro ed auguro ai genitori e ai giovani scolari della X Municipalità.     

Queste rattristanti cronache di scuola negata, così diverse per le cause ma così simili nelle conseguenze, sembrano dunque andare verso una soluzione. Ma c’è un’ultima cosa da pretendere.

Dei tempi veramente rapidi. Perché la scuola è un diritto ed un bene inalienabile; è il posto di tutti in cui si impara a capire tutti gli altri; è un dovere che può diventare gioia se diamo a insegnanti e studenti più serenità, correggendo questa riforma che, finora, ha catapultato sulla scena il più grande licenziamento pubblico del Dopoguerra.

Qualche spunto proviene dalle associazioni dei docenti: immissione in ruolo sui posti vacanti con prepensionamento volontario o un ridotto orario scolastico, che consentirebbe l’entrata a ruolo di nuovi insegnanti affiancati dai colleghi a riposo. Mentre due deputate del PD chiedono la verifica del numero reale di studenti per classe e quante sezioni non autorizzate ci siano. 

Tocca al Ministero adesso interrogarsi sui punti più aspri del decreto Gelmini. Ma bisogna fare presto, se non vogliamo un autunno ancora più deprimente per la scuola italiana.