La Lega tira fuori le gabbie salariali, ma non servono: sono solo un ostacolo per intralciare la ripresa del Mezzogiorno
Commento
Le gabbie salariali per il Mezzogiorno sono un altro inutile e pregiudizievole ostacolo alla nostra ripresa. Sono l’ultima boutade della Lega, che pare averci preso gusto, e che va a pennello con il test di dialetto per gli insegnanti, guardacaso tutti o quasi meridionali vincitori di regolare concorso (senza prove di cultura lombarda), in attesa da anni e finalmente assegnati a scuole e città del Nord.
Più la Lega produce idee secessioniste, più sembra di vedere tessere una strategia di accerchiamento del Sud che presto o tardi lo estrometterà per legge dai piani di sviluppo nazionali, mentre di fatto già lo fa, associando i corposi tagli ai Fondi per le Aree Sottosviluppate alla bislacca idea di una nuova Cassa per il Mezzogiorno.
Ma l’agenda economica del Meridione deve ruotare su ben altro. Magari su questi tre punti a lungo trascurati: nuovi investimenti, infrastrutture nuove per un sistema moderno di trasporti e fiscalità di vantaggio come, ad esempio, il credito d’imposta che ha sostenuto l’avvio e consolidato tante PMI del Sud.
Quello che serve sul serio in questo momento di dura flessione dello sviluppo nazionale è una visione unitaria della ripresa economica dell’Italia, quindi di Sud e Nord, che non può sbarazzarsi delle energie e dei talenti del Mezzogiorno.
Agli illuminati ideologi padani vorrei ricordare che le gabbie non servono, e di pensare piuttosto a come volare, Nord e Sud, oltre la crisi.
Francesco:
Si pone l’attenzione sulle PMI a cui si chiede di tirare la cinta quando poi il governo LICENZIA i precari della Scuola con un colpo d’ascia.
La situazione stà esplodendo soprtattutto in Campania che ha haimè la colpa di essere governata dal centrosinistra. Infatti la Mannaia della coppia Tremonti-Gelmini si è abbattuta con più forza sulla nostra regione. Spero che il PD insieme a tutte le forze Politiche d’opposizione ponga al centro dell’attività politica questa questione che non è da sottovalutare. Si parla di migliaia e migliaia di Lavoratori che “aspettano” di essere regolarizzati dallo stato e da cui hanno avuto un bel servito.
Mi aspetto dal “PD” un attenzione su questo tema che è scottante in momento di crisi economica, in cui l’Italia, o meglio i cittadini italiani, stanno pagando un conto molto “SALATO” per l’inadeguatezza del governo per anche una mancanza di opposizione “UNITA” che porti al centro la problematiche dei lavoratori dipendenti che non hanno “protezioni” salariali come i precari.
Sicuro di una sua attenzione saluto
francesco f.
http://www.gildanapoli.it/index1.htm
1 settembre 2009, 1:39 pm